BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#0041

"BLASTING NEWS ITALIA": 'THE SIX-SEAT REVOLUTION' DI SANS SEVERO: IL TEATRO-EDICOLA CONQUISTA STANFORD SOURCE: https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2026/09/the-six-seat-revolution-di-san-severo-il-teatro-edicola-conquista-stanford-004141709.html SAN SEVERO (FG) - Il Teatro-edicola di San Severo, il 'più piccolo del mondo', è un caso di studio per la Stanford University di Sofia Vergani Il Teatro-edicola di San Severo, in provincia di Foggia, un innovativo spazio culturale ribattezzato "il teatro più piccolo del mondo", ha recentemente catturato l'attenzione internazionale, diventando un prestigioso caso di studio per la Stanford University. Questo riconoscimento di alto profilo è stato ufficializzato con la pubblicazione dell'articolo "The Six-Seat Revolution" sulla "Stanford Social Innovation Review", nella sezione "Dispatches". L'articolo, che approfondisce il modello unico del Teatro-edicola, è stato curato dal ricercatore foggiano Luciano Magaldi e supervisionato dall'editor David V. Johnson. La notizia giunge in un momento di fervente attività per la compagnia teatrale Foyer 97, che gestisce il progetto e si appresta a inaugurare la sua nuova programmazione a ottobre. Il costante interesse suscitato da questa formula innovativa, basata su un'esperienza intima con sei sedie e spettacoli ripetuti ogni quindici minuti, conferma la sua rilevanza nel panorama culturale. Un Modello di Successo e Riconversione Culturale Francesco Gravino, direttore artistico di Foyer 97 e mente ideatrice del Teatro-edicola, ha espresso grande soddisfazione per il riconoscimento, definendolo "un risultato che premia il nostro lavoro". Gravino ha sottolineato come il successo del progetto abbia già generato richieste di replicazione del modello da diverse città italiane, tra cui Lucca e Roma, evidenziando il potenziale di diffusione di questa iniziativa. L'essenza del progetto risiede nella sua capacità di trasformare un luogo dismesso e in stato di abbandono - una vecchia edicola - in un vibrante presidio culturale. "Abbiamo pensato di dar vita ad un'attività culturale da un luogo ormai dismesso ed in stato di abbandono", ha spiegato Gravino, evidenziando la visione alla base di questa riconversione. Da qui nasce anche un appello per l'introduzione di un quadro normativo regionale specifico, capace di incentivare e facilitare la trasformazione di spazi non più utilizzati in veri e propri presidi culturali, offrendo nuove opportunità per la comunità. L'Esperienza del Teatro-edicola: Intimità e Partecipazione Il Teatro-edicola si distingue per le sue caratteristiche uniche: uno spazio scenico di meno di due metri quadrati, sei sedie che garantiscono una vicinanza senza precedenti tra attori e spettatori, e repliche di spettacoli brevi ogni quindici minuti. Questa formula ha dimostrato di generare una partecipazione di pubblico straordinaria, con un riscontro da sold out che coinvolge attivamente sia giovani che adulti in un'esperienza teatrale immersiva e accessibile. Mentre Gravino e gli attori della compagnia sono impegnati nella definizione della nuova programmazione, lo sguardo è già rivolto al futuro e a un importante traguardo: "Il prossimo anno la nostra compagnia compirà 30 anni", ha annunciato il direttore artistico, anticipando celebrazioni speciali e l'introduzione di "alcune novità" per festeggiare l'anniversario. L'Inattesa Visita di Biagio Antonacci L'originalità e il fascino del Teatro-edicola hanno travalicato i confini del circuito teatrale, attirando l'attenzione anche di personalità del mondo musicale. Tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, durante un tour nella vicina Lucera, il celebre cantautore Biagio Antonacci ha compiuto una visita a sorpresa nel Teatro-edicola. In un momento memorabile, Antonacci ha intonato la sua celebre canzone "Iris", un episodio che, come ricordato da Gravino, ha rappresentato "un bellissimo incontro che ha calamitato l'attenzione dei passanti", confermando ulteriormente la risonanza e l'impatto di questo piccolo, ma rivoluzionario, spazio culturale.

