«Mi stupisce in particolar modo che arrivi da un generale, proprio il ragionamento che facevo prima sul tema della deterrenza: i soldati sono i primi che capiscono quanto le forze armate siano fondamentali per costruire pace e non semplicemente per fare la guerra»
NATO is developing a three-phase plan to address a potential Russian attack on the Baltic countries, which includes defense against missile and drone attacks, the creation of an autonomous zone along the borders with Russia and Belarus, and targeted operations to strike strategic Russian infrastructure, with the aim of strengthening deterrence and protecting allies. (translated)

The agreement between Turkey, Saudi Arabia, and Pakistan, signed in Mecca, aims to create a new military alliance similar to a Sunni NATO, based on a binding collective defense clause, to strengthen deterrence and military cooperation in the Middle Eastern region. (translated)

A defense agreement between Turkey, Saudi Arabia, and Pakistan, aimed at enhancing collective deterrence against aggression, has been signed in Jeddah by the leaders of the three countries, with the understanding referred to as the Mecca pact. (translated)

La gestione della sicurezza urbana a Trieste ovvero il fallimento strutturale del populismo penale e la distorsione delle risorse pubbliche... Propongo una riflessione sociologica della situazione a Trieste, città che da storico crocevia multiculturale, si ritrova adesso a fare i conti con fenomeni di insicurezza, intolleranza, chiusura umana, politica e sociale. La trasformazione delle dinamiche di sicurezza nel contesto triestino evidenzia una profonda divergenza tra la percezione politica della minaccia e la reale evoluzione della criminalità urbana. Negli ultimi anni, a partire dall'idea di un muro lungo il confine della regione fino alla recinzione di Piazza Libertà, la gestione dell'ordine pubblico locale ha registrato un costante orientamento delle risorse operative verso il contrasto dei flussi migratori transfrontalieri, affrontati mediante logiche emergenziali anche in assenza di riscontri oggettivi circa una loro pericolosità sociale intrinseca. Tale focalizzazione simbolica non è priva di effetti, anzi, il principale è quello che ha generato il ridimensionamento dei presidi di vigilanza e di controllo all'interno del tessuto cittadino, favorendo l'insorgere di fenomeni di microcriminalità, degrado materiale e devianza diffusa nelle aree centrali e periferiche del territorio urbano. La risposta proposta dalle amministrazioni nazionali, regionali e locali di orientamento conservatore e di destra si è concentrata sulla progressiva marginalizzazione delle politiche di prevenzione sociale, preferendo l'adozione di misure coercitive e l'inasprimento della risposta sanzionatoria. Questa impostazione poggia sul paradigma dell'efficacia della deterrenza penale, un modello teorico ampiamente decostruito dalla ricerca criminologica e giuspenalistica contemporanea. L'evidenza scientifica attesta da tempo che l'aumento della severità delle sanzioni e la repressione meramente reattiva non generano una riduzione della frequenza dei reati, provocando piuttosto lo spostamento della criminalità verso zone meno presidiate e l'incremento dell'insicurezza percepita dalla cittadinanza (Pratt et al., 2006; Tonry, 2018). L'adozione di modelli riconducibili al populismo penale (Wacquant, 2009) risponde all'esigenza di catalizzare il consenso attraverso la costruzione simbolica di una minaccia esterna, incarnata dalla figura del migrante alla frontiera, invece di affrontare la complessità dei problemi sociali urbani. Le analisi empiriche confermano che gli interventi basati esclusivamente sulla militarizzazione e sulla punitività ignorano i fattori causali fondamentali della devianza, quali l'isolamento sociale, la carenza di reti educative territoriali e l'abbandono degli spazi pubblici (Currie, 2007). L'allontanamento delle forze dell'ordine dal controllo capillare del centro urbano triestino in favore del pattugliamento di confine configura, di conseguenza, un fallimento strategico privo di fondamento scientifico. La costruzione di una sicurezza reale ed effettiva richiede l'abbandono della retorica emergenziale, a favore di interventi integrati incentrati sulla prevenzione socio-strutturale, sulla riqualificazione urbana e sulla coesione sociale. Per chi volesse approfondire i temi, leggete: Currie, E. (2007). Against marginality: For a critical criminology of violence. Theoretical Criminology, 11(2), 175-190. Pratt, T. C., Cullen, F. T., Blevins, K. R., Daigle, L. E., & Madensen, T. D. (2006). The empirical status of deterrence theory: A meta-analysis. In F. T. Cullen, J. P. Wright, & K. R. Blevins (A cura di), Taking stock: The status of criminological theory (pp. 367-395). Transaction Publishers. Tonry, M. (2018). An honest and sane approach to policing and crime control. Criminology & Public Policy, 17(4), 781-789. Wacquant, L. (2009). Punishing the poor: The neoliberal government of social insecurity. Duke University Press. #Trieste #sicurezza
Una legittima difesa estesa che consenta ogni tipo di reazione a fronte di un'effrazione in casa propria potrebbe costituire una solida deterrenza nei confronti del crimine? A mio parere sì. Potrei sbagliarmi ma credo di sì... #LegittimaDifesa #Sicurezza #Crimine
Quando spari una balla in stile Travaglio, il minimo che devi aspettarti è che te ne vengano smentite due. Al meeting campolarghesco di Napoli @GiuseppeConteIT ha applicato la classica tecnica manipolatoria del Direttore del Fatto, che consiste nel prendere delle dichiarazioni, riportandone solo singole porzioni, per attribuire ai personaggi citati concetti opposti a quelli reali. Stanno costruendo un pericolo russo che in realtà non esiste per giustificare un riarmo che è quindi inutile, ha detto sostanzialmente Conte, riferendosi esplicitamente alle parole del generale americano Alexus G. Grynkewich, il più alto in grado del comando NATO in Europa, che a suo parere avrebbe dichiarato al Financial Times “che la Russia non rappresenta una minaccia per l’Europa”. Peccato che, come confermato al @ilfoglio_it, per il comando dell’Alleanza Atlantica la Russia sia una minaccia, eccome. Semplicemente secondo Washington non è alla ricerca di uno scontro diretto grazie alla deterrenza, cioè proprio a quelle spese militari che il leader del M5S ha concluso invece essere non necessarie. Ma veramente qualcuno pensa di allearsi con questo venditore di pentole tarocche per battere Meloni? #politica #NATO #manipolazione
Il summit della NATO rivela un intreccio di crisi globali in cui si naviga attraverso la forza e la deterrenza, con focus su Ucraina, Iran, Gaza e Taiwan, mentre le tensioni e le negoziazioni continuano senza soluzione definitiva. #Nato #Ucraina #Gaza

