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#Diplomatici
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La strategia degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran si articola in una serie di attacchi mirati e sforzi diplomatici volti a mantenere la navigabilità dello Stretto di Hormuz e raggiungere un accordo sul nucleare, nonostante le tensioni e le divisioni interne nel regime iraniano tra oltranzisti e negoziatori. #Iran #StrettoDiHormuz #Diplomazia

Iran, corridoi sotto protezione aerea: la strategia Usa per piegare i falchi

Witkoff e Kushner attenti a quei due: gli Usa sono uno stato fallito Questa coppia ineffabile di dilettanti ha firmato il Memorandum con l'Iran senza neppure capire cosa c'era scritto su Hormuz, vanno avanti e indietro con Mosca senza combinare nulla e Kushner con le sue iniziative private è riuscito a sollevare persino una rivolta in Albania. Il dipartimento di Stato, oltre a un segretario, ha più di 10mila diplomatici selezionati per titoli e carriera: se non c'era niente di meglio di questi due incapaci voluti da Trump vuol dire che gli Usa sono uno stato fallito. #Politica #Diplomazia #USA

Donald Trump ha lanciato minacce chiare all'Iran, affermando che in caso di un tentato omicidio nei suoi confronti, gli Stati Uniti dovranno reagire con una forza mai vista prima, mentre gli sforzi diplomatici continuano nonostante le tensioni e le avvertenze provenienti dall'intelligence israeliana. #Trump #Iran #diplomazia

Trump: «Se l'Iran mi uccide dovete distruggerli». Le minacce incrociate e il piano in caso di morte
ANSA.it 3d

V oblasti Perského zálivu se znovu vyostřují napětí a po expulsích dvou ruských diplomatů z Říma roste také napětí mezi Itálií a Ruskem. #Italia #Russia #Diplomatici

PRIME PAGINE | Tornano i venti di guerra nel Golfo, a Hormuz non si passa
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L'Italia ha espulso due diplomatici russi sospettati di spionaggio, in risposta a un'inchiesta che ha rivelato un'intricata rete di corruzione legata a ex agenti italiani, ma il Cremlino ha avvertito che risponderà a queste misure, sottolineando la mancanza di figure di spicco nel governo italiano. #spionaggio #diplomazia #Russia

Espulsi i diplomatici russi. Il piano degli 007 corrotti per una centrale di spie

L'Italia ha espulso due addetti militari russi per presunti atti di spionaggio a danno della sicurezza nazionale, provocando una reazione di Mosca che ha replicato espellendo due diplomatici italiani e scatenando un acceso dibattito tra i governi dei due paesi. #Spionaggio #Diplomazia #Putin

Spionaggio, l’Italia espelle due addetti militari russi. L’ambasciatore Paramonov: “L’Italia non ha leader come Putin e Lavrov”
Il Post 7d

Australia e Figi hanno firmato un accordo di reciproca difesa e una cooperazione economica, con l'Australia che si impegna a investire 1 miliardo di dollari australiani nelle isole Figi nei prossimi dieci anni, nel contesto di sforzi diplomatici per contrastare l'influenza cinese nella regione del Pacifico. #Australia #Figi #difesa

Australia e Figi hanno firmato un accordo di reciproca difesa

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato una carenza di carburante in Russia a causa degli attacchi ucraini alle raffinerie, annunciando la creazione di una task force per garantire le forniture e considerando un potenziale divieto all'export di gasolio, mentre ha confermato la disponibilità a proseguire i colloqui diplomatici con gli Stati Uniti e ha ricevuto proposte dall'Ucraina per limitare le ostilità. #Putin #Russia #Carburante

Putin: “Carenza di carburante dopo gli attacchi alle nostre raffinerie”. Cremlino crea task force e valuta lo stop all’export
Digi24 2w

Chișinăul a interzis intrarea în țară a curierilor diplomatici ruși, provocând o reacție oficială din partea Moscovei, care consideră incidentul o încălcare gravă a normelor internaționale, iar autoritățile moldovene neagă acuzațiile de reținere a acestora. #Chișinău #diplomatici #Moldova

Chișinăul a interzis intrarea în țară a curierilor diplomatici trimiși de Putin. Reacția Moscovei
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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu cerca di recuperare la sua influenza nel Golfo dopo il recente contraccolpo strategico, mentre l'Iran consolida il suo potere nella regione e si preparano cambiamenti significativi per le basi militari statunitensi, con Israele che tenta di stabilire legami diplomatici con il Libano per isolare Hezbollah, sebbene le difficoltà storiche e culturali rendano complesso il raggiungimento di un accordo duraturo. #Netanyahu #Iran #Golfo

