She wrote that the person she was addressing had tried to present themselves as an alternative and outside the box, but had turned out to be extremely predictable. https://t.co/MP6ww24QJX #alternative #originalità #scontato (translated)
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She wrote that the person she was addressing had tried to present themselves as an alternative and outside the box, but had turned out to be extremely predictable. https://t.co/MP6ww24QJX #alternative #originalità #scontato (translated)
Open on XLETTERE MERIDIANE — IL TEATRO-EDICOLA DI SAN SEVERO CONQUISTA IL MONDO SOURCE: SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/10/il-teatro-edicola-di-san-severo-conquista-il-mondo/?fbclid=IwY2xjawU4oqFleHRuA2FlbQIxMQBwZG9mAXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5rVEwYs6UUXg7v-P0SyIQ_DRb_F6ZiY58OcseYoV4J7atcTiERnhWaqKM2pw_aem_Njle1jq1XLzHr93KLBUcVA Dopo Broadway World, Los Angeles Journal, The Psychologist (British Psychological Association) ed Hollywood Beat Magazine, ora è arrivata la sua “consacrazione accademica” a cura della Stanford University. Come ho già sottolineato nel mio articolo sulla rivincita del GIO Festival a Foggia, celebrata dal BroadwayWorld per la prima mondiale scenica della giordaniana Marina (1888), la provincia di Foggia ha smesso ormai di essere periferia. Accade quando trova un’idea che sposta le coordinate: ebbene, a San Severo, a 40 chilometri da Foggia, è successo di nuovo. Solo che questa volta non serviva un’orchestra, ma sono bastate sei sedie. Il celebre Teatro-Edicola del sanseverese direttore artistico Francesco Gravino della Compagnia Teatrale Foyer’97 è finito sulla rivista accademica Stanford Social Innovation Review (SSIR) in qualità di caso di studio accademico. La notizia, rilanciata il 19 settembre 2026 da ANSA Nazionale, sembrava un refuso. Poi si è capito che non lo era. La SSIR, pubblicazione pluripremiata che copre soluzioni multisettoriali ai problemi globali, ha inserito il progetto nella sezione Dispatches con il reportage The Six-Seat Revolution. È il percorso inverso rispetto a quello del GIO Festival: non un’opera dimenticata che torna in un grande teatro storico italiano a ferro di cavallo, ma un teatro intero che rinasce dentro un luogo dismesso, dimenticato dall’uomo. Ci sono momenti in cui il passato e il futuro si intrecciano per creare qualcosa di visionario, innovativo, artisticamente “rivoluzionario”: San Severo ha vissuto uno di questi momenti la mattina del 27 marzo 2026, durante la Giornata Mondiale del Teatro, quando la saracinesca di un’edicola chiusa da sei anni in Via Matteo Tondi è stata riaperta “non per vendere giornali, ma per offrire emozionanti storie”, citando il motto graviniano. L’idea del visionario Francesco Gravino (nella foto sopra), direttore artistico, regista e attore della compagnia sanseverese Foyer ’97, attiva da almeno 30 anni in Capitanata si è basata sull’edicola, esagonale in metallo e vetro, concessa a titolo gratuito dal proprietario Pino Frau, ormai un relitto urbano creato dalla crisi dell’editoria degli inizi anni 2000: oggi in Italia le edicole attive sono scese da circa 35.000 nel 2005 a circa 20.000 nel 2024, con un calo del 42,8%. Gravino e altri undici attori l’hanno ristrutturata in due settimane di lavoro, senza fondi istituzionali, e l’hanno trasformata in quello che oggi è sotto esame della commissione londinese del Guinness World Record come “teatro più piccolo del mondo”. La formula è volutamente austera: sei spettatori alla volta fuori, attori dentro a meno di un metro, spettacoli di 15 minuti, rotazione continua dalle 11 alle 20.45, testi da Goldoni a Čechov, da Ibsen a Dacia Maraini. Sulla porta un QR code con un originale avvertimento teatrale: “Attenzione! Questo codice QR trasforma i passanti in attori. Scansionate solo se pronti.” I numeri hanno sùbito detto che non era una boutade: più di 60 persone in un solo pomeriggio, tre giornate inaugurali che hanno registrato il tutto esaurito. Ma soprattutto un’eco positiva che è andata oltre i confini sanseveresi. BroadwayWorld (proprio come il previo caso del GIO Festival) la più influente testata mondiale di critica teatrale con oltre 5,5 milioni di visualizzazioni mensili, il 27 aprile 2026 gli ha dedicato una copertura esclusiva: An Abandoned Italian Newsstand Just Became the World’s Smallest Theatre. Non una segnalazione, ma un’analisi: “Non c’è foyer, non c’è balconata, non c’è graticcia. C’è a malapena una quinta. Quello che c’è è qualcosa di quasi irriconoscibile come serata a teatro, e proprio per questo è ancora più potente.” BroadwayWorld ha colto l’idea manifesto di Gravino: “Questo è un teatro di prossimità. In un’epoca di distanza digitale, stiamo rimettendo il contatto umano al centro,” incorniciandolo come “Più che un abile esercizio di teatro site-specific. È una riappropriazione.”