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#Libri

Michele Mari ha vinto l'80esima edizione del Premio Strega con il suo libro I convitati di pietra nonostante le polemiche derivanti da alcune dichiarazioni su Teresa Murgia, ottenendo 190 voti e battendo Matteo Nucci, mentre la cerimonia, trasmessa in tv, ha messo in evidenza temi come l'omosessualità di Platone e questioni politiche contemporanee. #PremioStrega #MicheleMari #Libri

Premio Strega 2026, vince Michele Mari nonostante le polemiche per le frasi su Murgia: “Non so sorridere, mi verrebbe fuori un ghigno. Sono emozionato e contento, ringrazio i lettori”
NRC 5d

Frida Vogels, de Libris Literatuurprijs-winnende schrijfster die op 96-jarige leeftijd overleed, analyseerde haar eigen leven op een compromisloze en eerlijke wijze in haar literaire werken, waaronder het invloedrijke 'De harde kern', dat na jaren van schrijven bij haar debuut op 62-jarige leeftijd werd onthuld als een literaire sensatie vol zelfreflectie en diepgaande waarachtigheid. #FridaVogels #literatuur #autobiografie

Libris-winnaar Frida Vogels analyseerde haar eigen leven in compromisloos goudeerlijk proza

L'Associazione Italiana Editori ritira la richiesta del Greenpass Antifa per la fiera del libro di Roma "Più libri più liberi" tra le risate, i fischi e gli imbarazzi sia da Destra che da Sinistra. Molto bene ma non si perda l'occasione per togliere comunque i contributi statali. Prioritario deve essere sempre e comunque tagliare le linee di approvvigionamento al Parastato gramsciano. #Libri #Cultura #Politica

Il centimetro nella Storia di Larissa. Quel centimetro in più rispetto a Fiona. Quel record italiano che è sempre stato più grande di lei, in tutti i sensi. Perché non era nemmeno nata quando mamma Fiona May volava a 7,11 metri il 22 agosto del 1998 agli Europei di Budapest. Larissa viene al mondo nel 2002, con l'atletica ha un rapporto di diffidenza, se ne respira troppo in casa tra madre e padre, Gianni Iapichino ex azzurro del salto con l'asta, non ne vuole proprio sapere. Da ragazzina vuole trovare una sua strada, è riservata, non sopporta i compagni di scuola che la prendono in giro per lo spot delle merendine girato quando aveva quattro anni, una pubblicità familiare che piace a tutta Italia ma non a lei. Preferisce dedicarsi per otto anni alla ginnastica, fino a quando da sola, in autonomia, sceglie di rispondere al richiamo dell'atletica che aveva lasciato in un angolo del cuore. Si sente matura, per saltare ma soprattutto per reggere il confronto con una madre supercampionessa. Sa che il paragone glielo rinfacceranno tutti, inevitabile, ma sa di avere le difese per affrontarlo. Perché è introversa ma non vuol dire che non sia forte. Larissa porta avanti la bandiera della sua generazione, ragazzi e ragazze che non ambiscono ad essere supereroi, che abbracciano le fragilità come parte della normalità, che soprattutto non si pongono limiti. Successi e delusioni, sorrisi e lacrime, stati di euforia e dubbi di autostima. Ha attraversato tutto negli ultimi anni la 23enne Iapichino, quando non si allena tuffa la testa nei libri universitari, la facoltà di Giurisprudenza l'ha scelta per vedersi in futuro un avvocato che difende i diritti. Con la stessa determinazione con cui si è trovata a difendere il rapporto con papà Gianni allenatore, perché nessuno deve permettersi di intromettere nei loro bisticci familiari, smorfie e dinamiche generazionali che di solito restano chiuse dentro il portone delle nostre case ma che per loro diventano pubblici davanti alle telecamere. Perché in pochi sanno che a 18 anni Larissa voleva smettere con il salto in lungo, fino al giorno in cui è andata dal padre a muso duro: io continuo a saltare solo se decidi di allenarmi tu. Larissa è tanto timida quanto "fumìna", in toscano, nelle poche volte in cui sa alzare la voce. La Diamond League è casa sua, ha vinto due volte il Diamante nel lungo (2024, 2025). Era destino che la misura più importante della sua vita (fino ad ora) la trovasse in un Meeting di Diamond League. Proprio a Eugene sull’Hayward Field, lo stadio culla dell'atletica americana, dove sono nate le scarpe sportive che fanno parte del nostro abbigliamento quotidiano, in quell'America che lei ha puntato come obiettivo ai Giochi di Los Angeles 2024 dopo i 9 centimetri che le hanno negato il bronzo a Parigi 2024. Aveva un conto in sospeso con quella stessa pedana che le aveva regalato una grossa delusione mondiale a 20 anni, nel 2022 finì fuori dalla finale iridata. Come avversaria principale la stella Tara Davis-Woodhall, oro olimpico e mondiale, una star mediatica insieme al marito Hunter atleta paralimpico, a differenza di Larissa che è single e i social li usa con il misurino. Vince l'americana, salta 7,13. Per la Iapichino la misura record è al primo salto: 7,12. Arriva dietro Tara per un centimetro. Ma con lo stesso centimetro di differenza supera mamma Fiona. Il record italiano resta in famiglia. I paragoni continueranno ad esserci, inevitabilmente, ma le sue spalle sono diventate forti e spioventi per lasciarsi scivolare il rumore delle voci. Un nuovo punto di partenza e non di arrivo. Il record italiano di Larissa, un centimetro per la (sua) Storia, di campionessa e figlia. 📷 @atleticaitalia #Atletica #RecordItaliano #Sportivi

