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#Armiansk

La fuga dalla Crimea si sta concretizzando a giudicare dalle code formatesi ieri in uscita, in direzione del ponte di Kerch. Il transito però viene costantemente interrotto a causa dei rischi di attacchi con droni e Neptune. Anche il traffico ferroviario è in tilt e i treni cancellati hanno scatenato panico e proteste. Sulla penisola nel frattempo stanotte sono proseguiti gli attacchi a depositi di carburante e infrastrutture ferroviarie. Colpita anche una base del FSB vicino ad Armiansk, nel nord della Crimea, e quasi certamente un sistema di difesa Pantsir-S1, nei pressi della centrale Tavričeskaja. Oltre al blocco completo della vendita di carburante, da ieri sono iniziati anche i blackout programmati (con tanto di invito alla popolazione a ridurre i consumi) e a Sebastopoli è stato istituito un temporaneo coprifuoco. Prosegue anche il lavoro della resistenza, che sta offrendo aiuto a quanti avessero deciso di disertare a seguito delle migliaia di chiamate per la mobilitazione arrivate ai crimeani, mentre continuano a pubblicare sui canali gli stratagemmi disperati utilizzati dai russi per tentare di camuffare le poche cisterne superstiti. Nella foto se ne vedono due sulle quali è stato scritto “latte”. Su una di queste è stato anche montato un telaio che, una volta ricoperto, possa far sembrare il mezzo un normale camion. Nelle aree del sud occupato, si segnala soprattutto un massiccio attacco su Berdyansk, uno dei principali snodi logistici del corridoio terrestre che collega i territori sottratti all’Ucraina nella fascia meridionale. #Crimea #Ucraina #Resistenza

Continuano i colpi ucraini per paralizzare la logistica del sud occupato e della Crimea. Tra i colpi messi a segno stanotte ci sono, come nei giorni scorsi, varie stazioni e depositi di gas e petrolio. Una di quelle colpite è la stazione di distribuzione del gas nel villaggio di Lokhovka, nel distretto di Sovetsky. La dislocazione degli attacchi mostra che gli ucraini starebbero prediligendo depositi e catena di distribuzione lungo la via ferroviaria e questo per un motivo ben preciso. Nelle zone remote e critiche della Crimea orientale, la rete elettrica principale (quella che alimenta i locomotori) è spesso inaffidabile o insufficiente per coprire le esigenze di tutti i sistemi sussidiari. Molte stazioni ferroviarie e postazioni di scambio lungo la tratta orientale sono dotate di gruppi elettrogeni di emergenza o di supporto alimentati a gas naturale. La stazione di Lokhovka fornisce il combustibile per questi generatori, che garantiscono l'elettricità non solo alle strutture della stazione ma, soprattutto, all'elettronica che gestisce la logistica ferroviaria. Bloccare i sistemi di scambio e segnalamento paralizza il trasporto ferroviario, in questo caso quello proveniente da Kerch, contribuendo all’isolamento dell’hub di Dzhankoi. Colpita stanotte anche la zona di Genichesk. Il ponte stradale sull'Arabat Spit era probabilmente l'ultima rotta stradale secondaria e "sicura" rimasta per spostare rifornimenti d'urgenza dalla Crimea verso Kherson, dopo il danneggiamento dei ponti principali di Chongar e Razdolnoye. Ora anche questa via è interrotta o compromessa. Colpito anche il raccordo ferroviario del grande impianto Titan, con il danneggiamento delle tratta ad Armiansk, altro snodo strategico di collegamento con Kherson, quasi del tutto compromesso nei giorni scorsi. Interessante che stanotte sia stata colpita anche la centrale termoelettrica di Tavricheskaya. L’impianto è vitale per alimentare non solo l’hub di Dzhankoi, ma soprattutto la rete radar di Tarkhankut e i posti di comando centrali dell'FSB e del comando flotta che sono stati in parte trasferiti nell'entroterra per sfuggire ai droni marini. Colpire la centrale elettrica significa lasciare il comando russo in Crimea senza energia affidabile e mandare in tilt le loro comunicazioni in un momento critico. L'Ucraina sta scientificamente togliendo energia e infligge cecità radar ai difensori, alimentando il timore di uno sbarco che sarebbe impossibile da prevenire e sempre più difficile da respingere. A rendere ancora più complicata la difesa della Crimea c’è il sempre più vasto malcontento della popolazione, che sta vivendo disagi ogni giorno maggiori (tra i quali anche esplosioni continue in vari punti della penisola) cui, in queste ore, si stanno aggiungendo migliaia di lettere per la mobilitazione forzata, vista la necessità di Putin di rimpiazzare le perdite al fronte senza toccare le grandi città russe. Una situazione questa che alimenta le file della resistenza e crea un clima di crescente avversione verso le autorità di occupazione. La situazione evolve di ora in ora in tutte le aree occupate, inclusa la fascia costiera sud. L'intelligence britannica ha ad esempio confermato l'annientamento di due ponti stradali vitali lungo la rotta M14 (la cosiddetta "autostrada di terra" Rostov-Melitopol) nel settore di Berdiansk, strike che costringe i convogli russi a una deviazione di ore. Altri dettagli potrebbero emergere nelle prossime ore, per cui STAY TUNED! #Ucraina #Crimea #Guerra

