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‼️Chiara responsabilità del governo Meloni per la ipocrita strumentalizzazione della morte della bimba di Palermo‼️ Era il Ministro alla Non-Salute del governo Meloni (Orazio Schillaci) a revocare le nomine al NITAG dei due luminari sul tema delle vaccinazioni (Prof. Dott. Eugenio Serravalle e Prof.Dott. Paolo Bellavite) giusto un anno fa! Il governo Meloni giusto un anno fa ha dato chiara dimostrazione di inchinarsi a chi non vuole un vero dibattito scientifico, a chi non vuole la trasparenza nelle decisioni che toccano il nostro corpo e quello dei nostri bambini, e, dunque la dignità umana di noi tutti! E quello che sta succedendo ora con la famiglia della povera piccola è una chiara conseguenza di sbagliatissime scelte politiche fatte da @GiorgiaMeloni & Co! La discussione scientifica e etica ma e la decisione politica trasparente di questioni fondamentali che riguardano i Diritti Umani di tutti noi, e dunque cardinali principi etici e giuridici, non possono essere rimandati ossia sospesi per pura convenienza politica soggettiva! Questo (non-) agire non corrisponde ad una politica responsabile, ma a un tatticismo politico di bassissimo livello. @GiorgiaMeloni @LucioMalan @ClaudioBorghi @eugserravalle @BellavitePaolo https://t.co/XuPDztrVTu #DirittiUmani #Politica #Vaccinazioni

"L'agente di Kessie è in Italia e sta dando massima priorità a un ritorno in Serie A. Il suo arrivo in Italia è un segnale forte di come il tempo stringa e sia arrivato il momento delle scelte definitive. Ci aspettiamo novità nelle prossime ore" @MatteMoretto #SerieA #Calciomercato #Kessie

La Rai rimuove Ranucci da Report. Corsini sul sostituto: «Non faremo scelte marziane né ci saranno strappi editoriali». Ma Corsini chi, quello che va ad Atreju? Ah be'... credibile come quella che voleva abolire le accise. #Ranucci #Meloni #accise @reportrai3 #25agosto #Rai #Report #Italia

«Dopo la prima, dedicata a remigrazione ed economia, questa volta mettiamo al centro ciò che decide il futuro di una Nazione: la famiglia, le politiche di riattivazione demografica, la difesa della vita, la sovranità digitale, la cyber sicurezza, il sociale e le scelte di difesa»

«L'aborto non è un diritto, via unioni civili e fine vita. Stop al gender in tv». Vannacci completa il suo programma
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Gran parte della cultura anti-occidentale e del fenomeno woke propagatisi nell’ultimo decennio si basa su un assunto tanto semplice quanto sbagliato: che il razzismo sia la caratteristica strutturale principale (se non esclusiva) dell’“uomo bianco”. Niente di più falso. Il razzismo (o etnocentrismo) è una tendenza umana universale. L’essere umano è un animale tribale: preferire il proprio gruppo – etnico, culturale, religioso o linguistico – e guardare con sospetto gli outsider non è un’invenzione dell’Occidente, ma una caratteristica antropologica dell’uomo, di qualsiasi colore. Basta leggere studi di psicologia sociale o di antropologia per capire che bastano differenze minime e arbitrarie per generare discriminazione. Questo meccanismo è presente in tutte le popolazioni, a ogni latitudine. Nessuna cultura ne è immune. Gli esempi sono innumerevoli: le guerre tribali, lo schiavismo interno e la tratta araba alimentata da regni africani (Ashanti, Dahomey, Kongo…) nell’Africa sub-sahariana; il sistema delle caste in India; lo sterminio e la discriminazione di coreani e cinesi in Giappone; il trattamento di uiguri, tibetani e mongoli in Cina; la tratta degli schiavi africani nel mondo arabo-islamico, durata secoli e molto più a lungo di quella atlantica. L’elenco potrebbe continuare: non esiste società umana storicamente documentata in cui l’etnocentrismo sia assente. Il presupposto “woke”, cioè che l’Occidente sia “strutturalmente razzista”, è selettivo e ideologico e poggia su due operazioni subdole e false: • ignorare o minimizzare il razzismo di tutte le altre culture; • attribuire a priori l’origine di ogni disparità tra gruppi (di reddito, istruzione, criminalità) al razzismo dell’uomo bianco invece che a differenze culturali, cognitive medie, strutture familiari o scelte comportamentali. L’Occidente è, al contrario, la civiltà che nella sua evoluzione ha prodotto la critica più radicale al razzismo e che oggi applica standard di non-discriminazione istituzionale tra i più elevati al mondo. Questo non significa che il razzismo individuale o i pregiudizi residui siano scomparsi; significa solo che il quadro “Occidente = peccato originale razziale” è una narrazione politica di comodo, non un’analisi storica o scientifica. Il razzismo non è un’anomalia occidentale: è una tendenza umana comune, più o meno contenuta a seconda delle istituzioni, della cultura e del livello di prosperità. Pretendere che sia un peccato strutturale esclusivo dell’Occidente serve a giustificare politiche identitarie, non a capire la realtà. La via più onesta è riconoscere questa tendenza universale e costruire istituzioni che la limitino, invece di fingere che esista solo dove fa comodo politicamente. #Razzismo #Cultura #Antropologia

