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#Novorossiysk
ANSA.it 59m

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la distruzione di due petroliere della flotta ombra russa e quattro mercantili nel Mar Nero, mentre Mosca ha confermato attacchi con droni contro una petroliera nel porto di Novorossiysk e ha segnalato il coinvolgimento di oltre 400 droni ucraini nella regione della capitale russa, causando diversi incendi e feriti a causa delle esplosioni. #AttacchiConDroni #Petroliere #Mosca

Zelensky: 'Colpite due petroliere della flotta ombra russa e quattro mercantili nel Mar Nero'

SUA avertizează Polonia: Rusia pregătește o provocare pentru a testa NATO Washington a transmis Varșoviei, repetat, informații despre pregătirea unei provocări armate ruse pe teritoriul polonez — scopul: testarea coeziunii NATO și forțarea Occidentului să suspende sprijinul pentru Ucraina. Informația vine din patru surse independente: un apropiat al președintelui Nawrocki, un ambasador NATO, Ministerul polonez al Apărării și cercuri de securitate baltice. În paralel, Rusia se confruntă cu cea mai gravă criză de combustibil din era postsovietică — benzinării goale la Novorossiysk, rații în Crimeea, pierderi de 100 de milioane de dolari pe zi. Provocarea de la graniță și colapsul intern nu sunt evenimente separate — sunt fațete ale aceleiași presiuni pe un regim care nu mai are ieșire sigură. Analiză completă pe aequus.news 👇https://www.aequus.news/articles/avertismentul-american-polonia

SUA avertizează: Rusia pregătește o provocare împotriva Poloniei

Del fatto che la situazione in Crimea sia fuori controllo sono ormai consapevoli anche i russi. Secondo le informazioni raccolte da ATESH, i vertici del comando della flotta del Mar Nero di Sebastopoli starebbero già mettendo al sicuro le proprie famiglie a Novorossiysk, nel territorio di Krasnodar, nella Russia continentale. La notizia data dal gruppo partigiano, se confermata, avrebbe del clamoroso, dal momento che il trasloco, che nel comunicato viene descritto come piuttosto frettoloso, starebbe avvenendo senza che siano arrivate direttive in tal senso (e che plausibilmente nemmeno arriveranno), amplificando però l’idea che si tratti di una schettiniana fuga da una nave che affonda. ATESH collega infatti lo spostamento all’attacco sferrato il 27 maggio le Forze di Difesa dell'Ucraina contro il quartier generale dell'aviazione della Flotta del Mar Nero della Federazione Russa in via Gogol a Sebastopoli (l’immagine è di un attacco avvenuto nel settembre 2023). Da allora, i colpi nella penisola soprattutto contro i sistemi di difesa si sono intensificati e la situazione logistica per gli occupanti in Crimea è drasticamente peggiorata. “Secondo informatori militari - si legge - “alcuni ufficiali si stanno già occupando delle questioni pratiche del trasferimento senza attendere ordini ufficiali: stanno trasferendo le loro famiglie, si stanno sbarazzando dei beni che non possono portare con sé e si stanno sistemando in una nuova abitazione a Novorossiysk. All'interno dei vertici della flotta, l'atmosfera è cupa: chi comprende veramente la situazione preferisce non intervenire.” Si tratta di un colpo d'immagine e simbolico devastante. Sebastopoli non è una base qualunque. Per la narrazione del Cremlino è la "città della gloria militare russa" e il cuore pulsante della pretesa storica sulla Crimea (nonché quella dalla quale ebbe inizio l’occupazione illegale del 2014). Ammettere, anche solo nei fatti, che Sebastopoli non è più sicura per i comandi di vertice della Flotta mina la retorica della Russia come potenza dominante nel Mar Nero e l'idea che la Crimea sia "protetta per sempre". Dal punto di vista operativo le conseguenze potrebbero essere altrettanto importanti. Spostare i centri decisionali a oltre 300 chilometri di distanza (in linea d'aria) e separati dallo Stretto di Kerch complica drasticamente la reattività e il coordinamento delle operazioni in tempo reale, specialmente per il supporto aereo e la difesa costiera della Crimea. L'attacco ucraino del 27 maggio ha inoltre fisicamente distrutto o reso inutilizzabili infrastrutture di comunicazione protette. Ricostruirle o adattarle a Novorossiysk richiede tempo, risorse e espone i nuovi siti a problemi di intercettazione o vulnerabilità simili, dato anche che lo stesso porto porto della Russia continentale è stato ugualmente attaccato varie volte da droni aerei e marini. Il fatto che una penisola che Mosca rivendica come propria, tanto da installarvi il comando della Flotta del Mar Nero, si stia trasformando in un avamposto sempre più isolato (con i ponti del nord quasi del tutto compromessi e quello di Kerch sotto costante attacco) da controllare “da remoto” la dice lunga sulla distanza che c’è tra propaganda di Stato e la realtà sul campo. #Crimea #Russia #Ucraina

Observador May 23

Um depósito de petróleo em Novorossiysk, na Rússia, incendiou-se após um ataque de drones ucranianos. #Conflitos #Ucrânia #Rússia

Depósito de petróleo russo em chamas após ataque de drones

Russia is so winning. Here is Russia’s main Black Sea port of Novorossiysk tonight. It accounts for about one-fifth of Russian oil exports. https://t.co/axFFwXTNsz #Russia #Novorossiysk #BlackSea #RU

RT @JayinKyiv: Russia's seaborne oil exports continues to fall, with the port of Novorossiysk down -80% in the past two weeks. https://t.co… #Russia #OilExport #Novorossiysk #RU

Edmundo Bal, exdiputado de Ciudadanos y abogado del Estado, defenderá al DAO de la Guardia Civil en el 'caso Leire'