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#strategia

Let someone correct me if I'm wrong, but did the Russians make a strategically good decision by engaging in terrorist activities in the West? After all, such networks are relatively easy to catch by grabbing even one link (the myth of indomitable agents is nonsense), and part of the terrorists... (translated)

Participants of the Bledi Strategic Forum agreed that Vladimir Putin will not stop at Ukraine and urged that Ukraine's NATO and EU integration be realized as soon as possible to improve the security situation. (translated)

Súlyos figyelmeztetés érkezett, erre kell készülni: Putyin nem áll meg Ukrajnánál
ANSA.it 7h

The Pentagon has extended the deployment of U.S. troops in the Middle East until 2027, while President Trump evaluates the next moves related to the war and strategy against Iran. (translated)

Il Wsj: 'Il Pentagono estende il dispiegamento delle truppe Usa fino al 2027'

Very interesting strategic signaling from the Allied Joint Force Command (JFC) in Brunssum @NATOJFCBS - responsible for implementing defense plans for Central Europe, Poland, and the Baltic states. NATO is starting to speak to Russia in a different language and is beginning to show deterrence in. (translated)

La guerra è finita. Non sul campo, dove ancora si muore, ma nella realtà dei rapporti di forza. La Russia l’ha vinta. L’esercito ucraino agonizza. A Washington lo hanno capito. In Europa no. O fingono di non capirlo, che è peggio. Il fatto più osceno non è Kiev che resiste a oltranza. Non è Washington che cerca un’uscita per mascherare la sconfitta. Il fatto più osceno è l’Europa. Una classe dirigente colta da una frenesia bellicista che non ha più obiettivo, non ha più industria, non ha più soldati, non ha più strategia. Solo slogan. Solo morale da commedia. Solo la pretesa di continuare una guerra che altri hanno già deciso di chiudere. Si parla di «minaccia esistenziale». Si parla di carri russi a Lisbona. Si parla come se la geografia fosse un optional e la demografia un dettaglio da salotto. Un paese di diciassette milioni di chilometri quadrati, con una popolazione in calo e uno Stato che fatica già a occupare il proprio territorio, non ha alcuna intenzione di invadere l’Europa. Non ha i mezzi. Non ha il desiderio. Non ha l’interesse. Chi racconta il contrario non fa analisi. Fa propaganda. Mosca raggiungerà i suoi obiettivi. Fino a Odessa. Poi si fermerà. Non per bontà. Per calcolo. Perché una potenza fragile dal punto di vista demografico non si lancia in un’avventura continentale. Perché il suo problema è la sicurezza del Mar Nero, non la conquista di Berlino. Perché chi ha pagato un tributo di sangue non spreca il resto in una fantasia da editoriale. Il resto è teatro. L’Europa fornisce armi e fatture. Non decide. Sogna di vincere una guerra che ha già perso al fianco di chi ora cerca di uscirne. Accusa di «capitolazione» chi guarda i numeri. Chiama «realismo» la propria cecità. Confonde la Nato con uno scudo, quando è prima di tutto un dispositivo di controllo. La questione è chi ha voluto questa guerra, chi l’ha condotta per procura, chi ha spezzato l’asse energetico europeo, e chi oggi pretende di continuare il massacro per non ammettere di aver sbagliato tutto. Quando la sconfitta sarà ufficiale, non basterà cambiare comunicato. Bisognerà spiegare perché un continente intero ha preferito l’isteria alla geografia, la predica al calcolo, e la guerra degli altri al proprio interesse. Fino ad allora, il coro continuerà. Più alto. Più vuoto. Più pericoloso. #Guerra #Europa #Realismo

Onet.pl 11h

Moscow provokes Germany and tries to intimidate the West, which could lead to further incidents, but according to experts, the risk of direct war with NATO is low, and the Kremlin's strategy aims to exert pressure for support for Ukraine. (translated)

