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#Carburante

Buon sabato mattina dalla raffineria di Noginsk, vicino a Mosca. Anche se formalmente viene spesso classificato come un grande deposito di petrolio (neftebaza), il sito di Noginsk dispone di infrastrutture per il trattamento e la miscelazione dei prodotti petroliferi che lo rendono un hub logistico e di raffinazione cruciale per l'intera area metropolitana di Mosca. La sua importanza è cresciuta esponenzialmente dopo che i precedenti attacchi ucraini (in particolare quello del 18 giugno scorso) hanno pesantemente danneggiato la principale Raffineria di Mosca (Kapotnya), mettendone fuori uso i moduli principali e costringendola a una sospensione prolungata della produzione. Di conseguenza, Noginsk è diventato uno dei terminali chiave per ridistribuire carburante (benzina e soprattutto diesel) verso la capitale e per sostenere la logistica militare e civile della regione. Canali russi locali e analisti OSINT (come Astra) hanno confermato che l'impianto è stato colpito, provocando un vasto incendio con dense colonne di fumo nero visibili a chilometri di distanza. Le fiamme avrebbero interessato l'area dei serbatoi di stoccaggio. Nella stessa ondata di attacchi, un altro grande incendio è scoppiato poco più a sud, a Elektrostal, all'interno di un gigantesco magazzino del rivenditore online Wildberries. #Petrolio #Logistica #Raffineria

Il buongiorno oggi ce lo dà la base aerea di Engels, nella regione russa si Saratov 💥 La base ospita i bombardieri strategici russi (come i Tu-95MS e i Tu-160) regolarmente impiegati per lanciare attacchi missilistici contro l'Ucraina. I residenti delle città di Saratov ed Engels hanno riferito di aver sentito il ronzio tipico dei droni a bassa quota seguito da forti esplosioni a partire dalle 4 del mattino. Canali di monitoraggio indipendenti (tra cui Astra) e video pubblicati sui social mostrano un vasto incendio e dense colonne di fumo che si levano dall'area della base. Le prime analisi dei filmati suggeriscono che l'impatto potrebbe aver colpito un deposito di munizioni o un sito di stoccaggio del carburante per aviazione all'interno dell'installazione militare. L'attacco ha provocato blackout elettrici parziali nella città di Engels. A causa della caduta di detriti e dell'attivazione della contraerea russa proprio sopra le aree residenziali, si sono registrati piccoli incendi anche in alcune case private e, secondo fonti locali, alcune famiglie che vivono ridosso dello scalo militare sono state evacuate. #Russia #Ucraina #Militare

Gli attacchi ucraini di queste settimane stanno trasformando la Crimea in un luogo invivibile. La penisola si trova attualmente divisa in fasce di gravità, con blackout che non sono più semplici interruzioni temporanee, ma veri e propri distacchi strutturali (nel video la centrale di Balaklava, dopo l’attacco di ieri). Nei distretti settentrionali e centrali, in particolare a Dzhankoi (snodo logistico e ferroviario vitale per le truppe russe), Armyansk e Krasnoperekopsk, intere comunità sono rimaste completamente senza elettricità per oltre sette giorni consecutivi. Nelle località balneari come Alushta, Yevpatoria e villaggi limitrofi, l'energia elettrica viene erogata secondo un severissimo piano di razionamento rotativo: solo 2 ore di luce a fronte di 10-12 ore di blackout continuo. A Sebastopoli (550.000 abitanti) e Simferopoli, i blackout interessano la quasi totalità della popolazione civile, con turnazioni di 2 ore di elettricità seguite da 6 ore di distacco programmato. La corrente viene garantita in modo prioritario solo ai comandi militari, ai sistemi di difesa aerea e ad alcune strutture governative ed ospedaliere. Il collasso prolungato della rete elettrica ha innescato un effetto a catena estremamente pesante sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Innanzitutto la crisi idrica ed emergenza sanitaria: Il fermo delle stazioni di pompaggio elettriche ha interrotto l'erogazione dell'acqua corrente in molti distretti (come quello di Rozdolne). Nei villaggi rurali del nord, l'acqua potabile distribuita con le autobotti ha raggiunto prezzi esorbitanti a causa del costo del carburante per i trasporti. Senza ripetitori alimentati, ampie porzioni della penisola sono isolate, prive di segnale telefonico e connessione internet. Gli sportelli bancomat (ATM) sono fuori servizio e i distributori di carburante faticano a erogare benzina, costringendo i negozi rimasti aperti (grazie a piccoli generatori d'emergenza) ad accettare esclusivamente pagamenti in contanti. Le spiagge di Feodosia, Sudak e Yalta sono deserte. La mancanza di servizi essenziali, aria condizionata e acqua ha spinto i turisti russi a cancellare le prenotazioni e molti coloni a tentare di lasciare la penisola, creando lunghe code di auto verso il ponte di Kerch. Ovviamente la mancanza di energia, acqua, comunicazioni e carburanti causa problemi insormontabili di approvvigionamento anche alle forze armate ed ai sistemi di difesa della penisola, la quale, secondo molti analisti, è destinata a svuotarsi e a rendere costosissima ed insostenibile la sua difesa ad oltranza da parte della Russia. #Crimea #Ucraina #Blackout

