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#applausi

Applausi a scena aperta per @andyburnham quando impegna il Regno Unito a sostenere l’#Ucraina con ogni mezzo necessario e finché sarà necessario #LiverpoolPartyConference https://t.co/iBbhMaGeAU #Ucraina #AndyBurnham #LiverpoolPartyConference #GB #UA

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Durante il discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'Assemblea Generale dell'Onu, numerosi delegati hanno abbandonato l'aula tra cori pro-Palestina e applausi, scatenando una reazione in diretta da parte di Netanyahu nei confronti dei rappresentanti che lasciavano. #ProtestaPalestina #Netanyahu #ONU

Cori pro-Palestina, applausi e gente che va via: cosa è successo quando Netanyahu ha parlato all'Onu

Quando il tuo nome viene associato a un gesto tecnico, per giunta tra i più difficili del calcio, significa che hai lasciato il segno. Pablo Daniel Osvaldo, per molti, era quasi sinonimo di rovesciata. Arrivato in Italia giovanissimo, esplode alla Roma, dove potenza, tecnica e l’esultanza con la mitraglia gli valgono persino un paragone ingombrante: Batistuta. All’Inter arriva in prestito dal Southampton, come alternativa a Icardi. Segna due volte nel 7-0 al Sassuolo, poi trova la rete anche contro l’Atalanta. A San Siro l’Inter fatica e la difesa bergamasca non concede spazi. Serve una magia: su una punizione, Osvaldo si coordina all’altezza del dischetto e gira al volo il pallone in rete. Non è una rovesciata, ma è comunque un gesto tecnico da applausi. Sarà uno dei suoi ultimi gol da professionista. Pochi mesi dopo, una lite con Icardi chiuderà la sua avventura nerazzurra. Osvaldo lascerà il calcio a trent’anni. Una carriera fuori dagli schemi, con un ultimo lampo a San Siro. #Calcio #Osvaldo #Sport

L'ultimo saluto a Sandro Mazzola, leggenda dell'Inter scomparsa a 83 anni, si è svolto nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, accolto da applausi e commoventi omaggi da parte dei tifosi, tra cui il coro Grazie capitano. #SandroMazzola #Inter #Calcio

Funerali Sandro Mazzola, l’ultimo saluto a una leggenda: l’uscita del feretro tra gli applausi della folla | Video

Anche #Carnevali e #Massara presenti ai funerali di Sandro #Mazzola: i dirigenti della #Juventus accolti dagli applausi dei presenti https://t.co/xJolrzFty2 #Juventus #Mazzola #funerali

ANSA.it 1w

Gli ultras dell'Inter hanno reso omaggio a Sandro Mazzola durante i suoi funerali, celebrati nella basilica di Sant'Ambrogio, esprimendo i loro affetti e ricordi attraverso applausi, fiori e messaggi di affetto. #SandroMazzola #Inter #Calcio

Gli ultras ai funerali di Sandro Mazzola: 'Il tuo nome nella storia dell'Inter'

Il bellissimo messaggio dello speaker Lanzoni, il silenzio totale durante il minuto di raccoglimento, poi gli applausi da tutto lo stadio, anche dalla curva. Così il pubblico rossonero, nel giorno dei 100 anni di San Siro, ha ricordato Sandro Mazzola. Chapeau 🎩 https://t.co/NkCr45iaQv #SanSiro #Milan #Calcio

Il gol serviva a Chico, quella parata a Vicario, gli applausi a un gigantesco Kolo, la risposta della squadra a Spalletti, questa bella vittoria di una buona Juve serviva a noi. Forza ragazzi #Juventus #ForzaJuve #Calcio

