WRLD

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#replicare
Digi24 5d

Anthropic warned that small artificial intelligence models could become capable of self-replication within a few months on vulnerable IoT devices, posing significant security risks. #inteligențăartificială #IA #replicare (translated)

www.digi24.ro
Avertismentul Anthropic: modelele de inteligență artificială s-ar putea autoreplica curând fără să aibă acces la centre de date
2938
Il Post 6d

Campari is trying to conquer the U.S. market with Sarti Rosa, a colorful and low-alcohol aperitif, aiming to replicate the success of Aperol Spritz. #SartiRosa #aperitivo #Campari (translated)

www.ilpost.it
Adesso Campari vuole convincere gli americani a bere il Sarti Rosa
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𓇢 𓆸 1w

The author of the post described a scene in which Lin's boyfriend woke her up with a coffee while she was sleeping in the ward, after spending the night in the hospital. He wrote that a similar scene could not be replicated and associated the post with the hashtag #DocInYourHands4. #docnelletuemani4 https://t.co/caMBe18RWL #amore #caffe #ospedale (translated)

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Luciano Magaldi Sardella (PhD) 3w

Mitico Magazine - Teatro Edicola di San Severo: un Modello di Rivoluzione Culturale anche per la Stanford University Source: https://www.miticomagazine.com/territorio-e-sociale/teatro-edicola-di-san-severo-un-modello-di-rivoluzione-culturale-anche-per-la-stanford-university/ Il Teatro Edicola di via Tondi A San Severo è avvenuta una singolare metamorfosi: un'edicola abbandonata da almeno sei anni ha ritrovato una funzione e una nuova identità, trasformandosi in uno dei palcoscenici teatrali più piccoli ed insoliti al mondo. Un esperimento nato nel cuore della città che, in pochi mesi, ha oltrepassato i confini locali, attirando l'attenzione anche oltreoceano. Si chiama Teatro Edicola ed è il progetto ideato dalla compagnia Foyer '97, diretta artisticamente da Francesco Gravino, che ha restituito vita alla vecchia edicola di via Tondi attraverso una formula essenziale e al tempo stesso sorprendente. Foyer '97 La Foyer '97 APS nasce come realtà associativa formalmente costituita e attiva nel settore culturale a San Severo nel 1997, dalla vocazione di un gruppo di attori, registi ed appassionati di teatro, con l'obiettivo di costruirne uno "vivo" e accessibile in città. Nel corso degli anni la compagnia ha sviluppato un repertorio che comprende testi della tradizione classica, drammaturgia contemporanea, commedia e progetti sperimentali, non limitandosi però alla semplice produzione di spettacoli teatrali, bensì anche all'organizzazione di corsi e laboratori teatrali e di progetti educativi e culturali caratterizzati da una forte impronta inclusiva, anche e soprattutto nelle scuole. La Foyer '97 non presenta sempre un organico artistico fisso, ma lavora con interpreti e collaboratori diversi a seconda dei progetti; unica presenza imprescindibile è quella, appunto, di Francesco Guido Gravino, attore, regista e direttore artistico della compagnia teatrale. La cifra distintiva di Foyer '97 è data sicuramente dalla valenza di promozione sociale e culturale attribuita al teatro, dal rapporto estremamente ravvicinato con il pubblico e dalla ricerca di un tipo di teatro fuori dagli spazi convenzionali, con cimiteri, treni, campanili, ed ora un'edicola, a fargli da sfondo. Sei spettatori, pochi minuti e una distanza minima tra palco e pubblico Il progetto ha preso il via il 27 marzo 2026, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, proponendo un'esperienza teatrale costruita attorno a una radicale riduzione degli spazi e dei tempi convenzionali dello spettacolo. L'idea nasce non soltanto dalla ricerca di spazi anticonvenzionali, bensì anche da "Edicola Fiore", la rassegna stampa mattutina dal taglio fortemente ironico condotta da Rosario Fiorello e Stefano Meloccaro, andata in onda prima solo sui canali social di Fiorello, tra il 2011 ed il 2014, e poi anche via radio e televisione tra il 2016 ed il 2018. Tale rassegna prendeva il nome dal diminutivo del suo fondatore, appunto Fiore, e dall'edicola di un amico di Fiorello in via Flaminia Nuova a Roma, dove lo showman si ritrovava la mattina presto con un gruppo di amici per leggere i giornali. L'edicola sanseverese è stata concessa gratuitamente dal proprietario Pino Frau al gruppo teatrale che, dopo aver ottenuto l'autorizzazione temporanea ed il supporto istituzionale da parte del Comune di San Severo, ha provveduto a ristrutturarla nell'arco di due settimane ad un costo inferiore ai 3000 euro. Soltanto sei posti a sedere, una superficie totale di 4 m2, di cui solo 2 destinati allo spazio scenico, meno di un metro di distanza tra attori e pubblico, un sipario, un leggio, due luci, rappresentazioni della durata compresa tra i 5 ed i 15 minuti, rotazione del pubblico ogni quarto d'ora: elementi apparentemente minimali che finiscono, però, per sovvertire il consueto rapporto fra palcoscenico e platea. Gli spettatori, infatti, si trovano immersi nell'azione scenica, in una prossimità con gli attori che rende ogni gesto, espressione e parola