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#militarizzazione

A popular petition calls on the Italian Parliament to ban collaborations between educational institutions and the arms industry, establishing independent oversight bodies and ensuring the right to conscientious objection for students and workers involved in military activities. (translated)

“La conoscenza non marcia”: la battaglia per separare l’istruzione dall’industria bellica

From September 4 to 6, the Emergency festival in Reggio Emilia will focus on the theme of courage, offering over seventy meetings with international testimonies and reflecting on the importance of peace as a realistic project in a context of increasing militarization. (translated)

A Reggio Emilia torna il festival di Emergency. “La pace non è un’utopia, ma un progetto realistico”

The increasing militarization of the Arctic region and the patrolling activities of Russia and China are pushing Iceland, currently the only NATO country without an army, to consider the creation of national armed forces to ensure its own security, proposing a plan to recruit up to 44,000 soldiers. (translated)

Artico, la minaccia russa spinge l'Islanda (unico paese Nato senza esercito) ad armarsi: il piano per reclutare 44mila soldati

Colombian President De La Espriella faces criticism for the post-earthquake management, highlighting delays in aid due to militarization and the stalled administrative transition, while many state bodies remain leaderless, creating confusion and problems in the distribution of aid. (translated)

Terremoto in Colombia, il presidente De La Espriella rischia di ostacolare i soccorsi con militarizzazione e transizione amministrativa bloccata
ANSA.it 3w

The 7.4 magnitude earthquake that struck Colombia on August 10 has caused at least 132 deaths and over 570 injuries, with numerous buildings collapsed and the city of Cali in a state of emergency, while authorities have declared a curfew and ordered militarization to ensure safety and facilitate rescue efforts. (translated)

Oltre 130 morti nel terremoto che ha sconvolto la Colombia

La gestione della sicurezza urbana a Trieste ovvero il fallimento strutturale del populismo penale e la distorsione delle risorse pubbliche... Propongo una riflessione sociologica della situazione a Trieste, città che da storico crocevia multiculturale, si ritrova adesso a fare i conti con fenomeni di insicurezza, intolleranza, chiusura umana, politica e sociale. La trasformazione delle dinamiche di sicurezza nel contesto triestino evidenzia una profonda divergenza tra la percezione politica della minaccia e la reale evoluzione della criminalità urbana. Negli ultimi anni, a partire dall'idea di un muro lungo il confine della regione fino alla recinzione di Piazza Libertà, la gestione dell'ordine pubblico locale ha registrato un costante orientamento delle risorse operative verso il contrasto dei flussi migratori transfrontalieri, affrontati mediante logiche emergenziali anche in assenza di riscontri oggettivi circa una loro pericolosità sociale intrinseca. Tale focalizzazione simbolica non è priva di effetti, anzi, il principale è quello che ha generato il ridimensionamento dei presidi di vigilanza e di controllo all'interno del tessuto cittadino, favorendo l'insorgere di fenomeni di microcriminalità, degrado materiale e devianza diffusa nelle aree centrali e periferiche del territorio urbano. La risposta proposta dalle amministrazioni nazionali, regionali e locali di orientamento conservatore e di destra si è concentrata sulla progressiva marginalizzazione delle politiche di prevenzione sociale, preferendo l'adozione di misure coercitive e l'inasprimento della risposta sanzionatoria. Questa impostazione poggia sul paradigma dell'efficacia della deterrenza penale, un modello teorico ampiamente decostruito dalla ricerca criminologica e giuspenalistica contemporanea. L'evidenza scientifica attesta da tempo che l'aumento della severità delle sanzioni e la repressione meramente reattiva non generano una riduzione della frequenza dei reati, provocando piuttosto lo spostamento della criminalità verso zone meno presidiate e l'incremento dell'insicurezza percepita dalla cittadinanza (Pratt et al., 2006; Tonry, 2018). L'adozione di modelli riconducibili al populismo penale (Wacquant, 2009) risponde all'esigenza di catalizzare il consenso attraverso la costruzione simbolica di una minaccia esterna, incarnata dalla figura del migrante alla frontiera, invece di affrontare la complessità dei problemi sociali urbani. Le analisi empiriche confermano che gli interventi basati esclusivamente sulla militarizzazione e sulla punitività ignorano i fattori causali fondamentali della devianza, quali l'isolamento sociale, la carenza di reti educative territoriali e l'abbandono degli spazi pubblici (Currie, 2007). L'allontanamento delle forze dell'ordine dal controllo capillare del centro urbano triestino in favore del pattugliamento di confine configura, di conseguenza, un fallimento strategico privo di fondamento scientifico. La costruzione di una sicurezza reale ed effettiva richiede l'abbandono della retorica emergenziale, a favore di interventi integrati incentrati sulla prevenzione socio-strutturale, sulla riqualificazione urbana e sulla coesione sociale. Per chi volesse approfondire i temi, leggete: Currie, E. (2007). Against marginality: For a critical criminology of violence. Theoretical Criminology, 11(2), 175-190. Pratt, T. C., Cullen, F. T., Blevins, K. R., Daigle, L. E., & Madensen, T. D. (2006). The empirical status of deterrence theory: A meta-analysis. In F. T. Cullen, J. P. Wright, & K. R. Blevins (A cura di), Taking stock: The status of criminological theory (pp. 367-395). Transaction Publishers. Tonry, M. (2018). An honest and sane approach to policing and crime control. Criminology & Public Policy, 17(4), 781-789. Wacquant, L. (2009). Punishing the poor: The neoliberal government of social insecurity. Duke University Press. #Trieste #sicurezza