È stata una nottata storica per lo sport italiano: l'Italia ha perso la finale dei Mondiali di basket in carrozzina contro i fenomeni australiani, ma per la prima volta nella storia si è messa al collo una medaglia d'argento. In questa foto c'è Ahmed Raourahi, uno dei nostri migliori giocatori. Ogni dettaglio della foto racconta una storia. La medaglia al collo è il sogno di una vita. La bandiera italiana sulle spalle è una carezza a quello che è diventato il suo Paese da molti anni. La mano sinistra che afferra il trofeo è l'unico mezzo che gli ha permesso di essere tra i migliori giocatori di basket al mondo. Lui, che con tutti gli altri condivide la carrozzina per poter giocare a basket, e vivere, a differenza degli altri ha un altro enorme ostacolo: ha solo una mano. Ahmed aveva 10 anni e viveva a Ksar El Kebir, cittadina marocchina situata a nord di Tangeri. Un giorno, mentre era su un treno col papà con della merce che avevano acquistato per rivendere al loro banco del mercato, venne aggredito da dei malviventi che volevano sottrargli tutto. Nella colluttazione venne sbalzato fuori dalle porte del treno finendo sotto le rotaie. Il risultato fu l’amputazione di entrambe le gambe e della mano destra. Negli anni di riabilitazione in Marocco, scopre il basket. Un sport difficile da giocare senza gambe, praticamente impossibile da affrontare se a mancare è anche una mano. Nel giro di poco tempo diventa bravo, poi bravissimo, infine un fenomeno. Prima va a giocare in Spagna, poi in Italia a Roma e Cantù dove vince 6 Scudetti, ed infine a Padova. In una intervista ha dichiarato: "Al basket devo tutto. Se mi ritengo felice? Io non sono felice, ma felicissimo della mia vita". È proprio vero che le persone più felici non sono necessariamente coloro che possono avere tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. La Nazionale italiana di basket in carrozzina ci ha portato sul secondo gradino del Mondo. Lo ha fatto con degli atleti eccezionali che ogni giorno colmano l'enorme gap con chi ha la fortuna di poter correre e saltare, grazie ad una forza di volontà infinita. Applausi. #BasketInCarrozzina #SportItaliano #MedagliaDArgento

Prima da quinto, poi da terzo: ancora una volta una grande prestazione e l’atteggiamento perfetto. Per Carlos Augusto un inizio stagione da applausi. https://t.co/ulTWqM8kQB #Sport #Calcio #Prestazione

Il #Canada sarà il primo “membro associato” dell’Unione Europea annuncia @vonderleyen tra gli applausi del Parlamento. Vedremo gli sviluppi pratici ma è una grande sfida geopolitica 🇪🇺🇨🇦 https://t.co/LekhSyAsaY #Canada #UnioneEuropea #geopolitica #CA #EU

Per 25 minuti Venezia ha applaudito. Ma dietro quegli applausi restano civili massacrati. Donne violentate. Bambini rapiti. Famiglie distrutte. Nessuna standing ovation può trasformare la barbarie in qualcosa da celebrare. Vergogna. https://t.co/N0s1jFdpfH #Venezia #DirittiUmani #Vergogna

Il ministro israeliano della Cultura Miki Zohar ha chiesto di revocare la cittadinanza ai registi di NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor, dopo che il documentario ha vinto il Premio speciale della giuria al Festival del cinema di Venezia. Zohar ha definito il film "ignobile" e accusato i registi di "tradire lo Stato" e di essere "disposti a ferire la loro patria pur di ricevere applausi dagli antisemiti nel mondo". Anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha attaccato Abraham e Szor: "Sono certo che i vostri amici, cioè i nostri nemici Hamas, vi accoglieranno a braccia aperte", ha detto rivolgendosi ai registi #Cinema #Cultura #Israele

🚨💭Il vento è cambiato. Niente fischi a Misano Adriatico, soli applausi per il Pilota più forte che la MotoGP abbia mai visto correre nell'era moderna. Onore a Marc Marquez Alenta. #MotoGP https://t.co/6jKuqrHlpW #MotoGP #MarcMarquez #Motorsport

“Grazie ai giurati, siamo davvero grati di essere qui. Non è facile per noi”. Yuval Abraham e Rachel Szor accettano con gratitudine il Premio speciale della giuria guidata da Maggie Gyllenhaal, che va ad abbracciarli sul palco. Ma si capisce che la loro urgenza è un’altra. Naza, il loro documentario sull’uccisione dei civili palestinesi a Gaza, è arrivato al Lido all’ultimo momento e ne è diventato il caso politico e cinematografico: venticinque minuti di applausi, bandiere palestinesi e libanesi alzate in Sala Grande, quindi la contestazione dell’esercito israeliano, che mette in dubbio l’attendibilità delle fonti anonime e nega che l’intelligenza artificiale decida gli obiettivi, approvati, sostiene, da personale militare. “Gli ufficiali dell’intelligence israeliana - spiega Abraham - ci hanno raccontato che questi attacchi sono sistemici, frutto di politiche fondate sulla disumanizzazione dei palestinesi. Voglio essere molto chiaro: questa verità è stata documentata e resa nota grazie ai giornalisti palestinesi. Più di duecento di loro sono stati uccisi, molti nelle proprie case. Le loro voci sono state negate e messe a tacere. Negare un crimine è ciò che permette di continuare a perpetrarlo”. Su Repubblica l’articolo della nostra inviata Arianna Finos #rep #Gaza #Palestina #Documentario

