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#Quirinale

Vannacci apre all'ipotesi di Giorgia Meloni al Quirinale: "Ha dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo presidente della Repubblica". Il leader di Futuro Nazionale afferma a 'È sempre Cartabianca' su Rete 4 che il suo partito potrebbe sostenerla in caso di candidatura #Meloni #Quirinale #Politica

Mentre il Quirinale dicono sia in imbarazzo ma nel manifestare solidarietà a quella che allora sembrava una bomba vera appare solo un po' silente, ci fu una precisa associazione di categoria, pilastro del PG, che usò Ranucci in campagna elettorale e gli tributò pubblici omaggi... Quel silenzio è veramente inquietante. #politica #solidarietà #silenzio

Esultano i Senatori e Deputati di maggioranza nella Commissione Covid. Si vantano di smascherare ogni giorno le malefatte di molti pratagonsti della stagione pandemica. Nello stesso momento il ministro Schillaci, che occupa un ruolo nevralgico nel governo Meloni, affida a Matteo Bassetti, grande estimatore di Anthony Fauci e diffamatore di Luc Montagnier, ruoli determinanti nell’ organizzazione delle risposte alle future pandemie. Chi governa l’Italia ? Palazzo Ghigi o il Quirinale? Preparatevi ad una nuova canzoncina natalizia. Daniele Giovanardi Medico. #COVID19 #Italia #Politica

Buongiorno, il dottor Daniele Giovanardi, medico, informato del comportamento del dr Anthony Fauci, insignito dal Presidente Mattarella della più alta onorificenza della Repubblica Italiana, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine" Al merito della Repubblica Italiana" ha chiesto, in modo formale via PEC agli uffici competenti del Quirinale, di prendere atto della proposta di revoca dell'onorificenza stessa in base all' art. 5 della Legge 178 del 3 marzo 1951 ( chi rappresenta l'Italia con la più alta onorificenza della Repubblica è tenuto ad un comportamento di trasparenza, responsabilità ed onore.) La Pec inviata ha ricevuto la conferma di ricezione. #Onorificenza #Italia #Trasparenza

President Sergio Mattarella emphasized the importance of paying attention not only to immigrants arriving in Italy but also to young Italians who emigrate abroad driven by necessity, during the Fan ceremony at the Quirinale. (translated)

Mattarella: “Dare attenzione ai giovani che emigrano, non per scelta ma per necessità”
Il Messaggero Jul 30

President Mattarella at the Ventaglio ceremony in Quirinale emphasized that laws should govern individual behavior, not the other way around, and pointed out the need to keep attention on real issues, instead of unproductive pre-election confrontation. (translated)

Mattarella: «Roggero? No a legge per singoli casi. Tensioni elettorali, attenzione resti sui problemi»
Il Messaggero Jul 30

During the Fan Ceremony at the Quirinale, President Sergio Mattarella emphasized that violence represents a lethal virus for democracy and expressed concern over electoral tensions, urging to keep attention on the daily problems of citizens, and firmly condemned the use of violence in the context of the No Tav movement, highlighting the need to respect democratic institutions. (translated)

Mattarella: «No Tav? La violenza un virus letale per la democrazia. Tensioni elettorali non sottraggano attenzione ai problemi della vita quotidiana»

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"

Sabrina F. Jul 28

Il fatto che Mario Draghi abbia la concreta possibilità di diventare il prossimo presidente della Repubblica, la dice lunga sulla irrimediabile decadenza morale e civile del nostro paese. Draghi, in qualità di Direttore generale del tesoro , ha pilotato la svendita delle aziende pubbliche, un atto che ha compromesso lo sviluppo industriale dell'Italia e impoverito tutti noi. Draghi, in qualità di Governatore della banca d'Italia, ha imposto una politica lacrime e sangue che ha provocato, subito dopo la grande crisi del 2008, una seconda recessione dalla quale l'Italia non si è mai completamente ripresa. Draghi, in qualità di presidente della BCE , si è reso protagonista di uno degli atti più infami nella recente storia europea, vale a dire il blocco forzoso dei bancomat dei greci. Draghi, in qualità di Presidente del Consiglio , ha spudoratamente mentito ai suoi concittadini, facendo credere che i vaccini immunizzassero dal COVID (Chi non si vaccina muore e FA MORIRE). Sulla base di questa grossolana bugia, contraddetta dall'esperienza di milioni di persone che hanno contratto la malattia pur essendo vaccinate, ha dato il via a una disgustosa discriminazione ai danni di una parte della popolazione. Come non bastasse, sempre in qualità di presidente del Consiglio, è stato sostenitore del bellicismo più oltranzista dicendosi certo del rapido crollo economico e militare della Russia. Altro che Quirinale. Se avessimo un po' di dignità, quest'uomo si troverebbe da tempo a Regina coeli o a San Vittore. - Silvio Dalla Torre #Italia #Politica #MarioDraghi

