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#patriarcato
ANSA.it 3d

Roberto Vannacci, the leader of the Futuro Nazionale program, presents a vision for Italy for the next decade, which includes the militarization of schools, the preservation of patriarchy, limitation of legal frameworks for abortions and unions, support for families with a third child, and the elimination of woke content in the media, all aiming to address the population crisis and increase the population due to national priorities. (translated)

Ecco l'Italia di Vannacci: 'Educazione militare, più figli e meno woke'
Virna 6d

Intervento magistrale di DANIELE CAPEZZONE da incorniciare insieme alla copertina del @tempoweb 🚀 "Oggi su il @tempoweb abbiamo raccontato come il signor Ranucci tratti le colleghe donne, voi di sinistra che avete parlato per anni contro il patriarcato tutti muti" "Avete parlato per anni di trasparenza, tiriamo fuori i costi di Report ,uno degli inviati incassa più dell'appannagio del presidente della Repubblica!" Pucciarelli contesta i dati del @tempoweb e @Capezzone gli fa notare che non sanno nemmeno leggere o sono in malafede e che sta facendo una figuraccia. E aggiunge: "Se qualcuno fa sapere quanto costa il carrozzone Rai e il carrozzone Report pagato con i soldi dei nostri per fare 70 puntate in 4 anni contro la Meloni strillate come aquile e vi arrampicata sugli specchi!" #Zonabianca #politica #giornalismo #patriarcato

Cinque donne. In dodici mesi, cinque. Nessun uomo.   Le prime due le hanno cacciate e l’hanno chiamata promozione. La terza è passata al privato. La quarta è tornata dal marito malato. La quinta, ieri, è tornata dai figli.   Karoline Leavitt, ventotto anni. A dicembre ringraziava Trump e Susie Wiles per l’ambiente amico della famiglia costruito alla Casa Bianca. Tre mesi dopo il parto scrive che non riesce a essere la madre che i suoi due bambini meritano.   Rileggetela, quella frase. Non ha scritto che il lavoro è disumano. Non ha scritto che il capo ad aprile le aveva dato della incapace davanti a tutti. Ha scritto che la sbagliata è lei.   Questo è il punto. Non il licenziamento, la confessione. Il patriarcato che funziona non ti caccia, ti convince. Ti mette addosso una colpa che non passa mai, la colpa verso i figli, e aspetta. Poi quando molli ti ringrazia commosso davanti a tutti e mette un uomo alla tua scrivania. Cinque volte su cinque.   Vannacci vende la stessa merce con meno diplomazia. Le donne al loro posto, la famiglia naturale, il resto è ideologia. Voi ridete delle sue medaglie. Io guardo Washington e vedo il modello già in funzione, con i sondaggi favorevoli.   L’articolo 51 dice parità di accesso agli uffici pubblici. Non dice istinto materno. Ma nessuna Corte annulla una dimissione volontaria, e loro lo sanno. Per questo non serve toccare la Costituzione. Basta rendere insostenibile restare.   Non torna con gli stivali e il manganello. Torna con un post commosso e la parola famiglia scritta in maiuscolo. #Femminismo #Patriarcato #DirittiUmani

PATRIARCATO MEDITERRANEO la nuova linea UOMO DI #VANNACCI. 120 pagine di programma nell quale delinea anche un modello di uomo che non deve chiedere mai,senza debolezze, in grado di dominare passioni e emozioni e che protegge le donne. Ammazzzz GRAZIE, già visto, non interessa #Vannacci #patriarcato #donne #Vannacci #patriarcato #uomo

Roberto Vannacci's program, presented as a "National Future," proposes a return to patriarchal and traditional models, raising concerns about its retrograde vision of society and the management of gender roles, opposing the legacy of cooperation and equality present in human history. (translated)

Nel programma di Vannacci spazio al patriarcato: più che Futuro Nazionale, mi sembra un ritorno al passato

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

Ma quindi il patriarcato non va smantellato tutto...solo quello bianco...il patriarcato degli altri va finanziato con soldi pubblici perché se una vuol fare il bagno vestita "è una sua scelta". E se saltasse fuori che anche il superamento del principio di non contraddizione alla fine fosse un disegno patriarcale di una scuola filosofica ben precisa fatta tutta di uomini bianchi europei, come si fa...? #patriarcato #femminismo #giustizia

