A fire in the neonatal department of the Pakistan Institute of Medical Sciences in Islamabad has resulted in the death of 14 newborns due to the explosion of an air conditioning compressor, with only one little one managing to survive. (translated)

A fire in the neonatal department of the Pakistan Institute of Medical Sciences in Islamabad has resulted in the death of 14 newborns due to the explosion of an air conditioning compressor, with only one little one managing to survive. (translated)

A fire in the gynecology department of the Pakistan Institute of Medical Sciences in Islamabad has caused the death of 14 newborns, with only one saved, after an air conditioning compressor exploded, while rescuers evacuated at least 19 people from the hospital. (translated)

A fire in a hospital in Islamabad, Pakistan, has caused the death of 14 newborns, with initial investigations suggesting a possible air conditioning failure as the cause of the incident. (translated)

Il caldo non si combatte a parole, tre proposte concrete. Oggi è Ferragosto, sarebbe anche un giorno di riposo, ma provo comunque ad avanzare nuovamente tre proposte concrete con effetti nel breve termine per affrontare meglio le estati che stiamo vivendo. Non slogan, non frasi da convegno, ma misure realizzabili. La prima: trattare il condizionatore come presidio sanitario per chi è fragile. Per anziani soli, disabili, cardiopatici, persone malate un ambiente raffrescato può fare davvero la differenza. Serve un fondo pubblico mirato, non bonus a pioggia ma contributi per acquisto, installazione e manutenzione di climatizzatori efficienti o pompe di calore, con priorità a fragili, over 70 e redditi bassi. La seconda: aumentare davvero in modo esponenziale il verde urbano. Non due alberelli da rendering che poi vengono abbandonati e lasciati seccare, ma ombra reale dove le persone vivono e aspettano come fermate bus, scuole, ospedali, piazze, marciapiedi, parcheggi. Gli alberi vanno scelti bene, piantati dove servono, irrigati, curati e fatti sopravvivere. Il verde urbano e gli alberi sono salute pubblica e vivibilità. La terza: rendere scuole, RSA e ospedali edifici climaticamente sicuri. Tetti chiari, schermature solari, isolamento dei sottotetti, ventilazione controllata e climatizzazione efficiente dove serve, senza aria sparata a caso e senza creare problemi ai pazienti più delicati. Raffrescare bene non significa raffrescare ovunque nello stesso modo ma significa progettare ambienti sani, regolati e protetti. Adattarsi non vuol dire arrendersi, vuol dire proteggere le persone. Qui non si tratta di scegliere tra ambiente ed economia, tra salute e buon senso, tra prudenza e sviluppo, si tratta di capire se vogliamo continuare a inseguire ogni estate come un’emergenza, oppure iniziare finalmente a governarla. #Ferroagosto #SalutePubblica #VerdeUrbano
Stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo A maggio scrissi una cosa in cui credo ancora. Non bisogna vivere l’estate come un incubo, né trasformare ogni aggiornamento meteo in ansia anticipatoria. L’estate va vissuta, per quanto possibile, con equilibrio e serenità. Detto questo, l’onestà intellettuale però viene prima di tutto e questa estate è stata davvero pesante. Pesante per durata, persistenza, umidità, notti tropicali e difficoltà di recupero nelle ore notturne e il mio pensiero va soprattutto a chi non può permettersi un condizionatore in casa. Nel clima estivo che stiamo vivendo, il raffrescamento domestico non è più solo comfort ma per anziani, fragili, bambini piccoli e persone malate è sempre più un presidio sanitario indispensabile. Trovo scandaloso che non sia ancora trattato come tale. Tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto si intravede il progressivo arretramento della struttura subtropicale continentale che ha dominato questa lunga fase. Usando il gergo ciclistico, stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo, non significa trovarsi subito in pianura, ma iniziare lentamente la discesa. Il caldo potrà ancora tornare. Anche settembre, in