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#Melitopol

Ukraiņu droni ir izraisījuši lielus elektroapgādes traucējumus Krievu okupētajās teritorijās, tostarp eksplozijas Sevastopolē un Kerčā, kā arī ugunsgrēku Melitopolē, bet Hersonas apgabala kolaboracionists paziņo, ka visi krievu kontrolētie rajoni ir palikuši bez elektrības. #Sevastopole #Krievija #elektroapgāde

Ukraiņu droni sasniedz krievu okupētās teritorijas – vērojami liela mēroga elektroapgādes traucējumi

V noci provedly ZSU útok na okupovaný Melitopol. OKupovaná část Chersonské oblasti je bez proudu, blogeři hovoří o Armagedonu. https://t.co/hS4OACtmxM #Ukrajina #Melitopol #konflikt

Hlavní pozemní zásobovací trasa na Krym (tzv. „pozemní most") vede z Mariupolu (přes Berďansk a Melitopol) podél Azovského moře. Ukrajinské drony na téhle silnici napadají zásobovací kamióny s obří intenzitou už několik týdnů. A jejich řidiči jsou z toho poněkud nervózní... https://t.co/DsugNpmW8x #Ukrajina #Krym #drony

Anna 4w

DIE FÄHRE PANAGIA BRENNT— Russlands letzter Versorgungsweg zur Krim bricht zusammen. Die „Panagia" war kein gewöhnliches Zivilschiff. Offene Quellen dokumentierten die Fähre beim Transport von S-300/S-400-Raketensystemen nach Krim. Moskau muss Lkws jetzt über Rostow, Mariupol und Melitopol umleiten. Selenskyj bestätigte die Schläge als „gerechte Antwort auf Russlands brutale Angriffe". Verteidigungsminister Fedorow hatte am 17. Juni angekündigt, die Krim zur Insel zu machen — die Nacht gibt ihm recht. Wann genau hört Moskau auf, Raketen auf ukrainische Städte zu feuern, wenn es nicht mal mehr weiß, wie es seine eigene Halbinsel versorgen soll? 👇 Quelle: Kyiv Independent #Krim #Ukraine #Russland

Continuano i colpi ucraini per paralizzare la logistica del sud occupato e della Crimea. Tra i colpi messi a segno stanotte ci sono, come nei giorni scorsi, varie stazioni e depositi di gas e petrolio. Una di quelle colpite è la stazione di distribuzione del gas nel villaggio di Lokhovka, nel distretto di Sovetsky. La dislocazione degli attacchi mostra che gli ucraini starebbero prediligendo depositi e catena di distribuzione lungo la via ferroviaria e questo per un motivo ben preciso. Nelle zone remote e critiche della Crimea orientale, la rete elettrica principale (quella che alimenta i locomotori) è spesso inaffidabile o insufficiente per coprire le esigenze di tutti i sistemi sussidiari. Molte stazioni ferroviarie e postazioni di scambio lungo la tratta orientale sono dotate di gruppi elettrogeni di emergenza o di supporto alimentati a gas naturale. La stazione di Lokhovka fornisce il combustibile per questi generatori, che garantiscono l'elettricità non solo alle strutture della stazione ma, soprattutto, all'elettronica che gestisce la logistica ferroviaria. Bloccare i sistemi di scambio e segnalamento paralizza il trasporto ferroviario, in questo caso quello proveniente da Kerch, contribuendo all’isolamento dell’hub di Dzhankoi. Colpita stanotte anche la zona di Genichesk. Il ponte stradale sull'Arabat Spit era probabilmente l'ultima rotta stradale secondaria e "sicura" rimasta per spostare rifornimenti d'urgenza dalla Crimea verso Kherson, dopo il danneggiamento dei ponti principali di Chongar e Razdolnoye. Ora anche questa via è interrotta o compromessa. Colpito anche il raccordo ferroviario del grande impianto Titan, con il danneggiamento delle tratta ad Armiansk, altro snodo strategico di collegamento con Kherson, quasi del tutto compromesso nei giorni scorsi. Interessante che stanotte sia stata colpita anche la centrale termoelettrica di Tavricheskaya. L’impianto è vitale per alimentare non solo l’hub di Dzhankoi, ma soprattutto la rete radar di Tarkhankut e i posti di comando centrali dell'FSB e del comando flotta che sono stati in parte trasferiti nell'entroterra per sfuggire ai droni marini. Colpire la centrale elettrica significa lasciare il comando russo in Crimea senza energia affidabile e mandare in tilt le loro comunicazioni in un momento critico. L'Ucraina sta scientificamente togliendo energia e infligge cecità radar ai difensori, alimentando il timore di uno sbarco che sarebbe impossibile da prevenire e sempre più difficile da respingere. A rendere ancora più complicata la difesa della Crimea c’è il sempre più vasto malcontento della popolazione, che sta vivendo disagi ogni giorno maggiori (tra i quali anche esplosioni continue in vari punti della penisola) cui, in queste ore, si stanno aggiungendo migliaia di lettere per la mobilitazione forzata, vista la necessità di Putin di rimpiazzare le perdite al fronte senza toccare le grandi città russe. Una situazione questa che alimenta le file della resistenza e crea un clima di crescente avversione verso le autorità di occupazione. La situazione evolve di ora in ora in tutte le aree occupate, inclusa la fascia costiera sud. L'intelligence britannica ha ad esempio confermato l'annientamento di due ponti stradali vitali lungo la rotta M14 (la cosiddetta "autostrada di terra" Rostov-Melitopol) nel settore di Berdiansk, strike che costringe i convogli russi a una deviazione di ore. Altri dettagli potrebbero emergere nelle prossime ore, per cui STAY TUNED! #Ucraina #Crimea #Guerra