La rivincita di Netanyahu allo smacco nel Golfo

Rusia a convocat ambasadorul Republicii Moldova pentru a protesta față de reținerea abuzivă a curierilor diplomatici ruși la aeroportul din Chișinău, acuzând Moldova că a încălcat Convenția de la Viena privind relațiile diplomatice, însă Ministerul de Externe al Moldovei a respins aceste acuzații ca fiind false și nefondate. #Rusia #RepublicaMoldova #Diplomație

Rusia îl convoacă pe ambasadorul Republicii Moldova după un incident cu curieri diplomatici ruși întorși la frontieră
Digi24 2w

Rusia acuză Republica Moldova că a reținut „ilegal” curieri diplomatici pe aeroportul din Chișinău, dar Ministerul Afacerilor Externe al Moldovei neagă aceste acuzații, susținând că acestea sunt nefondate și că nu a existat nicio încălcare a normelor internaționale. #Rusia #RepublicaMoldova #CurierDiplomatic

Nou scandal între Moscova și Chișinău: Rusia acuză R. Moldova că a reținut „ilegal” curieri diplomatici, MAE moldovean neagă

L'Iran e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo di 60 giorni che sospende le sanzioni sul petrolio, consentendo a Teheran di riprendere le esportazioni, mentre il regime acconsente a nuove ispezioni da parte dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, in un contesto di colloqui diplomatici per affrontare questioni cruciali come il programma nucleare e la sicurezza nello Stretto di Hormuz. #Iran #Usa #petrolio

Iran-Usa, accordo per 60 giorni: stop alle sanzioni sul petrolio. Teheran riprende le esportazioni

For two weeks on the banks of the Rhine, diplomats from almost 200 countries have argued over commas and definitions, while outside those rooms, the climate continued to change without asking for permission. On Thursday, June 18, the preparatory work for COP31 concluded in Bonn. (translated)

#Putin parla per ​12 minuti. 12 minuti in cui Vladimir Putin si è messo davanti ai vertici militari russi e ha sparato cinque avvertimenti diretti alla #NATO. #Russia #Ucraina #Europa ​Non discorsi diplomatici, non giri di parole. Un briefing operativo. E mentre i media occidentali lo dipingono come l'ennesima minaccia di un pazzo isolato, la verità è un'altra. ​Mosca sta mettendo nero su bianco quello che accadrà se l'Occidente continua a fingere che l'Ucraina sia una guerra per procura e non un confronto diretto. ​ PRIMO AVVERTIMENTO: NESSUN COMPROMESSO ​Putin non negozia sugli obiettivi. Gli scopi dell'operazione speciale verranno raggiunti, che vi piaccia o no. Preferibilmente con la diplomazia, ma se Kiev e i suoi padroni stranieri continuano a rifiutare colloqui sostanziali, allora sarà guerra fino alla liberazione completa di quelle che Mosca chiama "terre storiche russe". ​E qui casca il primo pezzo: niente conflitto congelato, niente linee di cessate il fuoco provvisorie. Controllo territoriale permanente, zone cuscinetto di sicurezza che verranno ampliate finché non si sentono al sicuro. ​Per la NATO, questo significa che qualsiasi futuro accordo di sicurezza per l'Ucraina dovrà fare i conti con mappe completamente ridisegnate. E indovinate chi ha in mano le matite? ​Ma facciamo un passo indietro. Perché arriviamo a questo punto? Putin lo dice chiaramente: dietro il regime di Kiev c'è la potenza della più grande alleanza militare del mondo. Assistenza militare su larga scala che non si ferma mai: consiglieri, istruttori, mercenari, dati di intelligence in tempo reale. ​La Russia guarda l'Ucraina e non vede Zelensky; vede i server della NATO, i satelliti americani, i contractor britannici. Vede un proxy armato fino ai denti per fare quello che l'Occidente non ha il coraggio di fare direttamente: mettere i missili a pochi minuti di volo da Mosca. ​E quando ti senti accerchiato, quando per trent'anni ti hanno promesso che la NATO non si sarebbe espansa di un centimetro a est e poi ti ritrovi basi missilistiche ai confini, cosa fai? Aspetti che ti colpiscano per primi? No, reagisci. E Putin sta reagendo. ​ SECONDO AVVERTIMENTO: LA DETERRENZA NUCLEARE INARRESTABILE ​Deterrenza nucleare. E qui la faccenda si fa seria davvero. Putin annuncia test riusciti di due sistemi che hanno un nome che suona già come un incubo: Burevestnik, il missile da crociera a raggio illimitato, e Poseidon, il veicolo subacqueo senza pilota. Entrambi alimentati da reattori nucleari. ​Sentite bene: illimitato. Significa che possono girare per giorni, settimane, aggirare qualsiasi sistema di difesa missilistica, colpire da angolazioni impossibili. ​La NATO ha speso miliardi per costruire scudi antimissile in Polonia, Romania, Alaska. Putin gli sta dicendo: inutili. I vostri sistemi sono progettati per intercettare traiettorie balistiche prevedibili; questi arrivano da sotto, da sopra, da dove non ve lo aspettate, e garantiscono a Mosca la parità strategica per i primi decenni. ​Non è una minaccia vuota, è ingegneria operativa. E mentre l'Occidente continua a vendere la storia della Russia isolata e in ginocchio per le sanzioni, Putin sta dispiegando sistemi d'arma che gli Stati Uniti non hanno. ​Pensateci: chi è davvero isolato qui? Un paese che testa armi nucleari a propulsione infinita, o uno che deve convincere gli alleati europei a comprare gas americano a prezzi triplicati per punire Mosca? ​ Continua sotto nel primo commento ⤵️ #Putin #NATO #Russia

