BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#Popolo

POSSIAMO ANCORA RENDERE LA SOVRANITÀ AL POPOLO. Chi può, tiri fuori gli attributi e riproponiamo insieme le preferenze. La sovranità al popolo può ancora essere restituita. CI VUOLE SOLO CORAGGIO. https://t.co/YaOY9QUkVo #Sovranità #Popolo #Coraggio

🚨20 milioni di russi sono morti per salvare questo pianeta dai nazisti. 🚨20 milioni. 🚨E noi vogliamo scontrarci con loro? 🚨Roger Waters dei Pink Floyd: siete impazziti? Sapete chi è il popolo russo? Sapete bene, no, che hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale prima ancora che voi vi lasciaste coinvolgere? Ci sono stato. Sono persone meravigliose. - ivan_8848 #Russia #SecondaGuerraMondiale #Pace

Vorrei dire al popolo ungherese 'ce l’avete fatta di nuovo', contro ogni previsione, come nel 1956, quando vi siete coraggiosamente ribellati, e come nel 1989, quando siete stati i primi a tagliare il filo spinato che divideva il nostro continente.

Altro che svolta liberale: Human Rights Watch lancia l’allarme sui diritti nell’Ungheria di Magyar. Il dossier al Parlamento Ue. Quando i leader europei lo definivano un liberatore
www.ilfattoquotidiano.it

Il rumore del popolo smuove piu di quanto crediate, soprattutto in un’epoca in cui il proprietario le prova tutte per riconquistare la piazza. Io vi invito, nel mio piccolo, a spingere per questo sogno. Fate capire cosa vuole il tifo milanista. Non servirà? Amen #Milan #Tifo #Sogno

Ennesima dimostrazione di democrazia dall'Ucraina, anche sotto le bombe il popolo fa sentire la propria voce. Una cosa che non vedrete mai nella Russia di Putin. E no, non stiamo protestando perché vogliamo arrenderci alla Russia o smettere di combattere, ma perché vogliamo cacciare più velocemente gli occupanti dalle nostre terre e allo stesso tempo allontanarci ancora di più dal Cremlino e dal suo retaggio sovietico. Quello a cui stiamo assistendo sono i dolori della crescita di un paese, non cediamo al panico e alle false notizie. Il popolo ucraino sa cosa vuole e sa come chiederlo, siate fiduciosi. 💛☺️ #Ucraina #Democrazia #Libertà

Sono sufficientemente amico dell’Ucraina per non rischiare di essere frainteso quando scrivo di essere tra i tanti che non concordano con la rimozione di @FedorovMykhailo dal Ministero della difesa. Ho profondo rispetto per le dinamiche politiche interne di un paese sovrano, ma ritengo che questa mossa, compiuta nell’ambito di un rimpasto probabilmente necessario, rischi di causare più problemi di quanti ne risolva e di risultare incomprensibile al popolo, che, infatti, si sta già mobilitando. Si sa che all’origine dell’avvicendamento c’è lo scontro tra lo stesso Fedorov ed il Comandante in capo Oleksandr Syrsky e che gran parte delle questioni ruotano attorno alle commesse della Difesa, a loro volta collegate a due diverse concezioni della guerra. Facendo tesoro della sua esperienza da Ministro per l’Innovazione tecnologica, Fedorov ha premuto per un approccio asimmetrico e digitale. La sua filosofia parte dalla constatazione che con il costo di un singolo proiettile d'artiglieria tradizionale si possono acquistare 10 droni FPV ad alta precisione. Ha quindi spinto massicciamente per deviare fondi verso la produzione domestica di droni, guerra elettronica (EW) e software di tracciamento dati. Ha anche creato un "marketplace" digitale (DOT-Chain) dove le brigate al fronte possono ordinare direttamente i droni di cui hanno bisogno in base all'efficacia reale registrata sul campo (attraverso piattaforme di tracciamento dati come DELTA). Questo elimina la burocrazia centrale e premia i produttori ucraini più innovativi, un sistema che ha stimolato lo sviluppo tecnologico, fatto nascere centinaia di start-up e assicurato all’Ucraina un primato assoluto nel settore. Syrsky e lo Stato Maggiore ritengono che, per quanto utili, i droni non possano sostituire la potenza di fuoco pesante e la tenuta della linea di fronte che solo l'artiglieria convenzionale e i sistemi missilistici pesanti possono garantire. Va da sé che Fedorov, centralizzando presso il Ministero gli acquisti, ha sottratto ricchi appalti ad imprese storicamente vicine all’apparato militare, ma ha anche puntato tutto sulla trasparenza dei conti e sulla tracciabilità dei flussi, sbloccando fondi per 60 miliardi di grivne e diventando per questo estremamente popolare sia in patria che tra gli alleati. Fedorov era la migliore garanzia sia per i governi nazionali sia per l’UE del corretto impiego dei fondi per la difesa. Come ho scritto in un recente post, pubblicando questa stessa foto, Fedorov ha riscritto le regole della guerra. E aggiungo che è diventato anche per questo uno dei volti internazionali di un’Ucraina che vuole guardare avanti, al futuro, all’innovazione, alla trasparenza e al merito. Ha semmai commesso l’errore di sottovalutare il peso ineludibile che in un paese in guerra hanno le forze armate. Qualcosa si sta muovendo. Già ieri sera sparuti gruppi di manifestanti sono scesi in strada per contestare la scelta di Zelensky, come in una democrazia sana è giusto che accada e personalmente mi auguro di rivedere le piazze piene di gente con cartelli in mano che ricordino sempre a chi governa che il potere appartiene al popolo e che nell’interesse del popolo ogni decisione deve essere presa. Chiudo questo post con WE WILL WIN. Non perché sia necessariamente in tema, ma perché è quello che, come si vede da questo breve video, Fedorov ha scritto sulla mia bandiera. #SlavaUkraïni #Ucraina #Politica #Innovazione