La strategia ucraina di strangolamento delle filiere logistiche russe sta drasticamente accelerando. Tra i colpi messi a segno questa notte, alcuni sono di straordinaria rilevanza strategica e meritano di essere raccontati. Nel giro di poche ore, sono stati distrutti ben cinque impianti radar in Crimea (Capo Tarkhankut, Severne, Snezhnoye, Portove e Steregushche, località quest’ultima dove è stato distrutto anche l’impianto missilistico OSA, che doveva difenderla), i quali formano una catena continua che sorveglia l'angolo nord-occidentale della penisola, proprio lo specchio di mare che guarda verso l'estuario del Dnipro e Odessa, e che rappresentavano gli occhi della Flotta del Mar Nero e dell'aviazione russa per la caccia ai droni aerei e marini. Al di là del colossale danno economico ed operativo (per la costruzione e la taratura di strumenti di questo tipo possono essere necessari persino anni, tanto più per un paese sotto sanzioni, che ha oggettive difficoltà a reperire la componentistica occidentale necessaria) ora si rischiano conseguenze pesanti per l’intera penisola. Innanzitutto, senza questi 5 radar, la Russia ha perso la capacità di avvistare a lungo raggio i droni di superficie ucraini (Magura V5, Sea Baby), esponendo di fatto tutto il fianco occidentale della Crimea ad attacchi (e potenziali sbarchi) che a questo punto non possono più essere scoperti per tempo. In secondo luogo, con il colpo a Capo Tarkhankut si sono resi inutilizzabili i sistemi missilistici costieri Bastion, che tengono anche sotto tiro città come Odessa, lanciando i pericolosi missili supersonici Oniks. Ma soprattutto il danneggiamento dei radar di Portove e Steregushche, che monitoravano le rotte aeree a bassa quota, comporta la creazione di un "corridoio cieco" nel nord della Crimea. Attraverso questa falla, i droni kamikaze a lungo raggio e i missili ucraini possono volare indisturbati e a bassissima quota per colpire i ponti d'emergenza o i treni merci diretti al mega-hub di Dzhankoi, senza che le batterie contraeree interne ricevano il preavviso radar. Vista la sequenza serrata di questi giorni, non è escluso che quest’ultimo colpo sia finalizzato a neutralizzare le ultime difese rimaste a protezione dell’unico collegamento ancora pienamente funzionante tra la penisola e la parte occupata di Kherson, la linea ferroviaria, senza la quale il traffico pesante sarebbe del tutto interrotto. Tuttavia le cattive notizie per la Russia arrivano anche da Donetsk. Le forze ucraine hanno preso di mira e pesantemente danneggiato il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk a Novoazovsk, la "porta d'ingresso" dell'intero corridoio terrestre russo, a pochissimi chilometri dal confine sovrano della Federazione Russa. Novoazovsk si trova infatti sulla direttrice dell'autostrada M14, l'arteria vitale che i russi utilizzano per far entrare i convogli pesanti su gomma da Rostov sul Don verso Mariupol, Berdiansk e, infine, Melitopol e Kherson. Il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk era stato ristrutturato e potenziato dai russi nel 2024 proprio per aumentare la portata dei carichi logistici pesanti e sostenere lo sforzo bellico nel sud. I rapporti sul campo e le immagini satellitari confermano che l'attacco della notte scorsa ha centrato in pieno i camion militari russi che lo stavano attraversando. Il ponte è ora ridotto a una sola corsia agibile, forzando le autorità di occupazione a vietare il transito ai TIR pesanti e a deviare il traffico su strade secondarie e sterrate, allungando drasticamente i tempi di percorrenza. Il fatto che queste azioni di questa portata vengano compiute in pochi giorni o addirittura in poche ore, senza dare alla Russia il tempo di adottare contromisure e seguendo un’unica strategia, rivela la straordinaria capacità di adattamento e di coordinamento delle forze armate ucraine, tanto più rispetto a quelle di Mosca, storicamente afflitte da rigidità e burocrazia e costrette dall’approccio repressivo ad edulcorare i rapporti, impedendo ai vertici militari di conoscere la reale situazione sul campo. Ma soprattutto le capacità raggiunte dai droni ucraini stanno vanificando del tutto i vantaggi che la Russia contava di capitalizzare sul campo: la superiorità demografica, non più sufficiente - vista l’impietosa sproporzione di vittime tra le due parti - e la vastità delle aree conquistate, spacciate spesso anche dai propagandisti nostrani come il metro con cui misurare il trionfo di Putin, ma che, ora che nulla lì è più al sicuro, rischiano invece di diventare un insostenibile Vietnam che, per chi ha scommesso tutto sulla vittoria totale, equivale alla peggiore delle sconfitte. #Ucraina #Geopolitica #Conflitto