💥🔥Bilanz des nächtlichen 🇺🇦 Drohnen Angriffs auf die Krim: ▪️Das Wärmekraftwerk „Taurida“ brennt ▪️Eine Gasverteilungsstation in der Nähe des Dorfes Lokhovka im Sowjetischen Bezirk der Krim brennt ▪️Eine Gasverteilungsstation (GVS) in der Nähe des Dorfes Schurawlewka, nördlich der Siedlung Gwardejskoye, brennt ▪️Das Öl- und Gasspeicherlager des Unternehmens „TES“ nordwestlich von Bachtschissarai brennt ▪️In der Nähe der Genichesk-Brücke auf der Arabat-Nehrung wird ein Brand gemeldet ▪️Am Bahneinfahrtsbereich zum Werk „Krim-Titan“ in Armiansk wird ein Brand gemeldet ▪️Es waren auch Explosionen in Simferopol, Perevalnoje, Sewastopol und im Bezirk Krasnoperekopsk zu hören. Die Folgen werden derzeit ermittelt. #Ukraine #Krim #Drohnenangriff

‼️ #Krim: In Armiansk brennt das „Krim-Titan“Werk, wie Abonnenten von „Crimean Wind auf TG berichten Eine Löschung ist nicht möglich, da es sich um eine chemische Produktionsstätte handelt. Alle Mitarbeiter wurden nach Hause geschickt. Die Wasserversorgung in der Stadt wird zeitlich gestaffelt erfolgen. Zuvor hatten wir berichtet, dass nach einem nächtlichen Angriff auf das 220-kV-Umspannwerk „Titan“ auch auf dem Werksgelände Brandherde festgestellt wurden. „Krim-Titan“ ist der größte Hersteller von Titandioxid in Osteuropa. Neben Pigment-Titandioxid produziert das Unternehmen rotes Eisenoxidpigment, Mineraldünger, Schwefelsäure, Aluminiumsulfat, flüssiges Natriumglas und Eisenvitriol. ⚠️ Experten raten den Anwohnern wegen der möglichen Gefahr die aktuell von diesem Betrieb ausgeht, Armiansk vorübergehend zu verlassen. #Krim #Armiansk #Chemie