immediatamente percepibile. Il teatro, in questo modo, abbandona i suoi spazi tradizionali e si insinua nella quotidianità della strada, diventando un'esperienza intima, raccolta e quasi partecipativa. Durante il periodo inaugurale l'ingresso è stato gratuito con successiva offerta libera da parte degli spettatori; in caso di una concessione più stabile e lunga, che possa portare proprio a rappresentazioni teatrali stagionali, il costo del biglietto proposto sarebbe di 5 €. Il pubblico premia l'esperimento La scommessa di Foyer '97 ha incontrato sin dalle prime battute l'interesse del pubblico: oltre 60 persone hanno assistito agli spettacoli in un solo pomeriggio, mentre le tre giornate che hanno inaugurato la stagione hanno fatto registrare il tutto esaurito. Da singolare sperimentazione territoriale, il Teatro Edicola ha così cominciato a suscitare curiosità anche al di fuori della provincia di Foggia, trasformandosi progressivamente in un caso di interesse culturale e sociale, fino a raggiungere il continente americano. Dalla provincia di Foggia alla "Stanford Social Innovation Review" L'esperienza sanseverese, difatti, è arrivata ora sotto i riflettori internazionali: a settembre 2026, la Stanford Social Innovation Review, rivista e piattaforma internazionale dedicata all'innovazione sociale e pubblicata dallo Stanford Center on Philanthropy and Civil Society, all'interno della californiana Stanford University, ha pubblicato sul proprio sito e nell'edizione cartacea Fall 2026 il reportage "The Six-Seat Revolution", firmato dal dr. Luciano Magaldi Sardella, giornalista indipendente e ricercatore affiliato alla European Open University, e seguito editorialmente dal deputy editor David V. Johnson. Nell'articolo, si sostiene che il Teatro Edicola ha attirato l'attenzione oltreoceano perché il progetto concentra in pochi metri quadrati innovazione culturale, rigenerazione urbana e teatro di prossimità: partendo da un problema urbano reale, recupera un luogo abbandonato con un investimento contenuto, porta lo spettacolo direttamente nello spazio pubblico e sperimenta un rapporto molto più ravvicinato tra attori e spettatori. Dal punto di vista della rappresentazione teatrale, inoltre, si evidenzia come il format, fondato su microstorie di cinque-dodici minuti, estrapolate da grandi classici come Goldoni, Čechov, Ibsen, Euripide e Benni, e sulla rotazione degli spettatori ogni quarto d'ora, trasformi i limiti fisici dello spazio in una precisa scelta drammaturgica, rivelandosi estremamente innovativo. Tutto questo permette di far fronte ad alcune delle principali criticità del settore: calo degli spettatori, fasce di pubblico esclusivamente senili, riduzione delle risorse e distanza dai luoghi culturali tradizionali. La rivista ne evidenzia però anche le eventuali problematiche: la sostenibilità economica, la necessità di un sostegno istituzionale stabile e la difficoltà nel replicare il modello, strettamente legato alla comunità e al territorio di San Severo. Un modello che guarda oltre San Severo Nonostante le difficoltà, prime richieste di informazioni sono già arrivate da Lucca e Roma, dove si guarda con curiosità alla possibilità di conoscere più da vicino il modello e le modalità necessarie per riproporlo. La formula di replicabilità, infatti, non sembra richiedere infrastrutture particolarmente onerose: uno spazio inutilizzato, un intervento mirato, un'idea culturale, la conoscenza approfondita del territorio circostante e la disponibilità a restituire quel luogo alla collettività possono essere sufficienti per innescare una nuova funzione urbana. È proprio nella sproporzione fra la modestia delle risorse impiegate e l'eco generata dall'iniziativa che si trova forse la cifra più originale del Teatro Edicola, sicuramente unico nel suo genere; non mancano però, in Italia, esempi di altre edicole riutilizzate per altri fini: "Edicola 518", chiosco novecentesco abbandonato nel centro di Perugia, oggi dedicato all'editoria indipendente, all'arte e alla produzione culturale; e nella stessa Roma, l'edicola abbandonata di piazza Testaccio usata temporaneamente come palcoscenico per uno spettacolo di Fabio Morgan e l'edicola Erno del quartiere Prati, che quasi ogni mese propone un calendario di eventi, mostre, pop-up e collaborazioni con artisti e realtà creative. Piccole rivoluzioni, quindi, che raccontano storie di riappropriazione degli spazi urbani, di creatività e di innovazione sociale. E che, si spera, mettano radici per poter guardare sempre più lontano.

www.miticomagazine.com
Teatro Edicola di San Severo: un modello di rivoluzione culturale anche per la Stanford University
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L
lastampa.it Sep 13

Irvine Welsh, durante un'intervista a Mantova, sostiene che la nostra dipendenza dagli smartphone ha distorto le relazioni e la critica sociale, rendendo impossibile replicare l'impatto di Trainspotting in un'epoca dominata dalla tecnologia e dalle corporation. #IrvineWelsh #Trainspotting #DipendenzeDigitali

www.lastampa.it
Irvine Welsh: “Siamo drogati di smartphone. Torniamo a prima di internet”
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riccardo cucchi Sep 12

