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#Potere

Luciano Canfora, guest on In Onda on La7, criticizes the attacks against Sigfrido Ranucci and the program Report, defining them as a punitive operation orchestrated by the right against a journalist who effectively does his investigative work, highlighting how censorship can be counterproductive and increase the notoriety of those targeted. (translated)

Luciano Canfora a La7: “Contro Ranucci un’operazione punitiva voluta da tanto tempo. La censura è stupida”

A handful of billionaires own more than half of humanity, and we continue to call it the economy. Now, a world organization is taking shape to measure wealth, inequalities, and power. (translated)

Insisto: la questione decisiva relativa al woke in tutti i suoi aspetti e tra questi il femminismo psicotico, le politiche DEI e le vendette psicotiche su chi si oppone, non va cercata in prima battuta nelle radici ideologiche, come se ci fosse bisogno di confutare le barzellette. La questione assolutamente decisiva è il sistema di potere che consente alle persone di passare sette ore al giorno a manifestare solidarietà a una madre che ha ucciso i tre figli o che consente a un rettore travestito e plagiatore di licenziare un docente perché denuncia i plagi. È questo sistema di potere, questo Parastato gramsciano, che consente a tutti questi personaggi di poter commettere atti di ingiustizia o follia o semplice inutile quanto soggettiva manifestazione di emozioni ESSENDO INSERITI IN UN CONTESTO LAVORATIVO CHE RISOLVE LORO OGNI INCOMBENZA ESISTENZIALE senza il quale non troverebbero alcuna occupazione nel mondo del lavoro non-parastatale. Sta qui la chiave di tutto. Nel poter fare i sit-in per 45 giorni consecutivi per protestare contro la pulizia delle alghe delle fontane di Washington e NEL FRATTEMPO ESSERE PAGATI da un ente statale o da una Ong. #Woke #Femminismo #GiustiziaSociale

Gianni Infantino's power at the helm of FIFA is in crisis, with a vice president withdrawing support and a petition launched by fans calling for his resignation, following controversies related to a project to open up to private capital for the World Cup. (translated)

Si sgretola il potere di Infantino: uno dei vicepresidenti Fifa ritira il suo sostegno. E parte la petizione per chiederne le dimissioni

E se Charles Dickens potesse essere letto anche come un economista? In Hard Times, salari, potere dei datori di lavoro, istruzione, debito, disuguaglianza e azione collettiva non sono concetti astratti: plasmano la vita dei personaggi. La letteratura può mostrare come la microeconomia si vive dall’interno — nelle scelte quotidiane, nelle opportunità e nei rapporti di potere. #CharlesDickens #HardTimes #microeconomia #letteraturavittoriana #libri #lettura

SAREBBE UN COLPO DI SCENA CLAMOROSO ORBÁN PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI VON DER LEYEN? IL RETROSCENA CHE FA TREMARE BRUXELLES! Una teoria sempre più discussa sta attirando l’attenzione sulla futura leadership dell’Unione Europea. Secondo alcune ricostruzioni, Viktor Orbán potrebbe essere molto più vicino al centro dei giochi di potere europei di quanto sembri. Ma il vero elemento sorprendente è un altro. Dietro le difficoltà politiche di Orbán potrebbe esserci una strategia più ampia, mentre Donald Trump viene indicato da alcune voci come possibile protagonista di una nuova partita sugli equilibri europei. L’ipotesi è clamorosa: un possibile “cavallo di Troia” capace di cambiare dall’interno la direzione di Bruxelles. E se questa teoria avesse anche solo una parte di verità, cosa cambierebbe su immigrazione, tasse climatiche, economia e sovranità nazionale? ORBÁN STA DAVVERO PREPARANDO IL RITORNO AL CENTRO DELLA SCENA EUROPEA O SIAMO DAVANTI A UNA TEORIA DESTINATA A FAR DISCUTERE? Via Giuseppe Salerno #UnioneEuropea #Politica #Orbán

Liliana Cavani, a director and screenwriter, recalls the traumatic memory of her childhood between fascism and Resistance, describing scenes of violence and death, and reflecting on her film career and her approach to power and desire, marked by personal and family experiences. (translated)

“Il mio primo ricordo? Una piazza di 16 cadaveri ammonticchiati, sangue rappreso ovunque. A un prigioniero tedesco volevano tagliare la pancia e mettere le budella intorno al collo”: così Liliana Cavani