Ieri il capo delle forze ucraine dei sistemi senza pilota Madyar annunciava di voler isolare del tutto la Crimea e in un certo senso è già successo. Mentre emergeva l’entità dei danni degli ultimi attacchi ucraini ai ponti che collegano il nord della Crimea con Kherson (sul ponte di Armiansk è stato distrutto un convoglio di 50 mezzi che trasportavano carburante e munizioni), le autorità hanno disposto il blocco totale del transito commerciale, perché metterebbe a rischio le poche corsie rimaste o riallestite attraverso pontoni provvisori. L’unica grande arteria di collegamento della penisola resta dunque il ponte di Kerch a est, sul quale tuttavia è da tempo vietato il transito di materiali esplodenti e i transiti stradale e ferroviario sono consentiti solamente per carichi leggeri. Ma mentre la Crimea subisce contraccolpi soprattutto in termini di carenza di combustibili, è la linea di difesa mantenuta dagli occupanti a Kherson a rischiare le conseguenze peggiori. Un'ondata di esplosioni a catena ha infatti colpito stanotte i nodi nevralgici delle retrovie nelle zone occupate a Melitopol, Tokmak e Henichesk. Subito dopo le detonazioni (che hanno preso di mira depositi e nodi di smistamento, inclusa l'area di Yakymivka nel distretto di Melitopol), si è verificato un collasso totale della rete elettrica e delle comunicazioni. Nelle tre città è quasi del tutto sparito il segnale internet e la telefonia mobile. Il gruppo partigiano ATESH attribuisce questo blackout non solo ai danni fisici alle centraline, ma al fatto che i russi abbiano attivato al massimo i propri sistemi di guerra elettronica (EW) nel tentativo disperato di schermare la zona da ulteriori ondate di droni guidati, finendo però per isolare le proprie stesse linee di comando e gettare nel panico la logistica civile. Gli attacchi rientrano nella strategia di blocco logistico, che prosegue senza sosta, anche con continui attacchi sui convogli stradali. Sul piano strettamente tattico, lo Stato Maggiore ucraino segnala che i russi hanno tentato una serie di piccoli contrattacchi diversivi a sud-ovest di Kherson City, in particolare nell'area dell'isola di Bilohrudyi (nel delta del Dnipro). I tentativi di sbarco della fanteria leggera russa sono stati tutti respinti dall'artiglieria ucraina e dai droni FPV, senza che i russi riuscissero a guadagnare alcuna posizione. Negli ultimi giorni le forze ucraine hanno invece intensificato le incursioni anfibie ed esplorative lungo tutto il corso inferiore del Dnipro e nell'area dell'estuario (sfruttando il vuoto lasciato dai russi con il ritiro dallo spit di Kinburn), per sfruttare il blocco logistico ed accelerare l’esaurimento delle riserve di carburante e munizioni da parte degli occupanti, dando anche chirurgicamente la caccia ai depositi di armi. Dunque, mentre la Russia si accanisce da 8 mesi su Kostantianyvka, in Donbas, dove ha già perso, secondo alcune stime, tra i 15 ed i 22.000 uomini (di cui almeno 7.000 morti) e dove rischia di diventare impossibile immaginare ulteriori avanzate a causa del dissanguamento delle truppe, al sud intere regioni rischiano di collassare, obiettivo che Kyiv intende perseguire a tutti i costi, non solo per ridicolizzare lo sforzo militare russo che sta portando il paese all’autodistruzione, recuperando terreno in regioni che il Cremlino ha fatto inserire nella costituzione come russe, ma anche nella prospettiva di ridurre nei prossimi mesi la linea del fronte, complicando ulteriormente la vita all’invasore. #Ucraina #Crimea #Guerra

Digi24 4w

Forțele ucrainene au desfășurat un atac nocturn asupra unui pod din Armiansk, distrugând aproape 50 de camioane rusești ce transportau muniție și combustibil, paralizând astfel o rută logistică cheie pentru inamic. #Ucraina #atac #pod

Forțele ucrainene au publicat imagini cu un atac asupra unui pod din Armiansk. 50 de camioane cu combustibil, luate prin surprindere

‼️💥 #Krim — Landbrücke — ARMJANSK: SCHLAG GEGEN DIE BRÜCKEN | Aufnahmen der gemeinsamen AFU🇺🇦 Operation der 1. OSHP, der 475. OSHP und der Spezialeinheit „Alfa“ des 🇺🇦 SBU Einzigartige Aufnahmen der Zerstörung der Brücke in Armiansk sowie von Lastwagen mit Munition und Treibstoff. Es sind keine intakten Brücken für die feindliche (🇷🇺) Logistik von der Krim mehr übrig. Eine Reihe präziser Schläge wurde in der Nacht zum 11. Juni ausgeführt. Im Angriffsgebiet in der Nähe der Brücke in Armiansk waren bis zu 50 🇷🇺 Lastwagen konzentriert, die bereit waren, in Richtung Hulyajpil zu fahren. Die Brücke selbst wurde mit FirePoint-Mitteln außer Gefecht gesetzt und muss nicht erneut angegriffen werden – eine wichtige Logistikroute des Feindes ist vollständig lahmgelegt. Diese Operation ist das Ergebnis der systematischen Arbeit des gemeinsamen multidomänenzentrums „Falanga“ der 1. Spezialeinheit „Dmytro Kotsyubailo“, der 475. Spezialeinheit „CODE 9.2“ und des Zentrums für Spezialeinsätze „Alpha“ des SBU. Die Angriffe zielen darauf ab, die 37. und 64. motorisierte Schützenbrigade des (🇷🇺) Feindes, gegen die AFU 🇺🇦 kämpfen, zu schwächen. Wir erobern Gebiete nicht um den Preis von Menschenleben zurück, sondern durch komplexe Zusammenarbeit. Das ist noch nicht das Ende. Es geht weiter. #UkrainianWar #MilitaryOperations #Crimea