Mai avrei pensato che nel 2026 avrei trovato così tante persone a difendere la censura come se fosse una conquista civile. Qualcosa, nella trasmissione della storia e del pensiero critico, evidentemente non ha funzionato. Di libri, studi e testimonianze su dove porti la censura ne abbiamo un'enorme quantità. A volte mi viene il dubbio che una scuola troppo ideologizzata, più interessata a trasmettere una visione del mondo che a insegnare a ragionare, abbia contribuito a questo risultato. Il pensiero critico si è indebolito e oggi il livello medio del dibattito pubblico ne paga le conseguenze. #Censura #PensieroCritico #LibertàDiEspressione

ANSA.it 1w

Il Museo nazionale dell'emigrazione italiana di Genova omaggia Marcella Hazan, simbolo della cucina regionale italiana negli Stati Uniti, il cui pentolino di rame è esposto allo Smithsonian per il 250° anniversario dell'Indipendenza, evidenziando il suo impatto sulla gastronomia americana attraverso i suoi libri e corsi. #CucinaItaliana #MarcellaHazan #IndependenceDay

Al Museo dell'emigrazione focus su Marcella Hazan, l'italiana che insegnò agli americani a cucinare

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda

@bladeelover333 Reference per pochi! (uno dei libri più letti della storia, che ogni Italiano è obbligato a studiare alle superiori) #Libri #Letteratura #Cultura

A Carmelo, con profonda stima e immenso affetto. Grazie per aver dato voce, con il coraggio e il rigore che ti contraddistinguono, ad una verità rimasta troppo a lungo nell'ombra. Questo libro “Un intreccio nero” sulla vicenda di Giovanni Spampinato, è il riflesso della tua passione per il giornalismo puro. Con orgoglio, vaSco💪🏻‼️ @skin_1976 #UnIntreccioNero #GiovanniSpampinato #Giornalismo #Libri #Vero

Fandom italiano abbiamo chiuso il cerchio iniziato a gennaio! Sono volata a Parigi per consegnare il nostro libro di pensieri e messaggi che avevamo fatto per le olimpiadi ✔️ Enjoy his reaction 🫶🏻 #ConnorStorrie https://t.co/2seDueV6jh #Fandom #Olimpiadi #Libri

Quest’anno sono 60 anni dall’abolizione dell’Indice dei libri proibiti dalla Chiesa Cattolica. Tra le opere per lungo tempo censurate, testi di Galileo, Copernico, Dante, Zola e Stendhal. #LibertàDiEspressione #Censura #Cultura

Due giorni fa la Svizzera ha ridicolizzato la Bosnia che ci aveva sbattuto fuori dal Mondiale. Tutto normale per i pecoroni figli del potere che massacrano i poveri per ruffianarsi i potenti. Ovviamente le colpe in gran parte erano state date a Gattuso, uno dei pochi a metterci la faccia. In un Paese normale chiunque si nasconderebbe in fondo al mare piuttosto che collezionare editoriali mielosi. Invece no, frequentano i circoli romani, dando tonnellate di spazio a Gravina che attacca chissà chi piuttosto che restare in silenzio. Questo è il Sistema. Con tanto di scatto fulmineo alla Bolt per stendere già ora tappeti vellutati a Malago, prima ancora che ci faccia vedere qualcosa. Ribrezzo. Diceva Buffon: “Meglio due feriti che un morto”. Mio nonno il saggio, grande uomo, aggiungeva: “Se non riesci a vendere giornali, prova con i libri” #Calcio #Svizzera #Bosnia

Looking at this photo, it feels like witnessing one of those moments destined to enter the history books. Donald Trump signs the agreement with Iran in a sumptuous setting, filled with smiles, handshakes, and the inevitable winner's pose. It is the image he loves the most: that of the man. (translated)