La #Lazio non riesce a replicare il bellissimo primo tempo. Nel secondo calo dei biancocelesti che arretrano troppo ed esce il #Milan che riesce a pareggiare. Nel complesso una bella partita. Bravi i ragazzi di #Gattuso. #LazioMilan https://t.co/JbJuGJxgf8 #Lazio #Milan #SerieA

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Roberto Vannacci Sep 10

Dizionario Illustrato televisivo. Dopo innumerevoli puntate senza contraddittorio a sparare su Vannacci e Futuro Nazionale in quel salotto presieduto da Del Debbio, finalmente stasera ci sarà Antonio Maria Rinaldi che, forse, potrà replicare. Speriamo lo facciano parlare. https://t.co/d8IvC9is5t #televisione #politica #dibattito

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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

The Psychologist – The British Psychological Society – Quando i Muri Diventano Benessere SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/psychologist-british-psychological-society-when-sardella-ph-d--jl9df/ Dr Luciano Magaldi Sardella e il Professor Matteo Mantuano parlano di come lo "Stramurales International Street Art Festival" e l'arte di strada partecipativa transforma la salute mentale urbana. Link: https://www.bps.org.uk/psychologist/when-walls-become-wellness The Psychologist, The British Psychological Society by esteemed Dr. Joe Sutton, Head of Science Communication at BPS. Contenuto dell’articolo In un torrido pomeriggio del giugno 2018, ci trovavamo nella piazza centrale di Stornara, una piccola città agricola della Puglia, nel Sud Italia, ad assistere a qualcosa di straordinario. L'artista locale Lino Lombardi stava facilitando un acceso dibattito tra i residenti su quali progetti murali avrebbero dovuto ornare i muri fatiscenti della loro città. Ciò che ci colpì non fu l'arte in sé, bensì la trasformazione che vedemmo negli occhi di persone che, solo pochi mesi prima, avevano descritto la loro città natale come un luogo da cui fuggire. Erano individui che reclamavano la propria narrazione, votavano sul proprio futuro, dipingendo letteralmente sopra decenni di declino. Siamo psicologi ambientali e di comunità che hanno trascorso oltre un decennio a studiare come gli ambienti costruiti plasmino i risultati in termini di salute mentale. La ricerca del Dottor Luciano Magaldi Sardella si concentra sugli interventi artistici partecipativi nelle comunità rurali in declino, mentre il Professor Matteo Mantuano è specializzato nei meccanismi psicologici dell'empowerment comunitario e dell'agentività collettiva. Quando venimmo a conoscenza del festival Stramurales all'inizio del 2018, riconoscemmo in esso una rara opportunità di osservare l'arte urbana partecipativa come potenziale strumento per affrontare la crisi della salute mentale che affligge le città in via di spopolamento del Sud Italia. Nel corso degli ultimi sette anni abbiamo condotto un'ampia ricerca sul campo a Stornara — intervistando i residenti, documentando l'evoluzione del festival e analizzando i suoi impatti psicologici e sociali. Ciò che abbiamo trovato a Stornara era qualcosa di ben più significativo di un'innovativa iniziativa artistica guidata dalla comunità. Era la psicologia ambientale in azione — che ridefiniva la nostra comprensione del rapporto tra ambienti costruiti, arti partecipative e salute mentale. La Crisi Nascosta alla Vista di Tutti Ricerche recenti rivelano un'allarmante convergenza di crisi ambientali e della salute mentale che rimane curiosamente poco esaminata nel discorso psicologico. La ricerca sulla salute mentale riceve appena il 2,3 per cento dei finanziamenti complessivi del National Institute of Health. Non possiamo sapere quanta parte di questi riguardi i nostri ambienti — sia naturali che costruiti — che plasmano in modo fondamentale il nostro benessere psicologico. Il campo di recente proposta denominato "EnvironMental Health" sottolinea che il deterioramento degli ambienti costruiti correla significativamente con stress elevato, isolamento sociale e peggioramento dei risultati in termini di salute mentale. Le comunità rurali del Sud Italia incarnano questa crisi. Tra il 2002 e il 2017, la regione del Sud Italia ha perso circa due milioni di residenti a causa della migrazione, prevalentemente giovani adulti tra i 15 e i 34 anni. Questo esodo ha creato ciò che Johan Galtung ha descritto come "violenza strutturale" — assetti sistematici che impediscono alle comunità di realizzare il proprio potenziale. Il tributo in termini di salute mentale si manifesta non solo in diagnosi individuali, ma nella disperazione collettiva, nell'erosione del capitale sociale e in comunità che guardano il proprio futuro emigrare letteralmente. Stornara esemplificava questa traiettoria. Nel 2017, questo comune di 6.000 abitanti affrontava la familiare spirale: la contrazione economica che precipitava l'emigrazione giovanile, accelerando il deterioramento delle infrastrutture e alimentando un ulteriore declino. I muri crollavano. Le attività commerciali chiudevano. La speranza evaporava. Poi qualcosa cambiò. La Rivoluzione Stramurales: Democrazia attraverso l'Arte Ciò che è emerso a Stornara trascende il convenzionale turismo culturale. Il Festival Internazionale di Street Art Stramurales opera attraverso tre meccanismi democratici fondamentali che lo distinguono dai superficiali progetti di abbellimento urbano. Organizzato attraverso Stornara Life APS — un'associazione a iscrizione aperta fondata dal Maestro Lino Lombardi — il festival previene la cattura elitaria attraverso la partecipazione volontaria dei proprietari degli immobili, garantendo l'assenza di