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#Importazioni

The gasoline crisis in Russia, exacerbated by the bombing of refineries by Ukrainian drones, has led to restrictions on supplies at gas stations and long queues for citizens, forcing authorities like those in Sochi to urge the population to walk or use public transport, while the government attempts to stabilize the situation through imports from abroad. (translated)

Russia, crisi della benzina: scattano limite al rifornimento e code ai distributori. «E ora Mosca importa il carburante»

“Le importazioni sono già cominciate, e sono state adottate le necessarie regolamentazioni per permettere produzioni aggiuntive di carburanti di standard inferiori, cioè Euro 2, Euro 3 e Euro 4”

La Russia costretta a importare petrolio dopo i raid ucraini sulle raffinerie
www.ilfattoquotidiano.it
Il Post 4w

Inflation in the Eurozone and in Italy remained below 3% in July, surprising negative expectations related to the war in the Middle East, thanks to factors such as the impact of oil reserves and the significant reduction in imports from China, while the issue of natural gas remains a concern for the future. (translated)

Ci siamo mezzi salvati dall’inflazione?
Il Post 4w

China has drastically reduced its oil imports, dropping from 11-12 million barrels per day to about 8 million, helping to contain the rise in prices despite the growth of global tensions, but the reasons for this choice and its duration remain uncertain. (translated)

Nessuno sa bene come la Cina abbia tenuto giù il prezzo del petrolio
Il Post Jul 24

Gli Stati Uniti hanno imposto nuovi dazi, che vanno dal 10 al 12,5%, su importazioni provenienti da 60 paesi, tra cui Cina e Unione Europea, sostenendo che queste misure servono a contrastare il lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento globali, sostituendo precedenti dazi giudicati illegali dalla Corte Suprema. #Dazi #DonaldTrump #StatiUniti

Gli Stati Uniti hanno imposto nuovi dazi contro 60 paesi
Sabrina F. Jul 23

E POI C’È LA #RUSSIA, CHE NON HA LETTO IL PROPRIO NECROLOGIO 🇷🇺📈🤡 Il collasso economico di Mosca continua ad avere un piccolo problema: non riesce a presentarsi all’appuntamento. Nei primi cinque mesi del 2026 la Russia ha esportato merci per 177,4 miliardi di dollari e ne ha importate per 118,3 miliardi. Risultato: 59,1 miliardi di surplus commerciale, in crescita del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche l’interscambio complessivo è aumentato dell’8,3%, raggiungendo i 295,7 miliardi. Ma il dato politicamente più interessante è un altro: le sanzioni non hanno fermato il commercio russo. Ne hanno semplicemente cambiato la cartina geografica. Le esportazioni verso l’Europa sono scese a 23 miliardi di dollari, mentre quelle dirette in Asia sono salite a 141,5 miliardi, con una crescita del 14,5%. Mosca non ha smesso di vendere. Ha soltanto trovato altri clienti. Le porte occidentali dovevano chiudersi e soffocare l’economia russa. Hanno invece installato una gigantesca porta girevole rivolta verso Oriente. E non si tratta soltanto di petrolio. Nei primi cinque mesi dell’anno sono cresciute le esportazioni di metalli del 26%, di prodotti agricoli e alimentari del 20,3%, di tessile e calzature del 27,8% e di prodotti chimici del 6%. Le materie prime restano centrali, ma la fotografia è un po’ più articolata della caricatura del distributore di benzina con la bandiera russa. Anche le importazioni di macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto sono salite a 57,5 miliardi di dollari, segnando un aumento del 9,3%. È insieme un segnale di domanda interna e il promemoria di una vulnerabilità reale: Mosca continua ad avere bisogno di tecnologia e componentistica estera. Ed ecco il capolavoro strategico europeo: le stesse tensioni nello Stretto di Hormuz che stanno affossando i nostri mercati, facendo salire l’energia e appesantendo i costi delle imprese, aumentano contemporaneamente il valore delle esportazioni russe. Da questa parte arrivano listini in rosso, inflazione e bollette più care. Dall’altra entrano più dollari. Non è la dimostrazione che l’economia russa sia invulnerabile. È qualcosa di molto più imbarazzante: la dimostrazione che una crisi capace di indebolire l’Europa può rafforzare proprio il Paese che Bruxelles sostiene di voler mettere in ginocchio. Noi paghiamo il conto. Mosca incassa il sovrapprezzo. E poi ci spiegano che la strategia sta funzionando. Non è il miracolo economico russo. È il funerale mancato organizzato con largo anticipo dai migliori esperti occidentali. Avevano già stampato i necrologi, prenotato i fiori e scelto la musica. Poi il morto ha cambiato mercato, ha venduto oltre 141 miliardi di merci in Asia ed è uscito dalla porta sul retro con 59,1 miliardi di attivo. - Don Chisciotte Fonti: Servizio Doganale Federale della Federazione Russa; Interfax; TKS. #Russia #CommercioInternazionale #Sanzioni

