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#Omero

Il mito non è una fiaba. Le comunità umane hanno sempre raccontato storie per ricordare ciò che le ha formate. Una crisi che ha rischiato di spezzarle. Una prova quasi impossibile. Una sconfitta da cui è nata una nuova consapevolezza. Un gesto, una scelta, un conflitto che, nel tempo, hanno finito per dire qualcosa di essenziale su chi siamo. È forse questo uno dei significati più profondi del mito. Il mito non è semplicemente una storia del passato. È una memoria condivisa che continua a essere raccontata perché contiene qualcosa che una comunità riconosce come vero. Per questo il mito non è una fiaba. La fiaba tende a semplificare: elimina le contraddizioni, ordina il mondo, separa il bene dal male e conduce verso una conclusione. Il mito, invece, conserva l'ambivalenza dell'esperienza umana. I suoi eroi non sono perfetti. Le loro vittorie hanno spesso un prezzo. Le loro virtù possono diventare difetti. Le loro scelte possono essere insieme necessarie e terribili. Prendiamo a esempio l'iliade. Achille è grande perché è anche distruttivo. Odisseo è astuto perché è anche ambiguo. Agamennone è re, ma il suo potere non lo rende meno fragile. È proprio questa imperfezione a rendere il mito inesauribile. Ogni generazione lo racconta nuovamente, con le proprie parole e le proprie inquietudini. Cambiano i significati, cambiano le domande, talvolta persino i personaggi acquistano volti nuovi. Eppure qualcosa rimane. Non perché il mito sia immutabile. Ma perché, attraverso il cambiamento, conserva una verità che non appartiene interamente a nessuna generazione. Forse è per questo che continuiamo a tornare a Omero, alle tragedie greche, ai grandi racconti fondativi. Non perché ci parlino di un mondo scomparso. Ma perché ci ricordano che alcune delle domande fondamentali dell'essere umano non sono mai cambiate. E forse il mito è proprio questo: una comunità che racconta se stessa per capire, ogni volta da capo, chi è. Sto esplorando questo spazio attraverso il mito, la letteratura, il teatro e la filosofia: non per cercare risposte definitive, ma per vedere cosa possono ancora dirci sul modo in cui abitiamo il mondo.

The release of the film Odyssey by Christopher Nolan has triggered a tourist boom in the locations evoked in Homer's poem, transforming destinations such as Favignana and the Aeolian Islands into sought-after spots for travelers attracted by the opportunity to retrace the exploits of Ulysses, with estimates predicting over 250 million euros in tourism-related revenue in the next three years. (translated)

Odissea, boom turismo nei luoghi dei film: da Favignana a Lipari fino a Ostia Antica, sulle rotte del mito di Ulisse
ANSA.it Jul 28

Il recente film di Christopher Nolan ha riacceso l'interesse per l'Odissea di Omero, evidenziando le diffuse imprecisioni e le curiosità errate riguardo alla trama e ai personaggi, come la confusione su Ulisse, le Sirene e il Cavallo di Troia, rivelando la necessità di un'educazione più approfondita sulla classicità nella cultura italiana. #Odissea #Ulisse #classici

Effetto Odissea, si riaccende il mito, ecco gli errori più comuni su Omero

Elon Musk ha annunciato l'intenzione di creare un film ispirato all'Odissea di Omero utilizzando l'intelligenza artificiale entro la fine del 2026, suscitando scalpore a Hollywood dopo la presentazione di un breve video generato con il suo strumento Grok Imagine, nonostante rimangano dubbi sulla capacità dell'IA di mantenere la qualità e la coerenza narrativa di un lungometraggio completo. #ElonMusk #IntelligenzaArtificiale #Hollywood

“Altro che Nolan, farò la mia Odissea tutta con l’AI entro la fine dell’anno”: la promessa di Elon Musk scuote Hollywood
ANSA.it Jul 18

L'uscita dell'Odissea di Christopher Nolan ha innescato un boom di vendite per la traduzione inglese del poema di Omero realizzata da Emily Wilson, attirando un rinnovato interesse per l'opera classica e spingendo molti a informarsi su di essa online. #Odissea #ChristopherNolan #EmilyWilson