Pasquale Stanzione, presidente del Garante per la Privacy, ha sottolineato che l'intelligenza artificiale è diventata un terreno di competizione geopolitica fondamentale, ridefinendo le dinamiche di deterrenza e rendendo le democrazie vulnerabili rispetto alle autocrazie, mentre l'uso degli algoritmi in conflitti come quello in Ucraina e in Iran segna l'emergere di una nuova guerra fredda caratterizzata da una crescente centralità dell'IA nelle operazioni belliche. #IntelligenzaArtificiale #Geopolitica #Algoritmi

Un editoriale di un'agenzia vicina ai Pasdaran afferma che l'Iran deve sviluppare un'arma nucleare per garantirsi una deterrenza necessaria contro possibili interventi militari, evidenziando la discrepanza con gli impegni assunti nel recente accordo con gli Stati Uniti sul programma nucleare. #Iran #nucleare #Pasdaran

#Putin parla per 12 minuti. 12 minuti in cui Vladimir Putin si è messo davanti ai vertici militari russi e ha sparato cinque avvertimenti diretti alla #NATO. #Russia #Ucraina #Europa Non discorsi diplomatici, non giri di parole. Un briefing operativo. E mentre i media occidentali lo dipingono come l'ennesima minaccia di un pazzo isolato, la verità è un'altra. Mosca sta mettendo nero su bianco quello che accadrà se l'Occidente continua a fingere che l'Ucraina sia una guerra per procura e non un confronto diretto. PRIMO AVVERTIMENTO: NESSUN COMPROMESSO Putin non negozia sugli obiettivi. Gli scopi dell'operazione speciale verranno raggiunti, che vi piaccia o no. Preferibilmente con la diplomazia, ma se Kiev e i suoi padroni stranieri continuano a rifiutare colloqui sostanziali, allora sarà guerra fino alla liberazione completa di quelle che Mosca chiama "terre storiche russe". E qui casca il primo pezzo: niente conflitto congelato, niente linee di cessate il fuoco provvisorie. Controllo territoriale permanente, zone cuscinetto di sicurezza che verranno ampliate finché non si sentono al sicuro. Per la NATO, questo significa che qualsiasi futuro accordo di sicurezza per l'Ucraina dovrà fare i conti con mappe completamente ridisegnate. E indovinate chi ha in mano le matite? Ma facciamo un passo indietro. Perché arriviamo a questo punto? Putin lo dice chiaramente: dietro il regime di Kiev c'è la potenza della più grande alleanza militare del mondo. Assistenza militare su larga scala che non si ferma mai: consiglieri, istruttori, mercenari, dati di intelligence in tempo reale. La Russia guarda l'Ucraina e non vede Zelensky; vede i server della NATO, i satelliti americani, i contractor britannici. Vede un proxy armato fino ai denti per fare quello che l'Occidente non ha il coraggio di fare direttamente: mettere i missili a pochi minuti di volo da Mosca. E quando ti senti accerchiato, quando per trent'anni ti hanno promesso che la NATO non si sarebbe espansa di un centimetro a est e poi ti ritrovi basi missilistiche ai confini, cosa fai? Aspetti che ti colpiscano per primi? No, reagisci. E Putin sta reagendo. SECONDO AVVERTIMENTO: LA DETERRENZA NUCLEARE INARRESTABILE Deterrenza nucleare. E qui la faccenda si fa seria davvero. Putin annuncia test riusciti di due sistemi che hanno un