Aktuality.sk Jun 16

Ukrajinské jednotky, posilnené prevahou v nasadení dronov, zaznamenali významné úspechy pri oslobodzovaní území a hrozí, že odrezaním ruských síl medzi Melitopolom a Mariupolom spôsobia okupantom najväčšiu porážku vojny, čo by mohlo mať vážne následky aj pre Vladimira Putina. #Ukrajina #oslobodenie #vojna

Ukrajinské jednotky udreli na slabé miesto Rusov. Na mape vidno, aká pohroma hrozí „vyhladovaným“ okupantom

Die Fernstraße Melitopol–Nowa Kachowka. Ein Schlag von Spezialisten des GUR MO gegen den Transport von Treibstoff für Putins Armee. Soetwas geschieht täglich hundertfach in der Südukraine. Es wird enger für Putins Logistik und diese Aufnahmen sind spektakulär https://t.co/DC6wYGK8hi #Ukraine #Putin #GUR

Un nouveau camion de carburant russe 🇷🇺 a été frappé par un drone ukrainien 🇺🇦 du GUR, ce qui montre que même les unités du renseignement mènent des frappes en profondeur. Ces frappes contre ce type de camion, comme ici à l'est de Melitopol compliquent la logistique russe. https://t.co/CfiwJVxsfQ #Ukraine #Russia #Drones