Il buongiorno oggi ce lo danno I due magazzini Wildberries a Stavropol (120.000 mq) e Krasnodar (150.000 mq), entrambi colpiti da droni ucraini e difficilmente recuperabili, viste le dimensioni degli incendi. Sui canali ucraini intanto è cominciata a circolare una card con l’elenco dei 20 più grandi centri Wildberries (che, ricordiamolo, è la Amazon russa) con delle fiamme posizionate accanto a quelli già distrutti, un espediente molto simile a quello che era stato preparato per le raffinerie, le quali alla fine erano state colpite tutte. La quantificazione dei danni del centro distrutto nell’area di Mosca nei giorni scorsi è da capogiro: 30 miliardi di rubli saranno necessari per ricostruire l’hub e circa 150-170 miliardi di rubli è il conto delle merci andate in fumo, per un corrispondente in dollari che potrebbe superare i 2,5 miliardi. Una cifra che questa notte potrebbe essere raddoppiata. Il vero nodo della questione è tuttavia che le possibili ricadute per il sistema produttivo russo sono molto più ampie. Poco prima degli attacchi, sia Wildberries sia Ozon hanno aggiornato i propri termini contrattuali con i venditori terzi. Le nuove clausole escludono esplicitamente le piattaforme da qualsiasi obbligo di risarcimento per danni derivanti da azioni belliche, attacchi di droni o stato di emergenza. Di fatto, le perdite finanziarie (stimate fino a ieri oltre i 100 miliardi di rubli / 1,3 miliardi di dollari) ricadono interamente sui singoli commercianti. Peraltro per ottimizzare i tempi di spedizione gestiti dalla piattaforma, migliaia di piccoli imprenditori e PMI concentrano l'intero magazzino nei grandi hub centrali come Elektrostal o Krasnodar. La distruzione di uno di questi centri significa l'azzeramento istantaneo del 100% dell'inventario di un'azienda, senza possibilità di rimborso assicurativo. Molti venditori che operano a credito o con margini ridotti per pagare i fornitori (spesso cinesi), affrontano il fallimento in tempi brevissimi. Wildberries, infatti, non è un semplice e-commerce, ma l'infrastruttura primaria con cui le micro-imprese russe distribuiscono beni di consumo sul territorio nazionale. La distruzione dei nodi logistici crea una reazione a catena che va dal manifatturiero tessile/manifatturiero locale fino alla filiera delle importazioni parallele. Ora decine di migliaia di commercianti terzi rischiano di subire un impatto asimmetrico, trasformando gli incendi dei centri di distribuzione in una crisi di liquidità diffusa per il commercio al dettaglio. #Wildberries #Russia #Ecommerce

Il Post Jul 21

Donald Trump ha annunciato l'intenzione di imporre dazi del 50% sulle importazioni canadesi come ritorsione per le misure protezionistiche adottate dal Canada, causando probabili nuove trattative commerciali tra i due paesi. #dazi #Trump #Canada

Trump è tornato a minacciare di imporre dazi contro il Canada
Carlo Calenda Jul 10

China is increasingly collaborating militarily with Russia, another reason to impose an additional 10% tariff on imports from China and to finance a federal European debt of 1 trillion for defense, energy, and industry. (translated)

Il Post Jul 8

La Camera del parlamento irlandese ha approvato una legge che vieta le importazioni di beni dalle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati, nonostante il valore simbolico della misura, data la quasi inesistenza delle importazioni irlandesi da queste aree, mentre le opposizioni di sinistra hanno chiesto di estendere il divieto anche ai servizi commerciali. #Irlanda #Israle #Palestina

ln Irlanda la Camera ha approvato un divieto alle importazioni di beni dai territori palestinesi illegalmente occupati da Israele
Ultimora.net Jun 30

Da domani entrerà in vigore il dazio europeo di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro acquistati da Paesi extra-Ue. La misura mira a scoraggiare l’importazione di prodotti a basso costo, soprattutto dalla Cina, e a contrastare la concorrenza dell’e-commerce extraeuropeo. Il dazio sarà applicato per ciascuna categoria merceologica indicata nella dichiarazione doganale: se un pacco contiene articoli di tipi diversi, l’importo potrà quindi essere moltiplicato Esempi: 📍 Pacco con una maglietta e un paio di calze: tassa di 6 euro 📍 Pacco con due magliette e due paia di calze: tassa di 6 euro 📍 Pacco con tre magliette (unica categoria): tassa di 3 euro #Dazi #Ecommerce #Importazioni