'The Six-Seat Revolution' di San Severo: il Teatro-edicola conquista Stanford

"BLASTING NEWS ITALIA": 'THE SIX-SEAT REVOLUTION' DI SAN SEVERO: IL TEATRO-EDICOLA CONQUISTA STANFORD SOURCE: https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2026/09/the-six-seat-revolution-di-san-severo-il-teatro-edicola-conquista-stanford-004141709.html SAN SEVERO (FG) - Il Teatro-edicola di San Severo, il 'più piccolo del mondo', è un caso di studio per la Stanford University di Sofia Vergani Il Teatro-edicola di San Severo, in provincia di Foggia, un innovativo spazio culturale ribattezzato "il teatro più piccolo del mondo", ha recentemente catturato l'attenzione internazionale, diventando un prestigioso caso di studio per la Stanford University. Questo riconoscimento di alto profilo è stato ufficializzato con la pubblicazione dell'articolo "The Six-Seat Revolution" sulla "Stanford Social Innovation Review", nella sezione "Dispatches". L'articolo, che approfondisce il modello unico del Teatro-edicola, è stato curato dal ricercatore foggiano Luciano Magaldi e supervisionato dall'editor David V. Johnson. La notizia giunge in un momento di fervente attività per la compagnia teatrale Foyer 97, che gestisce il progetto e si appresta a inaugurare la sua nuova programmazione a ottobre. Il costante interesse suscitato da questa formula innovativa, basata su un'esperienza intima con sei sedie e spettacoli ripetuti ogni quindici minuti, conferma la sua rilevanza nel panorama culturale. Un Modello di Successo e Riconversione Culturale Francesco Gravino, direttore artistico di Foyer 97 e mente ideatrice del Teatro-edicola, ha espresso grande soddisfazione per il riconoscimento, definendolo "un risultato che premia il nostro lavoro". Gravino ha sottolineato come il successo del progetto abbia già generato richieste di replicazione del modello da diverse città italiane, tra cui Lucca e Roma, evidenziando il potenziale di diffusione di questa iniziativa. L'essenza del progetto risiede nella sua capacità di trasformare un luogo dismesso e in stato di abbandono - una vecchia edicola - in un vibrante presidio culturale. "Abbiamo pensato di dar vita ad un'attività culturale da un luogo ormai dismesso ed in stato di abbandono", ha spiegato Gravino, evidenziando la visione alla base di questa riconversione. Da qui nasce anche un appello per l'introduzione di un quadro normativo regionale specifico, capace di incentivare e facilitare la trasformazione di spazi non più utilizzati in veri e propri presidi culturali, offrendo nuove opportunità per la comunità. L'Esperienza del Teatro-edicola: Intimità e Partecipazione Il Teatro-edicola si distingue per le sue caratteristiche uniche: uno spazio scenico di meno di due metri quadrati, sei sedie che garantiscono una vicinanza senza precedenti tra attori e spettatori, e repliche di spettacoli brevi ogni quindici minuti. Questa formula ha dimostrato di generare una partecipazione di pubblico straordinaria, con un riscontro da sold out che coinvolge attivamente sia giovani che adulti in un'esperienza teatrale immersiva e accessibile. Mentre Gravino e gli attori della compagnia sono impegnati nella definizione della nuova programmazione, lo sguardo è già rivolto al futuro e a un importante traguardo: "Il prossimo anno la nostra compagnia compirà 30 anni", ha annunciato il direttore artistico, anticipando celebrazioni speciali e l'introduzione di "alcune novità" per festeggiare l'anniversario. L'Inattesa Visita di Biagio Antonacci L'originalità e il fascino del Teatro-edicola hanno travalicato i confini del circuito teatrale, attirando l'attenzione anche di personalità del mondo musicale. Tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, durante un tour nella vicina Lucera, il celebre cantautore Biagio Antonacci ha compiuto una visita a sorpresa nel Teatro-edicola. In un momento memorabile, Antonacci ha intonato la sua celebre canzone "Iris", un episodio che, come ricordato da Gravino, ha rappresentato "un bellissimo incontro che ha calamitato l'attenzione dei passanti", confermando ulteriormente la risonanza e l'impatto di questo piccolo, ma rivoluzionario, spazio culturale.