I peggiori di tutti sono quelli che adesso dicono: "Non politicizziamo, non dividiamo la società.." dopo che hanno montato il Black Lives Matter e ci hanno mangiato per anni e dopo che ogni volta che un incel picchia una donna vogliono i corsi obbligatori per tutti i "maschi bianchi" contro il patriarcato... #politica #patriarcato #giustizia

In questo intervento, il ricercatore Tommaso Virgili, esperto di mondo islamico, spiega come la fratellanza musulmana riesca a portare avanti le sue battaglie, cavalcando l’ubriacatura intersezionale dell’occidente illuminato. Esempio, l’hijab. Come far dimenticare che si tratta di uno strumento di oppressione verso le donne, in una società in lotta contro il patriarcato? Lo si accomuna a un diritto delle minoranze, affiancandolo alle battaglie femministe, anti-coloniali, lgbqt+ e così via. Istanze conservatrici, di un movimento bandito da molti paesi musulmani, trovano così sfogo nell’occidente tollerante, entrando in circolo con il bollino di qualità dei valori della tolleranza su cui si basa il nostro mondo. Così facendo, si anestetizza la percezione del rischio dell’estremismo, brandendo eventualmente la spada dell’islamofobia contro chi sollevi dubbi. Non stupisce quindi che di fronte a fatti come quelli di Berlino, dove l’intersezionalità sembra andare in corto circuito, c’è una corsa immediata della società liberale a derubricare al caso isolato, reimmettendo nel discorso il vero rischio, quello dell’estrema destra. Male che vada ci si può giocare la carta della necessità di avere più psicologi per contrastare lo squilibrio mentale. #Islam #Femminismo #Intersezionalità

Marmitta Jul 13

ricordate che le stesse che fanno le morali sul patriarcato, violenza domestica e robe varie hanno il like alle foto di Okoye su Instagram uno che ha picchiato la compagna e venduto le partite tutto normale, le regole valgono solo per i brutti #patriarcato #violenzadomestica #ipocrisia

Quando l’assassino non è un “figlio sano del patriarcato” italiano viene escluso a priori il “femminicidio”? https://t.co/9kVvAJfThz #Femminicidio #DirittiUmani #ViolenzaSulleDonne

Una notizia che verrà subito archiviata perché l’assassino non è un “figlio sano del patriarcato” italiano. Loreto, la 33enne Luigia Fortunato è stata uccisa a coltellate dall’ex compagno, un tunisino di 35 anni. Al momento, non è stata resa nota l’identità dell’uomo: se fosse stato italiano, sapremmo già pure il suo gruppo sanguigno. #femminicidio #patriarcato #giustizia

Vorrei chiedere a @GiorgiaMeloni, a @GuidoCrosetto e @Antonio_Tajani, rispettivamente capo del governo, Ministro della Difesa e Ministro degli Esteri, come mai stiano lasciano le decisioni di politica internazionali nelle mani del titolare del Ministero delle Infrastrutture, che non c’azzecca nulla. Perché si dà il caso che oggi l’Italia abbia mandato in stallo le trattative pre-vertice NATO chiedendo un alleggerimento dei riferimenti al riarmo dell’Ucraina entro la fine dell’anno prossimo. La motivazione sarebbe che, secondo Roma, fissare scadenze specifiche esclude la possibilità di porre fine alla guerra attraverso negoziati in una data precedente (?). Non soddisfatti del capolavoro diplomatico, ci siamo anche schierati, insieme alla Bulgaria, contro le sanzioni al miliardario patriarca della chiesa ortodossa russa Kirill, meglio noto come il “chierichetto di Putin”. Colui che chiama "Guerra Santa" (Svyashchennaya Voyna) l’invasione criminale dell’Ucraina, affermando che la Russia sta difendendo il mondo dall'assalto del "globalismo" e dell'Occidente caduto nel satanismo. Colui che benedice i missili e promette remissione da ogni peccato a chi muore sul campo di battaglia. Kirill ha anche rimosso, sospeso o ridotto allo stato laicale decine di sacerdoti che avevano firmato petizioni per la pace o che, durante la liturgia, avevano sostituito la parola "vittoria" con la parola "pace" nella preghiera ufficiale per la Rus' imposta dal Patriarcato. Chiedo espressamente quale sia il ruolo di @matteosalvinimi in queste decisioni, perché le sue posizioni sulle armi all’Ucraina sono note, così come noti sono i suoi contatti con la chiesa ortodossa russa per il tramite del Congresso Mondiale delle Famiglie, il cui principale sponsor è l’oligarca ultraortodosso Konstantin Malofeev, grande cofinanziatore delle finte proteste nel sud-est dell’Ucraina nel 2014 (spacciate per guerra civile) e allora datore di lavoro di Igor Girkin, l’ex colonnello del FSB che con l’attacco a Slovyansk diede il via all’invasione russa del Donbas 12 anni fa. Una delle società di Malofeev è, guarda caso, anche coinvolta nella compravendita mai conclusa dalla quale la Lega avrebbe dovuto ricavare 60 milioni, stando all’inchiesta pubblicata qualche anno fa e nota come “caso Metropol”, dall’hotel di Mosca nel quale si svolsero le trattative. Il fatto che così tanti politicanti preferiscano vivacchiare nell’ambiguità fino alle prossime elezioni, piuttosto che difendere le libertà e la sicurezza di tutti mi fa vergognare di essere italiano. #PoliticaInternazionale #Ucraina #Diplomazia

