Russia has bombed Kyiv for eight consecutive days, marking an increase in the intensity of attacks and a change in tactics, with devastating consequences for the daily lives of residents and the security of the Ukrainian capital. (translated)

Russia has bombed Kyiv for eight consecutive days, marking an increase in the intensity of attacks and a change in tactics, with devastating consequences for the daily lives of residents and the security of the Ukrainian capital. (translated)

Il mercato del Napoli si chiude con una sensazione precisa: una squadra forte che, quando avrebbe potuto diventare ancora più completa, ha scelto consapevolmente un rischio enorme. Il Napoli ha una base di assoluto valore, grande duttilità tattica e numeri per competere ai massimi livelli. Può puntare alle prime quattro con tranquillità . Il problema è il modo in cui ha deciso di affrontare ciò che viene dopo. Chiude con un difensore non pronto fisicamente e non immediatamente utilizzabile. Siamo al 1° settembre, la guida tecnica è nuova e Buongiorno è alle prese con un infortunio pesante. Arriva Favasulli, operazione intelligente e prospettica. Ma non quella soluzione offensiva chiesta dal tecnico per completare il reparto insieme a Rasmus e Lucca. E qui nasce la mia perplessità. Ho condiviso la strategia del Napoli: continuità, forza del gruppo, niente rivoluzioni. Ma avere fiducia nella propria rosa non significa considerarla autosufficiente in ogni circostanza. E qui entra in gioco la superbia. Non serviva una rivoluzione. Servivano due uomini di livello internazionale, per esperienza, personalità e capacità di affrontare una stagione lunga. Due uomini. Non dieci acquisti. Una delle esigenze era stata indicata con chiarezza dalla nuova guida tecnica. Quando cambi allenatore e gli affidi un nuovo ciclo, ascoltare le sue richieste significa metterlo nelle condizioni di lavorare. Il Napoli ha scelto diversamente. È una scelta legittima, ma rischiosa. Io amo il rischio quando è alto, calcolato e sostenuto da una visione. Ma esiste un confine sottilissimo tra coraggio e superbia. La superbia nasce quando la convinzione di avere costruito qualcosa di importante diventa la convinzione che sia sufficiente per qualsiasi circostanza. Una stagione è oltre cinquanta partite, tra infortuni, squalifiche, stanchezza e imprevisti. Non puoi eliminarli. Puoi però prepararti meglio ad affrontarli. Ed è anche per questo che, a malincuore, rimpiango Micheli: una grande società deve avere uomini capaci di leggere il calcio oltre il singolo calciatore e anticipare ciò che può accadere a una rosa. Avere una rosa forte ti dà possibilità. Una rosa profonda ti dà margine. Il Napoli ha scelto un margine più stretto di quello che avrebbe potuto avere. Questa non è più la squadra che poteva sorprendere. È la squadra che tutti vogliono battere. Dopo due Scudetti, una Supercoppa e una nuova Champions League, era il momento di andare addosso alle concorrenti. Non per il centenario. Non per la piazza. Per proteggere ciò che hai costruito. La stagione deve ancora raccontare tutto: sarebbe ridicolo emettere sentenze il 1° settembre. Ma si può giudicare la scelta. La scelta, per me, è stata presuntuosa. Aurelio De Laurentiis dovrebbe ricordare anche un'altra cosa. Delle smanie dei tifosi può infischiarsene. Ma ciò che vede il tifoso lo vedono anche gli addetti ai lavori, i calciatori e lo spogliatoio. Continuerò a considerare questa squadra forte e competitiva e mi augurerò che tutti i suoi uomini stiano bene. Ma se qualcosa dovesse andare storto, non potremo chiamarla soltanto sfortuna: il rischio era prevedibile