'The Six-Seat Revolution' di San Severo: il Teatro-edicola conquista Stanford

"BLASTING NEWS ITALIA": SIX-SEAT REVOLUTION: FOGGIA'S NEWSSTAND THEATRE BECOMES A CASE STUDY AT STANFORD SOURCE: https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2026/09/rivoluzione-a-sei-posti-il-teatro-edicola-di-foggia-caso-studio-a-stanford-004141773.html SAN SEVERO (FG) - The Newsstand Theatre of San Severo, created from a disused news-stand, is a case study for Stanford University by Chiara Valentini The Newsstand Theatre of San Severo, in the province of Foggia, known as the smallest theatre in the world, has become a prestigious case study for Stanford University. The news, released on 19 September 2026, concerns the publication in the Stanford Social Innovation Review of the reportage entitled "The Six-Seat Revolution". The feature is entirely devoted to the innovative cultural project of the theatre company Foyer 97 and its artistic director, Francesco Gravino. The article, authored by the Foggia-born researcher Luciano Magaldi and supervised by editor David V. Johnson, appears in the magazine's Dispatches section. The Stanford Social Innovation Review is a publication that focuses on cross-sectoral solutions to global problems. The Apulian project, at the heart of this international recognition, was born from the transformation of a disused and abandoned site into a vibrant space dedicated to very small-scale theatrical performances. A six-seat stage for a unique experience The Newsstand Theatre is distinguished by its extremely small dimensions: it has just six chairs and occupies less than two square metres. Its innovative format provides for performances every 15 minutes, ensuring a high turnover of audiences. Attendance has been sold out, attracting a heterogeneous audience of young people and adults. This particular configuration drastically reduces the distance between actors and spectators, concentrating the theatrical experience in an intimate and original space created from a former news-stand. Francesco Gravino expressed his pride, linking this important recognition to the journey undertaken by the Foyer 97 company. The artistic director also mentioned the numerous requests to replicate the model received from other Italian cities, including Lucca and Rome. Gravino emphasised the urgent need to introduce specific regional regulations to facilitate the reconversion of disused sites into cultural activities, describing them as genuine "cultural outposts" for the community. Currently, Gravino and the company's actors are engaged in preparing the new programme. Foyer 97: thirty years of activity and new challenges The theatre company Foyer 97 is about to celebrate a significant anniversary. Francesco Gravino announced that "next year our company will be 30 years old", a milestone that will be celebrated with the introduction of some important innovations. This anniversary is closely linked to the resumption of activities scheduled for October and to the presentation of the new programme for the Newsstand Theatre. The "Stanford Social Innovation Review" reportage recalled that the Newsstand Theatre was inaugurated on the morning of 27 March 2026, coinciding with World Theatre Day. This event marked the beginning of a project that continues to generate interest and to demonstrate the potential of urban regeneration through culture.