Stanotte le forze ucraine hanno colpito anche i ponti di Armiansk e Krasnoperekopsk, tagliando le ultime vie di comunicazione attive tra la Crimea e Kherson dopo il colpo inferto ieri al Chongar Bridge. In particolare Armiansk è stato colpito e gravemente danneggiato il ponte stradale. Testimoni locali hanno riferito di esplosioni in serie e del successivo incendio di diversi camion militari e autocisterne che si trovavano in prossimità della struttura. A Krasnoperekopsk è stato centrato il ponte situato proprio all'ingresso della città provenendo dalla direzione di Armiansk. I residenti hanno descritto un forte bagliore e un vasto incendio visibile a chilometri di distanza. Come sintetizzato drammaticamente dai canali locali, "sembra che non siano più rimasti ponti intatti lungo i collegamenti stradali di terra che portano alla penisola". L'effetto di questo blocco simultaneo degli accessi a nord si è abbattuto istantaneamente sulle retrovie. Poco fa, il governatore russo di Sebastopoli, Mikhail Razvozhayev, ha comunicato il blocco dell'emissione dei codici QR per l'acquisto di carburante nella città ed ha ammesso pubblicamente che le autocisterne non sono riuscite a raggiungere la città durante la notte a causa degli attacchi, invitando i cittadini a non fare la fila ai distributori (come la rete TES) perché i depositi cittadini non hanno ricevuto i rifornimenti attesi. La zona occupata sulla sponda sinistra del Dnipro a Kherson e le basi in Crimea sono ora di fatto isolate dal punto di vista della logistica pesante su gomma proveniente da nord. Questo significa per Kherson la totale dipendenza dai rifornimenti provenienti da est, anch’essi ridotti al minimo a causa degli attacchi ucraini su strade e ferrovie. L'unica linea di approvvigionamento rimasta invece per la penisola illegalmente annessa è il ponte di Kerch che collega la Crimea alla Russia (anch'esso sotto costante minaccia), che però non può reggere da solo il fabbisogno combinato della popolazione civile e dell'intero dispositivo militare russo. #Ucraina #Crimea #Conflitto

Anna Jun 11

Ukraine trifft alle Brücken auf der Krim. In der Nacht auf den 11. Juni: Brücke in Armiansk getroffen – nördlicher Eingang zur Krim. Möglicherweise auch Brücke beim Eingang nach Krasnoperikosk von Armiansk aus beschädigt. OSINT-Quellen: Es könnte keine intakte Brücke mehr auf den Landrouten zur besetzten Halbinsel geben. Zur Erinnerung: P-280 Noworossija-Route – 71 Prozent weniger Verkehr. Brücke bei Tschonhar – getroffen. LNR-Passagierbusse – gesperrt. Treibstoff – rationiert. Lebensmittel – rationiert. Jetzt: möglicherweise keine intakten Brücken mehr. Russland wollte die Krim. Russland hat sie. Komplett abgeschnitten. 🇺🇦🇪🇺 #Krim #Ukraine #Konflikt