25 minuti di applausi per #Naza, un filmetto propagandistico tutto teso a criminalizzare Israele. Che gentaglia. Gli applausi, semmai, vanno a #Fauda, soprattutto al 7° e all’8° episodio, che racconta la mostruosità del terrorismo islamista e con quale ferocia si sia abbattuto sui civili israeliani. #cinema #Israele #terrorismo

Il fatto che la Fondazione Jannik Sinner abbia intrapreso un rapporto di collaborazione con Unicef per sostenere l'imprescindibile diritto all'istruzione di bambini che vivono in contesti di crisi umanitarie e conflitti non deve passare sottotraccia. Applausi https://t.co/m2DMNm8UDy #istruzione #diritti #solidarietà

Miglior allenatore della Serie A senza dubbio alcuno per me. Ciò che ha costruito in poco tempo è clamoroso. Destinato ad arrivare al gotha del calcio. Sono estasiato da Cesc Fabregas. Applausi 👏 https://t.co/XpCZW6ufNk #SerieA #Calcio #Fabregas

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Alla 83/a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, il documentario Naza sulla guerra in Palestina ha impressionato il pubblico con una proiezione di 25 minuti di applausi, mentre il film Scherzetto di Mario Martone esplora relazioni familiari, e la serie Peccato di Valerio Vestoso offre una visione comica e riflessiva della vita contemporanea. #Naza #Venezia83 #Gaza

Venezia, alla Mostra la Palestina di Naza e lo Scherzetto di Martone con Servillo

Negli ultimi 30 anni, la Nazionale femminile di basket si è qualificata a 0 Mondiali su 7, a 0 Olimpiadi su 7, e in 11 Europei ha raggiunto una volta il sesto posto come miglior risultato. Per 30 anni il basket femminile italiano, a livello internazionale, ha avuto un peso specifico infinitesimale. Tra i tanti motivi, ne citiamo uno: i numeri delle praticanti, seppur in aumento, restano, per fare un esempio, 11 volte inferiori alla Spagna. Sì, la Spagna ha un numero di bambine e ragazze che giocano a basket 11 volte superiore all'Italia. Ecco perchè i risultati ottenuti dalle ragazze di Capobianco nell'ultimo anno hanno un significato notevolmente superiore a quello che pensiamo. Non è tanto per il fantastico bronzo agli Europei dell'anno scorso, non è tanto per il grandissimo Pre-Mondiale di marzo dove abbiamo battuto anche la Spagna, e non è tanto per questo Mondiale dove siamo andati vicinissimi ai quarti di finale. E non è tanto per il fatto che nell'ultimo anno siamo andati ad un soffio dal battere il Belgio, gli USA e l'Australia (tre delle cinque squadre migliori al mondo) e abbiamo battuto la Francia (oggi la seconda Nazionale migliore al mondo) e la Spagna (da sempre tra le più forti). È soprattutto per ciò che hanno smosso queste 12 ragazze. A Berlino era pieno di tifosi italiani che hanno deciso di viaggiare per sostenere questa Nazionale. E loro li hanno ripagati dando a tutti un appuntamento fuori dall'hotel. Sui social hanno ottenuto numeri pari, se non superiori, a quelli della Nazionale maschile. Abbiamo ricevuto un numero enorme di richieste per sapere dove acquistare le canotte delle giocatrici. Ci sono centinaia di genitori che ci scrivono felici perchè le loro figlie vogliono iniziare a giocare a basket. Oggi sempre più ragazze e sempre più bambine sognano di diventare come Zandalasini, Villa, Verona, Andrè, Cubaj, Keys, Santucci, Blasigh, Pasa, Pan, Madera e Fassina. Abbiamo l'occasione per rilanciare un intero movimento. La partita più difficile arriva ora, e questa no, non possiamo perderla. All'ItalBasket femminile vanno fatti 92 minuti di applausi per ciò che ha ottenuto sul parquet nell'ultimo anno. E va fatto un monumento per ciò che le giocatrici sono state in grado di generare fuori dal campo. #BasketFemminile #ItalBasket #SportAlFemminile