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#MarcoTravaglio

Dopo l’editoriale di oggi, è chiaro che chi continua a leggere il Fatto Quotidiano ha problemi che necessitano di essere indagati a fondo. Scrive @marcotravaglio che Putin è tra coloro che stanno cercando di evitare la terza guerra mondiale. Perché notoriamente invadere paesi sovrani, torturare civili e militari, disseminare le aree occupate di fosse comuni, rapire migliaia di bambini, cancellare intere città, arrestare o ammazzare chiunque anche in patria si opponga alla guerra sono tutti chiari segnali di uno slancio pacifista. E il drone in Germania? Dopo la figuraccia inanellata ieri con l’altro editoriale in cui derideva Merz per aver accusato la Russia proprio mentre il cancelliere tedesco presentava le prove che i due che avevano piazzato il mezzo esplosivo erano russi, oggi ipotizza un po’ di tutto, cioè che comunque potessero essere pagati dalla NATO per giustificare l’escalation oppure mandati dai falchi russi che si oppongono a Putin (il pacifista) per arrivare allo scontro nucleare. Poverino, il dittatore innocente, troppe ne ha dovute sopportare: dopo il golpe di Maidan (l’unico colpo di stato nella storia conclusosi con libere elezioni, ma vabbè), col conseguente governo fantoccio (eletto dal popolo, ma pure questo a quanto pare non importa) e il cruento allargamento della NATO avvenuto, pensate, per decisione libera degli Stati (assurdo, vero?), se pure alla fine fosse stato Putin a piazzare il drone a Lipsia, sarebbe la prova che non vuole alzare il tiro, ma solo giocare. E quando poi pensi di aver letto abbastanza, lo sguardo ti cade a centro pagina, dove trovi tutti i leader europei con l’elmetto pronti a fare la guerra alla Russia “senza prove”, per poter spendere tutto in armi. Meloni, Merz, Macron e la Kallas, quindi si attrezzino: prima di sparare un sol colpo si trovino anche loro una massaggiatrice uruguaiana pronta a confermare che Putin ha invaso l’Ucraina, altrimenti non se ne fa nulla. #politica #Russia #guerra

Caro @marcotravaglio, dopo un migliaio di editoriali, infiniti articoli denigratori sull’Ucraina, due libri, decine di spettacoli teatrali, migliaia di monologhi televisivi dalla Gruber e sul Nove, gli italiani rifiutano di farsi prendere per il culo da te. Invece di predicare la resa dell’Ucraina non è ora di dichiarare la tua? #Ucraina #Libertà #Giornalismo

Quello che impressiona della vicenda Falcone-@marcotravaglio non è solo che la sorella di un magistrato eroe ucciso dalla mafia sia dovuta intervenire per difendere la memoria di una figura alla quale dovremmo portare tutti profondo rispetto, ma il disprezzo che il nostro direttorissimo mostra verso questa figura e il perché. Non possiamo non ricordare che Giovanni Falcone è stato oggetto e in qualche modo “vittima” di una delle più clamorose figuracce giornalistiche degli ultimi anni che ha avuto per protagonista proprio il @fattoquotidiano. In piena campagna elettorale per i referendum sulla separazione delle carriere il giornale provò infatti ad “abusare” del cadavere di Falcone, usandolo come vessillo per sostenere le ragioni del NO. Secondo la testata, il magistrato antimafia aveva addirittura rilasciato un’intervista a Repubblica nel gennaio del 1992 nel quale criticava aspramente la separazione. Una notizia così circostanziata da essere ripresa pure da Nicola Gratteri durante la puntata di @diMartedi su La7 del 4 novembre 2025, con tanto di lettura del testo col cellulare. Quell’articolo era però in realtà una bufala e il clamore fu tale che il Fatto si dovette persino scusare per non aver verificato la fonte (si sa che loro si fidano solo delle massaggiatrici uruguaiane). È emerso poi peraltro che la vera posizione di Falcone era esattamente quella opposta, cioè favorevole alla distinzione tra le carriere. Un trauma che ha indotto Travaglio a meditare la sua piccola velenosa vendetta, rimasta in incubazione fino a ieri, quando ha pensato bene di trasformare il martire della lotta alla mafia, fatto saltare in aria con moglie e scorta, il simbolo che lui stesso aveva scelto - sbagliando - come totem della battaglia referendaria, in un collaboratore di Andreotti, non un politico qualunque. Su quanto sia indegno tutto questo non credo si debba aggiungere altro a quello che ha scritto Maria Falcone, soprattutto nel chiedere rispetto per un grande servitore dello Stato col quale siamo e saremo tutti eterni debitori. #GiovanniFalcone #Mafia #Rispetto

Lo scrivo senza giri di parole, in modo che il concetto non sia fraintendibile. Ritengo @GiuseppeConteIT, @RoVannacci, @marcotravaglio e i tanti che si stanno spendendo per spingerci a sottovalutare i rischi per la nostra democrazia UN PROBLEMA DI SICUREZZA NAZIONALE. https://t.co/k44OCElha9 #Democrazia #Sicurezza #Politica