El INE ha confirmado que la inflación en junio se mantuvo en el 3,2% por tercer mes consecutivo gracias a la moderación de los precios de carburantes y alimentos, compensando así el aumento de la electricidad tras el fin de la rebaja temporal del IVA. #IPC #inflación #carburantes

El INE confirma que el IPC cerró junio en el 3,2% tras moderarse los precios de los carburantes y los alimentos
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L'articolo analizza come le crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz stiano portando a un aumento dei prezzi del petrolio e del gas in Europa, con conseguenze dirette per le famiglie italiane attraverso l'inasprimento delle bollette, l'aumento dei costi del carburante e l'impatto sui mutui e sui tassi di interesse, il tutto rischiando di riaccendere l'inflazione proprio mentre sembra avviata verso la normalizzazione. #Energia #Inflazione #CaroCarburante

Hormuz riaccende l'allarme energia: cosa cambia per le famiglie tra bollette, carburanti e mutui

Secondo quanto riferiscono gli agenti del gruppo partigiano ATESH, le forze di occupazione in Crimea e a Kherson sarebbero ormai quasi a secco di carburante. Il comando ha imposto rigide limitazioni al rifornimento dei gruppi di fuoco mobili (MOG) e della difesa aerea, che devono proteggere le posizioni dai droni. "Il carburante viene dato a cucchiaini. Il veicolo può partire solo se si trova in una posizione di combattimento. Per il resto del tempo l'equipaggiamento rimane fermo. Se si ferma sulla strada, lo si butta via e si corre verso la trincea più vicina o verso il villaggio ad aspettare i droni", racconta un agente dell'unità di difesa aerea operante nell’area di Chongara. Secondo gli agenti, la situazione è critica in diverse unità: in Crimea, il 1096° Reggimento di Fanteria Mobile (22° Reggimento di Fanteria) e il gruppo di fuoco mobile R-280/Chongara. Nella regione di Kherson, anche le unità di difesa aerea/droni della 49ª Armata russa (OVA). Secondo ATESH, gli equipaggi partono con il serbatoio quasi vuoto e, se il carburante si esaurisce lungo il percorso, i militari abbandonano semplicemente il veicolo e proseguono a piedi. Casi simili sono stati già riscontrati sulla strada secondaria tra Henicheskoy e Skadovsky. I mezzi abbandonati rimangono in un'area aperta finché un drone ucraino non li individua. Il comando non divulga l'entità del problema, ma il blocco logistico imposto dai droni ucraini sta rendendo insostenibili le operazioni dei territori occupati. #Crimea #Kherson #conflitto