Mirko Moriconi, un giovane omosessuale, ha condiviso le sue sofferenze e i suoi sogni di diventare musicista sui social, ma è stato tragicamente ucciso insieme alla madre, e Arcigay denuncia come il patriarcato e l'omofobia rappresentino fattori che alimentano tale violenza, sottolineando l'importanza di creare luoghi sicuri per le vittime di discriminazione. #LGBTQI+ #Omicidio #Discriminazione

I “dolori” di Mirko Moriconi: “Forse potrò guarire e scrivere canzoni”. Arcigay: “Omolesbobitransfobia e patriarcato uccidono”
Paolo Becchi Jun 21

"Israeli forces have stormed the grounds of the Greek Orthodox Patriarchate in Silwan. They expelled the church representative, confiscated equipment, uprooted trees, destroyed crops, and fenced off the property." We have some "culture" in common with these. (translated)

Anni ad accusare la destra di “patriarcato” poi in parlamento un deputato dell’opposizione fa un attacco sessista a Giorgia Meloni e, invece di condannarlo, partono le giustificazioni. Difendono le donne solo quando fa comodo per tornaconto politico. Che ipocrisia. https://t.co/i590HY0KiK #ipocrisia #dirittidelledonne #politica

L
lastampa.it Jun 13

Nella sua intervista, la regista Campion afferma che, sebbene Weinstein abbia compiuto atti orribili, ha anche avuto intuizioni significative, sottolineando che la lotta per i diritti delle donne continua nonostante i progressi fatti e il tentativo del patriarcato di riconquistare terreno. #MeToo #patriarcato #TaorminaFest

Campion: “MeToo, la lotta continua. Weinstein ha fatto cose orribili, ma ha avuto grandi intuizioni”
L
lastampa.it Jun 13

Nella sua intervista, la regista Campion afferma che, sebbene Weinstein abbia compiuto atti orribili, ha anche avuto intuizioni significative, sottolineando che la lotta per i diritti delle donne continua nonostante i progressi fatti e il tentativo del patriarcato di riconquistare terreno. #MeToo #patriarcato #TaorminaFest

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L
lastampa.it Jun 8

Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, è al centro di una controversia dopo aver difeso il senatore Francesco Silvestro accusato di violenza sessuale, affermando che le accuse vengono trattate come se fossero sentenze definitive, suscitando forti critiche da parte di diversi partiti, che lo accusano di alimentare la cultura della colpevolizzazione della vittima. #ViolenzaSessuale #Patriarcato #PoliticaPiemonte

“Con la scusa del patriarcato, si lanciano accuse di violenza sessuale”. Bufera su Nicco, presidente del consiglio regionale del Piemonte

“La violenza di genere viene operata da uomini – indipendentemente dalle loro origini – ed è rivolta a donne – indipendentemente dalle loro origini” Scrive la femminista Angela Alvisi, commentando la tentata violenza sexxuale ai danni di una ragazza di 20 anni perpetrata da un 29enne maliano, già tornato libero con l’obbligo di firma. Il “patriarcato” spiegato bene 👉 quasi 1 violenza sessuale su 2 è commessa dal 9% della popolazione residente in Italia, gli stranieri #ViolenzaDiGenere #Femminismo #DirittiUmani