Moskwa gra strachem i prowokuje Niemcy. Witold Jurasz: to jeszcze nie wojna

Sabotaging the state's efforts in the field of security (strategy, SAFE, intelligence services) and exposing Poland to increasingly greater strategic risks, in the face of hybrid aggression and the growing threat of open war, has unfortunately become a hallmark of the current presidency. (translated)

Se la strategia di Vannacci è quella di attendere all'opposizione per diventare prima forza, il Cdx deve fare di tutto per allearsi per non perdere l'egemonia. Se la strategia di Vannacci è quella di andare al potere, il Cdx deve fare di tutto per allearsi per coordinare un'azione di governo. Se la strategia di Vannacci è quella di indebolire il Cdx per far vincere la Sinistra, il Cdx deve fare di tutto per allearsi per smascherare il diabolico piano di Renzi [LOL]. Se il Cdx non si allea con Vannacci per ragioni politiche (linea Craxi-Ronzulli) allora si dichiara una forza centrista e deve allearsi con Calenda, Renzi, Ruffini e tutti i centristi togliendoli al Campo largo. L'elettorato muterà di conseguenza. Se il Cdx non si allea con Vannacci per ragioni tattiche (Vannacci al governo cresce ancora a spese degli altri) sceglie di perdere le elezioni pur di preservare una sparuta classe dirigenziale. Se il Cdx non si allea con Vannacci perché prevede che nascerà un centro autonomo dal Campo Largo equivalente a Vannacci o perché non si farà il Campo Largo si prende un grosso rischio ma stabilisce, in questo caso, una strategia possibile. Se Vannacci rifiuta ogni proposta del Cdx il Cdx, a maggior ragione e in maniera ancora più netta che in tutti i casi precedenti, deve necessariamente provare ogni tipo di percorso di alleanza con Vannacci per rendere evidente le sue intenzioni e chiarire che la dinamica di alleanza viene inficiata da Vannacci. #politica #alleanze #strategia

China has adopted a new mobilization law that significantly expands the areas that can be included in a national war effort, thereby strengthening military capabilities and integrating civilian resources into the defense strategy. (translated)

