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#Biosafety

Héérlijk om te lezen dat mijn hypothese juist was: ik heb geen enkele twijfel. Ralph Baric was zwijgend toehoorder bij de beruchte teleconferentie van 1 februari 2020. Natuurlijk heeft hij last van Paroxysmaal Opportunistisch Geheugenverlies: Hij weet niet meer wie hem uitgenodigd heeft, hij heeft geen enkele formele uitnodiging gehad, en hij staat op geen enkele lijst van deelnemers. Ik denk dat er maar een man van zijn aanwezigheid op de hoogte was, simpelweg omdat hij zelf van mening was dat hij erbij moest zijn om te horen wat de auteurs van het Proximal Origin artikel te zeggen hadden: Anthony Fauci. Maar Ralph Baric was erbij. En hij zei niets, terwijl hij dé expert op dit gebied was. Als lid van de Biosafety Experts Group, het adviserend wetenschappelijk panel voor de inlichtingendiensten. @MarionKoopmans en Ron Fouchier hadden het hoogste woord, samen met @c_drosten. Wat zullen ze hartgrondig gevloekt hebben toen ze ontdekten dat Fauci een extra deelnemer uitgenodigd hadden. Baric wist wat Andersen gevonden had. En Baric wist dat hij dit had voorgesteld in DEFUSE. En ik denk dat daarop DARPA maatregelen heeft genomen en DEFUSE liet zweven als niet-geclassificeerd stuk. Nergens te vinden, nergens te achterhalen. Geen formeel label, geen formeel stempel. Weggestopt op het ultra-veilige netwerksysteem van het Amerikaanse leger. Totdat ene majoor Joseph Murphy er bij toeval tegenaan liep. Dit is toch werkelijk genoeg voor een spannende thriller, nietwaar? Vergeet ook vooral niet: dit is slechts het openbare deel van het interview met @SenRandPaul. Er is een tweede deel dat achter gesloten deur en in een speciale veiligheidskamer werd afgenomen. En echt, @SenRandPaul, ik weet dat u ons zeer waardevolle broodkruimels gunt, maar ik zou toch erg graag van u horen wat er in het tweede deel besproken werd. Ik heb wel een idee, maar misschien kunt u ons dat beter vertellen. Of krijgen we dat nooit te horen? #WuhanTrilogie #OriginOfCovid @gdemaneuf #COVID19 #Biosafety #PublicHealth

Travaglio si è appena guadagnato una nuova segnalazione all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, per via dell’editoriale di oggi che in termini di deliri, brucia letteralmente ogni precedente record. Oggi dal prontuario della propaganda russa il Direttore del fatto ha addirittura ripescato la maxi-balla dei biolab ucraini finanziati dagli USA, una mistificazione colossale che ha imbarazzato l’intelligence statunitense, dopo che l’ex capa del DNI Tulsi Gabbard aveva “desecretato materiale classificato” e divertito i grandi capi della propaganda russa dai quali gran parte di quelle idiozie era stata in realtà copiata e incollata. Il punto è che questa teoria è stata ampiamente debunkata e nelle slide della Gabbard, già nota da oltre un decennio per la sua puntuale opera di disinformazione in favore di Mosca, sono emersi errori grossolani e vere proprie manipolazioni di qualità così infima da aver fatto ridere ogni essere dotato di pollice opponibile, mandando però in visibilio terrapiattisti, complottisti, schiechimichisti, cioè, appunto, i lettori del Fatto. Per @marcotravaglio non sembra però essere un problema il fatto che i “biolab”, che sono così segreti da essere stati finanziati con un programma pubblico dal 2005 e spesso inaugurati con cerimonie ufficiali, siano in realtà centri di ricerca epidemiologica, laboratori di analisi e universitari. Così come non sembra voler sottilizzare sul fatto che nella mappa dell’Ucraina diffusa dal DNI, Kyiv sia lontanissima dalla sua posizione reale, dei laboratori vengano collocati in una località chiamata Cherniv, che nemmeno esiste, ed altri ancora vengano segnalati in Crimea e a Kherson, la prima, sotto il controllo russo dal 2014, e la seconda occupata per mesi da soldati che hanno portato via dalle case persino i servizi di posate ma non hanno scovato questi pericolosissimi luoghi dove si progettano pandemie. Non sembra aver fatto caso neanche al dettaglio che i micidiali laboratori scovati dalla Gabbard sono tutti di livello BSL-2 o 3 mentre per manipolare virus letali sono necessari centri che abbiano un livello di Biosafety 4 che in Ucraina semplicemente non esistono. Si preoccupa però di elencare i ceppi conservati dai “fascionazionalisti” che secondo Travaglio tengono in mano Zelensky (il cui governo è definito, come sempre, “regime”), dimenticando che sono presenti nei laboratori di mezzo mondo e che ad esempio lo Spallanzani (dove invece c’è un laboratorio BSL-4) ne ha molti di più. Silenzio anche sul fatto che mezzo report, spacciato come “di intelligence” è semplicemente copiato e incollato da un delirante documento presentato all’ONU dalla Russia nel 2022, nel quale si favoleggia, tra le altre cose, anche di zanzare killer, geneticamente modificate per ammazzare solo soldati russi. Quello che fa (amaramente) sorridere è che il pezzo si apre con la celebre scena di Colin Powell che agita vergognosamente una fiala con le finte prove delle armi di distruzione di massa di Saddam e la denuncia della guerra in Iraq che ne è seguita, facendo 600.000 morti. Che quelle stesse cazzate siano oggi tra le ragioni del più grande conflitto degli ultimi 80 anni, scatenata però da Mosca, per Travaglio è invece quasi comprensibile ed anzi male fa l’Europa a non porsi il problema (testualmente: «Sulle false armi di distruzione di massa di Saddam abbiamo fatto una guerra, su quelle vere di Zelensky&C. tutti tacciono.»). Ecco, io direi che se non vogliamo che l’informazione diventi definitivamente un circo, forse è ora che gli ordini regionali si diano una svegliata. #disinformazione #giornalismo #propaganda

