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#Ossigeno

In queste ore penso ad Alessandro #DiBattista e, prima ancora di ogni considerazione politica, gli auguro sinceramente di rimettersi. Da quello che è stato riferito, tutto sarebbe iniziato con un fortissimo mal di testa, seguito da un grave malore e dalla perdita di conoscenza. Tra le ipotesi c’è quella di un ictus, anche se al momento non risulta una diagnosi definitiva resa pubblica. Non sono un neurologo e non mi permetto quindi di fare diagnosi. Ma proprio per questo credo sia importante ricordare una cosa molto semplice: di fronte ai sintomi di un possibile ictus, il tempo è fondamentale. Riconoscere rapidamente i segnali, chiamare immediatamente i soccorsi e arrivare il prima possibile in una struttura adeguata può cambiare radicalmente la prognosi. Un forte mal di testa improvviso, una perdita di coscienza, difficoltà nel parlare, alterazioni della forza o della sensibilità, problemi alla vista o all'equilibrio non sono sintomi da sottovalutare. E questa vicenda porta inevitabilmente anche a parlare di Cuba. Per decenni la sanità cubana ha rappresentato, nonostante le enormi difficoltà economiche, un caso di grande interesse internazionale: una forte rete di medicina territoriale, un numero elevato di medici, una tradizione importante nella prevenzione, nella formazione e nella ricerca biomedica. Oggi, però, quel sistema è sottoposto a una crisi profondissima. Mancano farmaci, materiali sanitari, anestetici, ossigeno e persino risorse energetiche essenziali. Le conseguenze sulla capacità degli ospedali di garantire cure tempestive e complesse sono ormai documentate. E sarebbe ipocrita ignorare una delle cause: l'embargo/sanzioni statunitensi hanno contribuito pesantemente a rendere fragile l'approvvigionamento cubano, anche attraverso le difficoltà di accesso a farmaci, tecnologie, componenti e finanziamenti internazionali. Questo non significa negare le responsabilità del governo cubano e delle sue scelte economiche e politiche: significa semplicemente riconoscere che la realtà è più complessa dello slogan "Cuba è povera perché il socialismo non funziona". La Cuba di oggi non è quella di qualche decennio fa. E sarebbe sbagliato raccontare la sanità cubana come se nulla fosse cambiato. Ma sarebbe altrettanto sbagliato cancellare ciò che Cuba ha saputo costruire. Pensiamo alle vaccinazioni pediatriche. Cuba ha sviluppato una propria capacità scientifica e produttiva nel campo dei vaccini e ha raggiunto livelli di copertura molto elevati. Durante la pandemia è arrivata persino a vaccinare i bambini a partire dai 2 anni con vaccini sviluppati sull'isola, diventando il primo Paese a farlo. Su prevenzione, vaccinazioni e organizzazione della sanità pubblica, Cuba ha insegnato qualcosa al mondo e può ancora insegnare qualcosa a molti Paesi, compresi gli Stati Uniti. Si può criticare il governo cubano senza negare i risultati storici della sanità cubana. Si può denunciare l'embargo americano senza trasformare Cuba in un modello perfetto. Si può difendere il diritto alla salute senza fare propaganda per nessuno. E soprattutto, in questo momento, si può parlare di tutto questo senza dimenticare la cosa più importante: Alessandro, forza. Speriamo davvero che tu possa tornare presto. #Cuba #Sanità #Salute

Entrambi in canotta Avvisate che qua serve ossigeno! @ChenRcj @dunknatachai JOONGDUNK SHINES IN ROME #JoongDunk2ndFMinRome https://t.co/TjpcOuz5St #JoongDunk #Basketball #Sport

ANSA.it 2w

A group of researchers, including significant participation from Italy, simulated a miniature Big Bang at CERN by colliding light atomic nuclei such as oxygen and neon at high speeds to obtain quark-gluon plasma, thereby revealing new details about the strong force and the early moments of the universe. (translated)