. Il tutto, in un Mezzogiorno d’Italia spesso raccontato solo per criminalità organizzata e marginalizzazione. A quel sigillo se ne è aggiunto un altro, ancora più spiazzante per un’edicola di San Severo: il Los Angeles Journal, una delle testate più influenti della West Coast per le arti performative. Il 12 maggio 2026, titola in questo modo: San Severo’s Teatro Edicola as an Innovative Model for Los Angeles Theaters? aprendo così: “In una città del Sud Italia di cui Hollywood non ha mai sentito parlare, un regista teatrale ha appena costruito il palcoscenico più piccolo del mondo: sei posti, quindici minuti, zero distanza. Los Angeles dovrebbe prestare attenzione.” Il Los Angeles Journal non fa folklore, ma mette il chiosco di via Matteo Tondi accanto al presigioso teatro losangelino Ahmanson da 1600 posti, al Pantages di Broadway in Hollywood, ai 99-seat plan di Rogue Machine, all’ Odyssey, al Victory Theatre e all’ Hollywood Fringe. Rievoca persino l’Electrical Box Theatre di Ethan Marks, una vera e propria scatola elettrica foderata di velluto rosso in downtown Los Angeles, per dire che Gravino ha portato all’estremo la domanda che Los Angeles si fa da decenni: Quanto piccolo può diventare un palco prima di smettere di essere un palco? E riconosce il modello urbano sanseverese: costo quasi zero, due settimane di lavoro e una sestina di sedie, a fronte di una immediata copertura mediatica provinciale, regionale e nazionale, riconoscimento dell’ Amministrazione Comunale sanseverese, e un format esportabile (quasi) ovunque. Dopodiché, il terzo tassello americano è arrivato dall’ Hollywood Beat Magazine il 20 aprile 2026: Six seats. Fifteen minutes. One actor. No stage. Il magazine racconta il chiosco di Via Tondi rimasto dismesso per quasi sei anni, il presidio culturale contemporaneo da sei posti, inserendo Francesco Gravino nella genealogia alta: Richard Schechner e l’environmental theatre, Jerzy Grotowski e il teatro povero, Nicolas Bourriaud e l’estetica relazionale. Ma chiude con concretezza: non è una tesi, è fixing a street corner, ovvero aggiustare un angolo di strada urbana chiedendosi non quanto grande può diventare un teatro, ma quanto piccolo deve tornare per recuperare il suo potere originario. E infine, il celebre londinese The Psychologist, la rivista della British Psychological Society (BPS), la più antica società di psicologia al mondo, ha trasformato il Teatro-Edicola in caso di studio scientifico: il 30 luglio 2026 pubblica The world’s smallest theatre — and Psychologists’ next act, partendo dallo stesso dettaglio, la mattina del 27 marzo in cui la saracinesca metallica del chiosco esagonale di Via Tondi si riapre dopo sei anni, sei persone dentro, un attore a meno di un metro che inizia Chekhov. Descrive la formula: sei spettatori, 15 minuti, 11 attori su 10 ore, da Goldoni a Euripide, dentro un chiosco dove la quarta parete non si rompe perché architettonicamente non è mai esistita. Ma la BPS fa un passo oltre: cita gli studi del 2025 di Damien Gabriel su IBRO Neuroscience Reports, la performance live genera attivazione emotiva e fisiologica misurabilmente più forte del video e introduce la prossemica di Edward Hall: sotto il metro è spazio intimo, riservato a medici, amici stretti, amanti. In quello spazio da un metro quadrato, il respiro dell’attore è udibile, le microespressioni leggibili, il confine sé-altro diventa permeabile. Il Teatro-Edicola “non rende il teatro migliore, lo rende inevitabile”. Ed è qui che si capisce perché Stanford lo studia come caso di studio accademico di innovazione sociale, non come caso di originalità artistica. In Italia, nel frattempo, il circuito mediatico nazionale aveva già intercettato il fenomeno: RaiNews — TG2 Storie lo porta su RaiDue alla mezzanotte del 19 aprile. RTL 102.5 dedica spazio al format ideato da Gravino e sviluppato da Foyer’97 nel cuore di San Severo in Via Tondi, definendolo micro-palcoscenico permanente capace di portare