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#umiliazione
Marco Setaccioli 9h

Marco Setaccioli argued that the reelection of Donald Trump represented the most serious humiliation ever inflicted by Russia on the United States. https://t.co/r8gB3VHrGd #DonaldTrump #USA #Russia (translated)

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Anita Likmeta 2w

Anita Likmeta criticized those who, in response to the beating of a rabbi in the street, told a Jew that his victimhood no longer convinced anyone, noting that that same response immediately provided a demonstration. She compared the situation to a Borges labyrinth from which one exited with horns after entering to argue that the Minotaur did not exist. She expressed solidarity with Daniele Nahum and the entire Italian Jewish community, which, she wrote, was once again forced into further humiliation: having to prove the hatred while enduring it. #solidarietà #comunitàebraica #antisemitismo (translated)

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Andrii Sybiha 🇺🇦 4w

"La decisione di rimuovere Usmanov e Fridman nell'elenco delle persone soggette a sanzioni è vergognosa e ingiustificabile. Mosca sta festeggiando perché ha ottenuto ciò che voleva: un senso di impunità, l'umiliazione dell'Ue e la divisione tra gli europei" #SanzioniRussia #Ue #Ucraina

Intesa in Ue sulle sanzioni alla Russia, rinnovo per 3 anni e fuori Usmanov e Fridman. L'ira di Kiev
www.ansa.it
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Andrii Sybiha 🇺🇦 4w

«La decisione di rimuovere Usmanov e Fridman nell'elenco delle persone soggette a sanzioni è vergognosa e ingiustificabile. Mosca sta festeggiando perché ha ottenuto ciò che voleva: un senso di impunità, l'umiliazione dell'Ue e la divisione tra gli europei»

Ue rinnova sanzioni contro la Russia per 3 anni, ma gli oligarchi Usmanov e Fridman fuori dalla black list. La Lettonia si astiene
www.ilmessaggero.it
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Costantino De Blasi Sep 15

Brava Elly, per vincere le elezioni bisogna parlare un linguaggio nuovo, individuare nuovi nemici, identificare i nuovi colpevoli. Ad esempio quel neoliberismo di cui si sente l'invisibile presenza da 30 anni e che da allora non ha privatizzato più nulla, che ha regalato 200 miliardi ai proprietari di appartamenti e villette, che ha elargito 194 miliardi tramite pnrr e affini, che ha aumentato la pressione fiscale al 43%, che fa utilizzare ai governi la golden share, che non è capace di spendere bene 140 miliardi l'anno sul servizio sanitario nazionale, che ha monetizzato il debito pubblico, che la scuola non funziona non perché non forma i nostri figli ma perché non si affida al salvifico valore dell'umiliazione in classe (cit. Valditara), che ha forzato una transizione energetica tanto necessaria quanto miope... Forza Elly, avanti così verso la sconfitta! #politica #neoliberalismo #elezioni

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Marmitta Sep 13

6 giri di gara ed Hamilton è senza freni andava sabotato per prendere un DNF altrimenti l’umiliazione al gelataio era troppo netta @ScuderiaFerrari branco di haneicappati senza precedenti #Formula1 #Hamilton #Ferrari

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Il Messaggero Sep 8

Il leader della CDU, Friedrich Merz, ha ammesso la sconfitta elettorale in Sassonia-Anhalt, dopo il sorprendente trionfo dell'AfD, esprimendo shock e la necessità di un cambio di approccio, mentre Mosca ha accolto la vittoria come un'umiliazione per il governo tedesco. #Germania #AfD #FriedrichMerz

www.ilmessaggero.it
Germania, voto choc. Merz ammette la disfatta dopo il trionfo di AfD: «Scioccato, ma non mollo». Mosca gioisce: un?umiliazione
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Barbara Collevecchio Aug 27

In questo articolo: la psicologia del ritorno dell’estrema destra in Germania e la ferita delle aree rurali. Lutto, umiliazione e dinamica autoritaria 👇🏿 https://t.co/Nf4Lh6cDWz #EstremaDestra #PsicologiaPolitica #Germania #DE

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SUPERNONNO IL RITORNO Aug 14