Rivoluzione a sei posti: il Teatro-edicola di Foggia caso studio a Stanford

"BLASTING NEWS ITALIA": RIVOLUZIONE A SEI POSTI: IL TEATRO-EDICOLA DI FOGGIA CASO STUDIO A STANFORD SOURCE: https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2026/09/rivoluzione-a-sei-posti-il-teatro-edicola-di-foggia-caso-studio-a-stanford-004141773.html SAN SEVERO (FG) - Il Teatro-edicola di San Severo, nato da un'edicola dismessa, è un caso di studio per la Stanford University di Chiara Valentini Il Teatro-edicola di San Severo, in provincia di Foggia, noto come il teatro più piccolo del mondo, è diventato un prestigioso caso di studio per la Stanford University. La notizia, diffusa il 19 settembre 2026, riguarda la pubblicazione sulla Stanford Social Innovation Review del reportage intitolato "The Six-Seat Revolution". Il servizio è interamente dedicato all'innovativo progetto culturale della compagnia teatrale Foyer 97 e al suo direttore artistico, Francesco Gravino. L'articolo, firmato dal ricercatore foggiano Luciano Magaldi e supervisionato dall'editor David V. Johnson, compare nella sezione Dispatches della rivista. La Stanford Social Innovation Review è una pubblicazione che si concentra su soluzioni multisettoriali a problemi globali. Il progetto pugliese, al centro di questo riconoscimento internazionale, è nato dalla trasformazione di un luogo dismesso e in stato di abbandono in un vivace spazio dedicato agli spettacoli teatrali di piccolissime dimensioni. Un palco da sei posti per un'esperienza unica Il Teatro-edicola si distingue per le sue dimensioni ridottissime: conta appena sei sedie e occupa meno di due metri quadrati. La sua formula innovativa prevede repliche degli spettacoli ogni 15 minuti, garantendo un'alta rotazione del pubblico. La partecipazione ha registrato il tutto esaurito, attirando un pubblico eterogeneo composto da giovani e adulti. Questa particolare configurazione riduce drasticamente la distanza tra attori e spettatori, concentrando l'esperienza teatrale in uno spazio intimo e originale, ricavato da un'ex edicola. Francesco Gravino ha espresso il suo orgoglio, collegando questo importante riconoscimento al percorso intrapreso dalla compagnia Foyer 97. Il direttore artistico ha anche menzionato le numerose richieste di replicazione del modello arrivate da altre città italiane, tra cui Lucca e Roma. Gravino ha sottolineato l'urgenza di introdurre norme regionali specifiche che facilitino la riconversione di luoghi dismessi in attività culturali, definendoli veri e propri "presidi culturali" per la comunità. Attualmente, Gravino e gli attori della compagnia sono impegnati nella preparazione della nuova programmazione. Foyer 97: trent'anni di attività e nuove sfide La compagnia teatrale Foyer 97 si appresta a celebrare un significativo anniversario. Francesco Gravino ha anticipato che "il prossimo anno la nostra compagnia compirà 30 anni", un traguardo che sarà festeggiato con l'introduzione di alcune importanti novità. Questo anniversario si lega strettamente alla ripresa delle attività prevista per il mese di ottobre e alla presentazione della nuova programmazione del Teatro-edicola. Il reportage della "Stanford Social Innovation Review" ha ricordato che l'inaugurazione del Teatro-edicola è avvenuta la mattina del 27 marzo 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Teatro. Questo evento ha segnato l'inizio di un progetto che continua a generare interesse e a dimostrare il potenziale della rigenerazione urbana attraverso la cultura.

Rivoluzione a sei posti: il Teatro-edicola di Foggia caso studio a Stanford

Podria una formiga aprovar un examen de matemàtiques? 🐜 És una pregunta divertida, però n’amaga una altra: per què les matemàtiques per a infants haurien de semblar sempre un llibre de text escolar? En els llibres infantils, els nombres també poden convertir-se en personatges, enigmes, viatges i històries. I si els infants coneguessin primer les matemàtiques a través de la curiositat? #Matemàtiques #Infants #LlibresInfantils #Educació #PsicologiaInfantil #MotivacióPerAprendre #AprendreJugant #HistòriesMatemàtiques #20260825 #0041 #MrNumberwise #Català #Catalan #Spain

