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#Passioni

The documentary Nino – A Film About Nino Rota by Walter Fasano, presented on September 11 at the Venice International Film Festival, explores the life and work of the famous Milanese composer, highlighting his connections, passions, and lasting impact on cinema through his unforgettable soundtracks, particularly those for the films of Fellini and Coppola. (translated)

Nino Rota, la musica che ha dato un’anima al cinema arriva al Festival del Cinema di Venezia

Ma che ne sanno gli altri di noi, ma che ne sanno dei nostri progetti, delle nostre passioni, del nostro futuro, delle nostre destinazioni Nulla Il bello è proprio questo Dopo tanto bla bla bla il silenzio Buon viaggio Hele ed Javi ✈️✈️♥️⛵️ #javi7 #helevier #heleners #JavierMartinez #helenaprestes #lovelife #amore #futuro #vita #viaggi #viaggi #futuro #lovelife

PATRIARCATO MEDITERRANEO la nuova linea UOMO DI #VANNACCI. 120 pagine di programma nell quale delinea anche un modello di uomo che non deve chiedere mai,senza debolezze, in grado di dominare passioni e emozioni e che protegge le donne. Ammazzzz GRAZIE, già visto, non interessa #Vannacci #patriarcato #donne #Vannacci #patriarcato #uomo

Francesco #Guccini has left us. With his songs, he interpreted the passions, hopes, and feelings of generations, always conveying values of freedom, justice, and brotherhood. I greet him with nostalgia and gratitude. (translated)

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"

Amy Jul 2

Mi devo sfogare, potete passare oltre 😉 Davvero il rispetto verso il proprio compagno si misura in base a quante rinunce fai? Davvero una donna dovrebbe smettere di fare sport, di frequentare luoghi vicino a casa sua solo per paura del giudizio di imbecilli o perché qualcuno potrebbe interpretare male una semplice coincidenza? Atteniamoci a quanto dichiarato da loro due in una rete nazionale, sono la persona giusta l'uno dell'altro, sono andati avanti e convivono da più di un anno. Ma il punto va oltre questa storia, perchè il messaggio che sta passando è pericoloso. Quello che trovo ancora più paradossale è che questa idea venga alimentata soprattutto da altre donne. Come se fosse normale chiedere a una donna di restringere i propri spazi, limitare le proprie passioni o cambiare le proprie abitudini per dimostrare di amare un uomo. È un messaggio pericoloso, perché oggi è il kite, domani potrebbe essere un gruppo di amici, un lavoro, una palestra o qualsiasi altro luogo in cui potrebbe esserci qualcuno del proprio passato. Una relazione sana non dovrebbe funzionare così. Se c'è fiducia, non c'è bisogno di cancellare pezzi della propria vita. E, soprattutto, un compagno che ama davvero una persona non le chiederebbe mai di rinunciare a ciò che la rende felice quando non c'è alcun comportamento scorretto. Il rispetto non nasce dal vivere in una bolla evitando qualsiasi possibile coincidenza. Nasce dal modo in cui ci si comporta. E confondere la libertà con la mancanza di rispetto rischia di trasformare relazioni sane in rapporti fatti solo di divieti e rinunce. E ogni volta che è una donna a dire che un'altra donna deve fare rinunce per dimostrare di amare un uomo, riportiamo indietro l'orologio e le noi di domani si sentiranno ancora in dovere di dimostrare l'amore attraverso i sacrifici. Merda😠 #Relazioni #Femminismo #Libertà

La Sappi Jun 22

@helenaprestes …io credo che sia già assurdo che una persona debba dare spiegazioni riguardo alla PROPRIA VITA, alle proprie passioni e scelte. Soprattutto se lo si deve a sconosciuti, privi di una sana vita personale e con evidenti carenze, in più campi…continua a splendere✨🪄 #Vita #Passioni #Scelte

ANSA.it Jun 7

Durante la New York Art Week, un'opera di Rothko è stata venduta per 86 milioni di dollari, confermando il ruolo di New York come centro nevralgico del mercato dell'arte, mentre giovani collezionisti, motivati da passioni intellettuali, emergono nel panorama, fondando istituzioni e spazi espositivi e affrontando la competizione con una crescente attenzione agli affari e all'investimento. #MercatoDellArte #Collezionismo #NewYorkArtWeek

Arte e lusso, come le opere conquistano il mondo dei collezionisti e dei nuovi ricchi
Alessandro Jun 5

“Mi rivedo in mio Padre in molti momenti adesso quando non riesco a staccare quando torno a casa..mia moglie cerca di fare una conversazione, mia figlia a cena cerca di raccontarmi qualcosa ma io penso sempre a Barella, a Calhanoglu, a Lautaro” #Chivu https://t.co/2ocmsXOClt #Calcio #Famiglia #Passioni

ANSA.it May 16

Julianne Moore, premiata attrice e ospite d'onore del ciclo Woman in Motion al festival di Cannes, riflette sulla crescente rappresentanza femminile nell'industria cinematografica, sull'importanza della solidarietà tra donne, sull'educazione dei suoi figli in un contesto di parità di genere e sulla sua voglia di interpretare ruoli comici, esprimendo gratitudine per la sua carriera e il potere delle passioni personali. #EmpowermentFemminile #ParitàDiGenere #CinemaFemminile

Julianne Moore: 'Celebro l'incredibile alleanza delle donne'