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#inchieste

Nel suo nuovo libro Un intreccio nero, Carmelo Schininà rivela la verità sull'omicidio del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso nel 1972 non per gli articoli già pubblicati, ma per le inchieste che stava conducendo su legami tra criminalità organizzata, neofascismo e poteri forti in Sicilia, rievocando il contesto storico della strategia della tensione degli anni '70. #GiovanniSpampinato #CarmeloSchininà #VeritàSvelata

Un intreccio nero: nel nuovo libro di Carmelo Schininà, tutta la verità sull’omicidio Spampinato
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Quattro giornalisti del New York Times sono stati convocati a testimoniare da un gran giurì a Manhattan dopo la pubblicazione di inchieste sulla sicurezza del nuovo Air Force One, con il quotidiano che denuncia questa azione come un tentativo di intimidire la stampa e ostacolare la trasparenza governativa. #LibertàDiStampa #NewYorkTimes #SicurezzaNazionale

Mandato di comparizione per i giornalisti del Nyt: nel mirino le inchieste sull'Air Force One

Le repliche di #Report sono state sospese. Tranquilli: non è censura. È solo prevenzione della memoria collettiva per i protagonisti delle inchieste. #Report #censura #memoria

La squadra sta già lavorando alle nuove inchieste e, se avete qualcosa da segnalarci, scriveteci

Report, la Rai sospende le repliche estive in via cautelativa. Ranucci: «Sconcerto e preoccupazione»
www.ilmessaggero.it

Vittorio Occorsio, magistrato romano ucciso il 10 luglio 1976 dai neofascisti di Ordine Nuovo, è ricordato per la sua determinante lotta contro il neofascismo e per le sue inchieste che svelarono l'alleanza tra i neofascisti e le organizzazioni massoniche, contribuendo così a difendere la democrazia italiana. #VittorioOccorsio #Neofascismo #OrdineNuovo

Vittorio Occorsio, in memoria di un magistrato ucciso dai neofascisti
ANSA.it 3d

Durante una perquisizione nell'abitazione di Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, gli inquirenti hanno sequestrato sette manoscritti e vari dispositivi, la cui analisi potrebbe fornire elementi utili per chiarire il movente e i rapporti tra i due, mentre Lavitola ha negato ogni accusa, affermando una profonda amicizia con Ranucci. #Lavitola #Ranucci #inchieste

Attentato Ranucci: sequestrati 7 manoscritti a Lavitola, sotto esame i cellulari

Il controverso legame tra Valter Lavitola, noto faccendiere, e Sigfrido Ranucci, icona del giornalismo d'inchiesta, solleva interrogativi su possibili conflitti d'interesse all'interno di Report, alimentando sospetti su come certe inchieste possano aver colpito avversari di Lavitola, mentre il direttore della trasmissione si prepara a chiarire la situazione sotto il controllo della magistratura. #Ranucci #Lavitola #Report

Ranucci-Lavitola, quella strana amicizia tra "opposti". E a via Teulada lo sapevano tutti: «Problemi con Report? Vai da Valter»

Il rapporto controverso tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci, simbolo del giornalismo d'inchiesta, solleva interrogativi su legami inammissibili e presunti favoritismi all'interno della Rai, con insinuazioni di manipolazioni nelle inchieste di Ranucci a favore di Lavitola, spingendo la magistratura a indagare su un possibile conflitto di interessi. #Ranucci #Lavitola #Report

Ranucci-Lavitola, quella strana amicizia tra "opposti". E a via Teulada lo sapevano tutti: «Problemi con Report? Vai da Valter»

L'indagine sull'attentato a Sigfrido Ranucci ha preso una nuova piega con l'arresto di cinque presunti esecutori, legati a Valter Lavitola, ex editore accusato di essere il mandante, mentre il movente sembra non essere collegato alle inchieste televisive del giornalista. #Attentato #Ranucci #Lavitola

Attentato a Ranucci, il movente non collegato alle inchieste televisive. Lavitola: «Non parlo, ci vediamo quando esco dal carcere»
ANSA.it 5d