teatro nello spazio pubblico. ANSA.it, Gazzetta del Mezzogiorno, La Repubblica, TG2000, Radio Capital, RSI svizzera, ANSA Brasile e tanti altri seguono. E per diritto di cronaca: Fiorello lo ha elogiato in La Pennicanzacome caso artistico ispirato al suo Edicola Fiore, nonché Biagio Antonacci, nel suo tour nell’anfiteatro augusteo di Lucera, ha fatto tappa “conoscitiva” nel Teatro-Edicola cantando la celebre e nostalgica Iris davanti ad un pubblico sicuramente maggiore dei “sei posti”. La Compagnia Teatrale Foyer ’97 di Francesco Gravino non è nata ieri: ha alle spalle il Teatro-Cantina del 2016, il teatro sottoterra, e nel 2011 una performance sulla torre campanaria di una chiesa del centro di San Severo a 45 metri d’altezza. Il Teatro Edicola completa, nelle parole di Gravino, “l’intera estensione verticale del teatro: sottoterra, piano strada, tetto”. E si prepara al trentennale del 2027 puntando ad acquistare l’edicola per renderla permanente esportando il “Modello San Severo” a Roma, Lucca, nei festival di Santarcangelo e Todi. Come per il GIO Festival, qualcuno potrebbe osare di affermare che si tratta solo di un exploit ma, quando BroadwayWorld ti mette accanto alla Los Angeles Opera House, il Los Angeles Journal ti propone come modello per Hollywood, Hollywood Beat Magazine ti legge con Grotowski e la British Psychological Society ti usa per spiegare i neuroni specchio, non è più un exploit ma un eccellente posizionamento artistico ed accademico. A chi ancora sussurra che Foggia e la Capitanata siano provincia, la risposta ora è scritta su due fronti opposti e complementari: il 5 giugno a Foggia un’opera di 138 anni ha ritrovato la scena al Giordano finendo su BroadwayWorld; il 27 marzo a San Severo un’edicola di 4 metri quadrati ha inventato una scena che non esisteva, finendo a Stanford, a Los Angeles, a Hollywood e a Londra. La periferia, quando ha un’idea precisa, diventa centro. Anche con sei sedie. Luciano Magaldi Sardella

Didzis Veinbergs wrote that a man had become self-confident and presented himself as a dissident, claiming to be persecuted for his original beliefs. Veinbergs described it as a specific form of pathological narcissism and argued that such people consider others to be inferior while seeing themselves as particularly gifted and deserving of respect. https://t.co/m4gpw519zc #disidents #narcisismus #oriģinalitāte (translated)
"BLASTING NEWS ITALIA": 'THE SIX-SEAT REVOLUTION' DI SANS SEVERO: IL TEATRO-EDICOLA CONQUISTA STANFORD SOURCE: https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2026/09/the-six-seat-revolution-di-san-severo-il-teatro-edicola-conquista-stanford-004141709.html SAN SEVERO (FG) - Il Teatro-edicola di San Severo, il 'più piccolo del mondo', è un caso di studio per la Stanford University di Sofia Vergani Il Teatro-edicola di San Severo, in provincia di Foggia, un innovativo spazio culturale ribattezzato "il teatro più piccolo del mondo", ha recentemente catturato l'attenzione internazionale, diventando un prestigioso caso di studio per la Stanford University. Questo riconoscimento di alto profilo è stato ufficializzato con la pubblicazione dell'articolo "The Six-Seat Revolution" sulla "Stanford Social Innovation Review", nella sezione "Dispatches". L'articolo, che approfondisce il modello unico del Teatro-edicola, è stato curato dal ricercatore foggiano Luciano Magaldi e supervisionato dall'editor David V. Johnson. La notizia giunge in un momento di fervente attività per la compagnia teatrale Foyer 97, che gestisce il progetto e si appresta a inaugurare la sua nuova programmazione a ottobre. Il costante interesse suscitato da questa formula innovativa, basata su un'esperienza intima con sei sedie e spettacoli ripetuti ogni quindici minuti, conferma la sua rilevanza nel panorama culturale. Un Modello di Successo e Riconversione Culturale Francesco Gravino, direttore artistico di Foyer 97 e mente ideatrice del Teatro-edicola, ha espresso grande soddisfazione per il riconoscimento, definendolo "un risultato che premia il nostro lavoro". Gravino ha sottolineato come il successo del progetto abbia già generato richieste di replicazione del modello da diverse città italiane, tra cui Lucca e Roma, evidenziando il potenziale di diffusione di questa iniziativa. L'essenza del progetto risiede nella sua capacità di trasformare un luogo dismesso e in stato di abbandono - una vecchia edicola - in un vibrante