Vatnik Soup Jun 15

The "US biolabs in Ukraine" story is one of the Kremlin's oldest and most successful disinformation campaigns. The facilities in question were Ukrainian public health and veterinary laboratories supported by the US Cooperative Threat Reduction Program to improve biosafety and https://t.co/yFxd37UdHn #Disinformation #Biolabs #Ukraine #US #UA

La signora @DNIGabbard è una traditrice, bugiarda e nota propagandista filorussa, che può sperare di ingannare solo i pochi imbecilli rimasti fedeli al truffatore malato di mente che hanno eletto presidente (oltre a qualche decerebrato terrapiattista nostrano, lettore del Fatto Quotidiano). Peccato che gli incredibili documenti desecretati che rivelerebbero la presenza di biolaboratori finanziati dagli USA in tutto il mondo, inclusi 40 in Ucraina, riportino errori grossolani come una collocazione inesatta persino della capitale Kyiv, località inesistenti come "Cherniv" e intere regioni come la Zakarpattia, spacciate per città. La cosa più diivertente è che uno di questi laboratori sarebbe collocato nella Crimea occupata dal 2014 dalla Russia, che in 12 anni non se ne è evidentemente ancora accorta. Vengono spacciati per segreti i finanziamenti statunitensi che erano invece abbondamente pubblici e ovviamente dipinti come biolaboratori per il potenziamento di ceppi virali quelli che erano invece centri di ricerca per la loro messa in sicurezza (così nascosti da essere stati inaugurati con cerimonie ufficiali, i cui resoconti sono stati pubblicati sui siti della stessa ambasciata USA). Peraltro, come confermato dall'OMS e non smentito dai "documenti" inventati di sana pianta dall'ufficio di Gabbard, l'Ucraina non dispone di laboratori BSL-4 (Biosafety Level 4), cioè quelli con il livello massimo di contenimento biologico e gli unici nei quali sarebbe teoricamente possibile sviluppare o manipolare armi biologiche avanzate. Le strutture presenti sul territorio ucraino sono di livello BSL-2 o BSL-3, vale a dire normalissimi laboratori diagnostici e di salute pubblica. Servono a fare i tamponi per il Covid-19, a monitorare i focolai di influenza aviaria, a controllare la peste suina africana (che colpisce gli allevamenti) o a diagnosticare casi di tubercolosi e antrace, patogeni purtroppo endemici in molte aree agricole dell'Europa orientale. Gabbard non è però una semplice bugiarda e sulla questione dei biolaboratori può considerarsi la più fedele cheerleader della propaganda tossica di Mosca. Le reti OSINT specializzate nel monitoraggio della disinfomazione (come il Cardiff Crime and Security Research Institute o Pyrra Technologies) hanno mappato la cronologia e i flussi digitali dei post di Tulsi Gabbard, scoprendo un pattern perfetto di "rimbalzo" della propaganda. In particolare i ricercatori di Pyrra Technologies hanno dimostrato, tramite l'analisi retroattiva delle piattaforme alt-tech, che la narrativa specifica sui biolaboratori militari statunitensi in Ucraina era nata su un canale della piattaforma della destra radicale Gab il 14 febbraio 2022 (dieci giorni prima dell'invasione russa), accompagnata da una grafica infondata. Nel marzo 2022, Gabbard ha ripreso esattamente quella struttura narrativa nei suoi video social. L'OSINT ha dimostrato come il suo video sia stato immediatamente catturato dagli algoritmi di monitoraggio dei media statali russi. Nel giro di 24 ore dalla pubblicazione dei video di Gabbard, i canali della TV di Stato russa (come i talk show di Solovyov) hanno tradotto i suoi video usandoli come "prova d'autorità" e la figura di Gabbard è stata utilizzata da Mosca per mostrare al pubblico domestico russo che le accuse del Cremlino erano confermate da una ex deputata ed ex candidata alle presidenziali americane. Già nel 2015 Gabbard aveva dato prova della sua assoluta fedeltà alla Russia, sposando una linea negazionista rispetto alle accuse mosse contro l'ex dittatore siriano Assad di aver utlizzato armi chimiche contro i ribelli, accuse poi inequivocabilmete provate da diverse inchieste di gruppi OSINT (tra i quali @bellingcat). L'uscita di Gabbard non è casuale, perché avviene nel momento in cui è tornata a funzionare a pieno regime la macchina della disinformazione russa, la quale ha ripreso a diffondere teorie deliranti come quella delle zanzare killer geneticamente modificate per colpire ed uccidere solo alcuni ceppi dei popoli slavi ed alla divulgazione di "documentari" di propaganda creati dal acanale russo RT e promossi anche in Italia dai soliti noti. I novax, i terrapiattisti e gli sciechimichisti ovviamente non stanno più nella pelle. #Disinformazione #Propaganda #Ucraina