China își pune economia pe picior de război. Ce prevede noua lege a mobilizării

Il mercato del Napoli si chiude con una sensazione precisa: una squadra forte che, quando avrebbe potuto diventare ancora più completa, ha scelto consapevolmente un rischio enorme. Il Napoli ha una base di assoluto valore, grande duttilità tattica e numeri per competere ai massimi livelli. Può puntare alle prime quattro con tranquillità . Il problema è il modo in cui ha deciso di affrontare ciò che viene dopo. Chiude con un difensore non pronto fisicamente e non immediatamente utilizzabile. Siamo al 1° settembre, la guida tecnica è nuova e Buongiorno è alle prese con un infortunio pesante. Arriva Favasulli, operazione intelligente e prospettica. Ma non quella soluzione offensiva chiesta dal tecnico per completare il reparto insieme a Rasmus e Lucca. E qui nasce la mia perplessità. Ho condiviso la strategia del Napoli: continuità, forza del gruppo, niente rivoluzioni. Ma avere fiducia nella propria rosa non significa considerarla autosufficiente in ogni circostanza. E qui entra in gioco la superbia. Non serviva una rivoluzione. Servivano due uomini di livello internazionale, per esperienza, personalità e capacità di affrontare una stagione lunga. Due uomini. Non dieci acquisti. Una delle esigenze era stata indicata con chiarezza dalla nuova guida tecnica. Quando cambi allenatore e gli affidi un nuovo ciclo, ascoltare le sue richieste significa metterlo nelle condizioni di lavorare. Il Napoli ha scelto diversamente. È una scelta legittima, ma rischiosa. Io amo il rischio quando è alto, calcolato e sostenuto da una visione. Ma esiste un confine sottilissimo tra coraggio e superbia. La superbia nasce quando la convinzione di avere costruito qualcosa di importante diventa la convinzione che sia sufficiente per qualsiasi circostanza. Una stagione è oltre cinquanta partite, tra infortuni, squalifiche, stanchezza e imprevisti. Non puoi eliminarli. Puoi però prepararti meglio ad affrontarli. Ed è anche per questo che, a malincuore, rimpiango Micheli: una grande società deve avere uomini capaci di leggere il calcio oltre il singolo calciatore e anticipare ciò che può accadere a una rosa. Avere una rosa forte ti dà possibilità. Una rosa profonda ti dà margine. Il Napoli ha scelto un margine più stretto di quello che avrebbe potuto avere. Questa non è più la squadra che poteva sorprendere. È la squadra che tutti vogliono battere. Dopo due Scudetti, una Supercoppa e una nuova Champions League, era il momento di andare addosso alle concorrenti. Non per il centenario. Non per la piazza. Per proteggere ciò che hai costruito. La stagione deve ancora raccontare tutto: sarebbe ridicolo emettere sentenze il 1° settembre. Ma si può giudicare la scelta. La scelta, per me, è stata presuntuosa. Aurelio De Laurentiis dovrebbe ricordare anche un'altra cosa. Delle smanie dei tifosi può infischiarsene. Ma ciò che vede il tifoso lo vedono anche gli addetti ai lavori, i calciatori e lo spogliatoio. Continuerò a considerare questa squadra forte e competitiva e mi augurerò che tutti i suoi uomini stiano bene. Ma se qualcosa dovesse andare storto, non potremo chiamarla soltanto sfortuna: il rischio era prevedibile e almeno in parte evitabile. Il Napoli aveva la possibilità di aggiungere esperienza, personalità e profondità senza cambiare strategia. Ha scelto di non farlo. Ed è qui che la superbia diventa stupida. Io amo il rischio. Ma deve avere una ragione. Quando invece puoi ridurlo e decidi di non farlo, non è più coraggio. È presunzione. Pensare che una rosa possa restare integra e competitiva per oltre cinquanta partite solo perché hai fiducia nei tuoi uomini... non è una strategia. È 'na strunzat. E questa volta è una strunzat enorme. Talmente enorme da essere quasi grande quanto tutto ciò di bello che il Napoli ha costruito. @ADeLaurentiis , Chest è ‘Na Strunzat. Statt accort non dei tifosi, Ma dei tuoi stessi uomini. E bbuon fann chesta vota. Perché non li hai rispettati. FNVPN 🔹 #Napoli #Calcio #SerieA

Il reintegro di Tomori è sbagliato non nel fatto in se, ma nella gestione di tutto il pregresso. - in primis perchè la strategia “epurazione” non ha funzionato, anzi ha portato a non riuscire a vendere nessuno. - se l’epurazione la rendi pubblica devi contare che il giocatore lo disconnetti anche mentalmente, lo perdi - quando dichiari pubblicamente in conferenza pre milan-venezia che i calciatori epurati se non accetteranno offerte, non verranno reintegrati sai che se lo reintegri perdi credibilità agli occhi di opinione pubblica e gruppo - con che spirito un calciatore epurato, si potrà sentire parte del gruppo e buttare anima e corpo per l’allenatore che fino a un giorno prima non lo voleva? Purtroppo tutto sbagliato. #Calcio #Milan #Sport

Välistä mietin, mitä nää HSL:n hallituksen jäsenet oikein tekevät. Toki hallitukselle kuuluvat strategiset linjaukset, eivät operatiiviset nippelit. Se, millä maksutavalla ja hinnalla lippuja saa, lienee monopoliasemassa olevan yhtiössä strateginen asia. https://t.co/9FyQgWFcLj #HSL #joukkoliikenne #strategia