Il Consiglio europeo, guidato dal presidente Antonio Costa, ha avviato canali diplomatici telefonici con la Russia nel tentativo di aprire un tavolo negoziale per porre fine al conflitto, rispondendo a recenti segnali di apertura da parte di Mosca e a una richiesta di dialogo da parte dell'Ucraina. #Russia #UnioneEuropea #VladimirPutin

Fonti Ue: “Il Consiglio europeo ha avviato canali diplomatici con la Russia per aprire un tavolo negoziale”
Il Post Jun 11

Il Pakistan ha effettuato nuovi bombardamenti in Afghanistan, uccidendo secondo i talebani almeno 13 civili, mentre il governo pakistano afferma di aver colpito 26 miliziani, dopo un mese di interruzione degli attacchi in un contesto di tensioni lungo il confine tra i due paesi e di colloqui diplomatici mediati dalla Cina che non hanno portato a risultati. #Afghanistan #Pakistan #Bombardamenti

Il Pakistan ha fatto nuovi bombardamenti in Afghanistan, dopo un mese in cui si erano fermati gli attacchi
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lastampa.it Jun 9

Il conflitto tra Iran e Israele si intensifica, con Donald Trump che avverte Netanyahu di prestare attenzione alle sue azioni per evitare di trovarsi isolato contro l'Iran, mentre i recenti raid e le reactioni incrociate mettono a rischio gli sforzi diplomatici per una tregua temporanea. #Israele #Iran #Trump

Raid di Israele, Trump a Netanyahu: “Attento a quello che fai o resti solo contro l’Iran”
Il Post Jun 8

Gli attacchi recenti tra Iran e Israele, avvenuti dopo un cessate il fuoco fragile e senza successi diplomatici significativi, evidenziano come le tensioni nella regione siano ancora elevate, con la leadership iraniana che considera le operazioni militari israeliane in Libano come una motivazione per le proprie azioni e il presidente Trump che cerca di controllare la situazione e mantenere pressioni su Israele. #GuerraMedioOriente #IranIsraele #CessateIlFuoco

Cosa succede nella guerra in Medio Oriente?