Nell'interno di Forza Italia si intensifica la tensione riguardo alla legge elettorale, con Gianni Letta che media con il Quirinale sul tema delle preferenze, mentre si delineano divisioni tra i senatori e crescono i malcontenti per la posizione di Fratelli d'Italia, rendendo incerta l'approvazione della legge prima della pausa estiva. #LeggeElettorale #ForzaItalia #GovernoMeloni

Legge elettorale, la rivolta dentro Forza Italia. Gianni Letta media col Quirinale per le preferenze

Pare che il Quirinale si opponga al reintegro dei medici radiati. Pare evidente che il Governo su questa non cosa non possa in alcun modo cedere... #Quirinale #Governo #Medici

Ultimora.net Jul 19

Caso Roggero, Meloni al CorSera: "Non si possono dare 8 anni a pedofili o meno di 10 anni a casi di strupri di gruppo e poi condannare a morire in carcere questo gioielliere. C'è un problema di proporzionalità delle pene". E aggiunge: "Una cosa è il potere di concedere la grazia, e nessuno ha mai messo in dubbio che appartenga al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento". "Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest'uomo?" @ultimoranet #Giustizia #Legge #DirittiUmani

Ma certo, gli ho detto io di andare avanti, bisogna chiamare le cose con il loro nome, una cosa è il potere di concedere la grazia e nessuno ha mai messo in dubbio che questa prerogativa appartenga esclusivamente al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento.

Meloni: “Sproporzionata la pena per Roggero. Sì, ho detto io a Nordio di attivarsi per la grazia”
www.lastampa.it

Giorgia Meloni, senza citare direttamente Mario Roggero, sostiene tramite un post sui social che chi commette reati non dovrebbe ricevere risarcimenti, esprimendo la necessità di una legge che affermi il principio che le vittime di aggressioni non devono pagare chi ha infranto la legge, mentre il ministro della giustizia Carlo Nordio è convocato al Quirinale per discutere della grazia per Roggero, condannato per l'omicidio di due ladri. #GiorgiaMeloni #giustizia #risarcimenti

Il post di Meloni sul caso Roggero: “Chi commette reati non può essere risarcito. Basta paradossi”

Le ricostruzioni dei giornali di oggi confermano quanto avevo scritto ieri. L'iniziativa di Nordio è stata comunicativamente errata: ha fatto passare la concessione della grazia come una sua prerogativa, mentre la parola finale spetta al Capo dello Stato, che ha ritenuto di puntualizzarlo, per evitare strumentalizzazioni politiche. Inoltre, è inopportuno chiedere la grazia prima della pubblicazione della sentenza che ha reso definitiva la condanna. P.S. Certi ignoranti dicono che ho cambiato idea circa le competenza rispetto al caso Minetti: di fatto, sono loro a non saper leggere. Io non ho cambiato niente. La domanda di grazia è diretta al Presidente della Repubblica e presentata al ministro della Giustizia. A quest'ultimo compete lo svolgimento dell'istruttoria. Il ministro raccoglie gli elementi e i pareri necessari e ne trasmette gli esiti al Quirinale, accompagnandoli con il proprio avviso, favorevole o contrario. La decisione finale sulla concessione della grazia spetta però esclusivamente al Presidente della Repubblica. #giustizia #politica #italia

Sono certa che Nordio sappia bene che la decisione finale circa la concessione della grazia è prerogativa del Quirinale. Come sono altrettanto certa che il Quirinale abbia voluto rimproverare al ministro della Giustizia l’uso politico della comunicazione sulla grazia. Cioè l’uso che ne sta facendo la maggioranza di Governo, la quale vuole intestarsi la concessione della grazia stessa. Pessima figura quella di Nordio di fronte a Mattarella, pessima. #Giustizia #Politica #Quirinale

Ultimora.net Jul 16

Nota Quirinale: Sergio Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio Carlo Nordio per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro della Giustizia in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006 #Giustizia #Costituzione #Politica

La grazia a Nicole Minetti è uno scandalo veramente incomprensibile. Non esito a definire che sia una macchia nel comportamento del Quirinale.

Alemanno: “Grazia a Minetti? Una macchia sul Quirinale, una follia, uno scandalo”. E parla di “scambio politico”
www.ilfattoquotidiano.it

Non vi permetteremo di confondere il Colle del Quirinale con Colle Oppio

La Camera approva la nuova legge elettorale: 217 sì e 152 no
www.lastampa.it