RF glauben sie sind richtig schlau, und sind jetzt auf Umgehungsstraßen auf der 🇷🇺 GLOC zwischen Melitopol und Mariupol ausgewichen, um nicht von 🇺🇦 Mittelstrecken-Angriffs Drohnen entdeckt und getroffen werden. Mit „durchschlagendem Erfolg“, wie man hier sehen kann. Ups 🚛💥🔥🤷‍♂️ https://t.co/ldvrjpvNjJ #Ukraine #Mariupol #Drohnen

Ieri il capo delle forze ucraine dei sistemi senza pilota Madyar annunciava di voler isolare del tutto la Crimea e in un certo senso è già successo. Mentre emergeva l’entità dei danni degli ultimi attacchi ucraini ai ponti che collegano il nord della Crimea con Kherson (sul ponte di Armiansk è stato distrutto un convoglio di 50 mezzi che trasportavano carburante e munizioni), le autorità hanno disposto il blocco totale del transito commerciale, perché metterebbe a rischio le poche corsie rimaste o riallestite attraverso pontoni provvisori. L’unica grande arteria di collegamento della penisola resta dunque il ponte di Kerch a est, sul quale tuttavia è da tempo vietato il transito di materiali esplodenti e i transiti stradale e ferroviario sono consentiti solamente per carichi leggeri. Ma mentre la Crimea subisce contraccolpi soprattutto in termini di carenza di combustibili, è la linea di difesa mantenuta dagli occupanti a Kherson a rischiare le conseguenze peggiori. Un'ondata di esplosioni a catena ha infatti colpito stanotte i nodi nevralgici delle retrovie nelle zone occupate a Melitopol, Tokmak e Henichesk. Subito dopo le detonazioni (che hanno preso di mira depositi e nodi di smistamento, inclusa l'area di Yakymivka nel distretto di Melitopol), si è verificato un collasso totale della rete elettrica e delle comunicazioni. Nelle tre città è quasi del tutto sparito il segnale internet e la telefonia mobile. Il gruppo partigiano ATESH attribuisce questo blackout non solo ai danni fisici alle centraline, ma al fatto che i russi abbiano attivato al massimo i propri sistemi di guerra elettronica (EW) nel tentativo disperato di schermare la zona da ulteriori ondate di droni guidati, finendo però per isolare le proprie stesse linee di comando e gettare nel panico la logistica civile. Gli attacchi rientrano nella strategia di blocco logistico, che prosegue senza sosta, anche con continui attacchi sui convogli stradali. Sul piano strettamente tattico, lo Stato Maggiore ucraino segnala che i russi hanno tentato una serie di piccoli contrattacchi diversivi a sud-ovest di Kherson City, in particolare nell'area dell'isola di Bilohrudyi (nel delta del Dnipro). I tentativi di sbarco della fanteria leggera russa sono stati tutti respinti dall'artiglieria ucraina e dai droni FPV, senza che i russi riuscissero a guadagnare alcuna posizione. Negli ultimi giorni le forze ucraine hanno invece intensificato le incursioni anfibie ed esplorative lungo tutto il corso inferiore del Dnipro e nell'area dell'estuario (sfruttando il vuoto lasciato dai russi con il ritiro dallo spit di Kinburn), per sfruttare il blocco logistico ed accelerare l’esaurimento delle riserve di carburante e munizioni da parte degli occupanti, dando anche chirurgicamente la caccia ai depositi di armi. Dunque, mentre la Russia si accanisce da 8 mesi su Kostantianyvka, in Donbas, dove ha già perso, secondo alcune stime, tra i 15 ed i 22.000 uomini (di cui almeno 7.000 morti) e dove rischia di diventare impossibile immaginare ulteriori avanzate a causa del dissanguamento delle truppe, al sud intere regioni rischiano di collassare, obiettivo che Kyiv intende perseguire a tutti i costi, non solo per ridicolizzare lo sforzo militare russo che sta portando il paese all’autodistruzione, recuperando terreno in regioni che il Cremlino ha fatto inserire nella costituzione come russe, ma anche nella prospettiva di ridurre nei prossimi mesi la linea del fronte, complicando ulteriormente la vita all’invasore. #Ucraina #Crimea #Guerra