Wszystkie wschodnie służby śmieją się nam w twarz… Tu rodzi się wiele pytań. Jedno zadam publicznie: czy my jako państwo również tworzymy na Wschodzie tak skuteczną agenturę wpływu? Narzędzia do tego typu działań, jak to zawsze bywa, są marnotrawione. Na przykład Marszałek Senatu wydała spore pieniądze na promocję Fundacji Otwarty Dialog i książek pani Sarny (Debil i Alfons) w Londynie. Co prawda oni nie reprezentują polskiej racji stanu, ale za to większość zaplanowanych spotkań się nie odbyła… Na tym przykładzie widać, że nie mamy żadnej strategii w polityce zagranicznej. #Polityka #Wschód #Strategia

Antonio 2d

Si presenteranno davvero senza difensore centrale e diversi buchi in rosa, facendola passare per strategia di mercato voluta e lungimirante grazie ai PR content creator e non per semplice inadeguatezza nel fare il proprio lavoro Cardinale è e sarà sempre questo #Calcio #SerieA #Calciomercato

Tusk mówił na Westerplatte o dzisiejszych poważnych zagrożeniach i kluczowych sojuszach. Kibol darł mordę o reparacjach zgodnie z obecną ruską strategią skłócania Polski z sojusznikami. https://t.co/XdLz1WRRPV https://t.co/TwRKhyU80E #Polska #sojusze #zagrożenia

The article analyzes the strategy of the United States towards Cuba, describing how economic sanctions and the blockade have severely compromised the island's healthcare system, leading to a crisis in hospitals and a shortage of medicines, in a context defined by the UN as a potential silent Gaza. (translated)

“Uccidiamoli lentamente”: la strategia Usa per soffocare Cuba. E la sanità è la prima vittima. L’Onu teme una “Gaza silenziosa”

@CzarnekP Panie Pośle, strategia Orlenu, o której mówi Daniel Obajtek, jest już nieaktualna. Paliwa nie zabraknie. #Orlen #Paliwa #Polska

Onet.pl 3d

Ukraine is gradually, slowly losing the war against Russia, which has recently intensified its attacks, leading to serious civilian casualties and the destruction of key infrastructure, while the Ukrainian counteroffensive strategy is losing effectiveness in the face of Russia's growing offensive strength. (translated)