TOTI: IL FANGO RESTA, MA CHI LO HA LANCIATO? Ve lo ricordate il “sistema Toti”? Ve le ricordate le piazze, le urla, le accuse, le richieste di dimissioni? Ve li ricordate Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli e compagnia cantante pronti a trasformare un’inchiesta giudiziaria in una sentenza politica? E soprattutto: ve lo ricordate il linciaggio mediatico? Perché oggi arriva una notizia che dovrebbe far riflettere tutti! Il GIP di Genova ha disposto l’archiviazione del filone bis dell’inchiesta, ritenendo che non ci fossero elementi idonei a formulare una ragionevole previsione di condanna e che non fosse sostenibile l’ipotesi di reato contestata in quel procedimento!! E allora una domanda diventa inevitabile: chi restituisce a Giovanni Toti quello che gli è stato tolto? Chi gli restituisce la dignità politica? Chi gli restituisce i mesi agli arresti domiciliari? Chi restituisce alla sua famiglia l’umiliazione di vedere il proprio nome trascinato quotidianamente nel fango? Chi restituisce alla Liguria la serenità istituzionale sconvolta da quella vicenda? E soprattutto: chi chiederà scusa? Perché in Italia funziona troppo spesso così: l’inchiesta finisce sui giornali con titoli cubitali, l’indagato diventa immediatamente “colpevole” nell’immaginario collettivo, la politica si getta sul cadavere ancora caldo dell’avversario e le televisioni fanno il resto. Poi, quando arrivano archiviazioni, assoluzioni o ridimensionamenti, improvvisamente cala il silenzio. Nessuna piazza. Nessuna manifestazione. Nessun titolo a caratteri cubitali. Nessuna autocritica. Il fango fa rumore quando viene lanciato. Le smentite, invece, fanno pochissimo rumore. E questo è il vero problema. Non sto dicendo che la magistratura non debba indagare. Deve farlo. Sempre. Ma proprio perché la magistratura è uno dei pilastri dello Stato di diritto, bisogna pretendere che un’indagine non diventi una condanna mediatica prima ancora di arrivare davanti a un giudice. E alla politica dico ancora di più: quando un avversario viene travolto da un’inchiesta, la prudenza dovrebbe essere un dovere. Perché domani potrebbe toccare a voi. A Toti è stato tolto il potere politico. La macchina mediatica gli ha tolto reputazione. La pressione giudiziaria e politica ha contribuito alla fine della sua esperienza da governatore. E adesso, davanti a un’archiviazione che certifica l’insufficienza degli elementi per sostenere l’accusa in quel filone, io vorrei vedere almeno una cosa: DA PARTE DI QUESTA GENTAGLIA UN PO’ DI VERGOGNA. Da parte di chi lo ha già condannato. Da parte di chi ha trasformato un’inchiesta in propaganda. Da parte di chi ha scambiato il garantismo con il tifo politico. Ma temo che resterà soltanto il silenzio. Perché il problema non è soltanto il fango che viene gettato. Il problema è che, in Italia, troppo spesso nessuno paga mai il prezzo del fango che ha gettato sugli altri. E questa, signori miei, non è giustizia. È una devastante giustizia mediatica di parte!!! #Giustizia #Politica #LibertàDiStampa

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Tommaso Angelini Aug 7

@dariodangelo91 Questa sera entra di diritto tra le peggiori umiliazioni per il nostro Stato. Una delle ore più nere dell'Europa e un oltraggio agli ideali dei padri fondatori. Tutto per la propaganda della destra provincialista. #Europa #Umiliazione #Politica

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L
lastampa.it Jul 15

A Torino, l'associazione Opera San Giobbe offre supporto economico a ex membri dell'alta borghesia che hanno perso tutto, affrontando non solo difficoltà finanziarie, ma anche il dramma dell'umiliazione sociale. #discrezione #aiuto #torino

www.lastampa.it
Se i ricchi in rovina ora chiedono aiuto: “Vivevamo nel lusso, abbiamo perso tutto”
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AnfetaMilan Jul 14

Galtieri, né tantomeno implica che la soluzione sia rimpatriare i nativi delle Falkland (che ormai vivono lì da generazioni) ma dà il diritto agli Argentini di citare in un coro nazionale quella che è stata un’umiliazione storica ingiusta Buon proseguimento di giornata #Falkland #Argentina #Storia

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alberto negri Jul 6

La nuova umiliazione di Meloni e dell'Italia l'abbiamo voluta noi Nei giorni scorsi avevo scritto che dopo gli insulti di Trump alla festa dell'ambasciata Usa bisognasse inviare una delegazione diplomatica non politica: è l'Abc delle relazioni internazionali. Adesso, dopo l'ennesima umiliazione di Trump con un meme altamente offensivo, si deve convocare l'ambasciatore Usa e bloccare la crociera dei suoi yacht (sono due) intorno all'Italia: questo non è il Paese delle sue vacanze. Avremmo ancora una dignità: mai visto trattare un premier italiano. sia pure inadeguato, in questo modo. #Italia #Politica #Diplomazia

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alberto negri Jul 4

Il Papa, Trump e Khamenei: tutto in un giorno. Contro la nostra umiliazione. Il Papa è a Lampedusa, a Teheran i funerali di Khamenei e Trump che straparla dell'indipendenza americana. Dice il tycoon che gli Usa non saranno mai comunisti: vero sono diventati un Paese di oligarchi straricchi come avviene in molti stati dell'Est, guidati da un satrapo psicopatico. Ho potuto vedere davanti alle coste dell'Argentario la barca di "appoggio" dell'ambasciatore Usa Fertitta al suo yacht da 450 milioni di dollari: sembra una nave da guerra, gli elicotteri sul ponte e le feritoie. Da noi neppure lo nostra marina militare ha una nave così feroce: improvvisamente il mio stato è sembrato piccolo e inerme, passandoci davanti ci siamo sentiti delle mosche. Un'inutile dimostrazione di potenza e ricchezza. Ma il nostro governo è accorso al suo party perché non ha neppure il coraggio di opporsi all'umiliazione. #politica #potere #umiliazione