presidio culturale. "Abbiamo pensato di dar vita ad un'attività culturale da un luogo ormai dismesso ed in stato di abbandono", ha spiegato Gravino, evidenziando la visione alla base di questa riconversione. Da qui nasce anche un appello per l'introduzione di un quadro normativo regionale specifico, capace di incentivare e facilitare la trasformazione di spazi non più utilizzati in veri e propri presidi culturali, offrendo nuove opportunità per la comunità. L'Esperienza del Teatro-edicola: Intimità e Partecipazione Il Teatro-edicola si distingue per le sue caratteristiche uniche: uno spazio scenico di meno di due metri quadrati, sei sedie che garantiscono una vicinanza senza precedenti tra attori e spettatori, e repliche di spettacoli brevi ogni quindici minuti. Questa formula ha dimostrato di generare una partecipazione di pubblico straordinaria, con un riscontro da sold out che coinvolge attivamente sia giovani che adulti in un'esperienza teatrale immersiva e accessibile. Mentre Gravino e gli attori della compagnia sono impegnati nella definizione della nuova programmazione, lo sguardo è già rivolto al futuro e a un importante traguardo: "Il prossimo anno la nostra compagnia compirà 30 anni", ha annunciato il direttore artistico, anticipando celebrazioni speciali e l'introduzione di "alcune novità" per festeggiare l'anniversario. L'Inattesa Visita di Biagio Antonacci L'originalità e il fascino del Teatro-edicola hanno travalicato i confini del circuito teatrale, attirando l'attenzione anche di personalità del mondo musicale. Tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, durante un tour nella vicina Lucera, il celebre cantautore Biagio Antonacci ha compiuto una visita a sorpresa nel Teatro-edicola. In un momento memorabile, Antonacci ha intonato la sua celebre canzone "Iris", un episodio che, come ricordato da Gravino, ha rappresentato "un bellissimo incontro che ha calamitato l'attenzione dei passanti", confermando ulteriormente la risonanza e l'impatto di questo piccolo, ma rivoluzionario, spazio culturale.

"BLASTING NEWS ITALIA": 'THE SIX-SEAT REVOLUTION' DI SAN SEVERO: IL TEATRO-EDICOLA CONQUISTA STANFORD SOURCE: https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2026/09/the-six-seat-revolution-di-san-severo-il-teatro-edicola-conquista-stanford-004141709.html SAN SEVERO (FG) - Il Teatro-edicola di San Severo, il 'più piccolo del mondo', è un caso di studio per la Stanford University di Sofia Vergani Il Teatro-edicola di San Severo, in provincia di Foggia, un innovativo spazio culturale ribattezzato "il teatro più piccolo del mondo", ha recentemente catturato l'attenzione internazionale, diventando un prestigioso caso di studio per la Stanford University. Questo riconoscimento di alto profilo è stato ufficializzato con la pubblicazione dell'articolo "The Six-Seat Revolution" sulla "Stanford Social Innovation Review", nella sezione "Dispatches". L'articolo, che approfondisce il modello unico del Teatro-edicola, è stato curato dal ricercatore foggiano Luciano Magaldi e supervisionato dall'editor David V. Johnson. La notizia giunge in un momento di fervente attività per la compagnia teatrale Foyer 97, che gestisce il progetto e si appresta a inaugurare la sua nuova programmazione a ottobre. Il costante interesse suscitato da questa formula innovativa, basata su un'esperienza intima con sei sedie e spettacoli ripetuti ogni quindici minuti, conferma la sua rilevanza nel panorama culturale. Un Modello di Successo e Riconversione Culturale Francesco Gravino, direttore artistico di Foyer 97 e mente ideatrice del Teatro-edicola, ha espresso grande soddisfazione per il riconoscimento, definendolo "un risultato che premia il nostro lavoro". Gravino ha sottolineato come il successo del progetto abbia già generato richieste di replicazione del modello da diverse città italiane, tra cui Lucca e Roma, evidenziando il potenziale di diffusione di questa iniziativa. L'essenza del progetto risiede nella sua capacità di trasformare un luogo dismesso e in stato di abbandono - una vecchia edicola - in un vibrante presidio culturale. "Abbiamo pensato di dar vita ad un'attività culturale da un luogo ormai dismesso ed in stato di abbandono", ha spiegato Gravino, evidenziando la visione alla base di questa riconversione. Da qui nasce anche un appello per l'introduzione di un quadro normativo regionale specifico, capace di incentivare e facilitare la trasformazione