Ukraina "przegrywa" wojnę. Strategia Rosji ma ją rzucić na kolana
Felix 3d

Suggerisco di vedere l'ultimo video di @footballkush: https://t.co/YalZwab2nn Spiega la strategia che ha appreso da fonti interne e che i tifosi, questa è una mia opinione, avrebbero gradito ascoltare con altrettanta chiarezza e franchezza dai diretti interessati. Che servirà tempo si era capito ed era stato detto. Mancava spiegare i motivi ed ecco l'utilità di questo video. Chiaramente si può non essere d'accordo con questa impostazione ma, se lo ascoltate, tutto ha una certa logica e la spiegazione esiste per chi vuole sentirla (senza condividerla per forza). Poi, come ho già detto e ribadisco, sui profili si può non essere d'accordo (es. Hutchinson) così come sulle tempistiche per completare la rosa (ultimi giorni di mercato) e sull'abilità di cedere gli esuberi (tutti in prestito, tranne Leao). Insomma, siamo lontani dall'essere una macchina che funziona e l'aiuto di un DS/CEO Sport come Edwars (ex Liverpool) e/o Krosche (libero da settembre?), gente con una rete di contatti collaudata, sarebbe cosa gradita e darebbe certamente una grande mano. Capisco che non si vuole tornare a delegare tutto, ma farsi aiutare da chi ha una certa esperienza... aiuterebbe parecchio. Ciò detto, ecco un sunto del discorso di Kush e in basso la mia osservazione dal punto di vista finanziario: Il profilo di Omari Hutchinson e l'accordo di mercato Hutchinson ha 22 anni, è mancino, abile nell'uno contro uno e versatile sul fronte offensivo; nel Milan viene visto prevalentemente come un trequartista di destra (un upgrade rispetto a Ruben Loftus-Cheek). Dopo l'esplosione a Ipswich (promozione in Premier League con 10 gol e 5 assist) e l'acquisto da parte del Nottingham Forest per circa 42 milioni di euro in una stagione caotica per il club, non arriva al Milan come un giocatore "finito", ma con margini di crescita. Il Milan lo ha acquisito in prestito senza obbligo di riscatto per dare all'allenatore Rúben Amorim un anno di tempo per valutarlo sul campo, senza vincolare il bilancio a lungo termine. La nuova strategia di mercato: "Eliminare la fascia media" (No Tier-2) La linea societaria non prevede che ogni acquisto sia necessariamente una superstar affermata (non si vuole - e credo non si possa - fare solo shopping), ma punta a eliminare la "fascia intermedia" (giocatori di 25-28 anni pagati 25-35 milioni di euro con ingaggi anche pesanti che non fanno fare il salto di qualità definitivo, es. Gimenez e Nkunku). I due poli della rosa: 1) Investimenti pesanti (Tier-1): Giocatori che alzano nettamente il livello qualitativo e per cui si spende molto (es. Gonçalo Ramos, Mario Gila, Diego Moreira). 2) Giovani ad alto potenziale: Profili da sviluppare e valorizzare internamente (es. Camarda, Diawara, Comotto, Jashari, Cisse e lo stesso Hutchinson). Il mancato arrivo del top player a destra (Endrick): Il Milan ha cercato a lungo il profilo di prima fascia per quel ruolo, ma una volta sfumata l'opportunità immediata, ha scelto di non farsi prendere dal panico spendendo 35-40 milioni per una seconda scelta mediocre, preservando così risorse e spazio in rosa per il futuro. I tre orizzonti temporali del progetto Breve, medio e lungo termine simultanei: le decisioni a breve termine sono modellate in funzione degli obiettivi a lungo termine. I cambiamenti strutturali al livello dirigenziale voluti dalla proprietà rispondono alla necessità di creare basi solide per il futuro. Chi non risponde alle esigenze tecniche, tattiche o culturali viene ceduto o sostituito. ll Milan non compra un difensore tanto per farlo perché: - Ritiene che i difensori a disposizione (Gila, Pavlovic, De Winter, Gabbia, più i giovani) abbiano qualità che il lavoro di Amorim può sviluppare e migliorare sul campo. - Rifiuta l'acquisto-tampone di fascia media da 30-40 milioni che bloccherebbe il bilancio per il futuro. - Vuole aspettare l'occasione giusta per un profilo che sposti realmente gli equilibri, puntando nel frattempo sull'organizzazione tattica del collettivo. La gestione della difesa e il confronto Tomori-De Winter I motivi dell'addio a Tomori: L'analisi del Milan non si basava sull'idea che fosse un difensore scarso, ma sulla convinzione che avesse raggiunto il suo massimo potenziale e che i suoi limiti (gioco aereo e impostazione palla al piede) fossero ormai strutturali e non correggibili dallo staff. La fiducia in Koni De Winter: Le lacune di De Winter (concentrazione, posizionamento) sono ritenute "allenabili". Con le sue doti atletiche e tecniche naturali, la scelta è stata dare fiducia al lavoro sul campo di Amorim anziché spendere subito altri 30-40 milioni per un difensore. Prezzo non equivale a qualità assoluta: Viene ricordato l'esempio di Pierre Kalulu (pagato 800.000 euro e diventato titolare dello Scudetto) e Malick Thiaw per spiegare che lo scouting deve anticipare l'esplosione dei calciatori prima che il mercato ne gonfi la valutazione a 50 milioni. Altrimenti non fai scouting ma shopping. Il sistema tattico difensivo: L'efficacia difensiva dipende dall'organizzazione collettiva, dall'intesa tra interpreti e dal sistema di gioco, non solo dalla somma dei costi dei singoli cartellini. Conclusioni sull'operato del club Il mercato del Milan non è privo di rischi o di aspetti perfezionabili, ma riflette una filosofia chiara: investire pesantemente solo su profili decisivi, sviluppare giovani talenti con possibilità di crescita, evitare acquisti-tappabuchi costosi e mantenere flessibilità economica per le finestre future. Insomma, il tifoso è chiamato a pazientare alla luce di un progetto che ha tempistiche lunghe e probabilità di errori che bisogna mettere in conto. ------------------------------------- Nel frattempo, però, e questa è una mia osservazione più orientata all'aspetto finanziario, ci sono obiettivi sportivi da raggiungere a breve termine (qualificazione CL), a loro volta legati alle disponibilità economiche del club (dipendente come tutti dai ricavi UEFA) che, altrimenti, dovrebbe continuare a usare il player trading come leva di gestione e non come semplice supporto; diversamente, si dovrebbe bruciare il patrimonio netto (molto elevato) o sperare che il proprietario faccia aumenti di capitale (fino a oggi effettuati solo in funzione dello stadio). Insomma, se il progetto sportivo ha una sua logica, i rischi potenziali ci portano davanti a scenari futuri che sono ignoti e tutto questo - credo sia legittimo - spaventa il tifoso comune. Detto in soldoni: cosa accadrà se il Milan fallirà nuovamente l'accesso alla CL? Il progetto andrà avanti come se niente fosse? Si continuerà a spendere per un profilo da "Tier 1" o si punterà solo ai ragazzi da sviluppare? Verrà eroso il patrimonio netto o ci saranno aumenti di capitale? Queste sono domande che, prima o poi, dovranno avere una risposta. Così come quella che, grazie a Kush, abbiamo avuto sul progetto tecnico e sulla logica di spesa tra i vari "Tier". #ACMilan #Calcio #MercatoCalciatori