HC Strien Jun 11

Problem für die RU: die Kanaluferstraße ist dann die einzige Nachschubstrecke für das gesamte Gebiet W des Kanals, denn die Hauptstraße Melitopol-Cherson führt S Nowa Kachowka nur 11km von der Front über den Kanal, in bequemer FPV-Reichweite; die Brücke dort kann zudem jederzeit mit Lenkbomben gesprengt werden Ein Angriff auf die Brücke bei Petropawliwka würde auch die Verbindung Armjansk-Cherson unterbrechen, es bliebe dann einzig die S Ausweichstrecke nach Hola Pristan Die Frage ist deshalb: sollen die Angriffe auf die Brücken die Krim vom Festland abschneiden - oder doch zunächst einmal eher das Festland von der Krim? Denn noch kommt über die Kertschbrücke Nachschub, das linke Dnipro-Ufer bei Cherson wird sicher überwiegend auf diesem Wege versorgt Sollten die UA dann noch SOF einschleusen und ihre Partisanennetzwerke aktivieren, könnte das gesamte Gebiet W des Kanals für die RU unhaltbar werden - womit auch die Bedrohung der Zivilbevölkerung in Cherson durch die Menschenjäger bei der RU Drohnentruppe wegfiele 2/2 #Krieg #Sicherheit #Ukraine

Continua il lavoro degli ucraini per isolare Kherson e la Crimea. Nelle ultime 24 ore si è infatti registrato un secondo colpo al ponte di Chongar, che collega le due regioni, il quale ha costretto le autorità ad interrompere del tutto il transito di mezzi. Attraverso il ponte transitavano dai 70 ai 120 camion giornalieri per il rifornimento del raggruppamento Dnepr, che occupa attualmente parte dell’oblast’ di Kherson pari al 60-70% delle forniture su gomma. L’intero traffico deve essere ora dirottato su Armiansk e Perekop, con conseguente allungamento di almeno 120-150 km di percorso, attraverso strade più strette ed in parte inadatte. Questo comporta un raddoppio dei tempi di trasporto (e dunque un dimezzamento delle capacità di movimentazione totale per ciascun mezzo), l’appesantimento della già grave crisi di carburante e pericolosi incolonnamenti ai checkpoint, che espongono i convogli ai colpi dei droni ucraini. Resta per ora l’alternativa ferroviaria interna che da Rostov, passando per il "corridoio terrestre" occupato (Mariupol-Berdiansk-Melitopol), alimenta le retrovie del fronte. Tuttavia, i treni portano i materiali solo fino ai grandi depositi nodali. Da lì, il trasporto "dell'ultimo miglio" verso la linea di contatto deve avvenire comunque su gomma. Inoltre, la rete ferroviaria nel sud dell'Ucraina è ormai costantemente bersagliata dai droni, che hanno reso anche quella via non più sicura. Il soffocamento logistico delle forze di occupazione di Kherson sta dunque subendo una brusca accelerazione, esponendo la stessa Crimea, annessa illegalmente dal 2014 e nel cui territorio sono in corso attacchi sistematici contro i costosissimi sistemi di difesa, al pericolo di incursioni di sabotatori o di piccole pattuglie di militari, pronti ad azioni fulminee e spettacolari dall’alto valore propagandistico che finirebbero per ridicolizzare l’immagine dell’imbattibilità della Russia, già fortemente compromessa. Comunque la si veda, questa guerra, al di là dell’immensa tragedia che rappresenta per i popoli che sono coinvolti, è destinata a finire nei manuali di strategia militare, sui quali si racconterà come una superpotenza militare sia stata umiliata da una nazione con un quarto della sua popolazione e un decimo del suo PIL grazie a inventiva, resilienza e determinazione. #Ucraina #Kherson #Guerra