di spazi non più utilizzati in veri e propri presidi culturali, offrendo nuove opportunità per la comunità. L'Esperienza del Teatro-edicola: Intimità e Partecipazione Il Teatro-edicola si distingue per le sue caratteristiche uniche: uno spazio scenico di meno di due metri quadrati, sei sedie che garantiscono una vicinanza senza precedenti tra attori e spettatori, e repliche di spettacoli brevi ogni quindici minuti. Questa formula ha dimostrato di generare una partecipazione di pubblico straordinaria, con un riscontro da sold out che coinvolge attivamente sia giovani che adulti in un'esperienza teatrale immersiva e accessibile. Mentre Gravino e gli attori della compagnia sono impegnati nella definizione della nuova programmazione, lo sguardo è già rivolto al futuro e a un importante traguardo: "Il prossimo anno la nostra compagnia compirà 30 anni", ha annunciato il direttore artistico, anticipando celebrazioni speciali e l'introduzione di "alcune novità" per festeggiare l'anniversario. L'Inattesa Visita di Biagio Antonacci L'originalità e il fascino del Teatro-edicola hanno travalicato i confini del circuito teatrale, attirando l'attenzione anche di personalità del mondo musicale. Tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, durante un tour nella vicina Lucera, il celebre cantautore Biagio Antonacci ha compiuto una visita a sorpresa nel Teatro-edicola. In un momento memorabile, Antonacci ha intonato la sua celebre canzone "Iris", un episodio che, come ricordato da Gravino, ha rappresentato "un bellissimo incontro che ha calamitato l'attenzione dei passanti", confermando ulteriormente la risonanza e l'impatto di questo piccolo, ma rivoluzionario, spazio culturale.

"NEWS GARGANO": UN'EDICOLA PER TEATRO: A SAN SEVERO SI PUO' E SCONFINA L'ITALIA SOURCE: https://www.newsgargano.com/unedicola-per-teatro-a-san-severo-si-puo-e-sconfina-litalia/ SAN SEVERO (FG) - Il teatro a San Severo riparte da meno di due metri quadrati e da sei sedie, trasformando un simbolo di degrado urbano in un piccolo caso internazionale. A rilanciare l'esperienza virtuosa è la compagnia Foyer '97, diretta artisticamente da Francesco Gravino, protagonista di un progetto di rigenerazione culturale che sta superando i confini della provincia di Foggia. Al centro dell'intervento c'è il recupero di un'edicola abbandonata in via Tondi, per anni spazio inutilizzato e oggi restituito alla città in una veste inedita. Lì dove prima c'era una saracinesca abbassata, oggi si fa teatro: appena sei spettatori alla volta, attori a pochi passi dal pubblico e spettacoli di breve durata, in un rapporto diretto e radicale tra scena e città. L'esperimento, partito il 27 marzo, ha fatto registrare numeri che descrivono un bisogno culturale concreto. Più di 60 persone hanno assistito agli spettacoli in un solo pomeriggio e le tre giornate della stagione inaugurale hanno registrato il tutto esaurito, a dimostrazione che la prossimità e la qualità possono generare comunità anche negli spazi più residuali. Ma la storia di San Severo ha presto superato i confini locali. A settembre 2026 la Stanford Social Innovation Review dedica al progetto il reportage "The Six-Seat Revolution", firmato da Luciano Magaldi Sardella, ricercatore, accademico e giornalista internazionale di Orta Nova con origini materne sanseveresi. L'esperienza pugliese viene osservata non soltanto per la sua originalità teatrale, ma come modello replicabile di innovazione sociale e di rigenerazione urbana a basso costo, capace di attivare capitale culturale senza grandi strutture e grandi investimenti. "Non servono grandi teatri per cambiare un pezzo di città. Serve una buona idea e il coraggio di restituire alla collettività uno spazio che ha perso la sua funzione, ha sottolineato il direttore artistico Francesco Gravino, Teatro Edicola nasce per dimostrare che un luogo di incontro e cultura può nascere dovunque, anche in due metri quadrati. Che oggi questo lavoro venga studiato a livello internazionale e che arrivino richieste di informazioni da città come Lucca e Roma è la conferma che la strada è quella giusta". La valorizzazione e la tenuta del tessuto urbano e culturale passano inevitabilmente attraverso il recupero creativo dei luoghi abbandonati. Da una vecchia edicola con appena sei posti a un progetto capace di attirare l'attenzione internazionale: a volte per rigenerare una città non serve costruire, ma riabitare.