Italia, può proporre fasi calde importanti. Ma da qui in avanti l’astronomia inizierà a darci una mano, soprattutto di notte. Le giornate si accorciano, il sole perde forza, le ore di buio aumentano e diventa progressivamente più difficile mantenere minime diffusamente estreme, specie lontano dalle coste e dalle grandi aree urbane. La speranza, ora, è che l’autunno faccia l’autunno. Non servono nubifragi, non servono alluvioni, non serve recuperare in tre ore quello che non è caduto per settimane. Servono piogge distribuite, regolari, capaci di rientrare nei suoli e non solo di scorrere via. Le settimane appena passate hanno lasciato terreni secchi, vegetazione stressata e un deficit idrico che tra settembre e novembre sarebbe importante colmare nel modo giusto. C’è poi un punto comunicativo che voglio chiarire. Prevedere con diversi giorni di anticipo una fase anticiclonica calda in piena estate è molto più semplice che prevedere una perturbazione autunnale, una nevicata o una discesa artica in inverno. Il motivo è fisico, un anticiclone estivo è spesso una struttura ampia, lenta, persistente, con masse d’aria estese e segnali termici abbastanza continui. Le perturbazioni, invece, vivono di traiettorie, minimi di pressione, ondulazioni del getto, contrasti termici, interazioni con Alpi e Appennini, richiami umidi, aria fredda in quota e dettagli che possono cambiare anche a 48-72 ore dall’evento. Basta uno spostamento di poche decine o centinaia di chilometri per modificare piogge, temporali, neve, vento e temperature. Per questo alcuni titoli a effetto, quando annunciano caldo e anticiclone in estate, possono anche "andare a buon fine" ma non significa che lo stesso metodo funzioni da settembre in poi, quando l’atmosfera diventa più dinamica e la previsione a lunghissimo termine torna a essere molto più fragile. Il caldo più duro sembra avviarsi verso il suo declino stagionale, non sarà ancora la fine dell'estate ma lentamente ci avviamo a cambiare passo. #Estate #Clima #Temperature
I negazionisti del clima non mi tolgono il sonno. Sono quattro gatti, spesso gli stessi che urlavano contro i vaccini. Fanno rumore, non spostano niente. Mi preoccupa la massa tiepida. Quello che compra il diesel perché il motore si deve sentire, che discute ancora di cambio automatico, figuriamoci l’elettrica. Quello che tiene il condizionatore acceso per ore. Quello che sotto la doccia si beve cento litri d’acqua. Quello che butta la bottiglia nel prato e lascia il sacchetto sotto l’ombrellone. Nessuna di queste è una necessità. Sono scelte, una per una. Qualunque cosa gli dici la risposta è sempre quella: a me che me ne frega, faccio come mi pare. Poi trova la spiaggia sporca e si lamenta, gli razionano l’acqua e si lamenta. Colpa degli altri, sempre. Il vantaggio se lo prende lui, subito, piccolo, tutto suo. Il conto lo paga il prato di tutti, l’acqua di tutti. Uno non si vede nemmeno. Milioni sì. Il negazionista una posizione ce l’ha, sbagliata ma dichiarata. L’indifferente no. Non nega niente, si sottrae e basta. È da questi che dovete guardarvi. Non sono un’anomalia, sono il prodotto riuscito di un paese dove libertà vuol dire nessun vincolo per me e il conto agli altri. #Clima #Indifferenza #Sostenibilità
Il condizionatore non è più solo comfort, ormai è un vero presidio sanitario. Possiamo discutere di consumi, emissioni e uso responsabile, ed è giusto farlo. Ma quando per giorni le massime superano i 35-38°C, le minime restano tropicali e l’umidità impedisce al corpo di disperdere calore, il raffrescamento domestico per molte persone non è un lusso ma una necessità. Anziani soli, cardiopatici, persone con patologie respiratorie, disabili, bambini piccoli, famiglie a basso reddito che vivono in case esposte al sole o in quartieri molto caldi non possono essere lasciati davanti a estati sempre più pesanti con il consiglio di "bere acqua e tenere le finestre chiuse". Qui dovrebbe intervenire lo Stato, non con bonus confusi o incentivi a pioggia, ma con una misura mirata. Garantire alle persone più vulnerabili un accesso reale