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#umiliazione

La nuova umiliazione di Meloni e dell'Italia l'abbiamo voluta noi Nei giorni scorsi avevo scritto che dopo gli insulti di Trump alla festa dell'ambasciata Usa bisognasse inviare una delegazione diplomatica non politica: è l'Abc delle relazioni internazionali. Adesso, dopo l'ennesima umiliazione di Trump con un meme altamente offensivo, si deve convocare l'ambasciatore Usa e bloccare la crociera dei suoi yacht (sono due) intorno all'Italia: questo non è il Paese delle sue vacanze. Avremmo ancora una dignità: mai visto trattare un premier italiano. sia pure inadeguato, in questo modo. #Italia #Politica #Diplomazia

Il Papa, Trump e Khamenei: tutto in un giorno. Contro la nostra umiliazione. Il Papa è a Lampedusa, a Teheran i funerali di Khamenei e Trump che straparla dell'indipendenza americana. Dice il tycoon che gli Usa non saranno mai comunisti: vero sono diventati un Paese di oligarchi straricchi come avviene in molti stati dell'Est, guidati da un satrapo psicopatico. Ho potuto vedere davanti alle coste dell'Argentario la barca di "appoggio" dell'ambasciatore Usa Fertitta al suo yacht da 450 milioni di dollari: sembra una nave da guerra, gli elicotteri sul ponte e le feritoie. Da noi neppure lo nostra marina militare ha una nave così feroce: improvvisamente il mio stato è sembrato piccolo e inerme, passandoci davanti ci siamo sentiti delle mosche. Un'inutile dimostrazione di potenza e ricchezza. Ma il nostro governo è accorso al suo party perché non ha neppure il coraggio di opporsi all'umiliazione. #politica #potere #umiliazione

Alle raffinerie in fiamme e all’umiliazione delle code ai distributori Mosca ha reagito nell’unico modo che conosce: uccidendo e distruggendo. In una nottata terribile per Kyiv si registrano almeno 10 morti e 56 feriti, inclusi bambini. Di un imminente attacco massiccio aveva parlato già ieri sera Zelensky, tanto che, prima ancora prima che suonassero gli allarmi, le stazioni della metro si erano già riempite di famiglie con sacchi a pelo. Per tutta la notte si sono susseguite esplosioni di droni a reazione, missili balistici e persino gli ipersonici Zircon, che hanno colpito edifici civili in molte zone della città, distruggendo interi palazzi. Un incendio è scoppiato anche sul tetto di un hotel. I servizi di sicurezza sono tutt’ora al lavoro per estrarre persone rimaste intrappolate sotto le macerie, nonostante le app segnalino ancora il pericolo di ulteriori arrivi di droni, col rischio che il bilancio peggiori ancora. Nel corso della giornata già ieri in un ennesimo attacco su Kharkiv un bambino di 15 anni era morto ed altre 32 persone erano rimaste ferite. Si tratta chiaramente di attacchi di frustrazione che non influiscono di un solo centimetro sull’andamento delle battaglie al fronte e che vogliono infliggere solo sofferenze su una popolazione che in 4 anni e mezzo Putin non è riuscito a piegare, nonostante il numero esorbitante di crimini di guerra e contro l’umanità commessi. Purtroppo per lui attacchi come questo non cambieranno le sorti di una guerra che, non potendo vincere, ha già perso, ma al contrario avvicina il crollo del regime e fa salire il conto dei danni che la Russia dovrà pagare per generazioni. Guardiamo queste immagini e ragioniamo su quanti sarebbero stati i morti se Kyiv non avesse avuto armi per difendersi. Non dimentichiamo mai i nomi di chi vorrebbe lasciare le città ucraine indifese e ricominciare a comprare il gas da un paese che utilizzerebbe i nostri soldi per continuare ad uccidere e distruggere. Sono semplicemente COMPLICI. #Ucraina #Guerra #DirittiUmani

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda

Hezbollah ha denunciato l'accordo firmato tra Israele e Libano a Washington come un'umiliazione e una rinuncia alla sovranità, scatenando disordini a Beirut durante i quali i sostenitori del movimento hanno bloccato strade e dato fuoco a pneumatici, portando il governo libanese a rafforzare la presenza militare nella capitale. #Hezbollah #Libano #Israele

«Accordo umiliante che rinuncia alla sovranità». Hezbollah attacca l'intesa, disordini a Beirut

Meloni con Trump passa da Temptation Island alla Terra dei Cachi Gli insulti di Trump non erano diretti solo alla premier ma all'Italia. Il suo tentativo di ricondurre il tutto a un fatto personale è puerile. Avrebbe dovuto convocare l'ambasciatore Usa e consegnare almeno una nota di protesta. Quindi si rifugia in battute che fanno sembrare l'Italia un Paese dove si possono calpestare le istituzioni come una Terra dei Cachi. Del resto aveva replicato solo verbalmente all'umiliazione dei cittadini italiani da parte del ministro Ben Gvir senza convocare l'ambasciatore israeliano. Conseguenza: in un'intervista al Corsera il presidente israeliano Herzog non rivolge neppure un accenno di scuse. Lei _ ma anche l'Italia _ viene presa per le orecchie da tutti come un'infante dell'asilo Mariuccia. Sovranista da ridere. #Politica #Italia #Trump

