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#Rivolta
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In Pisa, some inmates of the Don Bosco Prison staged a revolt, visible live on TikTok, after discovering listening devices in their cells, raising the issue of the right not to be surveilled. (translated)

Detenuti in rivolta a Pisa: “Abbiamo trovato microspie nelle celle”
ANSA.it 19h

A riot broke out in the prison of Pisa, with inmates taking control of an entire unit after discovering hidden microphones in their cells, leading to clashes with prison police and protesting against the violation of their privacy. (translated)

Detenuti in rivolta nel carcere di Pisa, scontri con gli agenti

A riot in the prison of Pisa broke out after inmates found listening devices in their cells, prompting a protest that was broadcast live on TikTok and led to clashes with the prison police. (translated)

Rivolta nel carcere di Pisa, i detenuti: «Trovate microspie nelle nostre celle». La protesta parte da una diretta su TikTok

A riot broke out in the Pisa prison after inmates reported the presence of listening devices in their cells during a live broadcast on TikTok, leading to clashes with prison police. (translated)

Pisa, rivolta in carcere dopo una live su TikTok: detenuti denunciano la presenza di microspie nelle celle. Scontri con la polizia
lau 6d

"Non m'importa degli haters" dico facendo la mia quinta canzone dell'album rivolta a loro, mi fa morire #musica #album #haters

Esercizio. Dal momento in cui leggete, per i successivi 5 minuti, con chiunque e dovunque siate, sforzatevi di restare presenti a voi stessi, cioè in "attenzione divisa": una parte dell'attenzione rivolta all'esterno e una parte all'interno. #Meditazione #Mindfulness #Esercizio

"Devo confessarvi - ha detto rivolta al pubblico - che il cammino è stato più impervio del previsto, la strada più lunga del previsto, con scali non programmati, ma io mi sono aggrappata ad un debole raggio di luce da lontano, sul fondo delle montagne. Io ci credevo, io ci credevo"

Trionfo a Parigi per il primo show di Céline Dion,nel pubblico in festa Michelle Obama
www.ansa.it
Los carburantes sostenibles toman el volante de la F1

l'ipotesi più probabile è un atto che non è soltanto di sabotaggio, ma che si può definire semplicemente un'azione criminale. La motrice si è capovolta, questo significa che la parte che andava in direzione di Caen si è ritrovata rivolta verso Rouen talmente è stato violento l'impatto

Deragliato un treno in Francia, 'è stato un sabotaggio'
www.ansa.it

L'attrice bengalese Azmeri Haque Badhon è stata aggredita a Venezia durante il festival del cinema mentre era presa di mira da alcuni connazionali a causa del suo attivismo politico e delle sue posizioni sulla rivolta del 2024 in Bangladesh. #AzmeriHaqueBadhon #Venezia83 #violenza

“Ho temuto che potessero uccidermi”, aggredita l’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon a Venezia 83 per The Difficult Bride

A Venezia per la Mostra del Cinema, l’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon ha subito due aggressioni da parte dei suoi stessi connazionali residenti in Italia: prima schiaffeggiata nell’albergo in cui soggiornava, poi nuovamente aggredita in un parco. Il motivo? Aver sostenuto la rivolta studentesca dell’estate del 2024, culminata nelle dimissioni e nella fuga della premier Sheikh Hasina. #Venezia #Cinema #DirittiUmani

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L'attrice bengalese Azmeri Haque Badhon, presente a Venezia per il film The Difficult Bride, è stata aggredita due volte a Mestre da connazionali a causa del suo sostegno alla rivolta studentesca in Bangladesh, che ha portato alle dimissioni della premier Sheikh Hasina. #Venezia #Badhon #aggressione

L'attrice Badhon aggredita in un parco: "Mi chiamavano combattente di luglio"

Pazzesco a #Torino: pusher fugge dalla #polizia e viene investito da un'altra auto. Poi la rivolta degli stranieri del quartiere contro gli agenti. Inaccettabile! Chi non rispetta gli uomini e le donne in divisa non merita di stare in Italia. https://t.co/Nn3Jjk04t6 #Torino #polizia #sicurezza #IT

ANSA.it 4w

All'Ifa di Berlino 2026, l'attenzione è rivolta all'integrazione dell'intelligenza artificiale in una vasta gamma di prodotti tecnologici, con oltre 1.900 marchi presenti e il debutto di Xiaomi, mentre Samsung sceglie di non partecipare, e nonostante la crescita prevista delle vendite, i consumatori mostrano cautela a causa dei costi elevati. #IFA2026 #IntelligenzaArtificiale #Tecnologia

