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#vortici
Marco M.M. Aug 19

Temporali forti al Nord, caldo ancora intenso al Centro-Sud. L’Italia si spacca. Nella seconda parte della settimana l’atmosfera entrerà in una fase molto delicata, non perché arrivi una normale perturbazione capace di spazzare via tutto, ma perché sull’Italia tenderanno a fronteggiarsi due mondi diversi. Da un lato una saccatura nord-atlantica in discesa verso l’Europa occidentale, dall’altro una nuova spinta del promontorio nord-africano, pronta a risalire dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale e i Balcani, coinvolgendo soprattutto le regioni centro-meridionali. Il risultato sarà una configurazione da forte contrasto, con il flusso in quota che inizierà ad assumere un disegno più ondulato, quasi da prima dinamica tardo-estiva, ma con un problema in più, l’evoluzione potrebbe risultare lenta, a tratti quasi bloccata, e quando l’atmosfera rallenta sopra zone così cariche di calore e umidità, il rischio non va sottovalutato. Tra giovedì e venerdì la fascia più esposta ai contrasti dovrebbe interessare soprattutto il Nord e parte del Centro-Nord tirrenico, dove l’ingresso di aria più instabile potrà favorire rovesci e temporali anche intensi. Nel fine settimana, invece, con il promontorio subtropicale più invadente, la linea di contatto potrebbe risalire di latitudine, lasciando il Nord più vicino alla zona temporalesca e il Centro-Sud più esposto alla risalita calda. Dove l’anticiclone riuscirà a imporsi, infatti, le temperature torneranno a salire in modo marcato, con aria molto calda di matrice subsahariana e valori che potrebbero diventare anche fortemente anomali per il periodo, soprattutto guardando alla prossima settimana. Si tratta di una situazione complicata con fenomeni moderatamente estremi ma completamente diversi, forti temporali al nord e caldo intenso al centro-sud. Avremo un braccio di ferro tra Atlantico e Nord Africa, con una fascia di confine potenzialmente esplosiva, alimentata da aria calda, umidità, contrasti termici, vorticità in quota e mari ormai molto caldi, localmente vicini ai 30 °C. Quando il caldo intenso incontra aria più instabile e il sistema rallenta, i temporali possono diventare localmente molto severi. Bisogna evitare sia il panico che la leggerezza e seguire l'evoluzione giorno per giorno con la bussola della professionalità. #MeteoItalia #Clima #PrevisioniMeteorologiche

#Etna: le colate emesse dalle due fratture attive a quota 2.750 e 2.360 m avanzano lentamente. I fronti si trovano a quota 1.800 m. Lungo il campo lavico si stanno formando anche dei bellissimi dust devil, ovvero dei piccoli vortici di polvere. Video di AccuraExplorer https://t.co/zAtQvGXepu #Etna #Vulcano #Natura

L
lastampa.it Aug 6

Gli scienziati hanno catturato per la prima volta immagini dettagliate dei vortici sulla superficie del Sole, rivelando correnti di plasma che si muovono come enormi mulinelli e aiutando a comprendere come l'energia solare venga accumulata e rilasciata durante le tempeste solari. #Sole #vortici #scienza

I vortici nascosti del Sole: le immagini più dettagliate mai catturate della nostra stella
Il Post Aug 6

L'osservazione della superficie del Sole tramite il più grande telescopio solare al mondo ha rivelato l'esistenza di vortici di plasma, la cui formazione è attribuita all'instabilità di Kelvin-Helmholtz, offrendo nuovi spunti per comprendere il comportamento del campo magnetico solare e i fenomeni esplosivi come i brillamenti solari. #Sole #vortici #instabilità

Sulla superficie del Sole c’erano vortici che non riuscivamo a vedere
ANSA.it Aug 6

Grazie a nuove immagini ad alta risoluzione, è stata osservata per la prima volta la formazione di piccoli vortici di plasma sulla superficie del Sole, simili a onde, la cui scoperta potrebbe fornire importanti informazioni sui meccanismi di accumulo e rilascio dell'energia solare e sul comportamento del campo magnetico solare. #Sole #vortici #ricerca