🔥 il buongiorno oggi ce lo dà la raffineria Gazprom Neftekhim Salavat a Bashkortostan, a 1400 km dal confine, attaccata nelle primissime ore della mattinata dai droni ucraini. Si tratta della decima raffineria russa in ordine di volumi, con i suoi 10 milioni di tonnellate di greggio lavorato all’anno. La produzione di carburante nelle prime settimane di luglio è scesa a 3,91 milioni di barili al giorno, il livello più basso degli ultimi 21 anni. E la situazione è destinata a peggiorare dal momento che i danni inflitti agli impianti interessano normalmente le parti più delicate, le quali richiedono mesi per la riparazione, e che la Russia non riesce a proteggere la propria filiera petrolifera, preferendo investire in missili e droni per terrorizzare ed uccidere le popolazioni civili. #Gazprom #Ucraina #Petrolio

Stanotte i velivoli senza pilota ucraini hanno colpito un deposito di petrolio a Stavropol Krai. Si tratta del deposito petrolifero di LUKOIL-Yugnefteprodukt. Non è un semplice hub locale, ma una delle principali strutture di stoccaggio, transito e ridistribuzione di prodotti petroliferi (benzina e gasolio) per l'intera Russia meridionale e centrale. Alimenta capillarmente la rete di distribuzione commerciale e i canali logistici collegati. Trovandosi a oltre 500 km dalla linea del fronte, il deposito funge da retrovia logistica protetta per lo stoccaggio e il successivo rifornimento di carburante e lubrificanti destinati ai raggruppamenti militari russi impegnati nelle operazioni a sud. Il sito era già stato attaccato nei giorni scorsi. E questo conferma che l'intelligence di Kiev lo ha identificato come un target prioritario per strozzare la catena di approvvigionamento di carburante nel quadrante meridionale. Intanto le riprese satellitari mostrano che la raffineria di Syzran colpita ieri ha avuto danni molto seri, i quali, anche a causa degli attacchi precedenti, ne comporteranno il probabile spegnimento per mesi. #Ucraina #Guerra #Petrolio

Il Post 1w

Gli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere russe hanno causato una grave carenza di carburante in tutto il paese, costringendo il governo di Putin a vietare la vendita all'estero e generando disagi significativi, tra cui lunghe file ai distributori, aumenti dei costi dei trasporti e problemi nel settore agricolo, mentre l'Ucraina cerca di sfruttare il malcontento della popolazione russa per ridurre il sostegno all'invasione. #carburante #guerraUcraina #Russia

Ora è tutta la Russia ad avere un problema con il carburante

Ma la catastrofe energetica più disastrosa della storia? Gli aerei che a maggio non avrebbero avuto più carburante per volare? È venuto giù tutto? Ve li siete presi i cuoricini ad Aprile? Bravi. #Energia #CrisiEnergetica #Aviacao

Ma vi ricordate quando c’era chi diceva che sarebbe stata l’Europa a rimanere senza carburante? Che le sanzioni non funzionano? Che l’escalation avrebbe scatenato la potenza russa? Eeeh, quanti ricordi #Europa #sanzioni #carburante

A conferma della volontà dell’Ucraina di azzerare il trasporto di petrolio e carburanti nel Mar d’Azov, stanotte è stato preso di mira il terminal di Taganrog, l’infrastruttura portuale dove le navi colpite in questi giorni vengono caricate. In Kuban (Krasnodar Krai) è stata inoltre attaccata nuovamente la raffineria di Il'sk. Questa raffineria è stata già colpita molte volte, l'ultima il 2 giugno. La raffineria di Il'sk si trova nel villaggio di Il'sk, nel distretto di Severskij del Territorio di Krasnodar, a 50 chilometri da Krasnodar. La raffineria fa parte del gruppo delle grandi aziende di raffinazione del petrolio del Distretto Federale del Sud. Produce olio combustibile, carburante diesel, benzina, gas stabilizzato, carburante a basso punto di congelamento e distillato di condensato di gas. La capacità produttiva nel 2022 era di 6,6 milioni di tonnellate di petrolio all'anno. Dopo questo è stata effettuata una modernizzazione e la capacità è stata aumentata. #Ucraina #Petrolio #Conflitto

L

In un contesto di crescente difficoltà economica e carenze di carburante in Russia a causa degli attacchi ucraini alle raffinerie, il Cremlino è costretto a introdurre misure di autarchia energetica, mentre la popolazione, sottoposta a una pressione inflazionistica e a un apparato repressivo, continua a mostrare un sorprendente sostegno alla guerra di Putin in Ucraina. #Russia #Economia #GuerraUcraina