Sono passati quasi 3 anni, ma quei personaggi non hanno ancora trovato le palle per venire in Ucraina. Rilancio la sfida: @marcotravaglio e compagnia bella - venite in Ucraina, o avete paura di vedere coi vostri occhi che siete dei miserabili bugiardi? #Ucraina #Verità #Coraggio

🔥Vu d'Italie 🇮🇹 : La coalition des volontaires est un rassemblement de "mythomanes" et des "velléitaires" emmenés par @EmmanuelMacron, un "cadavre politique ambulant" se disant prêt à "verser le sang, sans préciser le sang de qui, mais sans doute pas le sien, du moins jusqu'à la prochaine patate de Brigitte" (@marcotravaglio via @fattoquotidiano). #Italie #Politique #EmmanuelMacron

I volenterosi sono “mitomani”, Macron è un capocomico e non verserà sangue “almeno fino al prossimo sganassone di Brigitte”, per Starmer l’Hôtel des Invalides è “il posto giusto”. Anche oggi @marcotravaglio ha vinto le olimpiadi dello squallore. https://t.co/GkURaPe2fX #politica #satira #attualità

Travaglio si è appena guadagnato una nuova segnalazione all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, per via dell’editoriale di oggi che in termini di deliri, brucia letteralmente ogni precedente record. Oggi dal prontuario della propaganda russa il Direttore del fatto ha addirittura ripescato la maxi-balla dei biolab ucraini finanziati dagli USA, una mistificazione colossale che ha imbarazzato l’intelligence statunitense, dopo che l’ex capa del DNI Tulsi Gabbard aveva “desecretato materiale classificato” e divertito i grandi capi della propaganda russa dai quali gran parte di quelle idiozie era stata in realtà copiata e incollata. Il punto è che questa teoria è stata ampiamente debunkata e nelle slide della Gabbard, già nota da oltre un decennio per la sua puntuale opera di disinformazione in favore di Mosca, sono emersi errori grossolani e vere proprie manipolazioni di qualità così infima da aver fatto ridere ogni essere dotato di pollice opponibile, mandando però in visibilio terrapiattisti, complottisti, schiechimichisti, cioè, appunto, i lettori del Fatto. Per @marcotravaglio non sembra però essere un problema il fatto che i “biolab”, che sono così segreti da essere stati finanziati con un programma pubblico dal 2005 e spesso inaugurati con cerimonie ufficiali, siano in realtà centri di ricerca epidemiologica, laboratori di analisi e universitari. Così come non sembra voler sottilizzare sul fatto che nella mappa dell’Ucraina diffusa dal DNI, Kyiv sia lontanissima dalla sua posizione reale, dei laboratori vengano collocati in una località chiamata Cherniv, che nemmeno esiste, ed altri ancora vengano segnalati in Crimea e a Kherson, la prima, sotto il controllo russo dal 2014, e la seconda occupata per mesi da soldati che hanno portato via dalle case persino i servizi di posate ma non hanno scovato questi pericolosissimi luoghi dove si progettano pandemie. Non sembra aver fatto caso neanche al dettaglio che i micidiali laboratori scovati dalla Gabbard sono tutti di livello BSL-2 o 3 mentre per manipolare virus letali sono necessari centri che abbiano un livello di Biosafety 4 che in Ucraina semplicemente non esistono. Si preoccupa però di elencare i ceppi conservati dai “fascionazionalisti” che secondo Travaglio tengono in mano Zelensky (il cui governo è definito, come sempre, “regime”), dimenticando che sono presenti nei laboratori di mezzo mondo e che ad esempio lo Spallanzani (dove invece c’è un laboratorio BSL-4) ne ha molti di più. Silenzio anche sul fatto che mezzo report, spacciato come “di intelligence” è semplicemente copiato e incollato da un delirante documento presentato all’ONU dalla Russia nel 2022, nel quale si favoleggia, tra le altre cose, anche di zanzare killer, geneticamente modificate per ammazzare solo soldati russi. Quello che fa (amaramente) sorridere è che il pezzo si apre con la celebre scena di Colin Powell che agita vergognosamente una fiala con le finte prove delle armi di distruzione di massa di Saddam e la denuncia della guerra in Iraq che ne è seguita, facendo 600.000 morti. Che quelle stesse cazzate siano oggi tra le ragioni del più grande conflitto degli ultimi 80 anni, scatenata però da Mosca, per Travaglio è invece quasi comprensibile ed anzi male fa l’Europa a non porsi il problema (testualmente: «Sulle false armi di distruzione di massa di Saddam abbiamo fatto una guerra, su quelle vere di Zelensky&C. tutti tacciono.»). Ecco, io direi che se non vogliamo che l’informazione diventi definitivamente un circo, forse è ora che gli ordini regionali si diano una svegliata. #disinformazione #giornalismo #propaganda

