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#Regole

La Spagna ha meritatamente vinto il #mundialdefútbol2026, che sarà ricordato per essere stato il più influenzato dagli interessi economici e politici di sempre. Chi conosce questo sport e conosce e rispetta le sue regole è rimasto inorridito ieri sera a vedere che i regolamenti si possono cambiare per soddisfare la cupidigia e gli interessi della cupola. Tenere ferme due squadre per 30 minuti nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo per permettere all’enorme slot-machine FIFA di fare soldi a palate e’ stato il punto più basso che questo sport abbia mai toccato. Non è solo un problema di regole infrante, ma anche di aver messo a repentaglio la salute fisica degli atleti: 15’ e’ il tempo perfetto per ripartire. 30’ No. Il messaggio che arriva dagli USA è che le regole scritte, oltre 100 anni fa, possono essere cambiate senza alcun problema. Questi sono gli insegnamenti che il mundial lascia ai più giovani: non esistono leggi e regole che non si possono cambiare per soddisfare le proprie mire di potere, di ingordigia e di bramosia di denaro #Calcio #FIFA #Mundial

L'articolo discute la decisione della FIFA di introdurre un half-time show durante la finale dei Mondiali di Calcio 2026, imitando lo stile del Super Bowl e suscitando polemiche per il possibile rinvio del rispetto delle regole che limitano l'intervallo a 15 minuti, con un cast stellare che include artisti come Shakira e Madonna. #Mondiali2026 #FIFA #HalfTimeShow

Mondiali, la finale del gigantismo americano: lo show all’intervallo che viola le regole del calcio (e non si sa quanto durerà). Cast e polemiche di una notte extra-large
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Il Tar del Lazio stabilisce che le decisioni della pubblica amministrazione devono sempre prevedere un intervento umano, dopo un caso in cui un algoritmo ha escluso un insegnante da una graduatoria, segnando un cambiamento significativo nelle regole sulle procedure automatizzate. #IntelligenzaArtificiale #Giustizia #PubblicaAmministrazione

Il Tar stoppa la nomina approvata dall’algoritmo: “Decidono gli umani”
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Negli ultimi quattro anni, oltre 70 persone, principalmente bambini, sono morte in incidenti in piscina, spingendo il governo a considerare regole più severe per la sicurezza, nonostante le resistenze di albergatori e Regioni. #MortiInPiscina #SicurezzaBambini #GovernoRegole

Morti in piscina, in quattro anni oltre 70 vittime. Il governo: “Ora regole più severe”

"New rules are coming from the #EUCommission after contracts with European funds awarded to Chinese companies." (translated)

L'articolo sottolinea l'importanza di stabilire regole efficaci per la protezione dei minori nei social media, evidenziando che la responsabilità non può ricadere solo sulle famiglie, ma deve coinvolgere istituzioni e sviluppatori per creare un ambiente digitale più sicuro e orientato alla crescita dei bambini. #Minori #SocialMedia #Regole

Minori sui social, non possono fare tutto le famiglie: servono regole

Se ciò che volete è la totale impunità per giustizieri e vigilantes, abbiate almeno il buon gusto di non riempirvi la bocca di "legalità e rispetto delle regole" perché quello che state realmente chiedendo è la legge della giungla. #legalità #giustizia #vigilantes

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La Commissione Europea ha introdotto nuove regole per Google che obbligano l'azienda a garantire accesso equo agli assistenti AI di terze parti su Android e a condividere dati di Google Search con altri motori di ricerca, in un intento di promuovere la concorrenza e l'innovazione, mentre Google esprime preoccupazioni per la privacy e la sicurezza. #Google #IntelligenzaArtificiale #Privacy

