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#Rabbia
Virna 12h

È ancora in coma Angelo Russo, il ragazzo di 24 anni di Collegno che è stato colpito alla tempia con un pugno durante una spedizione punitiva. Il suo aggressore ha ottenuto i domiciliari e ha festeggiato con amici e parenti. La rabbia dei famigliari. Giustamente indignato @MauroMazzaRai "Il commento che mi viene spontaneo è che solo in Italia possono accadere cose del genere, l'aggredito è in coma all'ospedale in fin di vita e l'aggressore esce dal carcere, ottiene i domiciliari e viene festeggiato. Questa è una cosa che crea vergogna". #tg4 #Giustizia #Violenza #Italia

"Ballerina in disuso invecchiata male". Una frase che ti aspetteresti da uno che ha come unico titolo l'abbonamento al bar sport, non da chi siede in cattedra e riceve onori dalle istituzioni. Purtroppo è la fotografia di un potere a cui non interessa diffondere informazione e verità, ma solo rabbia e divisione. E il @Adnkronos cosa fa? La celebra come una lezione. Di cosa? Dello stato di decomposizione del mondo accademico Italiano? Perché un professore universitario che dovrebbe avere accesso ai consessi più alti e specializzati del mondo accademico preferisce attaccare me, anziché un collega con il suo stesso camice? Perché scegliere la via facile del like come un qualsiasi @Stellina44 per ricevere il boato di bot e adepti adoranti la cui massima referenzialità è "l'ha detto il telegiornale" o "l'ha detto l'intelligenza artificiale"? Il confronto con un collega anziché con me, è troppo impegnativo? O forse è perché le notizie che racconto sono scomode e vanno zittite? Perché in Italia certe verità non si possono dire? Meglio censurare, meglio additare e deridere, così nessuno si ferma a chiedere: ma cosa sta realmente succedendo? Vedo l'Italia che amo, ridursi alla caricatura di un paese democratico, dove interessi personali ed economici decidono cosa raccontare e cosa seppellire, dove l'informazione è gestita dal potere per il potere. E mi si spezza il cuore. #Italia #Informazione #Verità

C'è un abisso tra la Russia che mi raccontano amici della comunità Russa che vivono a Hong Kong e ciò che leggo sul mainstream in Italia. Proprio il giorno e la notte. E non parlo di oligarchi, né di fanatici, tantomeno di agenti del FSB. Parlo di famiglie normali. Gente che torna regolarmente in Russia a trovare i propri cari. La cosa che mi lascia più perplessa? Non hanno nemmeno quella rabbia che sarebbe più che comprensibile. Quella rabbia che avrei io, se il mondo occidentale facesse di tutto per ghettizzarmi e criminalizzarmi solo per il Paese in cui sono nata. Invece no. Parlano con calma. Raccontano una realtà che qui non arriva mai. E io mi chiedo: chi mente? Chi ha paura della verità? #Russia #HongKong #Verità

A motorist threatened three 16-year-old cyclists, including the young prospect Erik Magagnotti, with a gun during a training session in the Euganean Hills, sparking the anger of one of the boys' fathers who reported the incident on social media. (translated)

“Gli ha puntato una pistola”: minaccia choc a tre ciclisti 16enni, tra cui la promessa Magagnotti. “Vi ammazzo tutti”

I fascisti mi hanno sempre fatto paura. I comunisti mi hanno sempre fatto rabbia. Evito le ideologie come i numeri sconosciuti. Se m’aspettassi che partecipi a un’iniziativa che ha lo scopo di AIUTARE la Lazio solo chi politicamente la pensa come me saremmo in 8. #ripigliatevi #politica #ideologie #solidarietà

Non dovremmo mai pensare: “sono arrabbiato” “sono depresso” “se no spaventato”, bensì: “sono attraversato dalla rabbia” “sono attraversato dalla depressione” “sono attraversato dalla paura”. Ciò che il nostro apparato psicofisico prova è una cosa, ciò che siamo in quanto essenza è un’altra. Questo non significa reprimerle, ma inquadrarle come fenomeni che ci attraversano. Ciò le rende meno potenti. #crescitaspirituale #salutementale #consapevolezza

Lilly Wachowski revealed in an interview that no one wants to finance her film The Hunted, which features an exclusively transgender cast, expressing her anger and frustration over the lack of support for the project, which aims to tell the struggles of transgender people in a dystopian society. (translated)

“Nessuno vuole finanziare il mio film perché ha un cast di sole persone trans. Nella sceneggiatura ho riversato rabbia e frustrazione per ciò che sta accadendo loro nel mondo”: così Lilly Wachowski