Bombe sulle raffinerie e code ai distributori, Zelensky costringe Putin all'autarchia energetica

La strategia ucraina di attacchi mirati alle raffinerie russe ha aggravato la crisi del carburante in Russia, portando a una carenza di benzina e gasolio, e al divieto di esportazione di gasolio per contenere i danni, mentre il Kazakistan ha sigillato le frontiere per impedire il turismo del carburante dai russi in cerca di prezzi più bassi. #CrisiCarburante #AttacchiUcraini #TurismoBenzina

Russia in crisi dopo i raid ucraiani contro le raffinerie. E il Kazakistan sigilla le frontiere contro i "turisti del carburante"

La Russia ha introdotto un divieto totale sulle esportazioni di diesel. Putin ha inoltre ordinato l'introduzione di sussidi urgenti per la Crimea, dopo l'aumento dei prezzi del carburante, affermando che "i cittadini non devono percepire i problemi" e chiedendo ai funzionari di "prendere decisioni più rapidamente". Il presidente russo ha poi accusato Kiev di voler alimentare il panico nella società russa, definendo però questo obiettivo "impossibile" grazie alla resilienza del settore energetico nazionale #Russia #Energia #Carburante

Oggi il buongiorno ce lo dà il Polo petrolchimico di Nizhnekamsk in Tatarstan. Qui si trovano due complessi distinti principali. Il complesso TANECO (Tatneft) è una delle raffinerie più grandi e moderne di tutta la Federazione Russa. La sua capacità di raffinazione nominale è di oltre 16 milioni di tonnellate di petrolio greggio all'anno. Produce un'ampia gamma di prodotti che include diesel, carburante per l'aviazione (jet fuel), oli lubrificanti e altre frazioni petrolifere. Il complesso TAIF-NK è un altro impianto industriale strategico, adiacente al polo chimico della città. Processa 7,3 - 8 milioni di tonnellate di greggio e condensati di gas all'anno. Si distingue per un tasso di profondità di raffinazione (refining depth) estremamente elevato (dichiarato superiore al 95%) grazie all'entrata in funzione del complesso di conversione profonda dei residui pesanti (HRCC), che riduce al minimo la produzione di olio combustibile a basso valore (mazut) a favore di carburanti leggeri. Entrambi gli impianti erano stati già attaccati a metà giugno. #Petrolchimico #Raffinazione #Tatarstan

La Russia sta affrontando una grave crisi del carburante con risse ai distributori e un'impennata dei prezzi, causata dai danni subiti dalle raffinerie a seguito degli attacchi ucraini, mentre il vice Premier Aleksandr Novak ha confermato la situazione tesa e la necessità di un intervento urgente del governo. #Russia #benzina #crisi

Russia, risse ai distributori di benzina: panico dopo l'impennata dei prezzi. Mosca ammette la crisi del greggio. Cosa c'è dietro

Da gennaio ho vietato agli altri stati di vendere carburante a Cuba, minacciandoli con i dazi.

In tutta Cuba manca la corrente per il collasso della rete elettrica
www.ilpost.it
Il Post 2w

Lunedì, la rete elettrica di Cuba ha subito un collasso, causando un blackout generalizzato sull'intera isola, con il ministero dell'Energia che ha avviato i protocolli per il ripristino del servizio mentre l'Unión Eléctrica indaga sulle cause di questa crisi, aggravata dalle difficoltà nel rifornimento di carburante a causa delle sanzioni statunitensi. #BlackoutCuba #CubaElettricità #CrisiEnergetica

In tutta Cuba manca la corrente per il collasso della rete elettrica
L

Po ukončení slevy na spotřební daň vzrostly ceny nafty na italských dálnicích nad 2 eura za litr, což vede k ročnímu nárůstu nákladů automobilistů o 1,4 miliardy eur, přičemž tento krok vyvolal politickou polemiku o neoliberalizaci cen pohonných hmot. #Carburante #Accise #CostiAuto

Finito lo sconto accise, gasolio oltre i 2 euro in autostrada