a un raffrescamento efficiente. Contributi forti per acquistare climatizzatori moderni o pompe di calore, installazione compresa. Priorità alle abitazioni più esposte, manutenzione garantita, tariffe agevolate per il consumo energetivo durante le allerte caldo ed ovviamente educazione all’uso corretto. Non significa trasformare il condizionatore nella risposta unica al caldo, la risposta strutturale resta più ampia ma nel frattempo le persone devono vivere adesso, non tra vent’anni. Per una persona fragile, un ambiente raffrescato può significare dormire, respirare meglio, non disidratarsi e non finire in emergenza sanitaria. Non è comodità, è prevenzione sanitaria. #SalutePubblica #Condizionamento #Benessere
Extreme heat and unequal access to air conditioning in Italy amplify social inequalities, as only one in two families owns an air conditioner, and the associated energy costs impact low-income families the most, making it necessary to implement public tools to protect the most vulnerable. (translated)

Il livello è curioso. Scrivo che il condizionatore può essere necessario per anziani, fragili, malati e case roventi, ma che non può sostituire verde urbano, meno asfalto, ombra, isolamento e città progettate meglio e qualcuno ci legge "destra negazionista". Capisco che leggere due concetti nello stesso post possa creare vertigini, ma il punto era abbastanza semplice. Il negazionismo è negare il problema climatico mentre io sto dicendo l'estatto contrario, il problema climatico esiste ma non lo combatti con slogan o con politiche ipocritiche che confondono il cittadino. Se questa per voi è destra negazionista, non avete smascherato me, avete solo confessato di non saper leggere senza cercare una bandierina. #climaticrisis #urbanplanning #sustainability
Il condizionatore non è un fallimento. Il fallimento è colpevolizzare i cittadini e cementificare le città. Per anni in Europa si è discusso moltissimo di divieti, slogan, scelte "verdi" spesso vendute come soluzioni definitive, ma molto meno di una cosa concreta, come rendere vivibili le città in un clima che sta cambiando. L'adattamento climatico gioca un ruolo fondamentale nella situazione che stiamo vivendo. Il punto non è dire sì o no al condizionatore. Per un anziano fragile, una persona malata, un bambino piccolo o una casa che di notte non scende mai sotto i 28-30°C, raffrescare un ambiente non è un capriccio, è salute. Colpevolizzare il condizionatore e poi urlare che ci sono centinaia di morti per il caldo è un'ipocrisia insopportabile. L'adattamento climatico è anche dotare di aria climatizzata soprattutto le persone piu' fragili ma non solo, servono anche più verde urbano, meno asfalto, una progettazione urbanistica completamente diversa nelle grandi città. Questa è la parte che manca spesso nel dibattito europeo, meno moralismo sul cittadino che accende il climatizzatore e più coraggio nel ripensare quartieri, scuole, ospedali, piazze e periferie. E soprattutto servirebbe meno ipocrisia perché spesso arrivano messaggi completamente contrastanti, si incentiva l’auto elettrica, ma poi molte città non hanno infrastrutture adeguate per gestirla davvero, addirittura a Roma si è deciso di far pagare le auto elettriche entrano in ZTL. Si disegnano piste ciclabili che in alcuni casi restano scollegate, poco sicure o poco utilizzate, si chiedono raccolte differenziate sempre più scrupolose, con TARI spesso pesanti per famiglie e imprese, mentre poi si continua a consumare suolo, tagliare alberi, impermeabilizzare piazzali e trasformare spazi urbani in superfici di cemento rovente. E allora il problema non è essere "green", il problema è fare un green di facciata, dove il cittadino viene educato, tassato e colpevolizzato, mentre le grandi scelte urbanistiche continuano spesso ad andare nella direzione opposta. Se davvero vuoi adattare le città al clima che cambia, non puoi parlare solo di emissioni, divieti e comportamenti individuali ma devi anche chiederti quanta ombra hai tolto, quanto suolo hai sigillato, quanti alberi hai abbattuto, quanti quartieri hai lasciato senza verde. Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo, chi vive in una casa fresca, in un quartiere alberato e può permettersi bollette alte vivrà un’estate mentre chi abita in un appartamento vecchio, in mezzo al cemento, senza ombra e senza possibilità di raffrescare, ne vivrà un’altra e questa non è più solo una questione climatica. Sta diventando una disuguaglianza sociale inaccettabile, dentro un’enorme ipocrisia collettiva. #AdattamentoClimatico #GiustiziaAmbientale #CittàSostenibili
