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#Danna
lua🦂 3d

@KeninisMxOFC @keniaos Se sabe lo que está haciendo Danna Paola, raro que todos los medios tradicionales cubran el hate hacia Danna Paola culpando a Kenia Os directamente cuando jamás lo han hecho anteriormente #DannaPaola #KeniaOs #Medios

Adelanto oficial de “DOLCE VITA” la tan esperada colaboración de DANNA y Belinda 🧚 https://t.co/prp34qRQep #DOLCEVITA #Danna #Belinda

Oscar-díjas zeneszerző, Mychael Danna, aki Szabó István új filmjén, a Gyertyák csonkig égnek című Márai Sándor-adaptáción dolgozik, exkluzív interjújában osztotta meg élményeit és a film zenei koncepcióját, amelyet a mély emberi kérdések inspiráltak, és amelynek eredménye garantáltan érzelmeket vált ki a nézőkből. #MychaelDanna #GyertyákCsonkigÉgnek #OscarDíj

„Garantálom, hogy sokan fognak sírni” – Oscar-díjas zeneszerző dolgozott Szabó István sztárokkal teletűzdelt új filmjén

Les dije que el Jair era igual y nadie me creyó, todos son la misma bolita. Sam y Diana con Jair, el Jair con Danna, La Danna con Belinda y los Rules, los Rules con Dania Méndez. Llevan días atacando pero ya se sabe que es por la canción, todas contra Kenia y ni así podrán 😁 https://t.co/uy0NrpkLrI #Famosos #Drama #Música

rod 3w

Danna Paola y Belinda utilizando el problema entre los fandoms para promocionar su colaboración, no pensé que llegarían a caer tan bajo. 🫤 https://t.co/DPM0jnO96O #DannaPaola #Belinda #Fandoms

DANNA Today Jun 12

El Malilla comparte nuevo tiktok promocionando su próxima colaboración “Si Se Acaba El Mundo” con DANNA https://t.co/TzFBmmb2kG #NuevaMúsica #Colaboración #TikTok

eldiario.es Jun 10

El documental Un darrer capfico de Danna Ayelén Bosch denuncia la creciente contaminación por plásticos en el mar Mediterráneo, que afecta gravemente a la fauna marina y está exacerbada por el turismo masivo, mostrando la necesidad urgente de reducir el consumo individual y reforzar la responsabilidad institucional en la lucha contra este problema. #ContaminaciónMarina #Microplásticos #TurismoSostenible

El Mediterráneo, ‘hundido’ por la creciente contaminación por plásticos

Recap #CobolliZverev Tempo di lettura: match di Arnaldi (Scusate. È andata così.) Zverev vince il Roland Garros. Quattro anni fa lo avevamo visto lasciarsi cadere nello stesso angolo e con le stesse mani sul volto, ma dal dolore. Tutti gli infortuni sono brutti, ma alcuni di più: per come arrivano e quando. Nadal era avanti un set, ma niente era già scritto sullo Chatrier. Sascha era all’apice della forma ed è crollato tutto. Dopo il lento recupero e il ritorno ai vertici, sulla sua strada ha trovato Sinner e Alcaraz, inespugnabili come una fortezza medievale. In un terribile deja-vu, era di nuovo il migliore fra gli umani. Colui che poteva ottenere quasi tutto. E il “quasi”, nello sport, logora più di qualunque altra cosa. Suonava come una beffa, visto che Madre Natura gli aveva fatto molti doni, tra i quali la fisicità e un rovescio benedetto. Gli aveva donato anche il diabete, però, e per molte persone i suoi traguardi hanno un significato che trascende il tennis. Zverev con tenacia ha colto la sua occasione. Si lascia cadere per terra e con lui cade dal suo sguardo un peso gigantesco: la paura di non farcela mai. La sua vittoria però ha contrariato molti per due motivi. Il primo è un tema impossibile da trattare in poche righe, scomodo come sedersi su un divano di pelle ad agosto. Lo metto qui come centrotavola: le sue vicende personali. Se il processo in tribunale alla fine non si è tenuto, la discussione pubblica invece sì. La mancanza di una sentenza ha reso inevitabile una zona grigia, che ciascuno - per fortuna - colora con i propri principi e la propria morale. Il secondo è più leggero ed è basato sul caposaldo che senza Sinner e Alcaraz non sia un torneo omologato. Si sprecano i paragoni con la finale dell’anno scorso, però mi sembra un tantino insensato paragonare la battaglia tra la Flotta Ribelle e la Morte Nera a una partita di tennis. Non lo so, fate voi. La verità è che da quando esiste il gioco della pallacorda, le dispute sui draw facili sono importanti solo per i tifosi di quelli che non hanno vinto. Dannato Soderling. La storia, che non tifa nessuno, invece ricorda solo uno slam in saccoccia. Tornando alla partita. Dall’altra parte della rete c’era Flavio Cobolli. L’esordio in una finale slam si fa sentire e il primo set scappa via. Poi ritrova fiducia, conquista un break, rivolge gli occhi al cielo e immaginiamo con chi stia parlando. Il muro azzurro dietro di lui lo aiuta a lottare come un leone e vince il quarto set: noi in purezza. Perde al quinto: sempre noi in purezza. Adriano Panatta arriva sul palco della premiazione. Mentre il pubblico lo celebra con applausi scroscianti, guarda Flavio seduto in panchina, sorride e gli fa un occhiolino. Per me, quel decimo di secondo è stato il momento più bello della finale: l’affetto discreto di chi sa cosa significa. Magari Adriano stava salutando un amico suo in seconda fila, ma che ci importa di rovinare una bella storia con la verità. Flavio, goditi il momento e l’ingresso in top10. La bellezza di tutte le prime volte è credere che non saranno le ultime. #tennis #rolandgarros #tennis #RolandGarros #Zverev