Nuove regole per Google: l’Ue apre Android e Google Search alla concorrenza

Segnatevi questa data, fate uno screenshot e stampatelo, perché oggi è crollato ufficialmente il castello di carte del calcio italiano. La Corte di Giustizia Europea ha appena sganciato la bomba atomica definitiva, dando totalmente ragione ad Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene. Da questo preciso istante, la giustizia sportiva della FIGC (per come l'abbiamo conosciuta fino a oggi) smette di esistere. È morta, sepolta, rasa al suolo dal diritto europeo. 👋❌⚖️ Ecco perché questa sentenza è una pietra miliare storica che asfalta l'intero "Sistemone" italiano: 1) Fino a ieri, il tribunale di palazzo della FIGC poteva emettere sentenze politiche a targhe alterne senza che nessuno potesse realmente difendersi fuori dal loro recinto dorato. Oggi l'Europa stabilisce un principio sacrosanto e democratico: chi viene sanzionato dalla giustizia sportiva deve poter ricorrere a un giudice indipendente ordinario non solo per chiedere i danni, ma per farsi annullare la sanzione. 2) Questa sentenza toglie dalle mani di Chinè e dei burocrati federali il potere di vita e di morte sui club e sui dirigenti. Non potrete più inventarvi penalizzazioni a campionato in corso, processi farsa in 48 ore o archiviazioni chirurgiche "a tarallucci e vino" per gli amici degli amici, perché ora un giudice vero, terzo e indipendente, può prendere le vostre sentenze e usarle per accendere il caminetto, annullandole e costringendovi a pagare risarcimenti miliardari. 3) Lo hanno insultato, lo hanno processato sui giornali di regime, hanno cercato di radiarlo e di distruggere la Juventus pur di difendere lo status quo. E invece, ancora una volta, Andrea Agnelli ha guardato dieci anni avanti a tutti gli altri, andando a vincere la battaglia dove le minacce e le tessere di partito non contano nulla: nei tribunali europei. Hanno provato a governare il calcio italiano come se fosse la Corea del Nord, con regole ad personam e processi sommari scritti sotto dettatura. Oggi l'Europa gli ha ricordato che siamo nel 2026 e che il diritto alla difesa è inviolabile. La ricreazione è finita. Preparate i libretti degli assegni, perché adesso che tremano le poltrone, qualcuno dovrà pagare i danni per tutte le porcate fatte in questi anni. La storia ha finalmente presentato il conto. E c'è scritto: HA VINTO ANDREA AGNELLI. 👑🥂🔥 #Agnelli #Arrivabene #CorteDiGiustiziaEuropea #FIGC #GiustiziaSportiva #Superlega #FineDelRegime #Agnelli #GiustiziaSportiva #CorteDiGiustiziaEuropea

La Commissione europea raggiunge il vertice della stupidità. Prima impone regole che nessuno vuole, poi sanziona tutti perché nessuno le applica. Ora: quale legittimità ha un tale organismo, votato da nessuno? Persino i governi la ignorano. https://t.co/5FSabBMXPl #Europa #Politica #Regole

Sono sufficientemente amico dell’Ucraina per non rischiare di essere frainteso quando scrivo di essere tra i tanti che non concordano con la rimozione di @FedorovMykhailo dal Ministero della difesa. Ho profondo rispetto per le dinamiche politiche interne di un paese sovrano, ma ritengo che questa mossa, compiuta nell’ambito di un rimpasto probabilmente necessario, rischi di causare più problemi di quanti ne risolva e di risultare incomprensibile al popolo, che, infatti, si sta già mobilitando. Si sa che all’origine dell’avvicendamento c’è lo scontro tra lo stesso Fedorov ed il Comandante in capo Oleksandr Syrsky e che gran parte delle questioni ruotano attorno alle commesse della Difesa, a loro volta collegate a due diverse concezioni della guerra. Facendo tesoro della sua esperienza da Ministro per l’Innovazione tecnologica, Fedorov ha premuto per un approccio asimmetrico e digitale. La sua filosofia parte dalla constatazione che con il costo di un singolo proiettile d'artiglieria tradizionale si possono acquistare 10 droni FPV ad alta precisione. Ha quindi spinto massicciamente per deviare fondi verso la produzione domestica di droni, guerra elettronica (EW) e software di tracciamento dati. Ha anche creato un "marketplace" digitale (DOT-Chain) dove le brigate al fronte possono ordinare direttamente i droni di cui hanno bisogno in base all'efficacia reale registrata sul campo (attraverso piattaforme di tracciamento dati come DELTA). Questo elimina la burocrazia centrale e premia i produttori ucraini più innovativi, un sistema che ha stimolato lo sviluppo tecnologico, fatto nascere centinaia di start-up e assicurato all’Ucraina un primato assoluto nel settore. Syrsky e lo Stato Maggiore ritengono che, per quanto utili, i droni non possano sostituire la potenza di fuoco pesante e la tenuta della linea di fronte che solo l'artiglieria convenzionale e i sistemi missilistici pesanti possono garantire. Va da sé che Fedorov, centralizzando presso il Ministero gli acquisti, ha sottratto ricchi appalti ad imprese storicamente vicine all’apparato militare, ma ha anche puntato tutto sulla trasparenza dei conti e sulla tracciabilità dei flussi, sbloccando fondi per 60 miliardi di grivne e diventando per questo estremamente popolare sia in patria che tra gli alleati. Fedorov era la migliore garanzia sia per i governi nazionali sia per l’UE del corretto impiego dei fondi per la difesa. Come ho scritto in un recente post, pubblicando questa stessa foto, Fedorov ha riscritto le regole della guerra. E aggiungo che è diventato anche per questo uno dei volti internazionali di un’Ucraina che vuole guardare avanti, al futuro, all’innovazione, alla trasparenza e al merito. Ha semmai commesso l’errore di sottovalutare il peso ineludibile che in un paese in guerra hanno le forze armate. Qualcosa si sta muovendo. Già ieri sera sparuti gruppi di manifestanti sono scesi in strada per contestare la scelta di Zelensky, come in una democrazia sana è giusto che accada e personalmente mi auguro di rivedere le piazze piene di gente con cartelli in mano che ricordino sempre a chi governa che il potere appartiene al popolo e che nell’interesse del popolo ogni decisione deve essere presa. Chiudo questo post con WE WILL WIN. Non perché sia necessariamente in tema, ma perché è quello che, come si vede da questo breve video, Fedorov ha scritto sulla mia bandiera. #SlavaUkraïni #Ucraina #Politica #Innovazione