Big Bang in miniatura simulati in laboratorio

Yael Trepy è fuori pericolo, respira da solo senza ossigeno A riferirlo è Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva emergenza urgenza dell’ospedale SS. Annunziata di Sassari Yael ha incontrato oggi mister Pisacane, Muzzi e il direttore sportivo Accardi ♥️ #DAZN https://t.co/7rhIdQ1DjY #salute #emergenza #notizie

Drought is causing serious problems for the rivers and lakes of Northern Italy, with Lake Maggiore reaching historically low levels, highlighting the impact of climate change through a lack of rainfall and the resulting warming of water, reducing the available oxygen and threatening local ecosystems. (translated)

Spiagge di centinaia di metri, barche in secca: la siccità svuota fiumi e laghi del Nord. Gli effetti invisibili: “Nell’acqua del Maggiore meno ossigeno”

Filippo Murgia, a former volunteer firefighter, risked his life by diving into Lake Caldonazzo to save a 42-year-old Nepalese father who was trying to retrieve his 4-year-old son; although he managed to bring him back to shore, the man is now in critical condition due to lack of oxygen and water in his lungs. (translated)

Salva il figlio di 4 anni e scompare nel lago. Filippo Murgia, ex volontario dei vigili del fuoco, si tuffa e riporta a riva il 42enne: «L'ho visto sul fondo e mi sono immerso»

Quando il silenzio diventa rumore: perché stiamo ignorando il grido che non esce 1. Introduzione: La tensione invisibile delle nostre giornate C’è un rumore bianco che satura le nostre vite, una frequenza costante che maschera un vuoto pneumatico. È la tensione invisibile che portiamo sotto la pelle, il peso di tutto ciò che scegliamo di non dire per non incrinare la superficie lucida delle nostre esistenze digitali. Siamo immersi in un paradosso: comunichiamo costantemente, ma evitiamo la verità.Oggi la ragione non viene smentita, viene peggio: subisce l' annegamento della ragione in un mare di stimoli irrilevanti. Ci muoviamo tra interfacce perfette e feed curati, ma dietro lo schermo la pressione sale. Cosa accade quando la capacità di analisi affoga sotto la tirannia dell'apparenza? Accade che smettiamo di vivere e iniziamo a resistere, in attesa di un crollo che sentiamo imminente ma che non abbiamo il coraggio di nominare. 2. Il paradosso del grido inespresso Il "grido che non esce" non è assenza di voce. È un accumulo tossico. È la paralisi comunicativa di una società che ha trasformato il conflitto in tabù e il disagio in un'anomalia da nascondere. Questa tensione non evapora; si sedimenta, diventa acida, divora le fondamenta del nostro equilibrio mentale."Il grido che non esce. La tensione che divora."Rimanere in silenzio è più pericoloso di una protesta urlata. Uno sfogo è un incendio che brucia e si spegne; la tensione repressa è un processo di combustione lenta che consuma l'ossigeno della nostra salute sociale. È un'energia incendiaria che non trova sfogo e che, inevitabilmente, trasforma l'individuo in una polveriera pronta a detonare al primo contatto con la realtà. 3. La diffidenza come barriera al dialogo Perché abbiamo smesso di cercarci davvero? L'incomprensione che ci isola non è un errore del sistema, ma una diffidenza sistematica che abbiamo introiettato. In un mondo di performance digitali, l'altro è diventato un giudice o un estraneo da cui difendersi, mai un interlocutore con cui rischiare il dialogo.In questo scenario, la superficialità dell'apparenza diventa il nostro bunker. Preferiamo la sicurezza di una bugia estetica alla complessità di un confronto reale. Ci rifugiamo nel non-detto, convinti che ignorare il baratro serva a non caderci dentro. Ma la ragione, quando affoga, trascina con sé ogni possibilità di soluzione razionale, lasciandoci in balia di istinti primordiali mascherati da civiltà. 4. La trappola dei bisogni manovrati Siamo pedine di un gioco di cui non possediamo le regole. Ci sentiamo persi e condizionati da un'architettura di "bisogni manovrati": desideri indotti da algoritmi che ci distraggono dalla nostra reale condizione di svuotamento. Questa manipolazione trasforma la nostra esistenza in un ciclo infinito di consumo e insoddisfazione.Il risultato è un futuro che spaventa, un orizzonte percepito come una minaccia immutabile. La disperazione mascherata nasce proprio qui: dalla consapevolezza, più o meno conscia, di aver barattato la propria libertà di scelta con la rassicurante inerzia dei condizionamenti esterni. Se non crediamo di poter cambiare il domani, smettiamo di abitarlo, diventando spettatori passivi del nostro stesso declino. 5. Il risveglio forzato della storia La storia non è un progresso lineare, ma un ciclo di tensioni e rotture. La "disperazione mascherata" che caratterizza il nostro tempo ha un limite fisico: deflagrerà nel momento in cui la realtà non potrà più essere contenuta dagli argini artificiali della superficialità. L'inerzia non è una protezione, è solo un ritardo nel pagamento del conto."Gli addormentati non sceglieranno — si sveglieranno male."Chi oggi sceglie di dormire, cullato dai propri bisogni indotti, non sta evitando il conflitto: sta solo rinunciando a gestirlo. Il risveglio non sarà un invito gentile, ma un trauma necessario. La storia non cambia le sue manifestazioni e non fa sconti a chi ha preferito l'illusione alla consapevolezza. La scelta consapevole è l'unica via per non essere travolti dalle macerie di un sistema che ha esaurito il suo tempo. 6. Conclusione: Oltre il gioco delle apparenze Il gioco delle apparenze continua, ma il sipario è logoro. Dobbiamo avere il coraggio di squarciare la coltre di finto silenzio prima che la realtà collassi su se stessa. Dare voce al "grido che non esce" non è un atto di debolezza, ma l'unico gesto di rivolta rimasto contro l'annegamento della ragione.Restare passivi, chiusi nella propria diffidenza, è una condanna che firmiamo ogni giorno. La domanda non è se la tensione esploderà, ma come ci troverà quel momento. Saremo pronti ad agire con lucidità o saremo parte della massa che subisce il crollo? Perché, alla fine di tutto, la storia parla chiaro:La storia non cambia le sue manifestazioni — e chi dorme non sceglie: si sveglia.