e almeno in parte evitabile. Il Napoli aveva la possibilità di aggiungere esperienza, personalità e profondità senza cambiare strategia. Ha scelto di non farlo. Ed è qui che la superbia diventa stupida. Io amo il rischio. Ma deve avere una ragione. Quando invece puoi ridurlo e decidi di non farlo, non è più coraggio. È presunzione. Pensare che una rosa possa restare integra e competitiva per oltre cinquanta partite solo perché hai fiducia nei tuoi uomini... non è una strategia. È 'na strunzat. E questa volta è una strunzat enorme. Talmente enorme da essere quasi grande quanto tutto ciò di bello che il Napoli ha costruito. @ADeLaurentiis , Chest è ‘Na Strunzat. Statt accort non dei tifosi, Ma dei tuoi stessi uomini. E bbuon fann chesta vota. Perché non li hai rispettati. FNVPN 🔹 #Napoli #Calcio #SerieA
Suggerisco di vedere l'ultimo video di @footballkush: https://t.co/YalZwab2nn Spiega la strategia che ha appreso da fonti interne e che i tifosi, questa è una mia opinione, avrebbero gradito ascoltare con altrettanta chiarezza e franchezza dai diretti interessati. Che servirà tempo si era capito ed era stato detto. Mancava spiegare i motivi ed ecco l'utilità di questo video. Chiaramente si può non essere d'accordo con questa impostazione ma, se lo ascoltate, tutto ha una certa logica e la spiegazione esiste per chi vuole sentirla (senza condividerla per forza). Poi, come ho già detto e ribadisco, sui profili si può non essere d'accordo (es. Hutchinson) così come sulle tempistiche per completare la rosa (ultimi giorni di mercato) e sull'abilità di cedere gli esuberi (tutti in prestito, tranne Leao). Insomma, siamo lontani dall'essere una macchina che funziona e l'aiuto di un DS/CEO Sport come Edwars (ex Liverpool) e/o Krosche (libero da settembre?), gente con una rete di contatti collaudata, sarebbe cosa gradita e darebbe certamente una grande mano. Capisco che non si vuole tornare a delegare tutto, ma farsi aiutare da chi ha una certa esperienza... aiuterebbe parecchio. Ciò detto, ecco un sunto del discorso di Kush e in basso la mia osservazione dal punto di vista finanziario: Il profilo di Omari Hutchinson e l'accordo di mercato Hutchinson ha 22 anni, è mancino, abile nell'uno contro uno e versatile sul fronte offensivo; nel Milan viene visto prevalentemente come un trequartista di destra (un upgrade rispetto a Ruben Loftus-Cheek). Dopo l'esplosione a Ipswich (promozione in Premier League con 10 gol e 5 assist) e l'acquisto da parte del Nottingham Forest per circa 42 milioni di euro in una stagione caotica per il club, non arriva al Milan come un giocatore "finito", ma con margini di crescita. Il Milan lo ha acquisito in prestito senza obbligo di riscatto per dare all'allenatore Rúben Amorim un anno di tempo per valutarlo sul campo, senza vincolare il bilancio a lungo termine. La nuova strategia di mercato: "Eliminare la fascia media" (No Tier-2) La linea societaria non prevede che ogni acquisto sia necessariamente una superstar affermata (non si vuole - e credo non si possa - fare solo shopping), ma punta a eliminare la "fascia intermedia" (giocatori di 25-28 anni pagati 25-35 milioni di euro con ingaggi anche pesanti che non fanno fare il salto di qualità definitivo, es. Gimenez e Nkunku). I due poli della rosa: 1) Investimenti pesanti (Tier-1): Giocatori che alzano nettamente il livello qualitativo e per cui si spende molto (es. Gonçalo Ramos, Mario Gila, Diego Moreira). 