DALLE STRADE DI SAN SEVERO ALLA "STANFORD SOCIAL INNOVATION REVIEW": IL "TEATRO EDICOLA" DIVENTA UN CASO INTERNAZIONALE SOURCE: https://www.sanseverocitta.it/dalle-strade-di-san-severo.../ SAN SEVERO (FG) - Sei persone entrano in un'edicola. Davanti a loro non ci sono giornali, riviste o tabacchi, ma una scena teatrale di meno di due metri quadrati. Gli attori sono a pochi passi dagli spettatori, quasi senza separazione tra chi recita e chi guarda. È così che a San Severo un luogo abbandonato da anni ha ricominciato a vivere. E oggi quella piccola esperienza teatrale è finita sotto i riflettori internazionali. È la storia del Teatro Edicola, il progetto realizzato dalla compagnia Foyer '97, diretta artisticamente da Francesco Gravino, che ha trasformato una vecchia edicola di via Tondi in uno dei palcoscenici più piccoli probabilmente mai immaginati. Il progetto è partito il 27 marzo scorso con una formula tanto semplice quanto originale: sei posti a sedere, uno spazio scenico ridottissimo e spettacoli della durata di pochi minuti. Una distanza minima tra pubblico e interpreti che modifica completamente il tradizionale rapporto tra spettatore e teatro. La scommessa, però, è stata subito premiata dal pubblico. Più di 60 persone hanno assistito agli spettacoli in un solo pomeriggio e le tre giornate della stagione inaugurale hanno fatto registrare il tutto esaurito. Da esperimento locale, il Teatro Edicola è diventato così un caso capace di attirare l'attenzione ben oltre i confini della provincia di Foggia. A settembre 2026 la "Stanford Social Innovation Review", rivista della Stanford University, pubblicherà sul proprio sito e nell'edizione cartacea Fall 2026 il reportage "The Six-Seat Revolution", firmato dal dr. Luciano Magaldi Sardella e seguito editorialmente dal deputy editor David V. Johnson. L'interesse della rivista americana non riguarda soltanto l'originalità della proposta teatrale. Il Teatro Edicola viene infatti osservato come possibile esperienza di innovazione sociale e rigenerazione urbana a basso costo. L'idea è particolarmente interessante in un Paese come l'Italia, dove sono numerose le edicole che hanno cessato la propria attività e che rischiano di diventare spazi vuoti nel tessuto delle città. La domanda, in fondo, è semplice: può un luogo nato per vendere giornali diventare nuovamente un punto di incontro? A San Severo la risposta è stata affidata al teatro. L'edicola non è stata semplicemente recuperata dal punto di vista fisico. Ha cambiato funzione, trasformandosi in un luogo dove gli artisti incontrano direttamente il pubblico e dove lo spettacolo diventa parte della vita quotidiana della strada. "Il teatro viene nella strada dove cammini ogni giorno", ha spiegato Francesco Gravino, sintetizzando la filosofia alla base del progetto. Ed è proprio questo aspetto ad aver reso l'esperienza interessante anche sul piano della possibile replicabilità. Le prime richieste di informazioni sono già arrivate da altre città, tra cui Lucca e Roma, interessate a conoscere il modello e le modalità per realizzarlo. La forza del Teatro Edicola sta anche nella sua apparente sproporzione: un investimento e uno spazio minimi per produrre un effetto culturale molto più grande. Non servono un grande teatro, una platea da centinaia di posti o strutture complesse. Basta uno spazio inutilizzato, un'idea e la volontà di restituirlo alla comunità. Quella vecchia edicola di via Tondi, dunque, racconta qualcosa che va oltre il teatro. Racconta la possibilità di ripensare gli spazi delle città, restituendo una funzione sociale a luoghi che sembravano averla definitivamente perduta.