Anna Jun 7

Ukrainische Drohnen nehmen auf der Krim mittlerweile alles ins Visier was sich bewegt – einschließlich Straßenbaumaschinen. Das Ziel ist klar: Russland soll die Straßen nicht mehr reparieren können die Ukraine systematisch zerstört. Das 3. Sonderoperationsregiment hat die Luftkontrolle über Teile der Melitopol-Chonhar-Route übernommen – der letzten Landverbindung zur Krim. Benzin fehlt. Busse fahren nicht. Lebensmittel rationiert. Straßenbaumaschinen brennen. Russland wollte die Krim als Festung. Ukraine macht sie zur Falle. 🇺🇦🇪🇺 #Krim #Ukraine #Konflikt

💥🔥 Das 3. Spezialregiment der AFU 🇺🇦 meldet, dass es die Lufthoheit über einen Teil der 🇷🇺 GLOC erlangt haben, den die Besatzer für die Verbindung zur Krim nutzen. Drohnen-Piloten der 🇺🇦 Spezialeinheiten zerstören mit Hilfe von Hornet-Kampfdrohnen Fahrzeugtechnik und logistische Versorgungswege des 🇷🇺 Feindes auf dem Abschnitt Melitopol – Chongar. Diese Maßnahmen haben bereits zu erheblichen Schwierigkeiten bei der Versorgung der russischen Armee und der Lieferung von Treibstoff auf die vorübergehend besetzte Halbinsel geführt. #UkrainianArmy #DroneWar #MilitaryOperations

Včera ruské úřady na okupovaném Krymu úplně zakázaly prodej benzínu za hotovost. Prodává se jen za talony a ty už se taky nevydávají. Lidé se v kilometrových kolonách zapisují do pořadníků v bláhové naději, že jim to k něčemu bude. Hlavní pozemní silnici na Krym přes Melitopol uzavřela 🇺🇦 ukrajinská armáda systematickými dronovymi útoky na cisterny a vojenská auta. Totální logistický lockdown ještě umocňují útoky na zásobovací lodě a přes Kerčský most náklaďáky taky nesmí od té doby, co tam jeden dobrý vybuchl a těžce poškodil tuto ruskou černou stavbu. Promyšlené útoky 🇺🇦 VSU a speciálně Azova a partyzánů z Atesh na cisterny a vojenská auta 150km od fronty na jediné zásobovací pozemní trase pod kontrolou Ruska způsobily už to, že ruská věrchuška nařídila vozit palivo v civilních autech, dodávkách s označením závozu pečiva nebo dokonce v sanitkàch. S ženevskými konvencemi si Rusko přeci nebude lámat hlavu. No a aby toho nebylo málo, bez benzínu a nafty nenastartují svá auta ani technické služby. Natož tanky. Takže Krym pod ruskou okupační správou rychle zaplavují odpadky a krysy. Očekávám, že letos mnoho turistů nepřijede. A to bude rána z milosti, která by mohla okupovaný poloostrov posunout zpět tam, kam patří. Protože Krym je 🇺🇦 Ukrajina. https://t.co/ArX3KpHXt6 #Krym #Ukrajina #konflikt