ANSA.it Jul 28

Il reportage Oltre la linea di Federico Lodoli per Il Fattore Umano - Impronte di guerra esplora il confine tra Finlandia e Russia, evidenziando come la recente adesione della Finlandia alla Nato e l'invasione dell'Ucraina abbiano portato a una crescente militarizzazione e a un clima di diffidenza, compromettendo le relazioni personali e commerciali tra le due nazioni. #Finlandia #Russia #dirittiumani

Il confine tra Finlandia e Russia nel 'Il Fattore Umano - Impronte di guerra'

L'isola di Gotland, strategicamente situata nel Mar Baltico, sta subendo una militarizzazione senza precedenti da parte della Svezia, che ha schierato 4.500 soldati in risposta alla crescente minaccia russa, con l'obiettivo di prevenire un'eventuale aggressione e garantire il controllo su questa cruciale area geopolitica. #Gotland #Svezia #Russia

L'isola di Gotland si prepara alla minaccia russa e la Svezia schiera 4.500 soldati nel Baltico: «Chi controlla l'isola controlla il mare»

Fabio Marcelli, giurista internazionale, sostiene la nascita di ‘Agorà’ come movimento per un rinnovamento politico che si oppone alla militarizzazione dell'Europa e alla NATO, criticando l'impatto devastante delle attuali alleanze occidentali e proponendo un cambiamento verso una sicurezza condivisa in Eurasia. #Politica #NATO #Rinnovamento

Via dalla pazza Europa e dalla Nato: con queste idee ho partecipato alla nascita di ‘Agorà’

La riforma Crosetto prevede un rafforzamento dell'apparato militare italiano attraverso l'addestramento dei giovani e la militarizzazione della società, trasformando la preparazione armata in una norma culturale e educativa per la difesa del paese. #RiformaCrosetto #Militarizzazione #Giovani

Nella riforma Crosetto un messaggio ai giovani: il Paese si difende con l’addestramento alle armi

serial liars of the EU have been repeating for years that "Russia threatens Europe" to justify the arms race and militarization of the European Union. Today it is more evident than ever that the truth is the opposite: the EU threatens Russia and aims to... (translated)

Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, critica la parata del 2 giugno per l'ipocrisia di celebrare la Repubblica con droni e armamenti, suggerendo che l'Italia, piuttosto che ripudiare la guerra, mostra segni di militarizzazione e chiede una celebrazione più incentrata sulla pace e il dialogo. #2Giugno #MarcoTravaglio #FestaDellaRepubblica

Travaglio a La7: “La parata del 2 giugno puzza di ipocrisia. Se sfilano droni, diciamo chiaramente che l’Italia non ripudia più la guerra”
L
lastampa.it Jun 3

Il presidente Mattarella ha espresso preoccupazioni sulla denatalità e l'importanza di misure a sostegno delle famiglie, sottolineando il valore dell'accoglienza culturale e avvertendo sui rischi dell'intelligenza artificiale e della militarizzazione dello spazio, mentre mantiene una forte fiducia nei giovani come futuri protagonisti del cambiamento positivo in Italia. #Mattarella #giovani #accoglienza

Culle vuote e astensione, i timori di Mattarella: “I giovani ci salveranno”
L
lastampa.it Jun 2

Il presidente Mattarella, parlando ai giovani durante la celebrazione della Repubblica, ha sottolineato l'importanza della storia migratoria dell'Italia, definendo l'immigrazione non un problema ma una ricchezza, mentre ha anche espresso preoccupazione per il monopolio dell'intelligenza artificiale, la militarizzazione dello spazio e l'erosione del multilateralismo nel contesto internazionale. #immigrazione #Mattarella #Repubblica

Mattarella ai giovani: “Preoccupano gli uomini soli al comando. L’immigrazione non è un problema”
Alekos Prete Jun 2

Quest'anno per non farci mancare nulla, alla parata del 2 giugno ai Fori Imperiali hanno sfilato i cappellani militari in uniforme, basco e gradi. Ignorati gli appelli CEI alla smilitarizzazione, tutto avallato dalla Difesa. Una vera e propria militarizzazione della fede. https://t.co/j9IR6WcTKy #militarizzazione #fede #parata

Il Messaggero May 27

Gli scienziati avvertono che la militarizzazione e l'inquinamento acustico nello Stretto di Hormuz stanno devastando le popolazioni di squali, balene e altre specie marine, minacciando la fragile ecologia di un santuario marino già in pericolo, mentre l'attenzione globale è rivolta al suo ruolo come corridoio energetico strategico. #Hormuz #squali #balene

Hormuz, l'allarme degli scienziati sul "santuario marino": mine e sonar militari stanno uccidendo squali e balene (e nessuno ne parla)
Willie Peyote May 14

Willie Peyote: No, secondo me, la militarizzazione e la repressione non sono mai una soluzione, però non decido io, purtroppo o per fortuna.

Willie Peyote, nell'intervista su FqMagazine, discute la sua opinione contro la militarizzazione del quartiere Vanchiglia a Torino, sottolineando che l'uso della forza genera risposte violente e che la vera soluzione risiede nel riscoprire il valore della collettività e della comunità, specialmente in un'epoca dominata dall'individualismo e da un governo di destra. #WilliePeyote #AnatomiaDiUnoSchianto #Militarizzazione

“La militarizzazione del quartiere Vanchiglia a Torino non è la soluzione. La forza usata in maniera gratuita genera una risposta violenta. Non sarà il caso si schiantarci per ripartire?”: parla Willie Peyote