2) Giovani ad alto potenziale: Profili da sviluppare e valorizzare internamente (es. Camarda, Diawara, Comotto, Jashari, Cisse e lo stesso Hutchinson). Il mancato arrivo del top player a destra (Endrick): Il Milan ha cercato a lungo il profilo di prima fascia per quel ruolo, ma una volta sfumata l'opportunità immediata, ha scelto di non farsi prendere dal panico spendendo 35-40 milioni per una seconda scelta mediocre, preservando così risorse e spazio in rosa per il futuro. I tre orizzonti temporali del progetto Breve, medio e lungo termine simultanei: le decisioni a breve termine sono modellate in funzione degli obiettivi a lungo termine. I cambiamenti strutturali al livello dirigenziale voluti dalla proprietà rispondono alla necessità di creare basi solide per il futuro. Chi non risponde alle esigenze tecniche, tattiche o culturali viene ceduto o sostituito. ll Milan non compra un difensore tanto per farlo perché: - Ritiene che i difensori a disposizione (Gila, Pavlovic, De Winter, Gabbia, più i giovani) abbiano qualità che il lavoro di Amorim può sviluppare e migliorare sul campo. - Rifiuta l'acquisto-tampone di fascia media da 30-40 milioni che bloccherebbe il bilancio per il futuro. - Vuole aspettare l'occasione giusta per un profilo che sposti realmente gli equilibri, puntando nel frattempo sull'organizzazione tattica del collettivo. La gestione della difesa e il confronto Tomori-De Winter I motivi dell'addio a Tomori: L'analisi del Milan non si basava sull'idea che fosse un difensore scarso, ma sulla convinzione che avesse raggiunto il suo massimo potenziale e che i suoi limiti (gioco aereo e impostazione palla al piede) fossero ormai strutturali e non correggibili dallo staff. La fiducia in Koni De Winter: Le lacune di De Winter (concentrazione, posizionamento) sono ritenute "allenabili". Con le sue doti atletiche e tecniche naturali, la scelta è stata dare fiducia al lavoro sul campo di Amorim anziché spendere subito altri 30-40 milioni per un difensore. Prezzo non equivale a qualità assoluta: Viene ricordato l'esempio di Pierre Kalulu (pagato 800.000 euro e diventato titolare dello Scudetto) e Malick Thiaw per spiegare che lo scouting deve anticipare l'esplosione dei calciatori prima che il mercato ne gonfi la valutazione a 50 milioni. Altrimenti non fai scouting ma shopping. Il sistema tattico difensivo: L'efficacia difensiva dipende dall'organizzazione collettiva, dall'intesa tra interpreti e dal sistema di gioco, non solo dalla somma dei costi dei singoli cartellini. Conclusioni sull'operato del club Il mercato del Milan non è privo di rischi o di aspetti perfezionabili, ma riflette una filosofia chiara: investire pesantemente solo su profili decisivi, sviluppare giovani talenti con possibilità di crescita, evitare acquisti-tappabuchi costosi e mantenere flessibilità economica per le finestre future. Insomma, il tifoso è chiamato a pazientare alla luce di un progetto che ha tempistiche lunghe e probabilità di errori che bisogna mettere in conto. ------------------------------------- Nel frattempo, però, e questa è una mia osservazione più orientata all'aspetto finanziario, ci sono obiettivi sportivi da raggiungere a breve termine (qualificazione CL), a loro volta legati alle disponibilità economiche del club (dipendente come tutti dai ricavi UEFA) che, altrimenti, dovrebbe continuare a usare il player trading come leva di gestione e non come semplice supporto; diversamente, si dovrebbe bruciare il patrimonio netto (molto elevato) o sperare che il proprietario faccia aumenti di capitale (fino a oggi effettuati solo in funzione dello stadio). Insomma, se il progetto sportivo ha una sua logica, i rischi potenziali ci portano davanti a scenari futuri che sono ignoti e tutto questo - credo sia legittimo - spaventa il tifoso comune. Detto in soldoni: cosa accadrà se il Milan fallirà nuovamente l'accesso alla CL? Il progetto andrà avanti come se niente fosse? Si continuerà a spendere per un profilo da "Tier 1" o si punterà solo ai ragazzi da sviluppare? Verrà eroso il patrimonio netto o ci saranno aumenti di capitale? Queste sono domande che, prima o poi, dovranno avere una risposta. Così come quella che, grazie a Kush, abbiamo avuto sul progetto tecnico e sulla logica di spesa tra i vari "Tier". #ACMilan #Calcio #MercatoCalciatori