All'Ifa di Berlino, il futuro della tecnologia nel segno dell'IA

Carlo Galli si sbaglia sul woke perché lo confonde col movimento hippie. Se il woke fosse una variante del neoliberismo non avrebbe la costante tensione statalista rivolta a vedere riconosciuti i propri cosiddetti "nuovi diritti" e soprattutto non sarebbe sistematicamente teso ad invocare le punizioni per chi non si uniforma ai suoi dettami. Non avrebbe inoltre il fine ultimo messianico del dominio sociale e culturale. Il woke è l'ultima degenerazione dell'Illuminismo postmarxista, come tale totalitario. #Woke #Neoliberismo #Illuminismo

👍👍👍👍👍👍👍👍👍 Alessandro Di Battista è un ignobile antisemita, esplicito nemico dell’Ucraina, quindi dell’Europa, e sostenitore del regime terrorista e criminale di Putin. Non ha alcun ruolo istituzionale, pubblico, né parlamentare, è un normalissimo cittadino. Poche ore fa ha avuto un malore a Cuba, dove si era recato per lavoro. Ne scrivo adesso perché è cosciente ed è fortunatamente rientrato l’allarme iniziale per la sua vita: gli auguro di riprendersi e risolvere i problemi di salute che l’hanno colpito. Detto ciò, considero del tutto immotivato e inopportuno il volo sanitario messo immediatamente a disposizione dal governo per trasferirlo in Italia. La stessa disponibilità è rivolta a qualsiasi cittadino italiano all’estero? Non mi pare proprio! Vittorio Tozzini #Politica #Ucraina #Italia

💣💣 CUCÙ, SIGFRIDO NON C’È PIÙ ROSICATA E RIVOLTA DEGLI INVIATI FARAONI Scelti i successori alla guida di Report, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Poco prima, sui social, l’ultimo travaso di bile di Ranucci contro pezzi della redazione, bollati come “cavalli di https://t.co/ozQTlMWy3u #Report #Ranucci #Faraoni #IT

L'autore, Fabio Marcelli, sostiene che la rivolta dei giovani contro un sistema che mina il futuro è giustificata, evidenziando che l'Italia si trova a un bivio cruciale tra declino irreversibile e rinascita democratica, con un governo incompetente che promuove l'interesse individuale a scapito del bene comune in un contesto di crisi più ampia del capitalismo e imperialismo globali. #RivoltaGiovani #PoliticaItaliana #FuturoSostenibile

Contro un sistema che uccide il futuro, la rivolta dei giovani è legittima difesa
Nicola Porro Aug 5

Nel PD scoppia la crisi 👇 Spese militari, il Pd si spacca: rivolta dei riformisti contro Conte https://t.co/TFH1PPg7Ts #Pd #crisi #militari #IT