«La mia infanzia mi ha segnato, a 15 anni avevo già sperimentato l’orrore delle bombe che cadono dal cielo, le notti nei rifugi con la mia famiglia e la mia gente, l’ansia che quegli aerei potessero tornare a volare sopra Belgrado e a portare la morte nel mio popolo. Tornando indietro, non cambierei nulla: la guerra era l’ingrediente che ci voleva perché io potessi arrivare ad avere la vita bellissima che conduco. Sarò eternamente grato all’esistenza per come mi ha forgiato e a Dio per tutto ciò che ho avuto. Da bambino non era lontanamente immaginabile, nemmeno esercitando tutto il mio potere creativo»

Djokovic: «Mi rivedo in Sinner, siamo elastici grazie allo sci. Ci legano tante cose ma soprattutto una. La guerra mi ha forgiato»
www.ilmessaggero.it
Il Post 4d

President Donald Trump has frequently issued aggressive threats, particularly against Iran and Oman, but after months of rhetorical posturing without concrete consequences, his strategy seems to diminish the deterrent power of his words and raise doubts about his diplomatic effectiveness. (translated)

A cosa servono le minacce di Trump, a questo punto?
ANSA.it 7d

Five years after the Taliban's return to power in Afghanistan, human rights, particularly those of women, are systematically violated, with severe restrictions on education and freedom of movement, while the international community condemns torture, extrajudicial executions, and conditions of extreme poverty affecting millions of children. (translated)

Afghanistan, cinque anni di talebani al potere e violazione dei diritti
L

The article describes the resistance of Afghan women on the day of Taliban celebrations, highlighting their pain and the loss of happiness since 2021, as they refrain from joining the celebrations due to the dramatic situation they have faced since the Taliban's return to power, relegating them to a life of deprivation and limitations. (translated)

La resistenza delle donne afghane nel giorno delle celebrazioni taleban:“Nel 2021 abbiamo perso la felicità”

TOTI: IL FANGO RESTA, MA CHI LO HA LANCIATO? Ve lo ricordate il “sistema Toti”? Ve le ricordate le piazze, le urla, le accuse, le richieste di dimissioni? Ve li ricordate Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli e compagnia cantante pronti a trasformare un’inchiesta giudiziaria in una sentenza politica? E soprattutto: ve lo ricordate il linciaggio mediatico? Perché oggi arriva una notizia che dovrebbe far riflettere tutti! Il GIP di Genova ha disposto l’archiviazione del filone bis dell’inchiesta, ritenendo che non ci fossero elementi idonei a formulare una ragionevole previsione di condanna e che non fosse sostenibile l’ipotesi di reato contestata in quel procedimento!! E allora una domanda diventa inevitabile: chi restituisce a Giovanni Toti quello che gli è stato tolto? Chi gli restituisce la dignità politica? Chi gli restituisce i mesi agli arresti domiciliari? Chi restituisce alla sua famiglia l’umiliazione di vedere il proprio nome trascinato quotidianamente nel fango? Chi restituisce alla Liguria la serenità istituzionale sconvolta da quella vicenda? E soprattutto: chi chiederà scusa? Perché in Italia funziona troppo spesso così: l’inchiesta finisce sui giornali con titoli cubitali, l’indagato diventa immediatamente “colpevole” nell’immaginario collettivo, la politica si getta sul cadavere ancora caldo dell’avversario e le televisioni fanno il resto. Poi, quando arrivano archiviazioni, assoluzioni o ridimensionamenti, improvvisamente cala il silenzio. Nessuna piazza. Nessuna manifestazione. Nessun titolo a caratteri cubitali. Nessuna autocritica. Il fango fa rumore quando viene lanciato. Le smentite, invece, fanno pochissimo rumore. E questo è il vero problema. Non sto dicendo che la magistratura non debba indagare. Deve farlo. Sempre. Ma proprio perché la magistratura è uno dei pilastri dello Stato di diritto, bisogna pretendere che un’indagine non diventi una condanna mediatica prima ancora di arrivare davanti a un giudice. E alla politica dico ancora di più: quando un avversario viene travolto da un’inchiesta, la prudenza dovrebbe essere un dovere. Perché domani potrebbe toccare a voi. A Toti è stato tolto il potere politico. La macchina mediatica gli ha tolto reputazione. La pressione giudiziaria e politica ha contribuito alla fine della sua esperienza da governatore. E adesso, davanti a un’archiviazione che certifica l’insufficienza degli elementi per sostenere l’accusa in quel filone, io vorrei vedere almeno una cosa: DA PARTE DI QUESTA GENTAGLIA UN PO’ DI VERGOGNA. Da parte di chi lo ha già condannato. Da parte di chi ha trasformato un’inchiesta in propaganda. Da parte di chi ha scambiato il garantismo con il tifo politico. Ma temo che resterà soltanto il silenzio. Perché il problema non è soltanto il fango che viene gettato. Il problema è che, in Italia, troppo spesso nessuno paga mai il prezzo del fango che ha gettato sugli altri. E questa, signori miei, non è giustizia. È una devastante giustizia mediatica di parte!!! #Giustizia #Politica #LibertàDiStampa