Lia Capizzi Jun 7

La fine di una dannazione. Nessuno potrà più additare Zverev come il primo dei perdenti, a secco di titoli Slam. È stato un lungo viaggio fatto di sonore batoste e frustrazioni, di fantasmi mentali in campo, di accuse di ex fidanzate fuori dal tennis. La consapevolezza di essere inferiore sia ai Big 3 sia ai sopraggiunti Sinner e Alcaraz. Ammettiamolo, l’etichetta di Calimero è stata spesso irrispettosa nei suoi confronti, perché chi vince 24 titoli Atp e per giunta un oro olimpico è un vincente senza se e senza ma. Non si è fatto mancare nulla, compreso l’infortunio tremento proprio al Roland Garros di 4 anni fa, in semifinale contro Nadal: tre legamenti laterali della caviglia destra fanno crack, è costretto ad uscire in sedia a rotelle, ma una volta dentro lo spogliatoio chiede delle stampelle perché desidera tornare in campo, prima di ritirarsi vuole stringere la mano a Rafa. Eccolo adesso che con gli occhi lucidi si coccola la Coppa dei Moschettieri, i 14 kg più leggeri della sua vita. Rende omaggio a Cobolli che gli ha reso difficile la vita restandogli aggrappato alle caviglie. Flavio ha annusato la tensione del tedesco, ha provato a minarne le certezze, perché quando sente la pressione Zverev entra in un tunnel da psicodramma, perde l’efficacia al servizi, manda a ramengo i drittoni &Co. C’è un’altra vittoria che vale più di tutte. E la speranza è che tanti bambini davanti alla tv oggi abbiano avuto un genitore dire loro: anche lui è come te, se ce l’ha fatta lui ce la puoi benissimo fare anche tu. No, non si tratta di vincere uno Slam. Si parla di condurre una vita normale. Da quando ha quattro anni Zverev convive con il diabete di tipo 1. In ogni torneo utilizza le siringhe di insulina durante i cambi di campo. Il quantitativo dipende dalla durata del match, in genere una partita di cinque set gli richiede quattro iniezioni. Lo ha fatto anche durante la finale del Roland Garros (FOTO). Sascha non ha mai lasciato che il diabete lo fermasse. Per molto tempo lo ha nascosto, ne ha parlato pubblicamente solo nel 2022, il suo non è stato un eccesso di pudore, semplicemente non ha mai voluto suscitare pietismo. Perché questo è il punto: Zverev non vuole che sia il diabete a definirlo. È questo il messaggio che consegna alle migliaia di giovani che aiuta attraverso la sua Fondazione. Ai genitori, i più frastornati dopo le diagnosi, spiega come i loro figli potranno continuare ad avere una vita attiva. È preoccupante l’aumento in età pediatrica dell’incidenza del diabete, per la cura servono attenzione e costanza quotidiana ma l’aiuto della tecnologia ha sostanzialmente rivoluzionato tutto con il monitoraggio continuo del glucosio, i microinfusori di insulina e le App. La vittoria (finalmente) del primo titolo Slam di Zverev vale doppio. È la fine di una dannazione personale, è il megafono a non porsi limiti per i sogni degli altri. (e tanti saluti agli specialisti che quando da adolescente Zverev sognava di impegnarsi a tempo pieno nel tennis, gli avevano detto: lascia perdere, non potrai mai fare sport ad alto livello) #RolandGarros Credits 📷 @rolandgarros & @Yahoo #Zverev #Diabete #Tennis

