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#convivenza

Non esiste alcuna "emergenza". Se un immigrato prima ti investe e poi ti accoltella come a Reggio Emilia rientra tutto nel quadro di gestione sociale delle nuove convivenze. Ogni diversa interpretazione dell'accaduto inficerebbe l'idea di inevitabilità dell'immigrazione. #immigrazione #convivenza #società

nei territori controllati completamente dal Parastato gramsciano il degrado sociale è peggiore che in altre zone ciò per il combinato del numero di immigrati presenti e per l'indirizzo politico complessivo di gestione della "convivenza" ma c'è un dettaglio: quanti fondi vengono impiegati complessivamente per questa "gestione"? e se i risultati sono questi non sarà che i fondi non servono ad intervenire sui problemi ma a sostenere e far espandere il sistema di gestione dei problemi...? #DegradoSociale #Immigrazione #Politica

ORA! 5d

A Mortara la scelta della Giunta di servire un menù diverso ai bambini delle famiglie con oltre 150€ di arretrati sulla mensa, affinché siano loro stessi a notare la differenza e a parlarne a casa, è profondamente sbagliata. Il debito è dei genitori, non dei figli. Non si può trasformare un bambino in un mezzo di pressione né esporlo davanti ai compagni per una responsabilità che non gli appartiene. La mensa è anche socialità ed educazione alla convivenza. Il superiore interesse del minore e il principio di non discriminazione devono venire prima di tutto, anche quando una misura tecnicamente “funziona”. Se, come dichiarato dallo stesso sindaco, molti mancati pagamenti erano semplicemente dimenticanze, il problema poteva essere affrontato direttamente con gli adulti. Gli strumenti esistono: solleciti, rateizzazioni, recupero dei crediti e coinvolgimento dei servizi sociali quando necessario. Sono strumenti rivolti a chi ha effettivamente il debito, ovvero i genitori. Abbiamo sostenuto la lista civica Farina Sindaco proprio per lo spirito di rinnovamento con cui si era presentata. Ci auguriamo che quello stesso spirito continui a guidare le scelte dell’amministrazione, senza riprodurre metodi e logiche di una politica che non ci rappresenta. Auspichiamo che il Comune ritiri la misura e rimetta al centro la tutela dei bambini, senza coinvolgerli nelle responsabilità economiche degli adulti. #DirittiInfanzia #NoDiscriminazione #EducazioneSociale

Durante la cena di stato alla Casa Bianca, Donald Trump ha dichiarato che i rapporti tra Stati Uniti e Cina non sono mai stati così buoni, mentre il presidente cinese Xi Jinping ha sottolineato l'importanza di un nuovo modello di convivenza tra le due grandi potenze. #TrumpXi #RelazioniInternazionali #CinaUSA

Trump-Xi, la cena di stato alla Casa Bianca. Donald: «Rapporti mai così buoni». Il presidente cinese: «Con gli Usa nuovo modello convinvenza»
ANSA.it 1w

La Cassazione stabilisce che la natura extraconiugale di una relazione non esclude la configurabilità del reato di maltrattamenti, sottolineando che la valutazione della convivenza deve basarsi sulle caratteristiche sostanziali del rapporto piuttosto che su aspetti formali come il matrimonio. #Maltrattamenti #Convivenza #DirittiUmani

Cassazione, per i maltrattamenti tutela anche nelle relazioni extraconiugali

“Noi come Europa e come Italia siamo interessati a un futuro in cui si trovi un meccanismo utile di convivenza fra l’Europa e la Russia, perché se lo dice la geografia c’è poco da fare. La geografia vince sulla storia”

Festa del Fatto, Bersani sull’Ucraina: “Serve svolta negoziale. Troppi in Ue alludono all’escalation, cara Von der Leyen calmatevi”
www.ilfattoquotidiano.it

L’unica risposta all’appello di ieri di Angelo Mariano Fabiani è rispedire al mittente la richiesta di pace e l’invito a trovare nuove formule di convivenza. Perché la pace tornerà, come i laziali allo stadio, solo dopo che Lotito avrà ceduto la Lazio. https://t.co/wptfdlyFpK #Lazio #calcio #pace

Il presidente Mattarella avverte contro le tentazioni neo-coloniali delle superpotenze e sottolinea i successi indiscutibili dell'Unione Europea durante il suo intervento al Forum Ambrosetti di Cernobbio, esprimendo preoccupazione per l'attuale contesto internazionale e la necessità di promuovere politiche di cooperazione e convivenza pacifica. #Europe #Mattarella #politicaestera