Ieri hanno vinto quelli che io chiamo gli infami della poltrona. I badogliani del centrodestra hanno potuto sparare alla schiena del loro stesso schieramento – ha aggiunto – ma grazie alle munizioni che gli ha fornito il Pd, la sinistra. Perché è la sinistra che ha chiesto il voto segreto. Nessuno vuole queste preferenze, né la sinistra né i badogliani della destra. Futuro Nazionale è l’unico partito che da subito ha detto che dobbiamo ridare la sovranità al popolo. Dobbiamo consentire agli italiani di scegliere i propri rappresentanti presso il Parlamento.

Legge elettorale, il day after di Meloni è l’inchino a Vannacci
www.ilfattoquotidiano.it

Ten. Col. (ris.) incursore Fabio Filomeni: C’avrei giurato che finiva così. I signori parlamentari, bocciando l’emendamento sulla legge elettorale che ripristinava le preferenze, hanno deciso che il popolo bue non ha diritto di scegliere da chi vuole essere rappresentato. Anche per la prossima legislatura, saranno i segretari dei partiti a nominare i leccaculo più appropriati da mettere in parlamento. E il bello è che a parole erano tutti compatti nel voler restituire la scelta democratica al popolo sovrano. Poi hanno trovato l’escamotage del voto segreto così, nel buio dell’urna, ognuno ha potuto votare come gli è parso senza essere additato. Perché la verità è che nessuno di quei deputati da 14 mila euro al mese voleva seriamente rimettere nelle mani del popolo la propria futura candidatura. Perché? Molto semplice: sanno di aver tradito il mandato popolare, di aver raggirato le promesse elettorali, di aver mangiato pane a ufo per quattro anni senza redigere uno straccio di legge (tanto ci pensa il governo a colpi di decreto sottoposti a fiducia). E sanno benissimo che nessuno di loro sarebbe rieletto in parlamento per volontà popolare. Un popolo che li disistima, quando non li detesta per la loro ignavia e la loro viltà. Sono quelli che per una poltrona venderebbero la madre e che poi predicano la meritocrazia senza un minimo di cultura e di istruzione. Ecco perché la scorsa notte nessuno di loro avrà dormito. Perché se è vero che si può rimanere a fissare il soffitto arrovellati dalle preoccupazioni, dai debiti o dai problemi di salute, è altrettanto vero che si può passare la notte insonne per la felicità di sapere che anche la prossima volta, ad aggiudicarsi il biglietto della lotteria di un seggio in parlamento, saranno i soliti raccomandati, gli amici degli amici, cioè loro stessi. E con tanto più gusto perché in barba al popolo bue che cornuto è e cornuto rimarrà. Uno spettacolo vergognoso. L’unico atto di decenza che potrebbe fare questo governo sarebbe quello di dimettersi. Ma non lo farà. E in fondo per noi popolo bue cambierebbe ben poco perché dovremmo andare ad elezioni sempre con la stessa legge elettorale e quindi con i listini dei candidati scelti dalla oligarchia dei partiti. Vale sempre una delle sessantacinque tesi di Jean Thiriart: “Questa democrazia dei partiti non è la vera democrazia. Il denaro è il denominatore comune: esso permette di comprare tutto, Ivi compreso il potere politico. Tutti i poteri sono concentrati nelle mani di una casta di politicanti di professione, separati dal popolo e manovrati dai gruppi finanziari, spesso estranei all’Europa”. #democrazia #politica #elezioni