ANSA.it Jun 30

Dal 1 luglio entrerà in vigore una nuova regolamentazione dell'Ue che riduce le quote esenti da dazi per 26 categorie di prodotti siderurgici, consentendo l'importazione di 18,3 milioni di tonnellate di acciaio, di cui metà riservata ai partner commerciali dell'Ue, mentre le importazioni eccessive saranno soggette a un dazio del 50%. #siderurgia #importazioni #Ue

Dal 1 luglio la stretta Ue sull'acciaio, dimezzate le quote esenti da dazi
Il Post Jun 25

Il Consiglio dell’Unione Europea ha definitivamente approvato un accordo commerciale con gli Stati Uniti che prevede l'eliminazione dei dazi su beni industriali americani in cambio di dazi del 15% sulle importazioni europee, e che entrerà in vigore a breve, nonostante le critiche per le sue condizioni sbilanciate a favore degli Stati Uniti. #dazi #Trump #UnioneEuropea

Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato definitivamente l’accordo sui dazi con gli Stati Uniti, che adesso potrà entrare in vigore
L
lastampa.it Jun 12

Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione Europea, ha sottolineato che l'Italia è eccessivamente dipendente dal gas e ha esortato a puntare maggiormente sulle energie rinnovabili, mentre propone di ridurre le importazioni dalla Cina per proteggere l'industria europea. #Rinnovabili #Gas #IndustriaUE

Teresa Ribera, vicepresidente Ue: “Italia troppo dipendente dal gas, servono le rinnovabili"

Nonostante il blocco dello Stretto di Hormuz, i prezzi del petrolio rimangono sotto pressione grazie alla riduzione delle importazioni cinesi e al misterioso traffico di greggio tramite navi fantasma che spengono i sistemi di localizzazione, permettendo a parte delle esportazioni di continuare a raggiungere i mercati internazionali. #Petrolio #Cina #GolfoPersico

Anche le navi fantasma dietro il mistero dei prezzi del petrolio che (ancora) non esplodono nonostante il blocco di Hormuz

Nonostante la chiusura dello Stretto di Hormuz e la conseguente crisi di approvvigionamento che ha sottratto oltre 10 milioni di barili al giorno, il prezzo del petrolio non ha superato i 200 dollari al barile grazie al drastico calo delle importazioni cinesi e all'uso delle riserve strategiche, evidenziando un cambiamento nella domanda globale influenzato dalla crescente electrificazione e dalle energie rinnovabili in Cina. #Cina #Petrolio #Energia

Perché il petrolio non è salito oltre i 200 dollari al barile nonostante la chiusura di Hormuz? Il ruolo della Cina e quanto può durare
Il Messaggero May 31

Nonostante le preoccupazioni globali sulle carenze di carburante a causa della guerra in Medio Oriente, l'Italia si presenta per l'estate con solide scorte di petrolio e gas, e i prezzi al consumo rimangono sotto controllo, grazie all'aumento delle importazioni e della raffinazione. #EnergiaItalia #CarenzeCarburante #PrezziCarburante

Benzina, produzione e scorte in Italia è salvo il pieno estivo (e anche i prezzi tengono)
Il Messaggero May 29

Il Giappone ha sospeso le importazioni di mango freschi dall'India a causa di carenze nei controlli fitosanitari, in particolare nel trattamento contro la mosca della frutta, riaprendo interrogativi sulla sicurezza del sistema di certificazione dopo un divieto precedente che era durato vent'anni. #MangoIndiano #Giappone #Fitosanitario

La ?mosca? che fa storcere il naso al Giappone, mango indiani vietati dopo 20 anni

Il mercato europeo, e in particolare quello italiano, sta affrontando una crescente invasione di prodotti cinesi nei settori automobilistico, chimico ed elettrodomestico, spinta da politiche di Pechino che favoriscono l'esportazione e la massiccia penetrazione commerciale, con la produzione cinese che ha raggiunto quote significative nelle importazioni europee e un forte impatto sulle industrie locali. #Cina #Industria #Auto

L’avanzata del Dragone: auto, chimica ed elettrodomestici, così le merci della Cina invadono il nostro mercato

Nonostante le sanzioni e l'obiettivo dell'Unione Europea di ridurre le importazioni di gas russo entro il 2027, nel mese di aprile i paesi membri hanno acquistato petrolio e gas dalla Russia per circa 1,7 miliardi di euro, con la Francia al primo posto tra gli acquirenti. #Energia #GasRusso #UE

La Ue vuole “fare pressione” su Mosca ma continua a finanziarla: in aprile acquisti di petrolio e gas per 1,7 miliardi. Francia in testa