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#Doveri

La morte di Abderahhim Fakir durante un intervento della polizia a Bologna riaccende il dibattito politico sul nuovo scudo penale introdotto dal governo Meloni, che permette ai pubblici ministeri di avviare verifiche preliminari in caso di legittima difesa o adempimento di doveri da parte degli agenti, suscitando preoccupazioni di una protezione preventiva per i poliziotti coinvolti in fatti controversi. #ScudoPenale #Bologna #LegittimaDifesa

«Scudo penale» per i poliziotti di Bologna, ecco come funziona la nuova norma e il modello 45 bis

(Dal Corsera via Fabio Ravezzani) L'addetto agli arbitri #Schenone ai suoi dirigenti dell'#Inter: "Avete rotto! #Sozza non lo volete, #Doveri porta male, ora non volete neanche #Colombo... Vi dovete vergognare". D'accordo con il direttore di Telelombardia, "non si può iniziare un nuovo campionato con questo contesto in cui l'#Inter fa pressioni e con #Viglione che addirittura avrà maggiori poteri in #FIGC" #Inter #Calcio #Arbitri

Le intercettazioni sull’Inter pubblicate dal Corsera sono imbarazzanti. Nella volata col Napoli è l’unico club che risulta fare pressioni per non avere certi arbitri. Sozza per un vecchio derby, Colombo prima gradito e poi no, Doveri porta male (!). E perde pure lo scudetto. #Inter #Calcio #Arbitri

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La Procura di Roma ha chiesto l'ergastolo per uno degli imputati e condanne a 17 anni e mezzo per altri tre agenti dei servizi segreti egiziani coinvolti nel caso di Giulio Regeni, sostenendo che gli accusati, essendo pubblici ufficiali di alto grado, avessero la piena consapevolezza dei loro doveri istituzionali. #GiulioRegeni #Giustizia #ProcuraRoma

Giulio Regeni, la procura chiede un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo

Jeremy Doku, attaccante del Manchester City e della nazionale belga, ha deciso di lasciare temporaneamente i Mondiali per essere presente alla nascita del suo primo figlio, evento che ha sollevato un acceso dibattito in Francia sulla priorità tra doveri sportivi e familiari, con opinioni contrastanti su quanto sia giustificata la sua scelta. #Doku #Mondiali2026 #nascitafiglio

Doku lascia i Mondiali per la nascita del primo figlio. Polemica in Francia: «Il padre è inutile, è solo una comparsa»