IL “TEATRO EDICOLA” di SAN SEVERO DIVENTA “CASO STUDIO” INTERNAZIONALE sulla “STANFORD SOCIAL INNOVATION REVIEW (SSIR) — STANFORD UNIVERSITY” SOURCE: https://l1nq.com/rruntbb “LA GAZZETTA DI SAN SEVERO” SAN SEVERO (FG) — Sei persone entrano in un’edicola. Davanti a loro non ci sono giornali, riviste o tabacchi, ma una scena teatrale di meno di due metri quadrati. Gli attori sono a pochi passi dagli spettatori, quasi senza separazione tra chi recita e chi guarda. È così che a San Severo un luogo abbandonato da anni ha ricominciato a vivere. E oggi quella piccola esperienza teatrale è finita sotto i riflettori internazionali. È la storia del “Teatro Edicola”, il progetto realizzato dalla compagnia Foyer ’97, diretta artisticamente da Francesco Gravino, che ha trasformato una vecchia edicola di via Tondi in uno dei palcoscenici più piccoli probabilmente mai immaginati. Il progetto è partito il 27 marzo scorso con una formula tanto semplice quanto originale: sei posti a sedere, uno spazio scenico ridottissimo e spettacoli della durata di pochi minuti. Una distanza minima tra pubblico e interpreti che modifica completamente il tradizionale rapporto tra spettatore e teatro. La scommessa, però, è stata subito premiata dal pubblico. Più di 60 persone hanno assistito agli spettacoli in un solo pomeriggio e le tre giornate della stagione inaugurale hanno fatto registrare il tutto esaurito. Da esperimento locale, il “Teatro Edicola” è diventato così un caso capace di attirare l’attenzione ben oltre i confini della provincia di Foggia. A settembre 2026 la “Stanford Social Innovation Review (SSIR)”, rivista della Stanford University, pubblicherà sul proprio sito e nell’edizione cartacea Fall 2026 il reportage “The Six-Seat Revolution”, firmato dal dr. Luciano Magaldi Sardella e seguito editorialmente dal deputy editor David V. Johnson. L’interesse della rivista americana non riguarda soltanto l’originalità della proposta teatrale. Il Teatro Edicola viene infatti osservato come possibile esperienza di innovazione sociale e rigenerazione urbana a basso costo. L’idea è particolarmente interessante in un Paese come l’Italia, dove sono numerose le edicole che hanno cessato la propria attività e che rischiano di diventare spazi vuoti nel tessuto delle città. Subscribe to the Medium newsletter La domanda, in fondo, è semplice: può un luogo nato per vendere giornali diventare nuovamente un punto di incontro? A San Severo la risposta è stata affidata al teatro. L’edicola non è stata semplicemente recuperata dal punto di vista fisico. Ha cambiato funzione, trasformandosi in un luogo dove gli artisti incontrano direttamente il pubblico e dove lo spettacolo diventa parte della vita quotidiana della strada. “Il teatro viene nella strada dove cammini ogni giorno”, ha spiegato Francesco Gravino, sintetizzando la filosofia alla base del progetto. Ed è proprio questo aspetto ad aver reso l’esperienza interessante anche sul piano della possibile replicabilità. Le prime richieste di informazioni sono già arrivate da altre città, tra cui Lucca e Roma, interessate a conoscere il modello e le modalità per realizzarlo. La forza del Teatro Edicola sta anche nella sua apparente sproporzione: un investimento e uno spazio minimi per produrre un effetto culturale molto più grande. Non servono un grande teatro, una platea da centinaia di posti o strutture complesse. Basta uno spazio inutilizzato, un’idea e la volontà di restituirlo alla comunità. Quella vecchia edicola di via Tondi, dunque, racconta qualcosa che va oltre il teatro. Racconta la possibilità di ripensare gli spazi delle città, restituendo una funzione sociale a luoghi che sembravano averla definitivamente perduta.