Continua il lavoro degli ucraini per isolare Kherson e la Crimea. Nelle ultime 24 ore si è infatti registrato un secondo colpo al ponte di Chongar, che collega le due regioni, il quale ha costretto le autorità ad interrompere del tutto il transito di mezzi. Attraverso il ponte transitavano dai 70 ai 120 camion giornalieri per il rifornimento del raggruppamento Dnepr, che occupa attualmente parte dell’oblast’ di Kherson pari al 60-70% delle forniture su gomma. L’intero traffico deve essere ora dirottato su Armiansk e Perekop, con conseguente allungamento di almeno 120-150 km di percorso, attraverso strade più strette ed in parte inadatte. Questo comporta un raddoppio dei tempi di trasporto (e dunque un dimezzamento delle capacità di movimentazione totale per ciascun mezzo), l’appesantimento della già grave crisi di carburante e pericolosi incolonnamenti ai checkpoint, che espongono i convogli ai colpi dei droni ucraini. Resta per ora l’alternativa ferroviaria interna che da Rostov, passando per il "corridoio terrestre" occupato (Mariupol-Berdiansk-Melitopol), alimenta le retrovie del fronte. Tuttavia, i treni portano i materiali solo fino ai grandi depositi nodali. Da lì, il trasporto "dell'ultimo miglio" verso la linea di contatto deve avvenire comunque su gomma. Inoltre, la rete ferroviaria nel sud dell'Ucraina è ormai costantemente bersagliata dai droni, che hanno reso anche quella via non più sicura. Il soffocamento logistico delle forze di occupazione di Kherson sta dunque subendo una brusca accelerazione, esponendo la stessa Crimea, annessa illegalmente dal 2014 e nel cui territorio sono in corso attacchi sistematici contro i costosissimi sistemi di difesa, al pericolo di incursioni di sabotatori o di piccole pattuglie di militari, pronti ad azioni fulminee e spettacolari dall’alto valore propagandistico che finirebbero per ridicolizzare l’immagine dell’imbattibilità della Russia, già fortemente compromessa. Comunque la si veda, questa guerra, al di là dell’immensa tragedia che rappresenta per i popoli che sono coinvolti, è destinata a finire nei manuali di strategia militare, sui quali si racconterà come una superpotenza militare sia stata umiliata da una nazione con un quarto della sua popolazione e un decimo del suo PIL grazie a inventiva, resilienza e determinazione. #Ucraina #Kherson #Guerra

Der Kommandeur des 🇺🇦 SBS-Regiments 422 „LUFTWAFFE“ über die Angriffe auf die Krim: „Die 🇷🇺 Flugabwehr durchbrechen wir größtenteils“ Den Piloten der Mittelstrecken-Drohne „Zozulya“ des 422. separaten Regiments für unbemannte Systeme „LUFTWAFFE“ der ukrainischen Streitkräfte gelingt es, das russische Flugabwehrsystem in den besetzten Gebieten fast ohne Verluste zu durchdringen, sagt Kommandant Nikolai Kolesnik. Die Kamikaze-Drohne „Zozulja“ hat wiederholt Energieanlagen auf der von Russland annektierten Krim getroffen, insbesondere in Dschankoj, Armiansk und Krasnoperekopsk. Genaue Details gibt Kolesnik nicht preis. „Es gibt bestimmte Mechanismen, es gibt bestimmte Errungenschaften, die uns helfen, ihre Flugabwehr fast ohne Verluste zu durchbrechen. Die Effizienzquote selbst liegt bei uns zwischen 70 und 80 %; sie spricht für sich, dass wir die 🇷🇺 Flugabwehr im Wesentlichen durchbrechen. Wir verfügen über solche Errungenschaften sowie Systeme, die dabei helfen, eine Route mit minimalem Kontakt zur feindlichen Flugabwehr zu legen. Wer im Sommer regelmäßig auf die Krim fliegen möchte, ist in unserer Einheit willkommen und wird auf die Krim fliegen“, sagt Nikolai Kolesnik (Rufzeichen „Tyson“). #Ukraine #Drohnen #Kriegsführung

Ukraina przeprowadziła atak na rosyjski budynek FSB w Armiańsku tuż przed rozpoczęciem zawieszenia broni, a w wyniku akcji zginęło co najmniej pięć osób, a ponad 200 zostało rannych. #Ukraine #RussiaConflict #FSBattack

Zabójczy atak na Krymie. Ukraina uderzyła w placówkę rosyjskiego wywiadu