Video invecchiati malissimo Tra una pausa teatrale e l’altra, @robertosaviano sull’attentato a Ranucci parlava di “governo di estrema destra”, “regimi”, “uccisione morale della persona” e “bersaglio del potere”. https://t.co/e1PRPLHxuD #politica #diritti #società

L

The article explores the role of Daniel Siad, a model recruiter linked to Jeffrey Epstein, highlighting his activities in recruiting young Russian women and the possible connections to international blackmail networks, questioning the nature of power and Epstein's management of pedophilia. (translated)

Epstein, i segreti del reclutatore Daniel Siad e le sue “ragazze dalla Russia”

#Trump can do anything to avoid losing power. With the assistance of those who were once capitalists and are now regime oligarchs. (translated)

Il mito non è una fiaba. Le comunità umane hanno sempre raccontato storie per ricordare ciò che le ha formate. Una crisi che ha rischiato di spezzarle. Una prova quasi impossibile. Una sconfitta da cui è nata una nuova consapevolezza. Un gesto, una scelta, un conflitto che, nel tempo, hanno finito per dire qualcosa di essenziale su chi siamo. È forse questo uno dei significati più profondi del mito. Il mito non è semplicemente una storia del passato. È una memoria condivisa che continua a essere raccontata perché contiene qualcosa che una comunità riconosce come vero. Per questo il mito non è una fiaba. La fiaba tende a semplificare: elimina le contraddizioni, ordina il mondo, separa il bene dal male e conduce verso una conclusione. Il mito, invece, conserva l'ambivalenza dell'esperienza umana. I suoi eroi non sono perfetti. Le loro vittorie hanno spesso un prezzo. Le loro virtù possono diventare difetti. Le loro scelte possono essere insieme necessarie e terribili. Prendiamo a esempio l'iliade. Achille è grande perché è anche distruttivo. Odisseo è astuto perché è anche ambiguo. Agamennone è re, ma il suo potere non lo rende meno fragile. È proprio questa imperfezione a rendere il mito inesauribile. Ogni generazione lo racconta nuovamente, con le proprie parole e le proprie inquietudini. Cambiano i significati, cambiano le domande, talvolta persino i personaggi acquistano volti nuovi. Eppure qualcosa rimane. Non perché il mito sia immutabile. Ma perché, attraverso il cambiamento, conserva una verità che non appartiene interamente a nessuna generazione. Forse è per questo che continuiamo a tornare a Omero, alle tragedie greche, ai grandi racconti fondativi. Non perché ci parlino di un mondo scomparso. Ma perché ci ricordano che alcune delle domande fondamentali dell'essere umano non sono mai cambiate. E forse il mito è proprio questo: una comunità che racconta se stessa per capire, ogni volta da capo, chi è. Sto esplorando questo spazio attraverso il mito, la letteratura, il teatro e la filosofia: non per cercare risposte definitive, ma per vedere cosa possono ancora dirci sul modo in cui abitiamo il mondo.

ANSA.it 2w

Mark Zuckerberg promotes open source artificial intelligence to ensure a positive and balanced future, proposing that the United States and its allies lead the global ecosystem against Chinese competition, highlighting the importance of wide distribution of superintelligence to empower individuals while simultaneously launching two new AI models with public parameters. (translated)

Zuckerberg spinge l'IA open source come la Cina, 'Usa e alleati guidino l'ecosistema'

LE BESTIE INIZIANO A CONFESSARE Angela Merkel ammette di aver inondato la Germania con immigrati musulmani per «frenare l'ultradestra». Ha preferito danneggiare il suo stesso popolo e metterlo in pericolo piuttosto che rischiare di perdere il potere. Questo non è stato un incidente. È stata una sostituzione demografica calcolata. #Immigrazione #Politica #Germania

Ha ragione mons. Chaput: il malvagio fa la lagna e invoca tolleranza solo quando è in difficoltà, ma poi appena prende il potere schiaccia e cancella ogni forma di bene. Tolleranza e resilienza non sono virtù cristiane. https://t.co/3rd8tYqPiW #tolleranza #resilienza #virtù