Für solche Statements kann man den Posten des Generalsekretärs auch gleich der KI übertragen. Womöglich werden sie dann sogar origineller… #Generalsekretär #KI #Originalität #DE
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In Gesù Cristo, Dio ha scelto le più umili condizioni storiche e la più umile delle creature, Maria, per manifestare l’originalità del suo Regno, in cui la prepotenza non ha posto e l’onnipotenza è creazione, servizio e cura della vita. https://t.co/i4uFAHcHPH #GesùCristo #Maria #Fede
Daniele Compatangelo, noto giornalista de La7 e autore di uno scoop riguardante Trump e Meloni, è stato trovato morto a 50 anni a Washington, dove aveva trascorso la sua carriera a raccontare gli Stati Uniti con passione e originalità, lasciando un vuoto nel panorama giornalistico e tra i suoi molti amici e colleghi. #DanieleCompatangelo #giornalismo #CasaBianca

Das Problem ist nicht, dass Voigt KI verwendet (was für ein Ablenkungsmanöver), sondern dass er künstliche Gedanken als seine eigenen ausgibt. KI kittet geistige Leere nicht, sondern offenbart sie: Authentizität, Originalität und Kompetenz lassen sich nicht generieren https://t.co/eZ4kuVkJLC #KünstlicheIntelligenz #Authentizität #Originalität
Quentin Tarantino a criticat dur industria cinematografică americană, numind-o o „fabrică de cârnați fără gust” și afirmând că preferă să citească o carte decât să vizioneze filme recente, pe care le consideră mediocre și lipsit de originalitate, deși a recunoscut câteva titluri contemporane care i-au captat atenția. #QuentinTarantino #Hollywood #filme

Quentin Tarantino a criticat dur industria cinematografică americană, numind-o o „fabrică de cârnați fără gust” și afirmând că preferă să citească o carte decât să vizioneze filme recente, pe care le consideră mediocre și lipsit de originalitate, deși a recunoscut câteva titluri contemporane care i-au captat atenția. #QuentinTarantino #Hollywood #filme

#Garlasco E come le maledette zanzare torna prepotente anche Lei, la mitica fanfaluca del divieto di un processo a carico di un altro imputato. I fastidi dell’estate purtroppo si accoppiano. Sperando di non sentirla più (ma ci spero poco) vediamo di chiarire perché un eventuale processo a carico del nuovo indagato può celebrarsi ugualmente anche in caso di costante efficacia della condanna di Stasi. Premessa d’obbligo. Sicuramente il “Caso Garlasco” presenta originalità sue proprie indiscutibili ma ciò nonostante il nostro sistema non le ignora così come non ignora una possibile soluzione. Il divieto di processare la stessa persona per lo stesso fatto è un principio cardine indiscutibile. Ma è un divieto a salvaguardia della stessa persona e non dello stesso delitto. Anche se raro può accadere quanto sta accadendo e proprio una sentenza della Suprema Corte , emessa solo qualche mese fa , lo sottolinea. Il divieto di processare due volte “A” per lo stesso fatto ha valore solo per “A” ma non per “B”. Possiamo ,cortesemente, eliminare una volta per tutte questo fastidio e limitarci alle sole zanzare? Grazie! #Garlasco #giustizia #processo
Este o mare bucurie să vedem un cineast de renume, cu rădăcini în Republica Moldova, care, prin originalitate şi autenticitate, produce filme memorabile ce emoţionează şi inspiră publicul de pe întregul continent.
Președinta Republicii Moldova, Maia Sandu, l-a felicitat pe regizorul Cristian Mungiu pentru câștigarea celui de-al doilea trofeu Palme d'Or la Festivalul de Film de la Cannes cu filmul „Fjord”, evidențiind impactul și originalitatea lucrărilor sale asupra societății. #CristianMungiu #PalmedOr #FestivalulDeFilmDeLaCannes

Škodovka představila moderní koncept historického modelu 100 k padesátému výročí jeho úspěchu! Ačkoliv se jedná o "cvičení v designu", neplánuje se jeho výroba. Skvělá příležitost pro fanoušky retro automobilů - originalita zůstává nenahraditelná! #Škoda #automobilky