coercizione; la selezione democratica dei contenuti attraverso la votazione annuale della comunità sui temi del festival e sulle proposte di murales; e una governance trasparente e inclusiva che dà a tutti i residenti voce in capitolo nella direzione del festival. Questa architettura partecipativa facilita ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità descrive come "empowerment comunitario" — processi che consentono alle comunità di aumentare il controllo sui fattori determinanti che influenzano la loro salute. Recenti studi sul campo a Vienna dimostrano che gli interventi di arte urbana riducono stress e ansia migliorando al contempo gli stati d'umore, ma Stramurales va oltre, incorporando la creazione artistica all'interno di strutture decisionali democratiche. Quando i residenti offrono volontariamente i propri muri e votano sui contenuti, compiono atti di investimento materiale e psicologico. Questo ripristino dell'agentività collettiva — la convinzione che i residenti possano plasmare il futuro della propria città natale anziché limitarsi ad assistere al suo declino — affronta direttamente la violenza strutturale che erode la salute mentale. Tra il 2020 e il 2025, Stornara ha registrato un notevole incremento delle entrate turistiche nonostante le perturbazioni causate dalla pandemia. Nuove attività commerciali hanno aperto i battenti. Un emigrato originario di Stornara, tornato a malincuore nel 2017 per assistere i genitori anziani, lavora ora come guida turistica e descrive Stornara come "la città più bella d'Italia". Non si tratta semplicemente di indicatori economici. Sono risultati in termini di salute mentale. La Scienza alla Base della Trasformazione La ricerca contemporanea in molteplici discipline valida ciò che i residenti di Stornara sperimentano visceralmente. Una revisione sistematica del 2024, che ha esaminato 79 articoli sottoposti a revisione paritaria, ha identificato come i luoghi dell'arte — dai musei permanenti alle installazioni pubbliche temporanee — stimolino il coinvolgimento della comunità, rafforzino l'identità culturale e favoriscano la coesione sociale. I progetti murali guidati dalla comunità rafforzano specificamente l'identità e l'orgoglio locali, creando nuove routine che incoraggiano le persone a interagire e costruire relazioni. Una recente ricerca sperimentale condotta a Berlino ha rilevato che le mostre d'arte a livello del marciapiede hanno alterato significativamente il legame dei visitatori con il proprio quartiere e la loro soddisfazione nei suoi confronti, migliorando il benessere complessivo. Ciò si allinea con le teorie emergenti sull'impatto della fruizione artistica sulla salute mentale, che individua cinque meccanismi chiave: processi affettivi che regolano le emozioni e lo stress; processi cognitivi che forniscono stimolazione sensoriale e apprendimento; processi sociali che creano esperienze condivise; auto-trasformazione attraverso la riflessione; e costruzione della resilienza per affrontare le sfide. La ricerca in psicologia ambientale dimostra che gli ambienti costruiti operano come interventi terapeutici. Studi sulle strutture di degenza psichiatrica rivelano che gli elementi progettuali che influenzano privacy, controllo, accesso alla luce naturale e, in particolare, l'inclusione di opere d'arte hanno un impatto significativo sui risultati dei pazienti. Se i muri degli ospedali hanno importanza terapeutica, quanto più lo avranno i muri che incontriamo quotidianamente nelle nostre comunità? Il modello Stramurales sfrutta questi meccanismi attraverso il recente concetto di "visual health activism". Diversi murales affrontano esplicitamente temi legati alla salute e ai diritti umani: "Refuge for All Migrants" di Alaniz Niz rappresenta i lavoratori agricoli africani sfruttati; "Turning Our Backs on Migration" di Sabotaje al Montaje sfida le politiche escludenti; "African Child at Sunset" di Devil Art Design ritrae giovani migranti in cerca di un futuro dignitoso. Queste opere affrontano i determinanti sociali della salute attraverso la difesa dei diritti umani. Le politiche migratorie che negano i diritti fondamentali creano vulnerabilità sanitarie — tra cui accesso limitato all'assistenza sanitaria, condizioni di lavoro pericolose e trauma psicologico derivante dalla discriminazione. I murales svolgono una duplice funzione di salute pubblica: affrontano la salute mentale dei residenti, advocando al contempo per le popolazioni i cui diritti alla salute sono sistematicamente violati. Attaccamento alla Terra e Resilienza Comunitaria Il rapporto tra percezione ambientale, identità culturale e resilienza comunitaria ha ricevuto notevole attenzione accademica nel 2024-2025. Ricerche condotte nelle aree rurali della Cina dimostrano che la percezione ambientale degli spazi pubblici influenza la resilienza comunitaria attraverso gli effetti di mediazione concatenati dell'identità culturale e dell'attaccamento ai luoghi. Quando le comunità trasformano i propri ambienti fisici attraverso processi partecipativi, rafforzano simultaneamente i legami psicologici che costituiscono il fondamento della resilienza. Questo spiega perché Stramurales riesce laddove i tradizionali approcci allo sviluppo economico falliscono. Il festival non si limita a creare valore economico — sebbene oltre 150 murales di artisti internazionali attirino ormai migliaia di visitatori ogni anno. Ridefinisce fondamentalmente il rapporto dei residenti con il proprio ambiente, trasformando le narrative del declino in prove di vitalità. Ogni murale democraticamente selezionato diventa ciò che i ricercatori sulla