Pela primeira vez, um ministro do Supremo vira réu fora do Brasil Pela primeira vez na história, um ministro do Supremo foi citado como réu numa corte federal dos Estados Unidos. E o processo corre na Flórida, no quintal de Donald Trump. O caso é o 8:25-cv-00411, em Tampa. As autoras são duas empresas americanas, a Rumble e a Trump Media, dona da Truth Social. O réu é Moraes, sozinho, como pessoa física. O pedido: declarar inexequíveis em solo americano as ordens de silêncio que mandavam suspender contas baseadas nos EUA de um dissidente político, Allan dos Santos, entregar dados de usuários e nomear representante legal no Brasil. Ou seja, um ministro brasileiro tentando ditar, à distância, o que pode circular dentro de uma empresa americana, em território americano, sob a Constituição americana. Mas o detalhe mais revelador não está no processo. Está na reação. E quem entregou o jogo foi a própria CNN Brasil. Segundo o analista da emissora, o Supremo está reunido de forma constante para achar um mecanismo que proteja Moraes. E não está sozinho. O presidente da Corte, Edson Fachin, e outros ministros mantêm conversas frequentes com o Ministério da Justiça e com a AGU de Bessias. A CNN admite que a defesa de Moraes não é tratada como problema de um magistrado. É tratada como operação de Estado. Mobiliza-se o tribunal, o governo e a Procuradoria. Todo o estamento se fecha em volta de um homem só. E veja a contradição que eles mesmos confessam. O argumento da Corte é que o Supremo não pode atuar perante outro país, porque cooperação internacional é tarefa do governo federal. Na prática, eles reconhecem que existe um limite de jurisdição que vale para eles. O mesmo limite que Moraes ignorou ao mandar numa empresa americana dentro dos EUA. Vale lembrar como chegamos aqui. O processo travou meses na citação. O STJ negou a carta rogatória depois de consultar a PGR e a AGU. As autoras afirmam que a Procuradoria apresentou manifestação sigilosa para barrar a notificação, e que tudo passou a tramitar sob segredo. Resultado: na peça americana, isso virou prova de que a cooperação brasileira se tornou, nas palavras delas, politizada e efetivamente indisponível. O bloqueio que deveria proteger o ministro virou a principal munição contra ele. Resumindo: o regime brasileiro, que processou pessoas e empresas fora do Brasil sem seguir o devido processo legal e leis internacionais, negou a aplicação desse mecanismo para citar o ministro. Foi aí que a Justiça da Flórida autorizou a citação por e-mail, e o advogado Martin De Luca notificou Moraes no domingo, usando o mesmo mecanismo que Moraes utilizou para citar o Rumble, sem nem mesmo buscar o caminho da citação formal. A partir de agora, 21 dias para responder. Como é improvável que um ministro do Supremo se submeta a um tribunal de Tampa, o caminho provável é a revelia. E a própria reportagem reconhece o dilema: a revelia pode ACELERAR uma decisão desfavorável ao ministro. Eles estão presos entre o silêncio que condena e a resposta que humilha. Moraes não tem bens nos EUA, então uma condenação à revelia teria pouco valor de execução. O valor desse caso não é financeiro. É precedental. Uma corte americana declarando que as ordens de um ministro da corte constitucional brasileira são inexequíveis, e que ele agiu fora dos seus poderes, vira documento oficial. Vira base para sanções e restrição de vistos. Vira a institucionalização, em papel timbrado, da tese de que existe um regime de exceção dentro do Judiciário brasileiro. Uma decisão exporia ainda mais o estado de censura e perseguição política em curso no Brasil, cuja legitimidade começou a desmoronar internacionalmente com a aplicação da Lei Magnitsky contra Moraes. Mesmo tendo sido suspensa posteriormente, por questões diplomáticas, a medida abriu espaço para que o regime brasileiro perdesse a aura de "defensor da democracia". #Justiça #Política #Brasil