Mattarella: no alle tentazioni neo-coloniali delle superpotenze. «Dall'Ue successi indiscutibili»
L

Al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il Presidente Mattarella avverte che il ritorno delle politiche di potenza nelle relazioni internazionali minaccia l'ordine globale e sottolinea l'importanza di una convivenza pacifica per affrontare le sfide economiche e geopolitiche attuali. #Cernobbio #Mattarella #CooperazioneInternazionale

Forum Cernobbio, Mattarella: “Le politiche di potenza non portano benefici né ai vincitori né ai vinti”
Il Post 4w

L'episodio 491 del podcast esplora come il riscaldamento globale e le politiche securitarie stiano minacciando gli spazi pubblici urbani, interrogandosi su come proteggere i luoghi di convivenza e valorizzare ciò che è gratuito e condiviso. #Città #Clima #DirittiUniversali

Ep. 491 – Città, clima, palazzi occupati

#Fabiani: “Voglio rivolgere un appello a tutti i tifosi: non entro nel merito, ma vi dico che questi ragazzi hanno bisogno di voi. Questi ragazzi vivono per i tifosi, per gioire sotto la curva e non solo. Credo che nella vita a volte fare un passo indietro può significare farne due in avanti. Le altre questioni si possono discutere in altre sedi. Si possono trovare altre formule di convivenza”. Mio modestissimo giudizio: un direttore sportivo che fa queste dichiarazioni è completamente fuori dalla realtà che dovrebbe vivere ogni giorno. Invece no #tifosi #calcio #sport

Dopo la rivelazione dell'ex ministro Dario Franceschini sulla sua convivenza con il Parkinson, i leader politici, tra cui Giuseppe Conte e Roberto Speranza, hanno espresso ammirazione per la sua coraggiosa testimonianza, sottolineando l'importanza di affrontare le fragilità personali e di non isolarsi. #DarioFranceschini #Parkinson #Coraggio

Franceschini e il Parkinson, Conte: “Impagabile lezione di coraggio”. Speranza: “Fa sentire gli altri meno soli”
Piero Fassino Aug 29

35 anni fa Libero Grassi venne assassinato dalla mafia perchè non voleva accettare il ricatto del pizzo. Fu lasciato solo e il suo sacrificio ci dice che la lotta alla mafia richiede impegno collettivo e solidarietà a tutela della convivenza e della liberta di ciascuno di noi. https://t.co/0A4P8ObmFM #LiberoGrassi #lottaallamafia #solidarietà #IT