A causa di gravi incendi che continuano a colpire l’Agrigentino, cento persone sono state evacuate dal centro di Santo Stefano Quisquina, mentre le squadre di vigili del fuoco e i canadair della forestale si stanno concentrando su aree a rischio come un deposito di ossigeno, una clinica e una fabbrica di giochi d'artificio. #Agrigento #Incendi #SantoStefanoQuisquina

Gli incendi continuano a bruciare l’Agrigentino: evacuate cento persone dal centro di Santo Stefano Quisquina

Rai 1, telecronaca di Adani che sfonda la barriera del suono urlando peggio di Roberto Da Crema con la bombola dell'ossigeno #InghilterraArgentina https://t.co/ZUWl0ZpBkD #Calcio #Sport #Telecronaca

Ultimora.net Jul 10

Corriere della Sera — Grecia, un passeggero di un volo Ryanair da Salonicco a Memmingen, in Germania, è rimasto ferito oggi dopo la rottura di un finestrino durante la fase di decollo. Il viaggiatore, un 61enne di origine serba, è stato trattenuto dalla moglie e da un altro passeggero per evitare che venisse trascinato all'esterno, mentre a bordo si diffondeva il panico e si attivavano le maschere dell'ossigeno. Poco prima era stato avvertito un forte boato proveniente dal motore destro. L'aereo è quindi rientrato a Salonicco ed è stato predisposto un velivolo sostitutivo #Ryanair #aeronautica #incidente