Ci sono medici che sconsigliano di vaccinare Ci sono medici che certificano l'esenzione dai #vaccini senza controindicazioni documentate Ci sono genitori che non rispettano gli obblighi vaccinali Poi ci sono bambini che pagano le scelte degli adulti #Palermo #Difterite #Vaccinazioni #Salute #Genitori

«Sono per il libero mercato, credo che la politica debba stare fuori dalle scelte delle banche, debba piuttosto dare buone regole a queste ultime»

Tajani: «La politica deve stare fuori dalle scelte delle banche»
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La benzina sfonda i 2 euro al litro anche fuori dalle autostrade, il gasolio è fuori controllo e si è mangiato da un pezzo i miseri e tardivi interventi del Governo, settembre è alle porte e per diverse famiglie fra libri e materiale scolastico potrebbero andare via fino a 1.400 euro a studente, per non parlare del rischio di nuove stangate delle bollette visto il prezzo del gas. Serve un Consiglio dei ministri straordinario per intervenire subito, anche se siamo già in forte ritardo. Serve recuperare risorse anche dagli extraprofitti di settori che hanno fatto utili record con le varie emergenze e che sono intoccabili per questo Governo. Serve che il nostro Governo riunisca subito a Bruxelles i leader europei per un nuovo Pnrr contro questa crisi collegata a guerre che hanno lasciato correre anche se a pagare sono i cittadini. Serve rivedere subito gli impegni sul Riarmo per spostare gli investimenti dove servono davvero. Sono anni che ci prendono in giro. I rave party, le polemiche pretestuose dal gioielliere alla famiglia nel bosco, alla crociata contro Report. Per non parlare dell’inutile e dannoso show su Ceuta e delle scelte sui migranti che hanno prodotto un bel cortocircuito: dopo la propaganda roboante del Governo contro la Spagna, ora Svezia, Austria, Svizzera, Germania e Finlandia sono in fila per rimandare in Italia i migranti da noi registrati. Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi. Per 4 anni hanno completamente dimenticato di fare quello per cui erano stati scelti: offrire soluzioni ai problemi reali. #CaroPrezzo #CrisiEconomica #PoliticaItaliana