👏👏👏👏👏👏👏👏👏 Pietro Rael Preziosi Alice non lo sa ma negli anni 70 ai giovani di sinistra piaceva anche Battisti e a noi giovani di destra piacevano anche De Andrè, Guccini e De Gregori. Non ne facevamo una questione politica perché ci piaceva la musica, ci piacevano le loro poetiche seppur evidentemente di sinistra. Alice non lo sa ma la musica univa e andava oltre le ideologie. Poi sei arrivata tu e quelli come te, Alice, quelli che hanno distrutto il nostro mondo ideale e hanno cancellato qualunque barlume di convivenza civile fra persone che la pensano diversamente. PS. Ti sei fatta una bella pubblicità, Alice, perché io e tanta gente come me non sapevamo nemmeno che tu esistessi, musicalmente. Sanremo assicurato, dai! David Gramiccioli Tuo nonno è diventato De André grazie agli italiani. Tutti. Indistintamente. Nonostante il cognome importante, e sarebbe ipocrita fingere che non abbia rappresentato un vantaggio, fino a poco tempo fa, in Italia, in pochi conoscevano Alice De André. Attrice, stand-up comedian e oggi, improvvisamente, protagonista del dibattito pubblico. La notorietà, si sa, arriva spesso per vie imprevedibili. E in questo caso è arrivata anche attraverso Matteo Salvini. «Mio nonno gli avrebbe chiesto cosa ci faceva lì», ha dichiarato Alice De André, commentando la presenza di Salvini nella residenza di Fabrizio De André, L’Agnata. La nipote del cantautore ha inoltre sostenuto la contestazione di una ragazza presente tra il pubblico e si è detta sorpresa dalle critiche ricevute: «Forse mio nonno è diventato una specie di santino nazionale». No, Alice. Tuo nonno non è diventato un santino nazionale. È diventato qualcosa di molto più importante: un artista che ha saputo entrare nella storia culturale di questo Paese e nel cuore di milioni di italiani. E lo ha fatto attraverso le sue canzoni, la sua poesia, la sua capacità straordinaria di raccontare gli ultimi, gli emarginati, gli inquieti, gli uomini e le donne che la società spesso preferisce non vedere. Ma c'è un particolare che sarebbe bene non dimenticare. Quegli italiani erano, e sono, di ogni orientamento politico. Destra. Sinistra. Centro. Nessuna appartenenza. Italiani che hanno comprato i suoi dischi, riempito i suoi concerti, cantato le sue canzoni e contribuito, nel tempo, a trasformare Fabrizio De André in quello che oggi rappresenta: un patrimonio culturale che appartiene a tutti. E proprio quella popolarità, costruita dal talento di tuo nonno ma alimentata dall'affetto di un intero Paese, oggi consente anche a chi porta il suo cognome di godere di una luce riflessa che, piaccia o non piaccia, esiste. Per questo forse sarebbe opportuno usare quella luce con maggiore cautela. Perché Fabrizio De André non ha mai avuto bisogno di essere trasformato in una bandiera politica. E non ha certamente bisogno che qualcuno stabilisca, a posteriori, chi abbia il diritto di avvicinarsi alla sua memoria e chi invece debba essere considerato un intruso. Se Salvini va a L'Agnata, può piacere o non piacere. Si può condividere la sua presenza oppure no, ma contestarlo in quel luogo, durante la celebrazione di Faber proprio no. . Pensare che la memoria di Fabrizio De André appartenga a una famiglia, a una parte politica o a una determinata sensibilità ideologica significa dimenticare proprio ciò che ha reso universale la sua opera. E allora viene quasi da tornare alle parole dello stesso Fabrizio. Quelle parole che, forse più di qualsiasi polemica, spiegano quanto sia pericoloso salire in cattedra per distribuire patenti morali agli altri: «Si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio». Ecco, Alice. Forse tuo nonno non è diventato un santino. Forse è diventato semplicemente troppo grande perché qualcuno possa pensare di possederne la memoria. #Musica #Cultura #DeAndre

Bruce Springsteen ha annunciato con gioia che sua moglie Patti Scialfa, dopo oltre otto anni di convivenza con il mieloma multiplo, è attualmente in remissione, sottolineando l'importanza della ricerca medica durante un videomessaggio per la Pan-Mass Challenge 2026. #BruceSpringsteen #MielomaMultiplo #RicercaMedica

“Mia moglie Patti convive con il mieloma multiplo da oltre otto anni, ma ora per fortuna è in remissione. La ricerca è speranza”: lo annuncia Bruce Springsteen