Vortici mai visti nelle prime immagini del Sole in HD
Marco M.M. Jul 24

Tra sabato sera e lunedì non avremo solo qualche temporale estivo, l’atmosfera proverà a organizzare un vero passaggio instabile da ovest verso est. In queste ore il secondo impulso di aria relativamente più fresca sta ancora interessando la Penisola, con ventilazione settentrionale più evidente sulle regioni meridionali, specie versanti adriatici e ionici ma la prossima fase va cercata più a ovest, vicino al Portogallo, dove è presente una piccola circolazione depressionaria in quota, una goccia fredda. Sarà lei a rimettere in movimento il tempo nel fine settimana. Sabato pomeriggio-sera i primi effetti dovrebbero raggiungere il Nord-Ovest, domenica il peggioramento tenderà poi a coinvolgere il resto del Nord e buona parte del Centro. Avremo aria più instabile in quota, correnti sud-occidentali in risalita, maggiore vorticità ciclonica, accelerazione del getto in alta troposfera e divergenza in quota sulle regioni centro-settentrionali. Tutti elementi che favoriscono i moti ascendenti e possono sostenere rovesci e temporali anche intensi. L’atmosfera avrà dunque sia energia disponibile nei bassi livelli, sia meccanismi dinamici in quota per provare a sfruttarla. Per certi aspetti è una configurazione che ricorda i primi peggioramenti autunnali, anche se siamo ancora nel cuore dell’estate meteorologica e il sistema non sarà particolarmente profondo. Il potenziale per fenomeni localmente forti c’è ma la localizzazione precisa resta ancora la parte più delicata e andrà affinata con i prossimi aggiornamenti. #Meteo #Temporali #Estate

Marco M.M. Jun 4

Il tornado di Roma non va né minimizzato né trasformato in una prova climatica automatica. Parliamo di un fenomeno meteorologico locale, rapido e molto concentrato, nato dentro una fase temporalesca favorevole. Per classificarlo bene servono immagini, traiettoria, danni osservati e analisi sul posto, da quello che è emerso, il fenomeno sembra compatibile con un tornado di debole intensità, indicativamente F0-F1, ma la prudenza resta necessaria. Detto questo però, attenzione a due errori. Il primo è pensare che un sistema di allerta sul telefono possa prevedere con precisione un vortice di questo tipo su scala di quartiere, non siamo nelle grandi pianure americane, dove alcune supercelle tornadiche possono essere monitorate con dinamiche diverse e spazi molto più ampi. In Italia molti vortici sono piccoli, brevi, localizzati e difficilissimi da prevedere nel punto esatto con largo anticipo. Si può prevedere una situazione favorevole ai temporali forti, si può fare nowcasting radar e satellitare, ma dire "alle 09:12 passerà un piccolo tornado su quel quartiere" non è meteorologia operativa realistica. Il secondo errore è attribuire automaticamente tutto al cambiamento climatico, può sicuramente modificare alcuni ingredienti dei temporali, come energia e umidità disponibili ma per tornado e trombe d’aria la letteratura scientifica è molto più prudente rispetto ad aumenti di temperatura, siccità o intensità delle precipitazioni. Non esiste oggi una prova solida e generalizzata che dica: "i tornado in Italia stanno aumentando per il cambiamento climatico". In più, trombe d’aria e fenomeni vorticosi a Roma e nel Lazio sono avvenuti anche in passato, oggi li vediamo, filmiamo e condividiamo molto di più. La lettura corretta, secondo me, è questa, siamo davanti a un fenomeno serio, rapido e localmente pericoloso, che merita analisi e attenzione, ma proprio perché è un fenomeno complesso non va usato come etichetta buona per tutto. Non è automaticamente un "evento mai visto", non è automaticamente una prova climatica e non è automaticamente il segno che le allerte abbiano fallito. Con vortici così piccoli e veloci serve più osservazione, più nowcasting e più cultura meteorologica, non più confusione. #Tornado #Meteo #Clima