E se Charles Dickens potesse essere letto anche come un economista? In Hard Times, salari, potere dei datori di lavoro, istruzione, debito, disuguaglianza e azione collettiva non sono concetti astratti: plasmano la vita dei personaggi. La letteratura può mostrare come la microeconomia si vive dall’interno — nelle scelte quotidiane, nelle opportunità e nei rapporti di potere. #CharlesDickens #HardTimes #microeconomia #letteraturavittoriana #libri #lettura #PsicologiaDelLettore #PensieroCritico #EconomiaELetteratura #LetturaConsapevole #Italiano #0006=

🚨🇨🇮 Franck Kessié ha una grossa offerta sul tavolo dall’Al Ittihad. Gli arabi lo tentano e insistono per chiudere, Franck aspetta la Juve da 2 mesi. Attesa che continua… ma presto sarà l’ora delle scelte definitive da parte del giocatore. @FabrizioRomano #Kessié #Calciomercato #Juventus

Il Post 1w

Alexandria Ocasio-Cortez is politically evolving, distancing herself from past radical positions while personally sharing the process of freezing her eggs, especially in light of potential future candidacies, including the upcoming Senate and presidential elections, and trying to normalize the discussion around reproductive choices and the associated costs. (translated)

Alexandria Ocasio-Cortez si sta portando avanti?

Il CT Julio Velasco ha comunicato le sue scelte per l’Europeo👇🇮🇹 🏐 PALLEGGIATRICI: Carlotta Cambi, Alessia Orro 🏐 SCHIACCIATRICI: Stella Nervini, Myriam Silla, Gaia Giovannini, Ekaterina Antropova 🏐 CENTRALI: Denise Meli, Anna Danesi, Linda Nwakalor, Sarah Fahr 🏐 OPPOSTI: Merit Adigwe, Paola Egonu 🏐 LIBERI: Ilaria Spirito, Eleonora Fersino #Volley #Italia #Volley #Europeo #Sport

✅ La #Juventus apre al prestito con opzione per Juan #Cabal. Formula già discussa tra i club. Ora il #Bologna deve decidere se affondare il colpo, oppure virare sulle altre scelte. #Juventus #Calciomercato #Bologna

The League MEP, Isabella Tovaglieri, revealed that she has frozen her eggs for a future pregnancy, stating that women's fertility should not be a divisive topic and proposing policies to make social freezing more accessible, while also expressing respect for the choices of single women regarding assisted procreation. (translated)

L’eurodeputata leghista Tovaglieri racconta di aver congelato gli ovuli per una gravidanza futura: “La fertilità delle donne non è un tema divisivo”

The less warm motto for everyone represents a universal political appeal that emphasizes the importance of addressing the climate crisis through proactive political choices and radical reforms, aiming to improve the quality of life for all and to support a more livable environment. (translated)

Perché ‘meno caldo per tutti’ può essere uno slogan efficace per il campo largo

Ma certo, se farà vincere la sinistra Vannacci fra le risate dirà che siamo stati noi. Che bastava appoggiarlo incondizionatamente (tipo regionali in Toscana no? Andata benissimo) che il gioco sarebbe stato fatto. Questo te lo posso già scrivere sul marmo. Ma io mica me la prendo, gli elettori devono assumersi le loro responsabilità. Vince la sinistra grazie al progetto Vannacci? Pace, in zona uno a Milano ci vivo io mica voi. Non posso costringere le persone a salvarsi. Mi dispiace per il mio Paese ma se dovesse succedere vorrà dire che fare scelte sbagliate è nel nostro destino. Io sono ancora convinto che possiamo salvarci e finché le possibilità ci sono combatterò per provarci. Statemi bene. #Politica #Elezioni #Responsabilità

Dlin dlon, informazione gratuita. A tutti quelli che si affannano per aprirci gli occhi su Hele e Javi: grazie, ma resto volentieri cieca. Da quello che dite ho anche una certa età e la cataratta incombe. Fatemi spendere la pensione che non ho come mi pare e piace. Baci https://t.co/zvJH2dBHkN #Libertà #Informazione #SceltePersonali