For the second time, #MeloniGovernment is stopped on democratic rules. After the #justice referendum, Parliament rejects the intervention on #preferences just a few months before the elections. The truth is that the #electoral law requires dialogue and respect for institutions. (translated)

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?

Lo stato non è una ONG che ha il dovere di integrare i migranti. Lo stato ha il semplice dovere di garantire stabilita e sviluppo socio economico ai propri cittadini Io ho vissuto in almeno 5 paesi in giro del mondo…nessuno di loro si è preoccupato di integrarmi: mi hanno solo detto quali solo le regole del luogo e mi sono adeguato. Se non gradivo, me ne andavo Molto semplice #Migranti #Integrazione #DirittiUmani

Marotta: "Siamo campioni in carica, abbiamo vinto scudetto e Coppa Italia. Ci inorgoglisce molto. Due vittorie sofferte, vinte grazie alla cultura del lavoro e al senso di appartenenza. Grazie alla capacità di mister e giocatori, con il supporto della società. Ausilio, Baccin, Pupi Zanetti, lo staff medico di Piero Volpi, tutti coloro che supportano la squadra. E' motivo di orgoglio ma oggi si riparte. Quali gli obiettivi? Siamo l'unica squadra italiana che parteciperà a 4 competizioni. La Supercoppa si giocherà in gara secca, quindi sarà Inter-Lazio. Gli obiettivi sono di grande prestigio, dobbiamo performare molto meglio in Champions League. Siamo usciti con il Bodo ma fa parte delle regole di questo bellissimo sport. Affrontiamo corazzate, soprattutto economiche. Partecipiamo sapendo di avere grandi difficoltà. Fortunatamente la legge dello sport chi più spende più vince non esiste. A volte il denaro è sostituito da un modello, con le caratteristiche che ho detto prima. Per lo scudetto, siamo campioni in carica. Dal 2020 ad oggi, nessuna squadra è riuscita a vincere 2 scudetti consecutivi e questo è il nostro obiettivo. Il nemico è interno, spesso la vittoria porta appagamento, non dobbiamo sentirci appagati. Quando ci si sente appagati, lo sforzo in più non si fa. Vogliamo vincere in modo sostenibile" #Inter #SerieA #ChampionsLeague

ricordate che le stesse che fanno le morali sul patriarcato, violenza domestica e robe varie hanno il like alle foto di Okoye su Instagram uno che ha picchiato la compagna e venduto le partite tutto normale, le regole valgono solo per i brutti #patriarcato #violenzadomestica #ipocrisia

Il Post 7d

Il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato nuove regole per tutelare i passeggeri aerei, che includono procedure semplificate per i rimborsi, l'assenza di costi aggiuntivi per il bagaglio a mano e maggiori diritti per i viaggiatori con disabilità. #aerei #unioneeuropae #viaggi

Le nuove regole europee per tutelare chi viaggia in aereo

After 25 years of underground work on the expansion of the #USMilitaryBases in #Italy, on renegotiating the rules of use of the Bases, and on the selection of a political class completely subservient to the interests of the US military-industrial complex, we are in the final phase. (translated)

Un padre a Roma è accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti della sua famiglia, costringendo i figli a seguire una rigida dieta vegana in un ambiente domestico caratterizzato da regole oppressive e terrore, ed ora rischia 5 anni di reclusione. #maltrattamenti #violenza #dietaVegana

Roma, figli costretti a mangiare vegano: papà rischia 5 anni. «Regole rigidissime, in casa clima di terrore»

L'Argentina festeggia la vittoria contro la Svizzera intonando un coro controverso che menziona le Malvinas, Diego Maradona e Messi, suscitando polemiche, ma la FIFA non prende provvedimenti nonostante le regole che vietano riferimenti politici. #Argentina #Mondiali2026 #Malvinas

L’Argentina canta: “Per le Malvinas, per Diego e per Messi”. È polemica per il coro proibito, ma la Fifa non interviene