Putin ha perso in modo netto le elezioni in Armenia e così il piccolo paese caucasico si somma all’ormai lungo elenco di pezzi che, a causa della folle impresa ucraina, l’impero che Putin sognava di aggiungere, sta invece perdendo. L’impegno di Mosca nella sua criminale aggressione le ha infatti impedito di prendere le parti di Erevan nel breve conflitto che ha riportato il Nagorno Karabakh sotto il controllo dell’Azerbaijan nel settembre 2023. Questo ha di fatto trasformato un allontanamento lento del governo armeno dall’orbita russa, in una crisi insanabile ora culminata con un voto che oggi sancisce la separazione dei destini delle due nazioni. La stessa Baku ha a sua volta preso le distanze dal Cremlino, nonostante le tensioni con l’Armenia, anche a causa di un abbattimento aereo, avvenuto nel dicembre del 2024, del quale la Russia non si è mai pienamente assunta la responsabilità. Il Kazakistan, intanto, pur condividendo con la Russia il confine continuo più lungo del mondo, ha attuato una strategia di "neutralità attiva" che ha irritato Mosca. Astana si è rifiutata di riconoscere le annessioni dei territori ucraini, accoglie centinaia di migliaia di russi in fuga dalla mobilitazione militare, e soprattutto rispetta formalmente le sanzioni occidentali sui beni a duplice uso (dual-use), bloccando i canali di rifornimento tecnologico per l'esercito russo e costringendo Putin a continui viaggi diplomatici per tentare di blindare l'asse finanziario. L’Uzbekistan ha assunto per parte sua una posizione speculare a quella kazaka. Tashkent ha dichiarato esplicitamente il proprio sostegno all'integrità territoriale dell'Ucraina, ha rifiutato la proposta russa di creare una "unione del gas" a guida moscovita (preferendo accordi bilaterali commerciali) e sta diversificando rapidamente i propri partner strategici verso la Cina, l'Europa e la Turchia. La distrazione ucraina ha anche fatto mancare l’aiuto del regime di Putin all’ormai ex dittatore Bashar al Assad, defenestrato dalla guida della Siria, paese fino a quel momento sotto il totale controllo di Mosca, che poteva anche liberamente utilizzare il porto di Tartus. Nel 2019, Assad aveva concesso al colosso russo Stroytransgaz (legato all'oligarca Gennady Timchenko) l'affitto e la gestione commerciale dello scalo per 49 anni. Il nuovo esecutivo siriano ha rescisso il contratto, accusando la società russa di non aver mai effettuato gli investimenti di ammodernamento promessi. La gestione dello scalo commerciale è stata immediatamente riassegnata alla multinazionale DP World di Dubai (Emirati Arabi Uniti), che ha firmato un accordo per investire 800 milioni di dollari nello sviluppo di un nuovo terminal multiuso, tagliando fuori Mosca dai profitti e dal controllo logistico dello scalo. Sempre in Medio Oriente, Mosca ha dovuto assistere inerme alle sanguinose proteste contro il regime iraniane e successivamente alle azioni israeliane e statunitensi, dimostrandosi assolutamente impotente sia sul piano diplomatico che su quello militare ed anzi approfittando cinicamente della crisi di Hormuz per trarre beneficio temporaneo dal rialzo dei prezzi del petrolio. Ma nell’elenco dei paesi usciti dall’orbita russa a causa della guerra va inserita anche l’Ungheria, trascinata su posizioni così estreme ed antieuropee da causare la caduta di Orbàn. Finlandia e Svezia, inoltre hanno archiviato rispettivamente 80 e 200 anni di neutralità e non-allineamento militare. L'ingresso formale nella NATO ha spostato l'intero baricentro della sicurezza del Mar Baltico (ora definito scherzosamente "un lago della NATO") fuori dal controllo russo, raddoppiando i confini diretti tra l'Alleanza Atlantica e la Federazione Russa. In America Latina l’uscita di scena di Maduro ha indebolito i legami col Venezuela, la cui vice presidente è costretta a mantenere rapporti più stretti con l’America di Trump che con la Russia. Mentre l’Ecuador, sotto la presidenza di Daniel Noboa, ha avviato una decisa virata diplomatica verso Washington. All'inizio del 2024, il paese ha accettato di trasferire agli Stati Uniti i suoi vecchi sistemi militari di fabbricazione sovietica (destinati all'Ucraina) in cambio di equipaggiamenti militari moderni americani. La mossa ha scatenato una durissima ritorsione economica da parte di Mosca, che ha temporaneamente bloccato l'importazione di banane ecuadoriane (l'Ecuador copre il 95% del mercato russo) simulando "motivi sanitari". Persino in Mali, affermatasi in questi anni come roccaforte russa, le forze dell’Africa Corps stanno subendo pesanti perdite a causa delle imboscate congiunte dei ribelli Tuareg e dei gruppi jihadisti, incrinando il mito dell'invincibilità russa nella regione. Per quanto Putin si sforzi di organizzare forum economici e continuare a mostrare i muscoli, la verità è che Russia, dissanguata da una guerra che non può vincere, sta subendo come mai prima un isolamento internazionale concomitante con un crollo reputazionale, scontando una sopravvalutazione della propria potenza militare ormai evidente a tutti, che la fa apparire non solo incapace di difendere i propri alleati, ma accecata da un’ideologia tossica e revanscista che antepone a suoi stessi interessi. #Putin #Elezioni #Geopolitica