Primo tempo: buon giro palla della Juventus, meno bene le scelte in fase offensiva. Ritmi un po’ bassi da entrambe le parti. Vivace Conceicao, sempre bene Douglas Luiz, un po’ arrugginiti gli altri tre lì davanti, ma ci sta. #JuvePalermo #Juventus #SerieA #Calcio

Il mito non è una fiaba. Le comunità umane hanno sempre raccontato storie per ricordare ciò che le ha formate. Una crisi che ha rischiato di spezzarle. Una prova quasi impossibile. Una sconfitta da cui è nata una nuova consapevolezza. Un gesto, una scelta, un conflitto che, nel tempo, hanno finito per dire qualcosa di essenziale su chi siamo. È forse questo uno dei significati più profondi del mito. Il mito non è semplicemente una storia del passato. È una memoria condivisa che continua a essere raccontata perché contiene qualcosa che una comunità riconosce come vero. Per questo il mito non è una fiaba. La fiaba tende a semplificare: elimina le contraddizioni, ordina il mondo, separa il bene dal male e conduce verso una conclusione. Il mito, invece, conserva l'ambivalenza dell'esperienza umana. I suoi eroi non sono perfetti. Le loro vittorie hanno spesso un prezzo. Le loro virtù possono diventare difetti. Le loro scelte possono essere insieme necessarie e terribili. Prendiamo a esempio l'iliade. Achille è grande perché è anche distruttivo. Odisseo è astuto perché è anche ambiguo. Agamennone è re, ma il suo potere non lo rende meno fragile. È proprio questa imperfezione a rendere il mito inesauribile. Ogni generazione lo racconta nuovamente, con le proprie parole e le proprie inquietudini. Cambiano i significati, cambiano le domande, talvolta persino i personaggi acquistano volti nuovi. Eppure qualcosa rimane. Non perché il mito sia immutabile. Ma perché, attraverso il cambiamento, conserva una verità che non appartiene interamente a nessuna generazione. Forse è per questo che continuiamo a tornare a Omero, alle tragedie greche, ai grandi racconti fondativi. Non perché ci parlino di un mondo scomparso. Ma perché ci ricordano che alcune delle domande fondamentali dell'essere umano non sono mai cambiate. E forse il mito è proprio questo: una comunità che racconta se stessa per capire, ogni volta da capo, chi è. Sto esplorando questo spazio attraverso il mito, la letteratura, il teatro e la filosofia: non per cercare risposte definitive, ma per vedere cosa possono ancora dirci sul modo in cui abitiamo il mondo.

I negazionisti del clima non mi tolgono il sonno. Sono quattro gatti, spesso gli stessi che urlavano contro i vaccini. Fanno rumore, non spostano niente.   Mi preoccupa la massa tiepida. Quello che compra il diesel perché il motore si deve sentire, che discute ancora di cambio automatico, figuriamoci l’elettrica. Quello che tiene il condizionatore acceso per ore. Quello che sotto la doccia si beve cento litri d’acqua. Quello che butta la bottiglia nel prato e lascia il sacchetto sotto l’ombrellone.   Nessuna di queste è una necessità. Sono scelte, una per una. Qualunque cosa gli dici la risposta è sempre quella: a me che me ne frega, faccio come mi pare.   Poi trova la spiaggia sporca e si lamenta, gli razionano l’acqua e si lamenta. Colpa degli altri, sempre.   Il vantaggio se lo prende lui, subito, piccolo, tutto suo. Il conto lo paga il prato di tutti, l’acqua di tutti. Uno non si vede nemmeno. Milioni sì.   Il negazionista una posizione ce l’ha, sbagliata ma dichiarata. L’indifferente no. Non nega niente, si sottrae e basta.   È da questi che dovete guardarvi. Non sono un’anomalia, sono il prodotto riuscito di un paese dove libertà vuol dire nessun vincolo per me e il conto agli altri. #Clima #Indifferenza #Sostenibilità