Quando il silenzio diventa rumore: perché stiamo ignorando il grido che non esce 1. Introduzione: La tensione invisibile delle nostre giornate C’è un rumore bianco che satura le nostre vite, una frequenza costante che maschera un vuoto pneumatico. È la tensione invisibile che portiamo sotto la pelle, il peso di tutto ciò che scegliamo di non dire per non incrinare la superficie lucida delle nostre esistenze digitali. Siamo immersi in un paradosso: comunichiamo costantemente, ma evitiamo la verità.Oggi la ragione non viene smentita, viene peggio: subisce l' annegamento della ragione in un mare di stimoli irrilevanti. Ci muoviamo tra interfacce perfette e feed curati, ma dietro lo schermo la pressione sale. Cosa accade quando la capacità di analisi affoga sotto la tirannia dell'apparenza? Accade che smettiamo di vivere e iniziamo a resistere, in attesa di un crollo che sentiamo imminente ma che non abbiamo il coraggio di nominare. 2. Il paradosso del grido inespresso Il "grido che non esce" non è assenza di voce. È un accumulo tossico. È la paralisi comunicativa di una società che ha trasformato il conflitto in tabù e il disagio in un'anomalia da nascondere. Questa tensione non evapora; si sedimenta, diventa acida, divora le fondamenta del nostro equilibrio mentale."Il grido che non esce. La tensione che divora."Rimanere in silenzio è più pericoloso di una protesta urlata. Uno sfogo è un incendio che brucia e si spegne; la tensione repressa è un processo di combustione lenta che consuma l'ossigeno della nostra salute sociale. È un'energia incendiaria che non trova sfogo e che, inevitabilmente, trasforma l'individuo in una polveriera pronta a detonare al primo contatto con la realtà. 3. La diffidenza come barriera al dialogo Perché abbiamo smesso di cercarci davvero? L'incomprensione che ci isola non è un errore del sistema, ma una diffidenza sistematica che abbiamo introiettato. In un mondo di performance digitali, l'altro è diventato un giudice o un estraneo da cui difendersi, mai un interlocutore con cui rischiare il dialogo.In questo scenario, la superficialità dell'apparenza diventa il nostro bunker. Preferiamo la sicurezza di una bugia estetica alla complessità di un confronto reale. Ci rifugiamo nel non-detto, convinti che ignorare il baratro serva a non caderci dentro. Ma la ragione, quando affoga, trascina con sé ogni possibilità di soluzione razionale, lasciandoci in balia di istinti primordiali mascherati da civiltà. 4. La trappola dei bisogni manovrati Siamo pedine di un gioco di cui non possediamo le regole. Ci sentiamo persi e condizionati da un'architettura di "bisogni manovrati": desideri indotti da algoritmi che ci distraggono dalla nostra reale condizione di svuotamento. Questa manipolazione trasforma la nostra esistenza in un ciclo infinito di consumo e insoddisfazione.Il risultato è un futuro che spaventa, un orizzonte percepito come una minaccia immutabile. La disperazione mascherata nasce proprio qui: dalla consapevolezza, più o meno conscia, di aver barattato la propria libertà di scelta con la rassicurante inerzia dei condizionamenti esterni. Se non crediamo di poter cambiare il domani, smettiamo di abitarlo, diventando spettatori passivi del nostro stesso declino. 5. Il risveglio forzato della storia La storia non è un progresso lineare, ma un ciclo di tensioni e rotture. La "disperazione mascherata" che caratterizza il nostro tempo ha un limite fisico: deflagrerà nel momento in cui la realtà non potrà più essere contenuta dagli argini artificiali della superficialità. L'inerzia non è una protezione, è solo un ritardo nel pagamento del conto."Gli addormentati non sceglieranno — si sveglieranno male."Chi oggi sceglie di dormire, cullato dai propri bisogni indotti, non sta evitando il conflitto: sta solo rinunciando a gestirlo. Il risveglio non sarà un invito gentile, ma un trauma necessario. La storia non cambia le sue manifestazioni e non fa sconti a chi ha preferito l'illusione alla consapevolezza. La scelta consapevole è l'unica via per non essere travolti dalle macerie di un sistema che ha esaurito il suo tempo. 6. Conclusione: Oltre il gioco delle apparenze Il gioco delle apparenze continua, ma il sipario è logoro. Dobbiamo avere il coraggio di squarciare la coltre di finto silenzio prima che la realtà collassi su se stessa. Dare voce al "grido che non esce" non è un atto di debolezza, ma l'unico gesto di rivolta rimasto contro l'annegamento della ragione.Restare passivi, chiusi nella propria diffidenza, è una condanna che firmiamo ogni giorno. La domanda non è se la tensione esploderà, ma come ci troverà quel momento. Saremo pronti ad agire con lucidità o saremo parte della massa che subisce il crollo? Perché, alla fine di tutto, la storia parla chiaro:La storia non cambia le sue manifestazioni — e chi dorme non sceglie: si sveglia.

Timostene Jul 31

Alla Camera oggi è successa una cosa che in ottant’anni di Repubblica nessuno aveva osato fare.   Il presidente Lorenzo Fontana ha ordinato agli uffici di tenere in cassaforte le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, negando ai componenti della Giunta per le autorizzazioni il diritto di leggerle. Quelle chat le ha trasmesse la Procura di Roma, allegate a una lettera in cui il procuratore capo Lo Voi le definisce fondamentali per l’inchiesta. Il presidente della Giunta, Devis Dori, aveva autorizzato la consultazione elencando i precedenti. La maggioranza ha perso quella decisione, si è rivolta a Fontana, Fontana ha congelato tutto.   La Giunta per le autorizzazioni esiste per una ragione sola. Leggere gli atti e stabilire se possono essere utilizzati. Toglierle gli atti significa toglierle la funzione. È come pretendere una sentenza da un giudice a cui hai sfilato il fascicolo dalle mani.   La spiegazione ufficiale c’è, ed è peggio del silenzio. Si attende il parere della Giunta per il regolamento, che si riunisce lunedì. Tradotto: la maggioranza perde su un tavolo e cambia tavolo, sposta la partita dove ha i numeri, intanto incassa tre giorni. Il regolamento della Camera trattato come una fisarmonica, si allarga e si stringe secondo la convenienza di chi governa.   Sei deputati di opposizione hanno passato ore chiusi in un ufficio al secondo piano di Montecitorio per chiedere di vedere carte che hanno il diritto di vedere. Cronisti respinti dai commessi. Questa è la fotografia del 31 luglio 2026.   Resta la domanda che nessuno può aggirare. Perché? Cosa c’è in quelle conversazioni, se per non farle leggere a sei parlamentari si arriva a piegare il regolamento e a esporre la terza carica dello Stato a un’accusa di questo peso? Chi non ha niente da nascondere apre l’armadio e chiude la polemica in mezz’ora. Qui si è scelto il contrario, e la scelta parla da sola.   Delmastro ripete di non avere nulla da temere. Perfetto. Lo vada a spiegare a Fontana.   Non chiamatelo incidente procedurale. È l’idea che le regole valgano finché servono e si sospendano quando fanno male. Lunedì sapremo se la Camera è ancora un parlamento o l’ufficio protocollo di Palazzo Chigi. #Politica #Italia #Giustizia