Effetto Odissea, boom di vendite della traduzione inglese del poema di Omero

Nolan prende il mito, lo ingigantisce, lo fa rimbombare in sala. Sì, è un’americanata. Ma è un’americanata fatta come si deve, con una consapevolezza cinematografica che oggi si vede sempre più di rado. Se l’obiettivo era riportare sul grande schermo il senso dello spettacolo epico dei colossal come Ben-Hur o I dieci comandamenti, facendolo scoprire anche a chi quelle storie non le ha mai viste, allora la missione è centrata. La colonna sonora è monumentale: arcaica, vibrante, quasi tribale. Non accompagna semplicemente le immagini, ma sembra emergere dalla terra e dal mare insieme ai personaggi. E quando tace, lascia spazio ai rumori naturali e ai silenzi, che diventano altrettanto potenti. Una delle cose che mi ha fatto sorridere di più è Agamennone: la cui figura nera, imponente, geometrica, ricorda quasi Darth Vader. E funziona. Quell’armatura smisurata, quasi disumana, trasforma il re in una figura tragica ancora prima che pronunci una parola, come se fosse già prigioniero del destino che lo aspetta. Le sequenze dedicate a Circe e Polifemo sono tra le più riuscite. Nolan le porta al limite dell’horror senza perdere il sapore del mito: inquietanti, disturbanti, memorabili. Charlize Theron, diciamolo, non la si manda via tanto facilmente. La sua Calipso è molto diversa da quella omerica: meno seduttrice, più adulta, riflessiva e malinconica. Una donna immortale che sembra aver già vissuto troppe eternità. Anne Hathaway, invece, probabilmente offre la miglior interpretazione del film. La sua Penelope non è solo la moglie che aspetta: è il vero centro emotivo della storia, una presenza forte, intelligente, che tiene insieme Itaca mentre tutto il resto si sgretola. Anche l’Ulisse di Nolan si discosta da quello di Omero. L’eroe astuto “dal multiforme ingegno” lascia spazio a un uomo già segnato prima ancora che inizi il viaggio. La trasformazione non nasce dopo Troia: sembra cominciare nel momento dell’addio a Penelope, a Telemaco e alla sua casa, quando capisce che la guerra gli porterà via qualcosa che non potrà più recuperare. E poi ci sono Eumeo e Argo. Ogni loro scena è un colpo al cuore. Impossibile non amarli. E impossibile non commuoversi. Non è un adattamento filologico, né pretende di esserlo. È Nolan che prende un poema di quasi tremila anni fa e lo traduce nel linguaggio del grande cinema contemporaneo: enorme, spettacolare, a tratti persino eccessivo. Ma quando le luci si riaccendono, viene voglia di tornare a leggere Omero. E forse è proprio questo il complimento più grande che si possa fare a un film del genere. #recensioniabombetta #nolan #odissea #Nolan #Odissea #Cinema

ANSA.it Jul 15

L'attesa per il nuovo film di Christopher Nolan, Odissea, che uscirà il 16 luglio, cresce con un cast stellare e una produzione epica che rivisita il poema di Omero, mentre si evidenzia l'interesse degli italiani per viaggi ispirati a storie e miti, riflettendo su come il narrare arricchisca l'esperienza di viaggio, specialmente tra la Gen Z. #Odissea #ChristopherNolan #ViaggioDiUlisse

Febbre per l'Odissea di Nolan, l'estate omerica sulle orme del viaggio di Ulisse

Non mi sarei mai aspettato di incontrare Omero e Ulisse… 😊 Grazie a Christopher Nolan e Matt Damon per averci accolto e averci raccontato la loro “Odissea”. #Noos https://t.co/NgrnPWnJsF #Odissea #Cinema #Incontri

Una riflessione su #elenaditroia #Omero #LupitaNyong e la battaglia contro la #appropriazioneculturale dell’estremismo woke che torna indietro come un boomerang https://t.co/HX9KhhdNwj #Cultura #Debate #Woke

m a u r o Jul 7

Leggevo di questa attrice, tal Lupita Nyong’o, che ha pesantemente criticato l’opera di Omero perché non avrebbe dato il giusto spazio ai personaggi femminili. Lupita contro Omero, farebbe già ridere così. Ma l’affermazione peraltro è falsa: l’Odissea è piena di personaggi femminili che hanno un ruolo predominante nella storia. Il woke è così: una roba da ignorantelli arroganti che credono di avere una chiave di lettura per giudicare tutto e tutti, senza sapere nulla in realtà. #LupitaNyongo #Femminismo #Cultura

Esce nella sale cinematografiche L’Odissea di Christopher Nolan. L’attrice Lupita Nyong’o, che interpreta Elena di Troia, bacchetta Omero (che forse non è mai esistito) perché nel testo originale si dedica troppo poco spazio alla prospettiva delle donne. Una rilettura woke che ignora contesto, epoca, significato. Per altro nella letteratura e nella mitologia greca le donne sono molto presenti. Quanta superficialità nell’apparente profondità. #Odissea #LupitaNyongo #Cinema

Il Post Jul 2

Il film Odissea di Christopher Nolan, in uscita il 16 luglio, si ispira al poema epico di Omero e presenta un cast stellare, ma ha suscitato polemiche per alcune scelte nel casting e per il budget elevato, con ingenti spese per le riprese svolte in diverse località, tra cui la Sicilia e il Sahara, in un progetto che promette una narrazione non lineare e una qualità visiva eccezionale grazie alla pellicola IMAX. #Odissea #ChristopherNolan #Cinema

Le cose da sapere aspettando “Odissea”