La fine della piazza? Perché il potere ha paura della nostra voce collettiva Provate a chiudere gli occhi e ad ascoltare il battito dei nostri centri urbani. Un tempo, il suono di una piazza era un caos vitale: l’odore acre del mercato, il riverbero dei passi sul selciato, il brusio incessante che diventava boato durante le assemblee spontanee. Oggi, quel suono è stato sostituito da un silenzio igienizzato. Le piazze sono diventate "zone di transito", spazi regolamentati dove la vitalità è concessa solo se programmata. Abbiamo trasformato l’agorà in un museo a cielo aperto, privandola della sua funzione ancestrale: essere il luogo dell’assembramento, la sede fisica della volontà collettiva. Ma cosa succede a una società quando la sua voce non trova più un’eco tra le pietre della città? La Piazza come specchio dell’identità e del potere La piazza non è mai stata un vuoto urbanistico, ma un palcoscenico di tensioni necessarie. È lo spazio del "clash", dove i monumenti e i palazzi dell’opulenza — con le loro facciate solenni e distaccate — sono costretti ad affacciarsi sulla vitalità quotidiana del popolo. Questa convivenza tra la fredda stabilità del potere e il calore transitorio dello scambio commerciale e umano è ciò che chiamiamo identità.È in questo attrito che nasce la democrazia visibile. La piazza permette al cittadino di esistere fisicamente davanti ai simboli dell'autorità, ricordando a chi sta nei palazzi che il potere non è un’entità astratta, ma un mandato che deve rispondere a corpi in carne e ossa. Quando questa dualità svanisce, la piazza smette di essere il cuore della comunità e diventa una semplice scenografia per il controllo. L’illusione dell’ordine: quando le regole proteggono il potere Oggi ci viene venduta una narrazione rassicurante: quella del decoro e della sicurezza. Eppure, grattando la superficie, emerge una distinzione inquietante tra il "rispetto delle regole civili" e la mera difesa del potere acquisito. Il contenimento della libera espressione non è quasi mai un atto di civiltà, ma una strategia di autoconservazione.Questo accade con forza brutale quando chi governa si ritrova sprovvisto dell’investitura della maggior parte del popolo . In assenza di una reale legittimazione democratica, il potere diventa fragile e, per sopravvivere, deve erigere argini. L'ordine imposto non serve a proteggere il cittadino, ma a proteggere il palazzo dalla piazza. La regolamentazione ossessiva dello spazio pubblico è il sintomo di un'autorità che, non potendo più convincere, sceglie di recintare. Il fattore paura: l’imprevedibilità della folla Perché la piazza spaventa chi siede ai vertici? Perché è l'unico luogo in cui avviene quella che possiamo definire la "forza che somma" . Nell'isolamento digitale, siamo atomi manipolabili; ma nella vicinanza fisica, la realtà riprende il sopravvento sulla narrazione mediata. La piazza è un "reality check" collettivo: guardando gli altri negli occhi, ci si rende conto che il dissenso non è un'anomalia marginale, ma un sentimento condiviso.In questo spazio, la manipolazione della realtà operata dall'alto crolla improvvisamente. La folla è imprevedibile, non risponde a uno script, non può essere "disattivata" con un clic."La piazza spaventa — perché la voce che vi si raccoglie non si può controllare."Questa incontrollabilità è, paradossalmente, la forma più pura di libertà. È il momento in cui la voce cessa di essere un dato statistico e diventa una forza fisica, un'energia che il potere non può filtrare né mediare Conclusione: quale spazio per la libertà domani? Mentre le piazze fisiche vengono svuotate e recintate, ci viene detto che la nuova agorà è il web. Ma possiamo davvero fidarci? La tecnologia agisce spesso come un mediatore invisibile, un algoritmo progettato per contenere la nostra voce in camere dell'eco dove il boato si riduce a un sussurro solitario. La forza fisica di una piazza gremita non ha equivalenti digitali: l'asfalto non mente, lo schermo sì.La sfida del nostro tempo non è solo politica, ma esistenziale. Dobbiamo chiederci se siamo disposti a barattare il calore e il rischio della presenza fisica con la comodità di un dissenso mediato e contenuto.Siamo pronti a reclamare il nostro spazio nelle piazze, o accetteremo di scambiare il ruggito della folla con l'eco solitaria di uno schermo, lasciando che la nostra voce venga arginata per sempre?

A Sofia un gruppo di giovani ebrei italiani aggrediti da naziskin. Ennesimo episodio di quell'odio antisemita che va contrastato con fermezza per difendere la convivenza civile e democratica e la liberta di ciascuno di noi. #antisemitismo #diritti #convivenza #IT

Il 2 Agosto 1980 rappresenta una delle pagine più drammatiche della storia della nostra Repubblica. La strage alla stazione di #Bologna colpì vittime innocenti e ferì nel profondo l'intero Paese, nel tentativo di mettere in discussione la convivenza civile e la tenuta delle #Bologna #storia #memoria #IT

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lastampa.it Aug 2

Il caso di Fabio Milioni, un ufficiale dell'Aeronautica che nel 1978 ospitò il brigatista Prospero Gallinari, si complica poiché recentemente il giudice ha ordinato ulteriori indagini sul suo coinvolgimento, rivelando un misterioso legame tra l'ospite e il sequestro di Aldo Moro, e lasciando intravedere minacce sottese durante la loro convivenza. #BrigateRosse #AldoMoro #ServiziSegreti

Br, l’uomo che ospitò Gallinari: “Dopo tre mesi a casa con noi se ne è andato minacciandoci”
L
lastampa.it Jul 31

L'intervento di Sergio Mattarella alla cerimonia del Ventaglio sottolinea l'importanza di rispettare le regole democratiche e condanna la giustizia fai-da-te, richiamando i politici a una responsabilità costante nel contrastare la violenza e mantenere la convivenza civile, contro la tendenza al populismo e all'emergenzialismo legislativo. #Democrazia #Sicurezza #Giustizia

Le regole della democrazia