Megérkeztünk a Bledi Stratégiai Fórumra, a csodálatos Bledi-tó partjára. Szlovénia miniszterelnökének meghívására közép-európai kormányfőkkel tárgyalunk Európa jövőjéről. Az első megbeszélésnek helyet adó Vila Bled megérdemel egy részletes bemutatást. A története szinte leképezi a 20. századi Közép-Európa történelmét. A Bledi-tó partján eredetileg 1883–1885 között épített villát az osztrák arisztokrata Windischgrätz család, majd 1922-ben I. Sándor, a Szerb–Horvát–Szlovén Királyság későbbi jugoszláv királya vásárolta meg. A királyi család nyári rezidenciaként használta, és új palotát is terveztek ide Jože Plečnik tervei alapján, ám Sándor 1934-es meggyilkolása, majd a második világháború miatt az elképzelés nem valósult meg. A háború után Tito jugoszláv elnök nyári rezidenciájává alakították a birtokot; a ma látható épület Vinko Glanz tervei alapján 1947-re készült el. Tito itt nemcsak pihent, hanem valóságos diplomáciai központot működtetett: vendége volt többek között Nikita Hruscsov, Haile Selassie, Dzsaváharlál Nehru, Indira Gandhi, Gamal Abdel Nasszer és Kim Ir Szen. A villa ma is őrzi Tito lakosztályát, dolgozószobáját, privát liftjét és egykori mozitermét, amelynek monumentális, 1947-es falfestménye Jugoszlávia második világháborús történetét meséli el. A parkban álló Belvedere pavilon eredetileg a soha meg nem épült királyi rezidencia része lett volna, Tito idején pedig informális teázások és találkozók helyszíne lett. 1984-ben a Vila Bled szállodaként nyitotta meg kapuit, így ma különleges módon egyszerre luxushotel és a királyi Jugoszlávia, Tito állama és a modern Szlovénia történelmi emlékhelye. #BlediStratégiaiFórum #Szlovénia #KözépEurópa