resilienza chiamano un "ancora di speranza" — una prova tangibile che contraddice la disperazione. La teoria contemporanea della resilienza sottolinea che la forza risiede non soltanto nelle infrastrutture fisiche, ma nella coesione sociale. Una recente analisi del design urbano resiliente nei quartieri emarginati americani ha rilevato che il messaggio dei residenti — "Ci piacciono i nostri vicini, ci piace il carattere del luogo in cui viviamo" — rivelava che la resilienza riguarda fondamentalmente le persone e la comunità. Gli interventi progettuali hanno successo quando preservano e rafforzano questi legami sociali, anziché imporre visioni esterne. Stramurales incarna questo principio. I meccanismi di votazione democratica assicurano che l'arte rifletta i valori autentici della comunità, piuttosto che le preferenze degli artisti o dei curatori. Questo previene lo spostamento culturale che spesso accompagna la rigenerazione urbana, in cui i miglioramenti avvantaggiano i nuovi arrivati alienando al contempo i residenti preesistenti. Centrando l'agentività dei residenti, Stramurales costruisce quella che i ricercatori descrivono come "resilienza critica" — una capacità che affronta le disuguaglianze sottostanti anziché limitarsi ad adattarsi ad esse. Il Divario della Partecipazione e l'Accesso Universale Questi risultati risuonano profondamente con le preoccupazioni di lunga data riguardanti l'accessibilità alle arti. La Commissione Warwick del 2015 ha documentato che l'8 per cento più ricco e più istruito della popolazione britannica rappresentava il 44 per cento delle presenze ai concerti di musica dal vivo e il 28 per cento delle visite alle mostre di arte visiva. Questo divario nella partecipazione colpisce in modo particolare le comunità che trarrebbero il massimo beneficio dall'impegno artistico per la salute e il benessere. Ma Stramurales sfida questa narrativa. La street art come infrastruttura di salute pubblica non richiede biglietti d'ingresso, prenotazioni anticipate né capitale culturale per essere apprezzata. Esiste nei luoghi in cui le persone vivono, trasformando i tragitti quotidiani in incontri con la bellezza e il significato. Il processo di selezione democratica garantisce che l'accessibilità si estenda oltre la fruizione alla co-creazione — i residenti non si limitano a guardare l'arte, ma determinano ciò che appare sui propri muri. Ricerche recenti sulle arti partecipative e sulla coesione sociale sottolineano che gli interventi di successo condividono caratteristiche comuni: erogazione nelle comunità locali, approcci non stigmatizzanti, flessibilità, promozione del coinvolgimento sociale, coinvolgimento di mostre ed erogazione entro specifici archi temporali. Stramurales incorpora tutti questi elementi aggiungendo al contempo una genuine governance democratica. Questo è urgentemente rilevante. Le condizioni di salute mentale tra i giovani a livello mondiale sono in aumento, e i servizi tradizionali di salute mentale rimangono cronicamente sottofinanziati. Se non riusciamo a scalare gli interventi clinici per soddisfare la domanda, dobbiamo investire in approcci preventivi di salute pubblica che mirino ai determinanti sociali. Da Stornara al Mondo: Implicazioni per la Pratica Il modello Stramurales offre un modello replicabile che richiede un modesto investimento finanziario ma una sostanziale partecipazione comunitaria. Gli elementi essenziali includono: coinvolgimento volontario, processo decisionale democratico, uso strategico dei social media per il marketing e integrazione delle narrative locali con le pratiche artistiche globali. Diverse città hanno implementato varianti con risultati promettenti. La ricerca sugli interventi artistici negli spazi urbani in Europa e in Asia dimostra che i progetti d'arte partecipativa possono fungere da "social prescribing", migliorando la resilienza psicologica e potenziando il coinvolgimento pubblico. Gli approcci di "tactical urbanism" — interventi su piccola scala e a basso costo per migliorare gli spazi pubblici — incorporano sempre più l'arte come elemento centrale piuttosto che supplementare. Le implicazioni si estendono oltre le singole comunità. I quadri internazionali, tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, sanciscono i diritti alla salute e alla partecipazione culturale. Gli obblighi degli Stati di conservare, sviluppare e diffondere la cultura dovrebbero sostenere le iniziative culturali guidate dalla comunità che hanno un impatto dimostrabile sui risultati in termini di salute. Come sottolineano le analisi della governance pandemica, le future riforme della politica sanitaria devono affrontare non solo la preparazione biomedica, ma anche le vulnerabilità sottostanti nella resilienza comunitaria e nella coesione sociale. La street art che opera attraverso strutture partecipative rafforza direttamente queste dimensioni. Cosa gli Psicologi Possono Fare Abbiamo un ruolo da svolgere a molteplici livelli. In primo luogo, dobbiamo condurre ricerche che documentino gli impatti sulla salute mentale degli interventi artistici partecipativi. Sebbene esistano prove promettenti, studi metodologicamente rigorosi con campioni adeguati e follow-up a lungo termine rimangono scarsi. Abbiamo bisogno di disegni sperimentali, non solo di studi osservazionali, che esaminino i meccanismi attraverso i quali le trasformazioni ambientali influenzano i risultati psicologici. In secondo luogo, dovremmo sostenere politiche che riconoscano il coinvolgimento artistico come intervento sanitario. Ciò significa supportare il finanziamento della salute pubblica per le iniziative