La situazione di buona parte dei territori occupati sta precipitando e ora la Russia teme il colpaccio contro la Crimea. L’Ucraina, data per spacciata fin dai primi giorni dai nostri giornaliZti e opinioniZti, in questi anni ha non solo mostrato una incredibile resilienza sul piano strettamente operativo-militare, ma anche sviluppato tecnologie che hanno consentito di stabilizzare il fronte e persino di rendere vana la millenaria strategia moscovita di pretendere aree cuscinetto a spese dei vicini, trasformare quelle aree in zone pienamente russe e quindi pretenderne di nuove, in un infinito bisogno di allontanare i confini dal centro. La guerra dei droni, che Kyiv sta vincendo sia sul piano numerico che tecnologico fa sì che nulla sia più al sicuro, elemento questo che mina le precondizioni non solo di un’ulteriore avanzata di Mosca, ma anche del mantenimento di quanto illegalmente occupato sinora, non dal 2022, ma dal 2014. In questi giorni sui social appaiono immagini di interminabili code nei distributori in Crimea. Il carburante è stato ufficialmente razionato, ma in alcuni punti della penisola è già esaurito. Questo è risultato della strategia che l’Ucraina ha pianificato dall’ottobre del 2022, da quando cioè colpì uno dei treni cisterna che regolarmente transitavano sul ponte di Kerch, che collega la regione occupata alla Russia, danneggiandone seriamente la sezione ferroviaria, poi ulteriormente indebolita dall’attacco di droni marini. Le autorità, a seguito dell’attacco, hanno quindi sospeso il trasporto su rotaia (ciascun vagone trasportava anche 60 tonnellate di carburante), sia per evitare il possibile cedimento della struttura, sia per scongiurare che ulteriori attacchi ucraini potessero causare uno spettacolare crollo. A questa chiusura si è cercato di ovviare istituendo il cosiddetto Kerch Ferry Crossing, un servizio di traghetti cargo (Ro-Ro) che spola tra i porti di Kavkaz (sulla sponda russa) e Kerch (in Crimea), per trasferire gli stessi vagoni cisterna che non possono più attraversare il ponte. Ma, una volta perso il dominio dei mari, per la Russia, anche questa soluzione si sta rivelando impraticabile. Solo nelle ultime settimane, l'Ucraina ha preso di mira i traghetti chiave (come la Avangard, la Conro Trader e la Slavyanin), oltre a varie motovedette, facendo crollare verticalmente il traffico di combustibili. L’unica alternativa diventa quindi ora quella della M-14 (la spina dorsale che collega Rostov a Mariupol, Berdiansk, Melitopol fino alla Crimea). Ma anche quell’arteria, essenziale per l’approvvigionamento delle truppe di occupazione, si sta rivelando una gigantesca trappola. L'introduzione massiccia di droni ad ala fissa di nuova generazione e sistemi a lungo raggio (come i droni Hornet, potenziati con algoritmi di riconoscimento dei target) ha esteso a dismisura la "kill zone" ucraina, tanto che gli stessi Z-blogger ormai quotidianamente riportano notizie di decine di mezzi in fiamme ai lati della strada. La strategia di Kyiv di “logistical lockdown” si sta dunque rivelando straordinariamente efficace, dal momento che proprio i blogger militari riferiscono di truppe costrette a centellinare benzina e munizioni, che arriverebbero al fronte nella misura di circa il 40% rispetto alle reali necessità, al punto di scomodare il sacro mito dell’assedio di Leningrado per rappresentare la gravità dello strangolamento in atto e combattere la tendenza di diversi generali di far arrivare a Mosca rapporti falsi nei quali si nega la reale gravità della situazione. Se a questo si sommano i recenti colpi messi a segno dall’Ucraina contro radar, sistemi missilistici, depositi di carburanti e munizioni in Crimea (una delle aree più difese al mondo, a riprova dell’altissimo valore propagandistico che la penisola riveste per il regime), c’è da aspettarsi che a breve le forze ucraine tentino un massiccio attacco per abbattere del tutto il ponte di Kerch, ottenendo l’isolamento pressoché totale della penisola e della parte occupata di Kherson, rendendo pertanto entrambi indifendibili nel breve-medio periodo. Il crollo del ponte o l’ipotesi di un solo soldato ucraino che poggi gli scarponi sul suolo della Crimea, rubata con una occupazione, seguita da un referendum illegale nel 2014, avrebbe un impatto devastante sulla fiducia anche interna che la Russia sia in grado di continuare a sostenere questa guerra e comprometterebbe la tenuta stessa del regime, che sulla retorica della potenza militare e delle invasioni per sopravvivenza basa la propria esistenza. Perché tutto questo a noi appare così strano? Perché la guerra in questi anni ce la siamo fatta finora raccontare da Travaglio, Di Battista, Orsini e dal generale Mini, che per un mix di ignoranza, supponenza, egocentrismo patologico e consapevole disinformazione ci hanno spacciato i successi tattici della Russia per vittorie strategiche, ridicolizzando il sostegno dell’Europa e sottovalutando l’eroica resilienza dell’Ucraina, nonché, diciamocelo, anche la straordinaria rete civile di resistenza contro il cinismo promosso dalla propaganda russa che noi tutti abbiamo costruito in questi anni. Siamo dalla parte giusta della storia. E la storia ci sta dando ragione. #Russia #Ucraina #Guerra