Massimo Cacciari, ospite a Otto e mezzo su La7, ha criticato la richiesta del patentino antifascista per gli editori partecipanti alla fiera Più libri più liberi, definendola una scandalosa idiozia, sottolineando che l'antifascismo si esprime attraverso azioni concrete, come la condanna delle politiche di Israele e del razzismo, piuttosto che attraverso firme simboliche. #Antifascismo #GiorgiaMeloni #MassimoCacciari

Cacciari a La7: “Il patentino antifascista? Fa schifo, è una scandalosa idiozia. Antifascismo è condannare Israele e il razzismo di Trump”

Cruciani a Quarta Repubblica ha demolito la sinistra: «La dichiarazione antifascista alla fiera “Più libri più liberi” è l’ennesima prova che la vera censura, il pensiero unico e l’intolleranza vengono dalla sinistra. Questa dichiarazione è un vero atto di intolleranza fascista. #quartarepubblica #Cruciani #fascista #fascismo #antifascista #sinistra #destra @giucruciani #quartarepubblica #fascismo #sinistra

Kurier 4w

Na nadcházející knižní výstavě „Più libri più liberi“ v Římě musí nyní nakladatelé podepsat prohlášení uznávající antifaschistické hodnoty, což vyvolalo ostrou kritiku italské premiérky Giorgie Meloni, která tuto novinku považuje za cenzuru a pokus o vyloučení nepohodlných názorů. #Antifaschismus #Buchmesse #Meloni

Antifaschismus-Pflicht auf Buchmesse erzürnt Meloni

In questo momento, il governo e i suoi complici violano sistematicamente il Primo Emendamento per mettere a tacere gli artisti. Chiudono istituzioni come il Kennedy Center, tagliano i fondi ai musei e al National Endowment for the Arts, censurano libri e cancellano programmi televisivi da chi si esprime apertamente. È davvero grave. E tutto questo viene permesso da aziende codarde. Non farò nomi adesso. Ma sono onorata di passare il microfono ad artisti e attivisti che continuano a far sentire la propria voce e a cantare, affinché possiamo essere ispirati a ribellarci. Essere qui è un atto di speranza, e voi tutti mi date speranza. Questi diritti sono per tutti, per tutti. E dobbiamo difenderli per tutti. Anche se non li condividiamo. Non si tratta di Democratici o Repubblicani, di destra o di sinistra. Si tratta di giusto o sbagliato. Ed è sbagliato. È sbagliato che le persone vengano attaccate e definite terroristi per aver esercitato i propri diritti e le proprie libertà. È ora che gli americani di tutto il Paese, di tutto lo spettro politico, che hanno a cuore queste libertà, si alzino in piedi, in modo creativo e non violento, per difendere questi diritti, finché ne abbiamo la possibilità. E dobbiamo farlo ora. Perché se non lo facciamo, non avremo più alcun diritto da difendere.

“Trump e i suoi compari violano sistematicamente la libertà di espressione per mettere a tacere gli artisti. Americani alzatevi in piedi!”: Jane Fonda furiosa
www.ilfattoquotidiano.it

Gianfranco Pagliarulo, presidente dell'Anpi, risponde alle critiche di Giorgia Meloni e Carlo Nordio sul Patentino antifascista richiesto agli editori della fiera Più libri più liberi, affermando che si tratta di rispetto della Costituzione e non di censura, e sottolineando che le polemiche sono un modo per distogliere l'attenzione da temi più urgenti. #Antifascismo #Costituzione #Anpi

Patentino antifascista, Pagliarulo (Anpi) replica a Nordio e Meloni: “Non è censura, si chiama rispetto della Costituzione”
ANSA.it 4w

Il ministro Nordio ha respinto la richiesta del patentino antifascista per l'evento 'Più Libri più Liberi', sottolineando che il Codice penale porta la firma di Mussolini e definendo paradossale la richiesta di attestazioni di antifascismo mentre si rifiuta di cambiare il Codice Rocco, suscitando una forte polemica tra i politici. #Nordio #antifascismo #CodicePenale

Nordio: 'Pass antifascista? Mussolini firmò il codice penale'

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde alle polemiche riguardanti la richiesta di attestazioni di antifascismo da parte degli organizzatori della Fiera Più libri più liberi, sottolineando il paradosso di pretendere tali attestazioni mentre il Codice penale, considerato fondamentale per la giustizia italiana, porta la firma di Mussolini. #CarloNordio #Mussolini #antifascismo

L’ultima del ministro Nordio: “Patentino antifascista? Il libro più importante per la giustizia porta la firma di Mussolini”