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Marco Setaccioli Jul 2

Alle raffinerie in fiamme e all’umiliazione delle code ai distributori Mosca ha reagito nell’unico modo che conosce: uccidendo e distruggendo. In una nottata terribile per Kyiv si registrano almeno 10 morti e 56 feriti, inclusi bambini. Di un imminente attacco massiccio aveva parlato già ieri sera Zelensky, tanto che, prima ancora prima che suonassero gli allarmi, le stazioni della metro si erano già riempite di famiglie con sacchi a pelo. Per tutta la notte si sono susseguite esplosioni di droni a reazione, missili balistici e persino gli ipersonici Zircon, che hanno colpito edifici civili in molte zone della città, distruggendo interi palazzi. Un incendio è scoppiato anche sul tetto di un hotel. I servizi di sicurezza sono tutt’ora al lavoro per estrarre persone rimaste intrappolate sotto le macerie, nonostante le app segnalino ancora il pericolo di ulteriori arrivi di droni, col rischio che il bilancio peggiori ancora. Nel corso della giornata già ieri in un ennesimo attacco su Kharkiv un bambino di 15 anni era morto ed altre 32 persone erano rimaste ferite. Si tratta chiaramente di attacchi di frustrazione che non influiscono di un solo centimetro sull’andamento delle battaglie al fronte e che vogliono infliggere solo sofferenze su una popolazione che in 4 anni e mezzo Putin non è riuscito a piegare, nonostante il numero esorbitante di crimini di guerra e contro l’umanità commessi. Purtroppo per lui attacchi come questo non cambieranno le sorti di una guerra che, non potendo vincere, ha già perso, ma al contrario avvicina il crollo del regime e fa salire il conto dei danni che la Russia dovrà pagare per generazioni. Guardiamo queste immagini e ragioniamo su quanti sarebbero stati i morti se Kyiv non avesse avuto armi per difendersi. Non dimentichiamo mai i nomi di chi vorrebbe lasciare le città ucraine indifese e ricominciare a comprare il gas da un paese che utilizzerebbe i nostri soldi per continuare ad uccidere e distruggere. Sono semplicemente COMPLICI. #Ucraina #Guerra #DirittiUmani

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Marco Setaccioli Jun 29

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda

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Il Messaggero Jun 27

Hezbollah ha denunciato l'accordo firmato tra Israele e Libano a Washington come un'umiliazione e una rinuncia alla sovranità, scatenando disordini a Beirut durante i quali i sostenitori del movimento hanno bloccato strade e dato fuoco a pneumatici, portando il governo libanese a rafforzare la presenza militare nella capitale. #Hezbollah #Libano #Israele

www.ilmessaggero.it
«Accordo umiliante che rinuncia alla sovranità». Hezbollah attacca l'intesa, disordini a Beirut
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alberto negri Jun 24

Meloni con Trump passa da Temptation Island alla Terra dei Cachi Gli insulti di Trump non erano diretti solo alla premier ma all'Italia. Il suo tentativo di ricondurre il tutto a un fatto personale è puerile. Avrebbe dovuto convocare l'ambasciatore Usa e consegnare almeno una nota di protesta. Quindi si rifugia in battute che fanno sembrare l'Italia un Paese dove si possono calpestare le istituzioni come una Terra dei Cachi. Del resto aveva replicato solo verbalmente all'umiliazione dei cittadini italiani da parte del ministro Ben Gvir senza convocare l'ambasciatore israeliano. Conseguenza: in un'intervista al Corsera il presidente israeliano Herzog non rivolge neppure un accenno di scuse. Lei _ ma anche l'Italia _ viene presa per le orecchie da tutti come un'infante dell'asilo Mariuccia. Sovranista da ridere. #Politica #Italia #Trump

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Wazza e4 Jun 22

Più di ogni altra sconfitta e/o acquisto calciatore sbagliato, il mio terrore è vivere una situazione come quella del Milan. Amorim già sovraccaricato di responsabilità, i 4 più bravi che non si sa se rimangono o no in una squadra che già avrebbe avuto tanto da fare, caos societario incredibile. Penso sarà la stagione da dentro o fuori: o è cardinale visionario che fa all in nel "come dico io" e se ne esce o altrimenti sarà un impatto devastante con rischio concreto di relegare il club ad una società di fascia medio/bassa. L'umiliazione più grande sarebbe un giorno se l'interista arrivasse a non sfotterli nemmeno più. Situazione analoga la vive la Lazio. #ACMilan #Calcio #SerieA

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Stefania Maurizi Jun 19

Il vero scandalo non è l'umiliazione pubblica del presidente #Meloni-sono almeno 2 decenni che governo USA disprezza governi italiani di destra e sinistra - il vero scandalo è arrivo nuovi #SoldatiUSA a #Sigonella,che ci renderà sempre più complici di #guerre criminali #Meloni #SoldatiUSA #Sigonella #IT #US

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