L’anticiclone delle Azzorre non è il condizionatore d’Europa. Quando torna a spingersi verso il continente, spesso viene raccontato come se portasse automaticamente fresco, giornate frizzanti e fine del caldo, non è così. L’anticiclone delle Azzorre, definito tenicamente come anticiclone subtropicale marittimo, resta pur sempre un campo di alta pressione estiva e può favorire tempo più stabile, più soleggiato e un caldo generalmente più normale, ma non trasforma luglio in settembre. La differenza sta nella massa d’aria e nella configurazione. Rispetto alle rimonte subtropicali continentali più intense, l’Azzorre tende spesso a portare un caldo meno esasperato, con temperature più vicine alle medie del periodo, meno picchi estremi e, in molti casi, notti un po’ più respirabili. Sempre caldo resta, semplicemente cambia qualità. Si passa da una fase molto sopra le righe a un’estate più gestibile, più ordinaria, meno opprimente. Non fresca, non autunnale, non "rottura" definitiva della stagione. Lo voglio sottolineare perchè qualcuno in privato mi chiede perchè non faccia fresco. Siamo pur sempre a luglio. Nei prossimi giorni la parola giusta non è fresco ma è normalizzazione. L’estate continua, solo con sfumature meno intense. #meteo #estate #anticiclone
Fa molto caldo e la rete elettrica sta lavorando al massimo per mantenerci al fresco. Vi chiedo di impostare il condizionatore a 26 gradi, spegnere luci e dispositivi elettronici che non utilizzate e scollegare tutto ciò che potete.
I più ingenui in privato lo ammettono: "Certo che non serve a niente ma se togli il condizionatore alla gente allora sarà evidente a tutti come il cambiamento climatico sia un'emergenza mondiale e saranno più disposti ad accettare le misure imposte". Si tratta esattamente dello STESSO schema del Covid. #CambiamentoClimatico #EmergenzaGlobale #Consapevolezza
Scusate ma approfittiamo un pochino di questo intollerabile cambiamento climatico e delle conseguenti disugualianze che si stanno creando. Non è il caso di mettere un bel bonus condizionatore da 500 euri? Così anche i meno abbienti come me possono installarlo. A me ne servono 5. #CambiamentoClimatico #Disuguaglianza #BonusCondizionatore
Fabio Dragoni, giornalista de Il Libero, intervenuto come ospite a 4 di Sera Weekend, ha smascherato con grande efficacia tutta l’ipocrisia che circonda il cambiamento climatico. 👏👏👏👏👏 #4disera #caldo #cambiamentoclimatico #UE #VonderLeyen #Dragoni #condizionatore #libero @fdragoni #cambiamentoclimatico #UE #4disera
Il giornale che diceva che il caldo fa sciogliere le insegne adesso dice che il condizionatore è di destra. #caldo #estate #condizionatori
Sono qui a milano a casa del mio amico comunista con il condizionatore a 18 gradi che si lamenta del fatto che il fattorino che gli porta il pranzo usi un motorino, al posto che la bici, contribuendo al riscaldamento globale. #Milano #RiscaldamentoGlobale #Amicizia
Francia. Fa caldo. La gente vorrebbe il condizionatore. Monique Barbut, la ministra dell’ambiente del governo Lecornu, si dice inorridita da queste richieste perché non si pensa al cambiamento climatico. Nel suo ministero c’è il condizionatore. Dibattito surreale visto dal resto del mondo. #CambiamentoClimatico #Francia #Dibattito
Favorevoli a tutte le spese pubbliche, tutti i finanziamenti, per lo stato imprenditore e dirigista Ma se si parla di mettere un condizionatore così gli studenti possono studiare sembra di aver chiesto di fare una colonia sulla luna Socialisti italiani su un altro livello 😭 #Politica #Italia #Istruzione