Il Sofista Jul 6

Ma quando mai si interrompono le partite per «idratare» i giocatori? Ma che cazzata è questa? A Messico '70 si giocò Italia-Brasile con 37 gradi, a 2.200 metri, in carenza di ossigeno, e non fermarono un cazzo. Allora si sapeva che i giocatori sono atleti, non femminucce. Oggi il potere ha escogitato la stronzata dell'hydration break per convincerci che esiste un «caldo anomalo», trasformando anche lo sport in propaganda. Il potere deve portare avanti la sua fottuta svolta autoritaria, iniziata col covid e proseguita con l'imposizione di macchine elettriche, pale eoliche, pannelli fotovoltaici, tasse sull'agricoltura, tasse sulle scorregge, tasse su tutto ciò che disturba le multinazionali, le loro speculazioni, i loro vaccini, le loro truffe, le loro menzogne. Oltretutto, grazie al break farlocco, riescono a interrompere le partite con la pubblicità senza che nessuno protesti; chi lo facesse verrebbe zittito come «negazionista del clima». Non so a voi, ma a me questo potere sta iniziando a rompere seriamente i coglioni. #Sport #Libertà #Opinioni

In un momento storico dove si parla più di compravendita di diritti sportivi che di basket giocato, un giocatore che piange genuinamente registrando il video di saluto ad un club che non esiste più perché venduto a chi lo porterà a 650 km di distanza, commuovendosi nel parlare di ciò che abbia rappresentato per lui giocare in quella città e per quei tifosi, è una boccata di ossigeno che fa bene al cuore dello sport chiamato pallacanestro. Grazie Amedeo. #Basket #Sport #Emozioni

#garlasco: la memoria del PM Civardi è, per la prima volta dopo anni, una boccata d'ossigeno sugli indizi attribuiti ad #albertostasi. Civardi li smonta uno per uno, finalmente usando la logica, e ammette che la condanna si è "sgretolata" grazie alle nuove indagini. #giustizia #verità #investigazione

I Gigi 78 I Jun 29

Rinnovato Spinazzola che ormai gioca con l’ossigeno in bombola ed il deambulatore https://t.co/0CGQZ6LFv8 #Calcio #Sport #Infortuni

Mi sono sentito male durante un concerto nello Utah e ho fatto cenno che venissero sul palco con una maschera a ossigeno per aiutarmi a respirare. Poi ho proseguito, ma sedendomi.

Evening Post, le storie di oggi
www.ilpost.it

Durante un concerto a West Valley City, Rod Stewart, 81 anni, è stato soccorso con una maschera per l'ossigeno a causa di un malore provocato dall'altitudine, ma ha scelto di continuare lo spettacolo seduto, rifiutando di ritirarsi nonostante recenti problemi di salute. #RodStewart #Concerto #Salute

“Sto per svenire”: Rod Stewart soccorso sul palco con la maschera per l’ossigeno durante un concerto

@LazionewsEu Ma vi rendete conto che stete dicendo che per una società di Serie A, 3 milioni sono una boccata d’ossigeno?!?! #SerieA #Calcio #Finanza

Lunacharsky Jun 7

Gli Albanesi protestano contro la trasformazione in resort di un'oasi naturale venduta dal governo al genero di Trump,l'inutile Kushner. Ecco a voi la diplomazia americana ai tempi di Trumpet: questi furfanti ladri di ossigeno volevano porre fine in 24 ore alla guerra in Ucraina https://t.co/ix0QW4E8j2 #Albania #Trump #Protesta

Il Post Jun 6

Dawa Sherpa, uno sherpa nepalese di 52 anni, è riuscito a sopravvivere per sei giorni da solo sull'Everest senza cibo, acqua e ossigeno, nutrendosi solo di cioccolato e ghiaccio, dopo essere rimasto indietro durante una spedizione, suscitando incredulità e gioia al suo ritrovamento vicino al campo base meridionale. #Everest #Nepal #Sherpa

Sopravvivere quasi una settimana sull’Everest, da solo
L
lastampa.it Jun 5

Dawa Sherpa, una guida nepalese di 52 anni, è sopravvissuto per una settimana a un'altitudine di 8.000 metri sull'Everest senza cibo né ossigeno supplementare, suscitando incredulità e ammirazione dopo essere stato dichiarato morto, e ora è in cura per congelamenti e problemi legati all'altitudine. #Everest #sopravvivenza #DawaSherpa

Miracolo sull'Everest, sopravvive una settimana a 8.000 metri senza aiuti: il salvataggio