Quando vedo Albina Perri @SettGiallo attaccata in maniera becera da colleghe o pseudocolleghe, quando sento dare del coglione a #Civardi con giri di parole nemmeno troppo sottili, quando leggo su Facebook la beatificazione di #Sempio lodato per il suo meraviglioso equilibrio e la sua incredibile capacità di controllo, quando ascolto @robertosaviano dire che dovrebbero parlare di Garlasco solo quelli che hanno la "patente", quando mi imbatto nell'intellettualissimo @marcotravaglio e lo scopro, del tutto scomposto, impegnato ad insultare chiunque osi mettere in discussione la colpevolezza di Stasi, come un qualunque bullo delle medie, non posso fare a meno di chiedermi cosa ci sia davvero dietro all'omicidio della povera Chiara Poggi. In un mondo normale fuori Stasi, dentro Sempio e a nessuno sarebbe fregato un cazzo. Invece... #Giustizia #Opinione #Società

Ohi ohi: Qui c'è @GiuseppeConteIT che è fischiato per le sue posizioni un po' putiniane dalla piazza di Repubblica. cc @marcotravaglio https://t.co/tE89Bg3Jie #politica #Italia #GiuseppeConte

Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, critica la parata del 2 giugno per l'ipocrisia di celebrare la Repubblica con droni e armamenti, suggerendo che l'Italia, piuttosto che ripudiare la guerra, mostra segni di militarizzazione e chiede una celebrazione più incentrata sulla pace e il dialogo. #2Giugno #MarcoTravaglio #FestaDellaRepubblica

Travaglio a La7: “La parata del 2 giugno puzza di ipocrisia. Se sfilano droni, diciamo chiaramente che l’Italia non ripudia più la guerra”

Mi scuso con chi ha letto il mio post ironico di ieri col quale anticipavo l’editoriale di oggi di @marcotravaglio prevedibilmente dedicato al drone russo precipitato su un palazzo in Romania. Avevo azzeccato l’argomento, ma parlando di palazzi lanciati contro i droni, non mi ero spinto abbastanza in là con la fantasia. Perché in fondo non era così scontato, per quanto prevedibile, che il direttore della Pravda utilizzasse il caso di Galati per rilanciare la teoria dell’aggressione da parte dei Baltici, i quali, ci dice ancora, mandando in visibilio il pubblico complottista al quale vende le sue bufale, ospitano basi segrete dalle quali l’Ucraina attacca la Russia. Ha insomma messo per iscritto gli striduli deliri della ex quasi ambasciatrice, non perché esista una qualche prova di tutto questo, ma perché si tratta della versione imposta dal Cremlino a propagandisti e Z-blogger, e a questa anche le cheerleader di casa nostra disciplinatamente si adeguano. Per ridicolizzare il caso romeno Travaglio passa in rassegna i vari casi di falsi avvistamenti, omettendo di dire che la psicosi derivava da quelli veri. Nell’articolo non troverete infatti nessun riferimento al fatto che lo sconfinamento dell’altra notte è stato il 28esimo accertato in Romania da parte di droni russi. Torna a grande richiesta anche il tetto danneggiato in Polonia nel settembre 2025 (perché a Varsavia come a Kyiv, si sa che hanno il vizio di autobombardarsi), senza dire che i caccia che hanno lanciato quel missile non si erano messi a sparare a caso, ma inseguivano una ventina di droni russi un tantino fuori rotta. Ed erano russi non perché lo dica NATO, ma perché i tracciati radar confermano che erano partiti dalla Russia e perché i rottami di ben 17 velivoli di quello sciame, ritrovati in un’area di decine di km erano di modelli in uso esclusivamente alla Russia. Un vizio, quello di omettere proprio quei dettagli che rendono le notizie attinenti alla realtà, che Travaglio replica anche nel finale. Nel riferire le parole del ministro degli Esteri lituano sulla distruzione da parte della NATO delle basi a Kaliningrad, gli ha intanto attribuito una frase pronunciata da un generale lettone durante una conferenza mesi fa, ma ha anche dimenticato di dire che la premessa dell’intero discorso era “Se la Russia ci attacca…”. Un dettaglio, appunto. #Giustizia #Informazione #Geopolitica

Stanotte in Romania si è schiantato un drone russo contro un palazzo, ferendo 2 persone. Oggi @marcotravaglio ci dirà che in realtà deve essere partito dal territorio ucraino e @ElenaBasileIT ci spiegherà che gli ucraini lo hanno assemblato utilizzando pezzi di quelli che cadono nei campi, per poi lanciarlo contro la Romania e far ricadere la colpa sui russi. Perfidi questi ucraini, i quali scommetto saranno anche ritenuti responsabili dell’attacco ad una nave container turca a largo di Odesa. I russi, come sanno tutti, non colpiscono obiettivi civili 🤡 #drone #Romania #Ucraina