Nigel Farage si è dimesso oggi da deputato per poter ripresentarsi alle elezioni con l'intento di chiedere un giudizio popolare sulle accuse finanziarie che lo coinvolgono, sostenendo di non aver fatto nulla di sbagliato e definendo le inchieste su di lui come manovre politiche per distrarre l'attenzione dalla leadership laburista in cambiamento. #Farage #Brexit #ReformUK

Farage si dimette da deputato, ma rilancia ricandidandosi

Perseguire reati amministrativi o penali nel calcio professionistico richiede una magistratura attenta e non condizionata da simpatie o antipatie verso le società oggetto di indagine. Questa è la principale differenza che ha caratterizzato le inchieste sulla Juve e gli altri club #Calcio #Giustizia #Inchiesta

Valter Lavitola, ex giornalista e imprenditore con un passato criminale, è attualmente indagato come presunto mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci, con le autorità che hanno sequestrato il suo cellulare e computer durante una perquisizione, mentre la sua figura è stata al centro di diverse inchieste riguardanti estorsioni e relazioni con politici, inclusi Berlusconi. #ValterLavitola #attentato #estorsione

Valter Lavitola, chi è l'ex giornalista presunto mandante dell?attentato a Ranucci: l'estorsione a Berlusconi, la casa di Montecarlo, la compravendita dei senatori

Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista, stanno lavorando a 360 gradi. Mi hanno prima di tutto chiesto se conoscevo gli arrestati di martedì e abbiamo ripercorso alcune vecchie inchieste di Report che hanno riguardato l'area geografica in cui vivevano i componenti della banda.

Attentato a Ranucci: indagato Valter Lavitola, è il presunto mandante
www.ansa.it

Mi hanno prima di tutto chiesto se conoscevo gli arrestati di martedì e abbiamo ripercorso alcune vecchie inchieste di Report che hanno riguardato l'area geografica in cui vivevano i componenti della banda.

Attentato a Ranucci, indagato l'imprenditore Valter Lavitola. «È il presunto mandante». Sequestrati cellulari e pc
www.ilmessaggero.it