Più di ogni altra sconfitta e/o acquisto calciatore sbagliato, il mio terrore è vivere una situazione come quella del Milan. Amorim già sovraccaricato di responsabilità, i 4 più bravi che non si sa se rimangono o no in una squadra che già avrebbe avuto tanto da fare, caos societario incredibile. Penso sarà la stagione da dentro o fuori: o è cardinale visionario che fa all in nel "come dico io" e se ne esce o altrimenti sarà un impatto devastante con rischio concreto di relegare il club ad una società di fascia medio/bassa. L'umiliazione più grande sarebbe un giorno se l'interista arrivasse a non sfotterli nemmeno più. Situazione analoga la vive la Lazio. #ACMilan #Calcio #SerieA

The real scandal is not the public humiliation of President #Meloni - for at least 2 decades the US government has despised Italian governments of both the right and the left - the real scandal is the arrival of new #USSoldiers in #Sigonella, which will make us increasingly complicit in #criminal wars. (translated)

La città di Palermo sta vivendo una rivolta popolare contro il matrimonio della popstar Dua Lipa con l'attore Callum Turner, con misure di sicurezza estremamente restrittive che hanno provocato forti proteste tra i residenti, costretti a firmare un accordo di riservatezza e a comunicare il numero di persone presenti nelle loro abitazioni durante l'evento, generando un clima di indignazione e umiliazione simile ai tumultuosi eventi avvenuti a Venezia. #DuaLipa #Palermo #proteste

Dua Lipa, Palermo in rivolta per il matrimonio del secolo. Centro blindato, manifesti ovunque: «Non siamo il vostro salotto»
Marmitta Jun 5

nessun ragazzo o ragazza ha paura del rifiuto chiunque è disposto/a a buttarsi, indipendentemente dal risultato quello di cui si ha paura è l’umiliazione, essere deriso e umiliato/a sulla chat con gli amici o le amiche o finire in un tik tok come va di moda adesso #Coraggio #Accettazione #SocialMedia

Double May 31

Buon 31 Maggio a tutti. Oggi un anno fa grazie a Simo Inza subivamo una grande umiliazione. Oggi un anno a credevano sarebbe morti. Oggi un anno fa tiravano fuori il crapino. Un anno dopo NOI vinciamo, #altri come dire, #Nervosetti. #Buon31Maggio #Vittoria #Ricordi

L’umiliazione che Ben Gvir ha voluto imporre contro gli attivisti, giornalisti, parlamentari, anche italiani, è stato uno schiaffo in faccia, ha svegliato finalmente i nostri governi, che hanno alzato la voce.

Dal mare di The Sea alla Flotilla, il racconto di Mantovani alla proiezione con Oliva e Innocenzi: “Israele supera ogni volta una linea rossa perché ha paura degli attivisti”
www.ilfattoquotidiano.it
L
lastampa.it May 21

Dario Carotenuto a Alessandro Mantovani, poiché rilasciati dall'Israele dopo essere stati arrestati nella Global Sumud Flotilla, raccontano esperienze agghiaccianti di violenza e umiliazione subite, evidenziando la gravità delle condizioni di trattamento dei palestinesi. #Flotilla #Israele #dirittiUmani

Flotilla, il racconto choc di Mantovani e Carotenuto: “Picchiati selvaggiamente, bendati e incatenati”

Alessandro Mantovani e Dario Carotenuto, deportati in Israele con la Global Sumud Flotilla, hanno denunciato violenze e maltrattamenti subiti durante l'abbordaggio della loro imbarcazione, inclusa l'umiliazione e l'uso della forza da parte delle forze israeliane. #GlobalSumudFlotilla #Israele #violenze

Flotilla, la testimonianza di Mantovani: “Siamo stati picchiati, sentivamo le grida, ci hanno messo le manette e le catene alle caviglie”
L
lastampa.it May 21

Il video pubblicato dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, caratterizzato da un evidente disprezzo verso gli attivisti e una palese umiliazione, è stato condannato dal presidente della Repubblica Mattarella come un esempio di trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali. #BenGvir #umanità #dirittiumani

Il video di Ben-Gvir e l'orgoglio del Male

Belkis Paganelli, madre e moglie di due attivisti livornesi sequestrati da Israele, esprime il suo orgoglio per il loro coraggio nel testimoniare le proprie idee, mentre critica aspramente il governo italiano per la sua inefficacia nella gestione della situazione e per l'umiliazione subita dal Paese. #Flotilla #Italia #Palestrinesi

“Mio marito e mio figlio inginocchiati con gli altri della Flotilla: sono fiera di loro, a essere umiliati sono l’Italia e il governo”: parla Belkis Paganelli che nel video di Ben Gvir ha riconosciuto due attivisti livornesi

President Meloni, it's good to condemn Ben Gvir for the humiliation of the members of the Flotilla (a luxurious treatment compared to what was inflicted on Palestinians in Israeli prisons). But words are not enough: Italy should stop opposing the suspension of the EU-Israel Agreement. (translated)

L
lastampa.it May 15

Vladimir Putin, temendo di rimanere ai margini del nuovo equilibrio globale dominato da Xi Jinping e Donald Trump, ha lanciato il più massiccio attacco contro l'Ucraina in quattro anni e mezzo di guerra come rappresaglia per l'umiliazione subita e per interrompere l'immagine di vulnerabilità, mentre le forze ucraine guadagnano consapevolezza e forza sul campo di battaglia. #Putin #Ucraina #geopolitica

Putin costretto ai margini bombarda l’Ucraina
Il Post May 11

La parata per il Giorno della Vittoria a Mosca è diventata un problema per Putin, poiché la Russia ha dovuto negoziare un cessate il fuoco con l'Ucraina, riducendo significativamente la celebrazione e portando a una parziale umiliazione per il regime, già in difficoltà a causa della guerra prolungata e delle perdite militari. #GiornoDellaVittoria #Putin #Ucraina

La parata per il Giorno della Vittoria a Mosca è stata un problema per Putin