Novinky May 29

Ukrajinské drony Shark-M způsobily zničení ruských vojenských cisteren a vozidel na dálnici mezi Berďanskem, Melitopolem a Džankojem, což narušilo ruské pozemní spojení s Krymem v okupovaných oblastech Záporožské oblasti. #Ukrajina #Drony #Válka

Dálnice v plamenech. Ruské pozemní spojení s Krymem je pod palbou ukrajinských dronů

Potwierdza się to co prognozowaliśmy od 2 miesięcy Ukraińskie „middle strikes”na Zaporożu stają się zmorą Rosjan Ukraina intensywnie rozwija i skaluje kampanię e uderzeń operacyjnych na głębokości 30–200 km za linią frontu. Te ataki wypełniają lukę między FPV na pierwszej linii a strategicznymi uderzeniami dalekiego zasięgu. Skupiają się na logistyce, magazynach paliwa, konwojach, mostach i systemach obrony przeciwlotniczej Rosjan. Największe efekty widać właśnie w obwodzie zaporoskim i na drogach prowadzących na Krym. W samym kwietniu Ukraina przeprowadziła ponad 160 middle strikes na dystansie 120–150 km. Liczba takich uderzeń w 2026 roku jest już kilkukrotnie wyższa niż w poprzednich miesiącach. Główne cele w Zaporożu i na południu:Autostrada M-14 (Mariupol–Berdiańsk–Melitopol) – kluczowa arteria zaopatrzenia Krymu i południowego frontu. Regularne niszczenie cystern paliwowych, ciężarówek i konwojów Rosyjski okupacyjny „gubernator” Chersonia Władimir Saldo wydał dekret ograniczający ruch ciężarówek na M-14 (maj 2026) – bezpośredni efekt ukraińskich ataków. Praktyczne zablokowanie alternatywnych lądowych tras zaopatrzenia (w tym Tawryjskiej linii kolejowej). Rosyjscy milblogerzy (https://t.co/4eSpYoz2lQ. Rybar) przyznają, że południowy front jest przeciążony i logistyka wisi na włosku Kampania middle-strike w połączeniu z atakami na magazyny amunicji i systemy S-400/Pancyr w głębi Krymu sprawia, że Rosja coraz trudniej utrzymuje żołnierzy i sprzęt na półwyspie. Eksperci mówią wprost o efektywnym powolnym interdykcji Krymu ale nie klasyczną ofensywą lądową. Rosja traci swobodę manewru na południu (Zaporoże–Chersoń). „Middle strikes” stały się priorytetem – Zelenski i Ministerstwo Obrony otwarcie mówią o masowej produkcji i wsparciu partnerów. Ukraińskie ataki średniego zasięgu na Zaporożu nie są już incydentalne – to systematyczna, coraz bardziej skuteczna kampania interdykcji. Jeśli trend się utrzyma, Krym może stać się logistycznie odizolowany, co poważnie osłabi całą rosyjską grupę południową. Rosja reaguje ograniczeniami ruchu i propagandą, ale na polu walki widać realne problemy z zaopatrzeniem. #Ukraina #Rosja #Zaporopie

Denník N May 11

V článku sa uvádza, že ukrajinské drony vážne ohrozujú ruskú logistiku na juhu Ukrajiny, ničiac kľúčové cesty a vytvárajúc obavy o zásobovanie ruských jednotiek, pričom sa zvyšuje aktivita dronových útokov v oblastiach medzi Doneckom, Mariupolom a Melitopolom. #Ukrajina #drony #vojna

Vývoj bojov (1537. deň): Krymský most je znova zaujímavý, iné trasy na Krym už ohrozujú drony