L’operazione speciale procede spedita. Di questo passo infatti la Russia completerà la conquista del Donbas nel marzo del 2040 al modico costo di 6.574.000 perdite tra morti e feriti. Trovo sempre interessante leggere dai commenti e dai post dei vari fan del regime fascista russo (dicevano i latini che de gustibus non disputandum est) tanto trionfalismo per la conquista, peraltro non vera, di Kostiantynivka, come se l’umanità intera dovesse trarre un vantaggio collettivo dal fatto che una dittatura assassina causi milioni di morti e commetta crimini indicibili pur di sottrarre illegalmente territorio ad uno stato sovrano. Le dissonanze cognitive ed i traumi psicologici di questa frustrata porzione della società non sono il mio campo. Lo è invece capire cosa non sia chiaro di quello che sta realmente avvenendo in Ucraina. Il Cremlino ha infatti diffuso un video senza data e senza luogo di un briefing tra un Putin dall’espressione torva ed evidentemente preoccupato ed i vertici militari. Un incontro spacciato per una visita al fronte, ma che a giudicare dall’allestimento impeccabile, dalle luci cinematografiche, l’audio pulito e la strumentazione utilizzata si è svolto in uno dei vari teatri di posa che, secondo varie inchieste giornalistiche, sono stati allestiti nelle residenze dello zar o alla periferia di Mosca proprio per queste scenette. Il capo di Stato maggiore Gerasimov durante il briefing mostra le mappe del “progressi” delle truppe russe, illustrando una linea del fronte irrealistica e derisa dagli stessi Z-blogger russi. Le differenze rispetto alla linea reale sono macroscopiche, discostandosi talvolta anche di decine di km (alcune immagini le ho prese da un post di @Parabel66836534), ma tracciate utilizzando la tecnica degli sbandieratori, fotografando cioè dei poveracci spediti di nascosto dietro la linea del fronte a sventolare una bandiera russa per far credere che il tale villaggio sia stato preso, salvo poi essere eliminati o catturati dagli ucraini. A Kostiantynivka le battaglie sono in realtà ancora in corso e secondo i milblogger russi continueranno per settimane. Perché da un lato il Cremlino ha bisogno di una vittoria anche di Pirro che provi l’inarrestabile avanzata del secondo esercito più forte in Ucraina. Dall’altro l’esigenza di Kyiv non è quella di difendere macerie ma di dissanguare l’avversario, facendo pagare a caro prezzo ogni passo. Prova ne è il fatto che la conquista di Kostiantynivka sia in realtà un ripiego rispetto ai progetti originali. Sebbene ora venga spacciata come obiettivo, doveva essere semplicemente la tappa intermedia di una cavalcata. Nelle direttive strategiche dello Stato Maggiore russo, la città doveva essere presa di slancio attraverso una massiccia manovra a tenaglia da nord, con una spinta che doveva arrivare da Izjum e Lyman, scendendo verso Sloviansk e Kramatorsk. Da sud l'avanzata doveva risalire da Avdiivka e Marinka per tagliare le linee di rifornimento ucraine. Puntare tutto su Kostiantynivka è la prova del fallimento di questi piani e non di una vittoria. Il fronte in quella zona peraltro avanza di 50 metri al giorno. Nell’area di Pokrovsk si arriva a 70. Nel mese di giugno il guadagno reale è stato, secondo i calcoli di ISW di 30,42 km quadrati, facendo quindi salire a 1.298 le perdite per ogni km quadrato occupato. Per completare la presa del Donetsk ne mancano ancora 5.065. A conti fatti, con questo ritmo ci vorranno 14 anni e il sacrificio di un terzo dell’intera popolazione russa compresa tra i 18 e i 40 anni. E parliamo, lo ribadisco, del costo di ciò che resta da conquistare di una sola regione. Sempre ammesso, ovviamente, che la situazione non peggiori. Perché la tecnologia dei droni ucraini corre assai più velocemente di quella russa, le catene logistiche compromesse ed enormemente allungate per non esporre depositi di munizioni e carburanti stanno causando un drammatico rallentamento della capacità offensiva delle forze di Mosca. Inoltre dopo Kostiantynivka ci sono le alture fortificate che proteggono l'agglomerato urbano di Kramatorsk e Sloviansk. Senza il controllo delle grandi arterie stradali che scendono da nord, una linea di rifornimento russa allungata fino a Kostiantynivka rimarrebbe costantemente esposta al fuoco dell'artiglieria e ai droni ucraini posizionati sulle colline circostanti. Continuare a mostrare ossessivamente piccole vittorie tattiche da parte dei soliti noti serve solo a nascondere un sempre più clamoroso fallimento strategico, che si aggiunge a quello economico, di credibilità internazionale e politico. Un fallimento che nemmeno le espressioni facciali di un bugiardo seriale come Putin possono più nascondere. #Ucraina #Russia #Guerra

