Elisabetta Piccolotti, parlamentare di AVS e moglie di Nicola Fratoianni: 15.000€ al mese per realizzare contenuti di questo tipo. https://t.co/be4CivOHgC #Politica #Trasparenza #Contenuti
Elisabetta Piccolotti, parlamentare di AVS e moglie di Nicola Fratoianni: 15.000€ al mese per realizzare contenuti di questo tipo. https://t.co/be4CivOHgC #Politica #Trasparenza #Contenuti
Per esempio. I giudici hanno valutato quanti soldi ha fatto risparmiare alla collettività Roggero? 140 euri al giorno X due carcerati X 6 anni almeno. Sono un sacco di soldi. Ci paghiamo lo stipendio di fratoianni per un quinquennio. #Giustizia #Economia #Politica
Il decadimento morale del PD è tutto nell’intervento del senatore @ale_alfieri. Alfieri è troppo intelligente per non sapere che la parte che ha scelto di interpretare, il pacifista che accetta come base di partenza la propaganda russa della “avanzata inesorabile”, è il tradimento dei valori della resistenza partigiana. Non solo, Alfieri è troppo intelligente per non conoscere la realtà delle ultime settimane: la Russia in tremenda difficoltà, con soldati che muoiono come mosche, con un’industria degli idrocarburi parzialmente distrutta, con la Crimea isolata. Questo PD ha scelto di fare quello che chiede all’Ucraina: ha ceduto una parte del proprio territorio e dei propri valori all’agenda di Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Chiara Appendino, Marco Travaglio, Alessandro Di Battista. #PD #politica #Ucraina
Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni criticano la nuova legge elettorale proposta da Giorgia Meloni, definendola un tentativo di consolidare il potere e di preparare il terreno per la sua candidatura alla presidenza della Repubblica, affermando che ciò minaccia i principi democratici e la garanzia di una dialettica politica pluralistica. #LeggeElettorale #GiorgiaMeloni #Centrodestra

Elisabetta Piccolotti, e cioè la moglie di Nicola “Teslaman” Fratoianni, ha affermato: “Se c’è una patrimoniale probabilmente qualcuno potrebbe essere indotto ad investire di più“. L’ha detto davvero. 🤡 #politica #economia #investimenti
Perché Casa Riformista non ha mai vincolato la sua presenza nel campo largo ad un accordo sul programma. E le ragioni per le quali ho lasciato il Pd coincidono esattamente con le ragioni per le quali ad oggi il campo largo è inagibile per i riformisti: semplicemente non è un centrosinistra. Ad oggi è, purtroppo, un un campo populista che insegue le posizioni dei 5 stelle sulla politica estera e di Fratoianni sulla patrimoniale. E infatti alle loro iniziative, vedi quella della Fiom di ieri, purtroppo fischiano Renzi e lo insultano se solo viene nominato. Lo trovo insopportabile. #Politica #Centrosinistra #Riformismo
Trump contro Meloni, reazioni miste nel Campo Largo. Elly #Schlein: "Gli attacchi del presidente Trump alla presidente del Consiglio Meloni sono inaccettabili. (…) A destra spero si capisca quanto è stata sbagliata la strategia remissiva verso Trump". Giuseppe #Conte: "È del tutto inaccettabile che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto". Angelo #Bonelli: "Al posto di Giorgia Meloni mi vergognerei così tanto che mi porrei il problema di farmi da parte. Non è più in grado di rappresentare l'Italia". Nicola #Fratoianni: "Verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà a Giorgia Meloni, se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump". #Trump #Meloni #Politica
@apsassano @ItaliaViva E potevate pensarci prima di rinnegare , in una notte e senza manco una discussione per telefono, 5 anni di storia di IV e finire in braccio a Conte, Bonelli e Fratoianni. #Italia #politica #giustizia
TUTTI I BOCCALONI DEL FATTO SUL CASO MINETTI (da Serracchiani ai grillini, da Casini al Quirinale) Debora Serracchiani, responsabile giustizia Pd: “Quanto sta emergendo è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce. (…) Le responsabilità politiche sono chiare e non si tratta di una questione tecnica, ma di una questione istituzionale e politica di primissimo piano. Non c'è più tempo da perdere: Nordio deve fare un passo indietro”. Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato, rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato: “A questo punto il ministro Nordio deve fare una sola cosa: dia spiegazioni chiare sull'istruttoria del suo ministero sulla grazia a Nicole Minetti, senza cercare nuovi capri espiatori e risparmiandoci qualsiasi altra esibizione di arroganza e protervia, e poi tolga il disturbo, prima di fara altri danni”. “Su Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani grazie al Fatto Quotidiano sono emersi elementi pesantissimi e ombre allarmanti sull'istruttoria consegnata dal ministero al Quirinale. Siamo davanti, come minimo, all'ennesimo episodio di superficialità di un ministero allo sbando. L'Italia chiede a Nordio rispetto e chiarimenti, è suo dovere rendere conto e agire sempre nel rispetto delle istituzioni”. Ada Lopreiato, capogruppo M5S in commissione Giustizia al Senato: "Sono enormi le ombre emerse grazie al Fatto Quotidiano sull'istruttoria del ministero della Giustizia relativa alla grazia a Nicole Minetti. Il ministro Nordio non pensi nemmeno per un attimo di scaricare su altri la responsabilità sugli approfondimenti necessari, è un lavoro che dovevano e potevano fare i suoi uffici. Invece lo ha fatto un quotidiano e così il Quirinale è stato costretto a richiamare il ministero ai suoi doveri. (…) Nordio spieghi, anche al Parlamento, cosa è accaduto e poi si dimetta”. Alessandra Maiorino, senatrice M5s: “L'inchiesta del Fatto Quotidiano ha svelato come i presupposti per la grazia a Nicole Minetti fossero infondati, pieni di bugie. Ci sono ospedali che non hanno mai visitato il bambino al centro del dossier, cambi di vita di Minetti mai avvenuti e molto altro". (…) Il ministero di Nordio ha messo in grave imbarazzo il Quirinale e fino a ora non ha dato spiegazioni plausibili, dica per filo e per segno cosa è successo negli uffici di via Arenula e non inventi scuse o colpevoli d'occasione e poi si dimetta”. Angelo Bonelli (Avs): “"Quanto sta emergendo sul caso della grazia a Nicole Minetti è gravissimo e inquietante. (…) l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano solleva pesanti dubbi sulla ricostruzione alla base della richiesta di clemenza (…) Per questo annuncio la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio, anche alla luce dell’inchiesta giornalistica, per sapere quali verifiche siano state effettuate e se vi siano state omissioni o informazioni non corrette nella domanda di grazia. La grazia è un atto delicatissimo che non può poggiare su zone d’ombra. Il Paese ha diritto alla verità". Nicola Fratoianni (Avs): “Le lacune nella documentazione e con ogni probabilità i veri e propri falsi nella ricostruzione su cui Nordio ha messo la firma rappresentano il punto di vista della destra sulla giustizia: se sei potente, se sei amico di persone influenti, un ministro può anche fare carte false per concederti la grazia. (…) Ora farebbe bene a dimettersi, dopo questo ennesimo disastro, nel quale è riuscito a coinvolgere, suo malgrado, persino la più alta carica istituzionale del Paese”. Pier Ferdinando Casini, senatore ed ex presidente della Camera: “Io non sono abbonato al Fatto”, premette il senatore sottolineando poi che “l’unica cosa che emerge è che il giornalista in questo caso ha svolto la sua missione investigativa e il Fatto ha fatto un buon lavoro, lavoro che gli altri non avevano fatto”. “Quindi la notizia è che si abbonerà al Fatto quotidiano?”, chiede Parenzo. “Potrei abbonarmi, non metto limiti alla divina provvidenza”, conclude Casini. Paolo Mieli: “L’inchiesta del Fatto è un’eccellente inchiesta giornalistica, e il resto della stampa italiana è molto timido nel seguirne le cose se non reticente. Quindi 10 e lode, nessuna cosa è stata smentita: puntata 1, 2, 3, 4, 5. Più di così non si poteva fare”. Tomaso Montanari, rettore dell'Università per stranieri di Siena: “Prima della conferenza stampa di Meloni avrei detto che si doveva dimettere Nordio e magari fare ministro Marco Travaglio e capo del gabinetto Thomas Mackinson, visto che sembra siano gli unici che riescono a fare un’istruttoria in questo Paese”. Menzione d’onore al Quirinale e al suo ufficio stampa, che il 27 aprile comunica pubblicamente di aver chiesto al ministro Nordio “accertamenti urgenti” sulle “notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza”, un minuto dopo invia una nota informale all’Ansa in cui precisa che “il Quirinale non dispone di autonomi strumenti di indagine”, e invece “fonda la propria decisione sui documenti che gli vengono sottoposti nonché sulle valutazioni formulate a tal proposito dall’autorità giudiziaria e dal Ministro della giustizia” (colpa loro). Due giorni dopo, quando comincia a emergere che la storia del Fatto non sta in piedi, sempre “fonti del Quirinale” aggiustano il tiro e fanno sapere che “il Presidente ha ritenuto necessario chiedere - d'intesa con il Ministero della Giustizia - che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento”. D’intesa, certo… #Giustizia #Politica #Italia
Elly vuole la Patrimoniale, oltre all'ora di inclusione con gli asterischi e forse i bagni gender fluid nelle scuole. A Bologna il Pd ha aperto uno sportello per gli islamici "discriminati". Mancano solo Bonelli all'Ambiente e Fratoianni ai Porti spalancati. #1giugno #Schlein #Elly #Patrimoniale #Tg4 #Bonelli #Salis #Patrimoniale #Inclusione #Discriminazione
Nicola Fratoianni: Chiedo che Tajani convochi l'ambasciatore israeliano.