nome che suona già come un incubo: Burevestnik, il missile da crociera a raggio illimitato, e Poseidon, il veicolo subacqueo senza pilota. Entrambi alimentati da reattori nucleari. Sentite bene: illimitato. Significa che possono girare per giorni, settimane, aggirare qualsiasi sistema di difesa missilistica, colpire da angolazioni impossibili. La NATO ha speso miliardi per costruire scudi antimissile in Polonia, Romania, Alaska. Putin gli sta dicendo: inutili. I vostri sistemi sono progettati per intercettare traiettorie balistiche prevedibili; questi arrivano da sotto, da sopra, da dove non ve lo aspettate, e garantiscono a Mosca la parità strategica per i primi decenni. Non è una minaccia vuota, è ingegneria operativa. E mentre l'Occidente continua a vendere la storia della Russia isolata e in ginocchio per le sanzioni, Putin sta dispiegando sistemi d'arma che gli Stati Uniti non hanno. Pensateci: chi è davvero isolato qui? Un paese che testa armi nucleari a propulsione infinita, o uno che deve convincere gli alleati europei a comprare gas americano a prezzi triplicati per punire Mosca? Continua sotto nel primo commento ⤵️ #Putin #NATO #Russia
#MotoGP #CzechGP RESPINTO IL RICORSO PRESENTATO DA APRILIA RACING PER LA SQUALIFICA DI MARCO BEZZECCHI Come riportato in precedenza, sospensione confermata. Aprilia Racing ha depositato 1.320 € per far ricorso alla decisione del FIM MotoGP Stewards Panel di sospendere Marco Bezzecchi per la gara di domani a seguito dello schiaffo rifilato ad un commissario. Massimo Rivola e Paolo Bonora si sono presentati al collegio d'appello, con il loro ricorso respinto in primis per "Sebbene le emozioni siano molteplici subito dopo un incidente, tali circostanze non possono giustificare o scusare un'aggressione fisica diretta verso il personale di pista che svolge le proprie funzioni" e "Non reagire in modo adeguato a tale condotta (di Marco Bezzecchi) rischierebbe di inviare un messaggio sbagliato ai piloti di tutto il Campionato e sarebbe incompatibile con l'obbligo della federazione e dell'organizzatore di proteggere i funzionari, i volontari e i lavoratori che contribuiscono allo sport. Tenuto conto della gravità della condotta, dello status delle persone coinvolte come ufficiali di sicurezza del circuito, della necessità di mantenere standard di comportamento adeguati e della necessità di una deterrenza sia specifica che generale, i commissari d'appello ritengono che il Collegio dei commissari avesse il diritto di concludere che le azioni del pilota costituissero un'azione pregiudizievole per gli interessi dello sport". Pertanto Marco Bezzecchi domani NON correrà a Brno. #MotoGP #CzechGP #Racing
Il sottomarino nucleare Columbia, in fase di costruzione negli Stati Uniti, rappresenta un significativo aggiornamento delle capacità di deterrenza strategica della Marina statunitense, con innovazioni tecnologiche avanzate tra cui un reattore progettato per durare tutta la vita del vascello e una propulsione elettrica che ne aumenta la furtività, destinato a sostituire la flotta di sottomarini di classe Ohio entro il 2040. #Columbia #MarinaStatunitense #SommergibiliNucleari