artistiche comunitarie, in particolare nelle aree economicamente depresse dove i tradizionali approcci allo sviluppo hanno fallito. Dovremmo collaborare con urbanisti, architetti e artisti per integrare le arti partecipative nella rigenerazione dei quartieri fin dall'inizio, non come ripensamenti successivi. In terzo luogo, dobbiamo garantire che gli interventi incarnino una partecipazione genuina piuttosto che una consultazione di facciata. Il modello Stramurales ha successo perché i residenti detengono un potere reale. Senza questo, gli interventi artistici rischiano di replicare le strutture di potere esistenti e di accelerare potenzialmente la gentrificazione che allontana le comunità che si propongono di servire. In quarto luogo, dovremmo adottare metodi di ricerca basati sulle arti che mettano al centro le voci della comunità. Approcci collaborativi come il teatro partecipativo, il photovoice e la poetica collaborativa permettono alle comunità di articolare le proprie esperienze e aspirazioni in modi che le tradizionali valutazioni psicologiche non riescono a cogliere. Questi metodi riconoscono che le comunità possiedono una competenza propria riguardo ai propri bisogni e alle potenziali soluzioni. Infine, dobbiamo collocare gli interventi artistici all'interno di quadri più ampi che affrontino la giustizia sociale. L'arte non dovrebbe funzionare come un "cerotto" che maschera le disuguaglianze sottostanti. Dovremmo invece sfruttare il potenziale dirompente delle arti per promuovere quella che i ricercatori definiscono "resilienza critica" — una capacità che sfida le ingiustizie sistemiche anziché limitarsi ad aiutare le persone ad adattarsi ad esse. Ciò significa affrontare non solo i sintomi (il disagio mentale) ma le cause (la violenza strutturale, l'abbandono economico, i fallimenti politici). Ripensare le Infrastrutture Sanitarie Pubbliche Il caso Stramurales impone una riconsiderazione fondamentale di cosa costituisca un'infrastruttura sanitaria. Immaginiamo tipicamente cliniche, ospedali, farmacie — istituzioni biomediche che erogano trattamenti per condizioni diagnosticate. Ma cosa succederebbe se l'intervento di salute mentale più efficace per una comunità in declino non fosse una nuova struttura psichiatrica, bensì processi democratici che consentano ai residenti di trasformare il proprio ambiente visivo? I muri ricoperti di arte selezionata democraticamente, creata attraverso una genuina partecipazione comunitaria, migliorano in modo dimostrabile la salute mentale della comunità operando al contempo i diritti culturali sanciti dal diritto internazionale. Il modesto investimento finanziario richiesto impallidisce di fronte ai costi dei servizi clinici che trattano il disagio prevenibile. Per le comunità che vivono il declino in cui i tradizionali approcci allo sviluppo economico hanno fallito, la street art partecipativa può offrire l'intervento di salute mentale più conveniente, accessibile e sostenibile disponibile. Non si tratta di romanticizzare l'arte o di sminuire le gravi malattie mentali che richiedono cure cliniche. Si tratta di riconoscere che la salute mentale della popolazione richiede di affrontare i determinanti sociali — e che le arti partecipative che prendono di mira gli ambienti costruiti, il capitale sociale e l'agentività collettiva affrontano direttamente questi determinanti. La domanda che la psicologia deve porsi non è se l'arte possa funzionare come intervento sanitario — Stramurales e le prove crescenti dimostrano che può farlo. Piuttosto, la domanda è se possediamo l'immaginazione per ripensare le infrastrutture sanitarie, riconoscendo che una promozione efficace della salute mentale può richiedere tanto il processo decisionale democratico e la partecipazione comunitaria quanto la competenza clinica. Mentre guardavamo i residenti di Stornara votare sui murales in quel pomeriggio di giugno, assistevamo a persone che esercitavano una capacità umana fondamentale troppo spesso negata nel nostro campo: il potere di plasmare il proprio ambiente e, attraverso quella creazione, di guarire. Forse questa è la lezione più vitale che Stramurales offre alla psicologia — che a volte l'intervento più terapeutico non è somministrato da professionisti, ma creato da comunità che reclamano la propria agentività… un muro selezionato democraticamente alla volta. Dr Luciano Magaldi Sardella holds a PhD in Cognitive Leadership at Aspire Institute, Harvard Business School. Professor Matteo Mantuano is Professor of Social Sciences and Psychoeducational Health, Unitré University of Milan, Italy. Photo: 'Kid trapped in a box' mural by Leticia Mandragora References: All-Party Parliamentary Group on Arts, Health and Wellbeing (2017). Creative Health: The Arts for Health and Wellbeing (2nd ed.). Belfiore, E. & Bennett, O. (2024). The social impact of the arts: An intellectual history. London: Palgrave Macmillan. Bone, J.K., Bu, F., Fluharty, M.E., Paul, E., Sonke, J.K. & Fancourt, D. (2024). Who engages in the arts in the United States? A comparison of several types of engagement using data from The General Social Survey. PLOS ONE, 19(1), e0296743. doi:10.1371/journal.pone.0296743 Chatterjee, H.J. & Noble, G. (2024). Museums, health and well-being: A preliminary report for Phase I. UCL Museums & Public Health Research Group. Cohen, G.D., Perlstein, S., Chapline, J., Kelly, J., Firth, K.M. & Simmens, S. (2006). 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The Psychologist – The British Psychological Society – Quando i Muri Diventano Benessere
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𝗧𝗛𝗘 𝗕𝗢𝗦𝗦⭐⭐🪖 Sep 2