L’ennesimo flop di Gratteri: assolti 102 imputati su 181 nel processo "Maestrale-Olimpo-Imperium". Praticamente il 56% degli imputati, più di uno su due, è risultato innocente. Numeri impietosi per una giustizia che vorrebbe definirsi civile. L’Associazione nazionale magistrati probabilmente tornerà a raccontarci, come ha fatto durante la campagna referendaria, che tutto ciò fa parte della fisiologia del processo, che i pm avanzano semplicemente ipotesi accusatorie che vengono valutate dai giudici, insomma che l’assoluzione di oltre 100 cittadini è un “esito naturale” della giustizia. Esercizi retorici degni di chi sembra vivere su Marte, anziché nel paese reale. Nel paese reale, chiamato Italia, si è costretti a prendere nota periodicamente degli esiti disastrosi delle maxi indagini antimafia condotte negli ultimi decenni da Gratteri (nel frattempo promosso alla guida della procura più grande d’Europa, quella di Napoli): la maxi operazione “Marine” del 2003 a Platì con l’arresto di 125 abitanti su 3.800 (soltanto in 8 sono stati condannati e nessuno per mafia); la maxi operazione “Stige”, con 169 arresti (a processo 100 imputati sono stati assolti); l’ancora più nota operazione “Rinascita-Scott”, lanciata nel 2019 con 334 destinatari di misure cautelari (a processo circa un imputato su tre è stato assolto); la serie di inchieste avviate nel 2018 che sconvolsero la politica calabrese contro l’allora governatore Mario Oliverio, poi assolto da tutte le accuse; l’indagine “Erebo Lacinio” del 2021, con 8 persone accusate di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti (poi tutte assolte, ma nel frattempo l’azienda è fallita); l’inchiesta sulla presunta gara truccata per l’elisoccorso in Calabria, finita dopo sette anni con l’assoluzione di tutti gli imputati. Solo per citare alcuni casi. A caratterizzare questi casi, oltre alla grande esposizione mediatica, è il ricorso a una sorta di pesca a strascico come metodo di indagine, che permette certamente di catturare esponenti mafiosi, ma anche, appunto, persone totalmente innocenti. Anche a causa delle maxi retate di Gratteri, la Calabria è diventata la prima regione italiana per indennizzi per ingiuste detenzioni: dal 2018 al 2024 lo stato ha pagato 78 milioni di euro per indennizzare i cittadini vittime di ingiusta detenzione in Calabria, il 35 per cento della spesa nazionale, pari a 220 milioni. Gratteri potrà anche continuare a dire che le spese per risarcire le vittime della malagiustizia sono ampiamente ripagate dalle risorse ricavate attraverso le sue indagini, come sequestri di droga o il recupero di illecite ricchezze. Ma nessun sequestro di droga potrà risarcire i danni procurati sulla vita di persone innocenti, la cui esistenza viene demolita sotto ogni punto di vista (economico, professionale, sociale, familiare, personale) da indagini fondate su metodi ingiusti. Fare i conti con il “gratterismo” significa questo. Tutti i dettagli sul Foglio di oggi ⬇️⬇️ https://t.co/kpmOyZpkYZ #Giustizia #Antimafia #Italia

L'articolo discute la riapertura delle indagini sul caso di Elisa Claps, sottolineando l'importanza di affrontare i dubbi irrisolti che circondano la sua scomparsa e la responsabilità collettiva di chi potrebbe rivelare informazioni cruciali, evidenziando come la ricerca della verità sia essenziale non solo per questo caso specifico, ma anche per tutte le famiglie che vivono nell'incertezza di inchieste archiviate troppo presto. #Giustizia #ElisaClaps #Verità

Caso Elisa Claps, la giustizia non può arrendersi dinanzi ai dubbi irrisolti

ANNUNCIO AI NAVIGANTI ROMANI: venerdì 3 luglio, alle 20, presento il il mio libro sul caso Spampinato a #Roma. Ci saranno #PINORINALDI (il maiuscolo non è casuale), @emilianoerrico (che modererà il dibattito), #AlessioBriguglio che introdurrà e trasmetterà l’incontro in diretta su #RadioRomaSound e @AlfonsoRaffaele fondatore de #IRAGAZZIDIVIADAMELIO. Per chi ha tempo e voglia ci si vede nella discesa di Ponte Sisto sul lungotevere nella rassegna “Lungo il Tevere 2026”. Abbracci copiosi😉 #garlasco #giornalismo #inchieste #Roma #libro #giornalismo

Ad Agrigento, la magistratura ha avviato un'inchiesta su un appalto da 3,4 milioni di euro per il rifacimento della strada Mosella, rivelando un sistema di appalti truccati che coinvolge nove indagati, tra cui funzionari comunali, mentre altre inchieste stanno esaminando anche il settore della sanità e l'uso di fondi per eventi pubblici. #Agrigento #Appalti #Corruzione

Dall’acqua alla sanità fino alle strade: ad Agrigento dove c’è un appalto c’è un’inchiesta (e politici e funzionari indagati)

Children targeted and killed in the genocide of Gaza. We have said and denounced this many times; now this reality is emerging from independent investigations within the UN. To President Meloni, as an Italian, I ask: do you want to keep talking about national pride with (translated)