«La guerra in Ucraina sarebbe finita molto prima. Bastava non cedere alla retorica pseudopacifista dell’escalation da evitare a tutti i costi, e invece di dare inutilmente del macellaio a Putin, autorizzare l’impiego delle armi ucraine e occidentali per colpire gli approvvigionamenti energetici dell’esercito russo, per infondere insicurezza nel Paese dello zar, per difendersi come sempre ci si difende nelle guerre e nella vita, con la deterrenza fatta di azioni altamente intollerabili per il nemico aggressore. Oggi, con i suoi armamenti poveri ma tecnologicamente astuti, la splendida Ucraina, che è lo scudo di tutti noi, colpisce in territorio russo e riscrive la storia di questa guerra smentendo le panzane e le riluttanze con le quali si alimentano solo sconfitte basate sul cosiddetto coraggio della bandiera bianca. Quanto tempo, quanto terreno, quanta pace si è persa per la velleità di fare la guerra di difesa con un braccio legato dietro la schiena?» (Giuliano Ferrara sul Foglio) #Ucraina #Guerra #Pace
L'articolo analizza come gli Stati Uniti stiano intenzionando a rafforzare la deterrenza nucleare in Europa, suggerendo che, in assenza del supporto americano, i paesi europei potrebbero dover dipendere da Londra e Parigi per la loro sicurezza nucleare. #EuropaAtomica #DeterrenzaNucleare #SicurezzaInternazionale

Gli Stati Uniti stanno considerando di aumentare il dispiegamento di armi nucleari in Europa per rassicurare i partner del fianco est della NATO, in risposta alle preoccupazioni sulle potenziali riduzioni delle forze convenzionali, mentre la Polonia e altri nuovi membri chiedono di accedere a tali arsenali per rafforzare la deterrenza contro Mosca. #Nato #DeterrenzaNucleare #Ucraina

La parata del 2 giugno in Italia ha messo in evidenza l'evoluzione delle forze armate verso una preparazione più tecnologica e strategica, sottolineando l'importanza della deterrenza in un contesto di guerre ibride e la sicurezza nel Mediterraneo, con un particolare focus su droni, guerra elettronica e investimenti nella NATO. #GuerraIbrida #Difesa #Mediterraneo
