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#Berdyansk

August in Berdyansk: No electricity since 2 August. You wouldn't know it in Moscow, where they threaten to bomb the West where their own kids go to school and live in luxury from their parents' stolen money. #Berdyansk #Ukraine #ElectricityCrisis #UA #RU

Thirty-five years ago, Ukrainians chose independence from the Soviet Union. To this day, they are still paying for that choice with their lives! Like defender Mykola Kravchenko, with call sign “Europe”. He was born in Berdyansk, became a lieutenant and platoon commander. The https://t.co/CHSJW5KP4l #Ukraine #Independence #MykolaKravchenko #UA #RU

Nelle prime ora della mattinata è finita sotto attacco la raffineria di Salavat, in Baschiria, la quale lavora da sola circa il 2,7% del greggio del paese. L’impianto di proprietà di Gazprom, è in realtà un grande complesso integrato di raffinazione, petrolchimica e fertilizzanti: uno degli obiettivi energetici russi più rilevanti raggiunti dai droni ucraini in profondità. È stata colpita almeno quattro volte documentabili dal maggio 2024 al luglio 2026. Ha una capacità nominale di 10 milioni di tonnellate, sebbene nel 2024 si sia attestata sui 7,2 milioni. Il suo valore strategico aumenta perché combina produzioni di carburanti con petrolchimica e fertilizzanti. Produce anche cherosene, GPL, alcol, polietilene, polistirene e ammoniaca. Il 14 luglio scorso, dopo l’ultimo attacco da parte di droni ucraini, due fonti del settore citate da Reuters riferirono danni e arresto di entrambe le unità primarie, CDU-4 e CDU-6, con fermata complessiva dell’impianto. Il governatore baschiro Radiy Khabirov sostenne invece che i danni principali riguardassero passerelle portacavi e condotte di servizio e che il ritorno alla normalità avrebbe richiesto pochi giorni. L’impianto aveva da poco ripreso a funzionare parzialmente. Altri attacchi stanotte sono avvenuti nel sud, con esplosioni a Melitopol, Berdyansk e Mariupol, ma soprattutto in Crimea, dove è stata colpita anche la centrale di Balaklava, lasciando al buio l’intera area di Sebastopoli. #Energia #Geopolitica #Ucraina

La fuga dalla Crimea si sta concretizzando a giudicare dalle code formatesi ieri in uscita, in direzione del ponte di Kerch. Il transito però viene costantemente interrotto a causa dei rischi di attacchi con droni e Neptune. Anche il traffico ferroviario è in tilt e i treni cancellati hanno scatenato panico e proteste. Sulla penisola nel frattempo stanotte sono proseguiti gli attacchi a depositi di carburante e infrastrutture ferroviarie. Colpita anche una base del FSB vicino ad Armiansk, nel nord della Crimea, e quasi certamente un sistema di difesa Pantsir-S1, nei pressi della centrale Tavričeskaja. Oltre al blocco completo della vendita di carburante, da ieri sono iniziati anche i blackout programmati (con tanto di invito alla popolazione a ridurre i consumi) e a Sebastopoli è stato istituito un temporaneo coprifuoco. Prosegue anche il lavoro della resistenza, che sta offrendo aiuto a quanti avessero deciso di disertare a seguito delle migliaia di chiamate per la mobilitazione arrivate ai crimeani, mentre continuano a pubblicare sui canali gli stratagemmi disperati utilizzati dai russi per tentare di camuffare le poche cisterne superstiti. Nella foto se ne vedono due sulle quali è stato scritto “latte”. Su una di queste è stato anche montato un telaio che, una volta ricoperto, possa far sembrare il mezzo un normale camion. Nelle aree del sud occupato, si segnala soprattutto un massiccio attacco su Berdyansk, uno dei principali snodi logistici del corridoio terrestre che collega i territori sottratti all’Ucraina nella fascia meridionale. #Crimea #Ucraina #Resistenza