Montaruli sulla legge elettorale: "Solo la sinistra può esultare contro il popolo". Ma la stessa Montaruli che è stata condannata per avere usato indebitamente i soldi degli italiani? #leggeelettorale #Montaruli #Melonivaiacasa #15luglio #leggeelettorale #Montaruli #politica

Nel suo messaggio per il decimo anniversario del tentativo di colpo di stato del 2016, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sottolinea il coraggio del popolo turco nella difesa della sua indipendenza e della democrazia, affermando che la Turchia continuerà a combattere il terrorismo e a promuovere la pace e la stabilità nella regione attraverso riforme e investimenti in vari settori strategici. #Turchia #Pace #Terrorismo

«La Turchia attore strategico per la soluzione dei conflitti. Così promuoviamo la pace»

Che brutta scena vedere la sinistra esultare per la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze. Altro che “potere al popolo”: PD e M5S hanno votato contro la possibilità di restituire agli italiani il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Coerenza zero. https://t.co/Kmn2p5Ra1R #politica #diritti #Italia

Il voto segreto (com’era prevedibile) ha tolto agli italiani la possibilità di esprimere le preferenze alle elezioni politiche. Destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia. Serve propugnare il conflitto tra popolo ed élites. Solo così ci sarà una nuova Italia. #Italia #Politica #Elezioni

Io mi ritengo filo Ucraina perché ho una grande compassione per il popolo ucraino, che sta soffrendo al fronte e che è utilizzato come carne da cannone per sporchi interessi occidentali, geopolitici americani e neoconservatori.

Elena Basile: “Un’Europa sana dovrebbe ricucire con Russia e Iran”. Poi replica all’ascoltatore: “Mi ritengo filo Ucraina”
www.ilfattoquotidiano.it

Israel must not fall. Israel simply needs to return to its internationally recognized borders, stop massacring a people, and allow an international coalition to protect and temporarily govern those areas it has occupied and destroyed for years. (translated)

Israel must not fall. Israel simply needs to return to its internationally recognized borders, stop massacring a people, and allow an international coalition to protect and temporarily govern those areas that it has occupied and destroyed for years. (translated)

Anche il “Mago” #LuisAlberto, Ciro #Immobile, “Panterone” #Caicedo e Alessio #Romagnoli ci hanno mandato un video per mostrare vicinanza e supporto alla protesta del Popolo Laziale. #LAZIO: NEL BUIO, LA LUCE. Il video completo della manifestazione è su #YouTube. https://t.co/sgHpyz0Etn #Lazio #Calcio #Protesta

Non capisco perché a Vannacci spesso si risponda con sciocchezze peggiori delle sue. Chiede se ci si riconosce come italiani (cultura) e @mariannaaprile replica «meticcia». A parte che confonde etnia con cultura, ma gli italiani esistono, eccome: popolo con storia, lingua, cultura e continuità genetica. Non “sangue puro”, ma fusione italica, romanizzazione e Risorgimento. Come francesi, spagnoli, greci. Dire «siamo tutti meticci quindi non esistiamo» è negazionismo. Non comprendo questa volontà di certa sinistra nel negare il popolo italiano. L’Italia è crocevia da millenni: questo ci arricchisce, non ci cancella. Negarlo regala solo voti a Vannacci. #Italia #Cultura #Identità

In 1921, General Giulio Douhet published The Command of the Air and explained how to win a war from the sky: strike cities and factories, break the morale of a people with explosive, incendiary, and poisonous bombs, the last to prevent rescue efforts. A hundred years later, on HuffPost, (translated)

When solidarity is forgotten: Italy shamefully abstains on the blockade against Cuba while the Cuban people continue to pay the price of a cruel economic war (Editorial by Luciano Vasapollo) - FarodiRoma (translated)

L

L'articolo di Massimo Cacciari affronta la crisi storica delle forze politiche socialdemocratiche e cristiano-popolari in Occidente, sostenendo che non basta riformare le strategie politiche per affrontare la crisi della democrazia, che rischia di trasformarsi in un'ideologia impotente priva di reale contenuto e di legame con le aspettative del popolo, considerato come una pluralità critica capace di garantire libertà e giustizia sociale. #Democrazia #Popolo #Disuguaglianza

Campi larghi o stretti ma il popolo resta lontano