Proprio in questo giorno è stato proposto il rinnovo annuale a Piero #Ausilio, pensavamo fosse legata al mercato invece no. Dopo averlo fatto lavorare per tutta la sessione estiva di mercato con un contratto in scadenza tra 10 mesi, dopo 28 anni di Inter, la proprietà ha messo sul tavolo un rinnovo annuale, il che significa replicare un'altra sessione di mercato praticamente in scadenza di contratto. Questo ha fatto saltare il banco, ora salvo mediazioni da parte di Marotta e una nuova proposta piu adeguata e rispettosa da parte della proprietà, le strade tra Ausilio e l'Inter si divideranno. #Inter #Calciomercato #Ausilio

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Felix Sep 1

Se lavori senza un CEO Sport e/o senza un Direttore Sportivo, improvvisando una struttura in cui per la prima volta proprietario/allenatore/analisti provano a fare mercato e costruire la rosa... queste sono le conseguenze. Brutte figure e inversioni a U che intaccano la credibilità di un progetto che, malgrado gli sforzi di renderlo logico agli occhi dei tifosi, non può ripartire davvero senza figure con una certa esperienza. Edwards, ex CEO Sport nel Liverpool dove RedBird è azionista di minoranza, così come Krosche sarebbero innesti utilissimi alla luce di com'è stato condotto il mercato estivo 26/27. Una sessione dove abbiamo apprezzato la presenza costante e la buona volontà di Cardinale, per la prima volta in trincea. Tuttavia, a questi livelli, l'impegno non può bastare se non è accompagnato dalla competenza. Virtù che non si inventa dall'oggi al domani. Prenderne atto sarà il prossimo step che ci auguriamo non richieda altri 4 anni di tempo. Al massimo 4 mesi, pronti per l'inizio del mercato di gennaio 2027 con una struttura dirigenziale finalmente preparata per ciò che servirà. Il tifoso ormai ha capito che serve tempo. Ed ha capito pure che non si vogliono buttare soldi per mezzi giocatori. Ma in ogni grande squadra esistono pure le vie di mezzo tra i Gila e i Diawara. Quel "tier 2" che non deve costare per forza 30 ma pure 10. Il motivo è semplice: la grande squadra insegue obiettivi sportivi a breve termine. E non può permettersi di avere troppa differenza tra titolari e riserve. Mantenere in rosa qualche ragazzo va bene ma non bisogna esagerare. Perché altrimenti gli obiettivi sportivi a breve termine verranno meno e, con essi, pure quelli economici. Risultato: continuiamo a buttare soldi. L'idea di ripartire con un allenatore giovane come Amorim va bene. La presenza di Cardinale va benissimo. Ma ci deve essere qualcuno a metà strada tra Cardinale e Amorim che renda logiche le richieste del mister, rifiutandone anche qualcuna, e faccia capire al proprietario quando vale realmente la pena fare A piuttosto che B. Niente di strano: basta semplicemente replicare strutture già esistenti, senza avere l'ardire di reinventare la ruota. Per quanto riguarda invece i numeri di questo mercato, presto arriverà la mia analisi su RedBlack Insights 🔴⚫️ #StayTuned #Calcio #Mercato #Sport

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Michele Deantoni Aug 13

Come cambia l'Inter con Spence? Djed Spence non è un sostituto diretto di Dumfries nel senso tattico del termine. L'olandese era un quinto a tutta fascia che garantiva all'Inter profondità verticale, inserimento sul secondo palo e superiorità fisica sull'ultimo terzo: un attaccante aggiunto travestito da esterno, difficile da replicare a prescindere dal nome. E la sensazione è che l'Inter non volesse nemmeno cercarne uno simile, dato che lo stesso Dumfries aveva faticato ad inizio anno a trovare gli automatismi nell'approccio di Chivu. Spence propone qualcosa di diverso: il suo contributo parte prima, nella capacità di rompere linee attraverso la conduzione. Con quasi 4 dribbling tentati ogni 90 minuti (percentile 99 tra i difensori) e oltre 3.7 progressive carries per 90 (percentile 98), è il giocatore che nella rosa del Tottenham ha registrato più dribbling riusciti nelle ultime due stagioni tra tutte le competizioni. I cross tentati (2.3 per 90) e la posizione media avanzata confermano una presenza offensiva reale, anche se i quinti dell'Inter operano mediamente più alti e con maggiori volumi di passaggi nell'ultimo terzo. I numeri offensivi nella stagione 2025-26 al Tottenham (0 gol e 0 assist in Premier League su 21 partite da titolare) vanno letti nel contesto: Spence ha giocato da terzino sinistro per quasi tutta la stagione, con Porro intoccabile dall'altra parte. Agire sul lato debole, destro di piede, comprime naturalmente le possibilità di cross e conclusione. All'Inter troverà la fascia destra, il suo lato naturale. La similarità con Dimarco (forte nel volume (87) e nel mix di azioni (83.5)) va spiegata con precisione per non creare aspettative distorte. Non sono gemelli: Dimarco è molto più estremo nella rifinitura laterale (5.7 cross per 90 contro 2.3), più incisivo nelle azioni difensive di squadra. Quello che li avvicina è la direzione del profilo: entrambi esterni progressivi e di ampiezza, sopra media nella progressione palla al piede, non costruiti sul duello aereo né sulla circolazione sicura. Spence, anzi, supera Dimarco nella distanza media delle conduzioni progressive, è più fisico e di strappo, meno rifinitorio. Insomma, Spence porta caratteristiche nuove che Chivu ha cercato a lungo, in una fascia dove ad oggi non esistono certezze, ma solo otttime suggestioni. #Inter #Spence #Calcio