C’è un elefante nella stanza che Amorim dovrà affrontare: Modric, ad oggi, rischia di condizionare parecchio l’altezza (e l’intensità) della pressione che si può esercitare in campo. Jashari è ancora molto impreciso, ma in riaggressione viaggia a un altro ritmo -come è normale che sia. La gestione sarà delicata, ma decisiva. #Calcio #Sport #Tattica
Ramos i gol li farà, non mi preoccupa. Ma occorre capire che è vitale per come è in grado di creare spazi alle sue spalle venendo incontro e proteggendo palla. Quegli spazi, poi, vanno attaccati, e non lo sta facendo nessuno. Non è lui a dover essere lanciato in profondità: non ha uno scatto bruciante sul lungo e infatti Bella-Kotchap, nell’unico duello sul lungo, l’ha sverniciato. Devono imparare a conoscerlo anche i compagni. #calcio #sport #tattica
Alphadjo Cissè 90% titolare domenica. Post allenamento di oggi avremo la conferma. Amorim ama la sua dinamicità e la sua facilità di creare spazi. https://t.co/tRRrQ5Lexl #Calcio #Sport #Tattica
Non prendere un centrale quando hai investito (benissimo) 150 milioni, rafforzando bene la squadra, sarebbe un errore madornale. Spero (e credo) sia solo una tattica perchè a differenza delle altre operazioni qua hai il cerchio ristrettissimo e la possibilità di arrivarci meglio #Calcio #SerieA #Calciomercato
⚫️🔵🇨🇭Akanji: "Stones? È stato divertente perché, proprio il giorno in cui è stato confermato il suo arrivo, poche ore prima io e mia moglie abbiamo incontrato sua moglie in spiaggia a Ibiza. Pura coincidenza. Siamo amici e abbiamo fatto delle vacanze insieme e lei ci ha detto: “Mi sa che alla fine verremo...”. Poi, qualche ora dopo, a casa vedo il messaggio di John. Adesso sto cercando di fargli conoscere l’Inter. Gli spiego tutto, provo a tradurre, l’altro giorno l’ho portato anche al ristorante. Ma è un ragazzo super, si adatterà in fretta. Dal punto di vista fisico dalla Premier si arriva già molto preparati. Tatticamente, invece, è diverso. Io, con Stones, al City giocavo a 4 e ho dovuto adattarmi. Per me è successo abbastanza velocemente e conosco John: sa fare tutto e non avrà problemi neanche lui. Ovviamente, avrà bisogno dell’aiuto di compagni e staff, ma è finito nel posto giusto" (Gazzetta dello Sport) #Inter #Calcio #TransferNews
Corsa, cambi di gioco, tempismo, intelligenza tattica: senza Allegri è tornato un calciatore per lo meno promettente. Jashari può benissimo giocare le sue carte questa stagione. https://t.co/zDrRREOcze #Calcio #Sport #CambiDiGioco
Questo esperimento Chukwueze non è poi tanto folle, ci sono limiti difensivi dettati dalla scarsa abitudine ma c'è applicazione e si nota come si stia impegnando. Si può compensare anche con una linea a 4, il braccetto che scala e cosi a catena con l'esterno sinistro che di base è un terzino che chiude la diagonale quando si alza Samu. Ma il vero bonus dato in campo è la capacità di cambiare il ritmo del gioco e di puntare. Amorim ama isolare in ampiezza e trovare l'esterno con i cambi gioco, e Modric e Jashiari possono trovarli. Questo è un pezzo del puzzle. #Calcio #Tattica #Sport