✍️ Appunti di viaggio Sono passate ventiquattro ore dalla sconfitta di Sinner. Il velo di tristezza è ancora presente. Sì, presente e pure tanto. Nessuna vergogna ad ammetterlo. Si vince con Jannik. Si perde con Jannik. Ormai è così. Aggiungo solo qualche riflessione, prima di guardare avanti. Ho letto critiche esagerate su Sinner. Definito troppo vulnerabile, poco resistente al caldo, troppi infortuni e crampi, fantasmi, ansie e via a ruota libera. Qualcuno non vedeva l'ora di tirar fuori il file ammuffito dopo 6 Masters 1000 vinti e 30 match vinti di fila. La faziosità di chi riesce a esultare vedendo Jannik in difficoltà fisica sul campo evidenzia invidie recondite. Non perdo tempo a smontare questi teoremi fake. Meglio l'indifferenza, ce lo insegna Jannik. Non ti curar di loro ma guarda e passa. C'è qualcosa di più serio su cui riflettere. La cultura della sconfitta. Ha perso da eroe Jannik. È riuscito a rimanere in piedi di fronte a una sconfitta dolorissima. Una spada addosso ma non è crollato. Ha sbandato ma è rimasto lì. Stordito, ma senza cadere in quella dannata polvere rossa. In quell'inferno infuocato di un cratere chiamato Philippe Chatrier. Zero alibi a cui aggrapparsi, eppure ne aveva tantissimi. Zero scuse per giustificare una sconfitta. Poteva andare negli spogliatoi e rimanerci. Avrebbe perso per ritiro, non per l'avversario. È invece rimasto piegato in due ma ha voluto arrivare alla fine per stringere la mano ad un avversario che aveva dominato 6-3 6-2 5-1. Prima che il malore spazzasse via tutto. Questa sconfitta vale come i 30 match vinti. Perché Jannik ci ha mostrato come perde un fenomeno. Con dignità. Con rispetto. Con dolore al cuore, ma senza piangersi addosso. Sinner non ci ha insegnato solo la cultura della vittoria che nel tennis italiano conoscevamo poco. Ma ci ha insegnato anche questa cultura della sconfitta che forse non conoscevamo per niente. Quella più difficile da accettare. Senza scuse e senza alibi. Un diamante raro anche su questo. Un eroe anche nelle sconfitte. ✍️ Angelo #Sinner #Tennis #CulturaDellaSconfitta

✍️ Appunti di viaggio Premessa. Una sconfitta che non cambia di un centimetro il giudizio su Sinner. Fino al 6-3 6-2 5-1 aveva dominato Juan Manuel Cerundolo, n.56 al mondo. Poi il colpo di calore. Il caldo torrido. Un dannato match cominciato in un mezzogiorno di fuoco e proseguito tra accenni di crampi e sensazioni di vomito. In tanti si sono sentiti male finora a Parigi. È toccata anche a lui. Al più forte di tutti. Fisioterapista e spogliatoi per respirare. Una lotta per non crollare a terra. Provare a non mollare ma le gambe non rispondono. Il pubblico non lo aiuta, a parte poche eccezioni, ma nessuno si aspettava un aiuto da loro. Figuriamoci. "Sento di dover vomitare" dice alla squadra. Sull'orlo dello sfinimento, giocando quasi da fermo. Il mondo addosso. La caduta dell'uomo dei record, 6-1 al quinto set. Peccato, nel catino infuocato da una temperature torrida era ormai diventato un altro sport. Non era tennis. Sinner è stato commovente. Rimasto in campo soffrendo fino all'ultimo respiro. Dimostrando una capacità di sopportazione del dolore fisico quasi disumana. Abbiamo sofferto pure noi. Perché la proprietà transitiva non c'è solo quando alza trofei in tutto il mondo e siamo strafelici. Sei Masters 1000 vinti di fila. Trenta partite vinte consecutivamente dalla sconfitta con Mensik a Doha. È andata così. Annata strepitosa, annata in cui ha riscritto la storia del tennis.  Ora riposo, recupero fisico e nervoso. Una stagione bellissima ma massacrante per lui. Gestione del recupero adesso. Poi via a ricordare nel Tempio Sacro sull'erba chi comanda. A Wimbledon c'è da difendere il titolo e lo farà attaccando come sa fare. Una certezza. Parigi non cambia di una virgola nulla. Ci sarà tempo e modo per vincere il Roland Garros. Jannik rimane di gran lunga il n.1 al mondo. Per distacco il migliore di tutti. ✍️ Angelo #Tennis #JannikSinner #RolandGarros

24sata May 15

Palestinski predsjednik Mahmud Abas je u pismu Ujedinjenim narodima zatražio povlačenje izraelskih snaga iz Gaze i uspostavu palestinske države, naglasivši potrebu za životom, oporavkom i pravdom za palestinski narod povodom 78. godišnjice Nakbe. #PalestinskaDržava #DanNakbe #MahmudAbas

Abas u pismu UN-u zatražio da se Izrael povuče iz Gaze i da se uspostavi palestinska država