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‘Gregorio per me rimane il capitano e lo sto solo sostituendo in questo momento. Vivere di emozioni altrui per me è pazzesco, quando guardo le gare degli altri io mi esalto e voglio replicare, spero che quello che faccio aiuti gli altri in questo’ Tete ❤️‍🩹 #paris2026 https://t.co/c0l5Yqxn7l #sport #emozioni #competizione

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Ivan_Grieco Aug 3

Immagino Giuseppe Conte che chiama Putin e lo prega in ginocchio di interrompere la guerra. Non riesco a far altro che ridere pensando a questa scena. Ma i veri indegni in questa situazione non sono i grillini ma il PD che non apre bocca per replicare a queste idiozie. #politica #guerra #Italia

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Stefano.Greco.1962 Jul 27

EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA... Volevo evitare, ma tirato per i capelli dal post di Salvatore @palella mi corre l'obbligo di replicare, punto su punto! https://t.co/tX7xXWIxul #discussione #politica #opinioni

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Paolo Becchi Jul 5

Gli editori delle riviste mediche più prestigiose del mondo dicono che le ricerche pubblicate sono fasulle, cioè quando si prova a replicare i risultati non viene fuori niente di simile "Abbiamo editori sottoposti a peer review, ad alto impatto, in gran parte delle riviste che #RicercaFasulla #PeerReview #RivisteMediche #N/A

ANSA.it Jul 4

Il Canada affronta il Marocco negli ottavi di finale dei Mondiali 2022, con la nazionale canadese che cerca di continuare il suo sogno di superare i quarti di finale dopo aver già spezzato un negativo digiuno di punti nella competizione, mentre il Marocco punta a replicare il successo della sua storica corsa verso le semifinali. #Mondiali2022 #CanadaVsMarocco #OttaviDiFinale

www.ansa.it
Mondiali: Canada Marocco DIRETTA e FOTO
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Daniele Mari Jun 19

Sky Sport - Il Como non ha alcuna intenzione di piegarsi alle pretese economiche del Real Madrid. La linea dettata dalla dirigenza italiana è infatti chiara e irremovibile: non c'è la minima volontà di comprare Nico Paz. Mourinho ha dato l'ok alla partenza ma a patto che il Real Madrid monetizzi subito. Il messaggio recapitato al Como è netto: se vogliono il giocatore, devono acquistarlo, senza replicare formule o soluzioni in stile prestito come quelle viste quest'anno #RealMadrid #Calcio #TransferMarket

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Il Fatto Quotidiano Jun 12

Helen Mirren, durante il Taormina Film Festival, ha dichiarato che Israele non può replicare crimini contro l’umanità, commentando le tensioni del conflitto in Medio Oriente e sostenendo che Netflix deve distribuire i film nelle sale per vincere un Oscar, riflettendo anche su eventi recenti, tra cui un insulto ricevuto per strada, e le contraddizioni socio-politiche negli Stati Uniti. #HelenMirren #Israele #Netflix

www.ilfattoquotidiano.it
Helen Mirren: “Israele non può replicare crimini contro l’umanità”. E su Netflix: “Se vuole l’Oscar porti i film al cinema”
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Milan Zone May 25

🚨 @MichaelCuomo7 live a @MilanVibesIT: "Si ripartirà da un nome non forte, si vuole replicare il modello #Fabregas. Ma lo sanno che al #Como se finisci sesto fanno la maglia celebrativa? Lo sanno che lo spagnolo ha messo i soldi suoi e messo i giocatori suoi?". #Calcio #SerieA #Como

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Il Fatto Quotidiano May 25

Secondo un rapporto di Oxfam, il cessate il fuoco in Libano è solo formale, poiché dal suo inizio sono morte 600 persone, mentre la strategia israeliana mira a replicare l'annessione di Gaza, causando sfollamenti di massa e distruzione di villaggi. #Israele #Libano #cessateilfuoco

www.ilfattoquotidiano.it
Libano, il report: “Il cessate il fuoco è solo di facciata. Il disegno di Israele è l’annessione come a Gaza”
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