⚫️🔵 La voglia di prendere un esterno molto offensivo, quasi da variante tattica, affascina non poco. Ci vogliono tutti i tasselli al loro posto perché si concretizzi ma è molto interessante #Calcio #Tattica #Calciomercato
#Maldini al @Corriere: “Tecnicamente siamo un Paese che non crea più giocatori di talento. Qualcosa non funziona a livello sistemico. I miei figli l'hanno visto nelle giovanili del Milan: si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema. Ma questo va contro le regole del calcio moderno. E poi abbiamo stadi fatiscenti, centri sportivi inadeguati. Volevamo coinvolgere tutti per cambiare norme e regolamenti nel minor tempo possibile. Quali norme? Un Patto per le Nazionali. Regole che spingessero i calciatori italiani a giocare nelle squadre di serie A, B e C. Investimenti obbligatori nel settore giovanile. Qui non sappiamo più difendere e non sappiamo più attaccare; siamo lenti; e gli arbitri fischiano troppo. Bisogna formare in modo più moderno gli allenatori. Oggi un allenatore che segue i ragazzini tra i 10 e i 14 anni prende mille euro al mese, deve avere un secondo lavoro. Bisogna aiutarli, perché quella è l'età decisiva. Ho un cruccio che mi porterò dentro. Avevo assunto un impegno gravoso che nei giorni era diventato quasi un sogno: fare qualcosa per le prossime generazioni, per costruire un'Italia competitiva. Un sogno interrotto ma bellissimo, anche per le tante persone che avevo trovato disposte a lavorare. Sa di cosa ci ha parlato a lungo Guardiola? Dell'impatto che Cruijff ebbe sul calcio spagnolo. Per due anni fu combattuto da tutti. Ma se oggi la Spagna crea talenti, è grazie alle indicazioni di Cruijff. Non vogliamo paragonarci a lui. Ma la strada era quella. Difficile, lunga; ma avrebbe cambiato l'identità del calcio italiano. È un peccato. Un vero peccato” #Calcio #GiovaniTalenti #Italia
SEMPRE E SOLO APPLAUSI PER GREG 👏 Super Greg ci mette anima, cuore e talento nella finale della knockout sprint 3 km maschile, pagando però tanta sfortuna al fotofinish 😔 L'Azzurro è 4° per questione di centesimi di secondo, dietro alla coppia francese Olivier-Fontaine e a un superbo David Betlehem, con l'ungherese d'oro grazie a una tattica di gara tanto spregiudicata quanto vincente 🏊♂️ #EuropeanAquatics #Paris2026 #Paltrinieri #EuropeanAquatics #Swimming #Finale
Parlare di Baresi alle generazioni di oggi significa raccontare una storia di fedeltà d'altri tempi, incisa sul campo a colpi di orgoglio, eleganza e una leadership silenziosa che non aveva mai bisogno di alzare la voce per farsi rispettare. Ha preso in mano la fascia da capitano poco più che ventenne, guidando il Milan attraverso gli anni bui della Serie B senza mai voltare le spalle alla maglia, per poi condurlo sul tetto del mondo da protagonista assoluto. Il suo modo di stare in campo era un'opera d'arte tattica: la testa alta a dominare la difesa, le letture anticipate, l'autorevolezza innata e quel braccio alzato che richiamava la linea... qualità innate. Ma il vero gigante si vedeva nella capacità di soffrire e di rialzarsi, come in quella finale mondiale del 1994 giocata con il cuore e con l'anima a soli ventun giorni da un intervento al menisco. Qualcosa di sovrumano che la scienza non è mai riuscita a spiegare. Il numero 6, il primo ritirato nella storia rossonera, rimarrà per sempre il simbolo di un'era irripetibile e un faro per chiunque indossi la nostra maglia. Oggi il popolo rossonero perde il suo "Capitano per sempre", il suo Rossonero del Secolo, ma l'eredità morale e la grandezza di Franco Baresi rimarranno scolpite in eterno nella storia del calcio. #Baresi #Milan #Calcio