TUTTI I BOCCALONI DEL FATTO SUL CASO MINETTI (da Serracchiani ai grillini, da Casini al Quirinale) Debora Serracchiani, responsabile giustizia Pd: “Quanto sta emergendo è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce. (…) Le responsabilità politiche sono chiare e non si tratta di una questione tecnica, ma di una questione istituzionale e politica di primissimo piano. Non c'è più tempo da perdere: Nordio deve fare un passo indietro”. Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato, rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato: “A questo punto il ministro Nordio deve fare una sola cosa: dia spiegazioni chiare sull'istruttoria del suo ministero sulla grazia a Nicole Minetti, senza cercare nuovi capri espiatori e risparmiandoci qualsiasi altra esibizione di arroganza e protervia, e poi tolga il disturbo, prima di fara altri danni”. “Su Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani grazie al Fatto Quotidiano sono emersi elementi pesantissimi e ombre allarmanti sull'istruttoria consegnata dal ministero al Quirinale. Siamo davanti, come minimo, all'ennesimo episodio di superficialità di un ministero allo sbando. L'Italia chiede a Nordio rispetto e chiarimenti, è suo dovere rendere conto e agire sempre nel rispetto delle istituzioni”. Ada Lopreiato, capogruppo M5S in commissione Giustizia al Senato: "Sono enormi le ombre emerse grazie al Fatto Quotidiano sull'istruttoria del ministero della Giustizia relativa alla grazia a Nicole Minetti. Il ministro Nordio non pensi nemmeno per un attimo di scaricare su altri la responsabilità sugli approfondimenti necessari, è un lavoro che dovevano e potevano fare i suoi uffici. Invece lo ha fatto un quotidiano e così il Quirinale è stato costretto a richiamare il ministero ai suoi doveri. (…) Nordio spieghi, anche al Parlamento, cosa è accaduto e poi si dimetta”. Alessandra Maiorino, senatrice M5s: “L'inchiesta del Fatto Quotidiano ha svelato come i presupposti per la grazia a Nicole Minetti fossero infondati, pieni di bugie. Ci sono ospedali che non hanno mai visitato il bambino al centro del dossier, cambi di vita di Minetti mai avvenuti e molto altro". (…) Il ministero di Nordio ha messo in grave imbarazzo il Quirinale e fino a ora non ha dato spiegazioni plausibili, dica per filo e per segno cosa è successo negli uffici di via Arenula e non inventi scuse o colpevoli d'occasione e poi si dimetta”. Angelo Bonelli (Avs): “"Quanto sta emergendo sul caso della grazia a Nicole Minetti è gravissimo e inquietante. (…) l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano solleva pesanti dubbi sulla ricostruzione alla base della richiesta di clemenza (…) Per questo annuncio la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio, anche alla luce dell’inchiesta giornalistica, per sapere quali verifiche siano state effettuate e se vi siano state omissioni o informazioni non corrette nella domanda di grazia. La grazia è un atto delicatissimo che non può poggiare su zone d’ombra. Il Paese ha diritto alla verità". Nicola Fratoianni (Avs): “Le lacune nella documentazione e con ogni probabilità i veri e propri falsi nella ricostruzione su cui Nordio ha messo la firma rappresentano il punto di vista della destra sulla giustizia: se sei potente, se sei amico di persone influenti, un ministro può anche fare carte false per concederti la grazia. (…) Ora farebbe bene a dimettersi, dopo questo ennesimo disastro, nel quale è riuscito a coinvolgere, suo malgrado, persino la più alta carica istituzionale del Paese”. Pier Ferdinando Casini, senatore ed ex presidente della Camera: “Io non sono abbonato al Fatto”, premette il senatore sottolineando poi che “l’unica cosa che emerge è che il giornalista in questo caso ha svolto la sua missione investigativa e il Fatto ha fatto un buon lavoro, lavoro che gli altri non avevano fatto”. “Quindi la notizia è che si abbonerà al Fatto quotidiano?”, chiede Parenzo. “Potrei abbonarmi, non metto limiti alla divina provvidenza”, conclude Casini. Paolo Mieli: “L’inchiesta del Fatto è un’eccellente inchiesta giornalistica, e il resto della stampa italiana è molto timido nel seguirne le cose se non reticente. Quindi 10 e lode, nessuna cosa è stata smentita: puntata 1, 2, 3, 4, 5. Più di così non si poteva fare”. Tomaso Montanari, rettore dell'Università per stranieri di Siena: “Prima della conferenza stampa di Meloni avrei detto che si doveva dimettere Nordio e magari fare ministro Marco Travaglio e capo del gabinetto Thomas Mackinson, visto che sembra siano gli unici che riescono a fare un’istruttoria in questo Paese”. Menzione d’onore al Quirinale e al suo ufficio stampa, che il 27 aprile comunica pubblicamente di aver chiesto al ministro Nordio “accertamenti urgenti” sulle “notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza”, un minuto dopo invia una nota informale all’Ansa in cui precisa che “il Quirinale non dispone di autonomi strumenti di indagine”, e invece “fonda la propria decisione sui documenti che gli vengono sottoposti nonché sulle valutazioni formulate a tal proposito dall’autorità giudiziaria e dal Ministro della giustizia” (colpa loro). Due giorni dopo, quando comincia a emergere che la storia del Fatto non sta in piedi, sempre “fonti del Quirinale” aggiustano il tiro e fanno sapere che “il Presidente ha ritenuto necessario chiedere - d'intesa con il Ministero della Giustizia - che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento”. D’intesa, certo… #Giustizia #Politica #Italia

Nella celebrazione dell'ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, il Presidente Sergio Mattarella ha sottolineato il significato del suffragio universale del 2 giugno 1946 come un atto di libertà che ha segnato la fine di un regime oppressivo e ha ribadito l'importanza della Costituzione come casa comune per la tutela dei diritti e dei doveri dei cittadini, facendo riferimento anche all'impegno dell'Italia nel ripristino delle regole della comunità internazionale per promuovere la pace. #2Giugno #Repubblica #Costituzione

Festa del 2 giugno, Mattarella: “La Costituzione è una casa comune. Il suffragio universale lasciò alle spalle le nefandezze del regime”
nomfup May 23

Prohibiting @Radicali from visiting minors is a grave act of arbitrariness, which is the opposite of justice. There is no circular that holds. There are prisons, and there are rights. And duties. The administration's duty is to be transparent. Inquiry. Right now. (translated)