L'annuncio abbastanza improvviso del ritiro di Russell Westbrook, lascia, volenti o nolenti, un vuoto. Con le sembianze della tartaruga ninja, i razzi nelle gambe, un atletismo fuori scala e la velocità in campo aperto della Mercedes di Kimi Antonelli, ci ha accompagnato per 18 anni delle nostre vite. Pur con i suoi limiti tecnici (e caratteriali), e pur essendo divisivo quasi come la famiglia nel bosco, è riuscito a fare qualcosa di straordinario. No, non parliamo del fatto che sia stato l'unico giocatore nella storia NBA ad aver realizzato per quattro volte (di cui tre consecutive) una tripla doppia di media stagionale. E non parliamo nemmeno del fatto che è il playmaker ad aver totalizzato più punti, rimbalzi e triple doppie di sempre. Parliamo di ciò che nessuno potrà mai discutere quando si parla e si parlerà in futuro di lui: la rabbia agonistica, l'energia e soprattutto il cuore con cui ha giocato ogni singolo possesso della sua vita. Buona vita Russell. #NBA #RussellWestbrook #Basketball

Ranucci che si paragona a Moro, Falcone e Borsellino??? Non so se faccia più rabbia, pena o tristezza. Alla luce degli inquietanti dettagli che stanno emergendo in queste ore, a partire dall'arresto del suo amico Lavitola, ritengo opportuno che il servizio pubblico, finanziato da tutti gli italiani, sospenda la collaborazione con chi è coinvolto in questa torbida vicenda

Lavitola confessa: "Sono io il mandante dell'attentato a Ranucci, l'ho fatto per il suo bene"
www.ansa.it

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

Tu   Tu che hai votato Meloni perché sei un poveraccio e lei ti ha dato i migranti. Dei poveracci più poveracci di te da odiare, per sentirti finalmente qualcuno.   Questo ti ha dato. Non il lavoro, non lo stipendio. Qualcuno da guardare dall’alto. Prima volta nella vita.   Tu che hai votato Meloni per quella fiamma. Gli Almirante, i Rauti, i La Russa, i Rampelli. Ti riporta a un tempo magico che non hai vissuto, dove credi che uno come te comandasse e gli altri stavano zitti. Ma uno come te in quel tempo lì zappava. O moriva a vent’anni sul Don con le scarpe di cartone. Il ricordo che ti hanno venduto non è il tuo. È il loro.   Tu che hai votato Meloni convinto che il nero, oltre alla camicia, fosse quello che potevi fare impunito. E quello per cui ti avevano già pizzicato sanato, perdonato, chiuso lì.  E invece la GdF continua a cercarti. Adesso conta. Quattro anni.   Guadagni meno. La spesa costa di più e lo sai perché la fai tu, non lei.   I migranti sono ancora lì. Gli sbarchi pure. Li odi ancora, ti sfoghi ancora, domani ce ne saranno altri. Perché servono lì. Non a te. A lei.   Il condono l’hanno preso quelli col commercialista bravo. Tu la cartella ce l’hai ancora nel cassetto.   Quando sei stato male hai pagato. Diciotto mesi di attesa o quattrocento euro, hai scelto quattrocento euro.   Tuo figlio manda curriculum a Monaco di Baviera. Quella che doveva difenderti dai migranti ha fatto emigrare lui.   La tua leader la sfottono in mezza Europa e tu ti incazzi come se stessero sfottendo te. Giusto. Stanno sfottendo anche te.   Lei intanto va a cena con quelli che ti hanno licenziato. Ci va da pari a pari. Tu quel tavolo non lo vedrai mai. Non sei invitato, non sei previsto, non servi. Sei il voto, non l’ospite.   Loro ci hanno contato, sulla tua rabbia. L’hanno misurata, targettizzata, comprata a quattro euro a clic. Hanno pagato gente per scriverti le cose che volevi sentire. Non ti hanno considerato un cittadino. Ti hanno considerato prevedibile.   Prevedibile è la parola. Uno che si accontenta di odiare qualcuno più povero di lui e poi vota buono.   Ora tu, dopo quattro anni. Ora che la tua vita è peggiorata, e già faceva schifo prima. Ora tu la voteresti ancora?   Forse la risposta è sì. Non perché stai meglio. Perché cambiare idea vorrebbe dire ammettere che ti hanno fregato, e quello fa più male della cartella esattoriale.   Però intanto pensaci. Da solo. Che sui social non ti guarda nessuno. #politica #Migrazioni #società

Luigi 3w

A me non importa nulla delle pseudo minacce di Pedro Sanchez nei confronti della nostra Italia (sarebbe meglio pensasse ai suoi guai). Ciò che mi fa rabbia sono le dichiarazioni di alcuni politici e giornalisti di Sinistra a sua difesa. Anti italiani fino al midollo. #Italia #Politica #Sinistra

Attacco sul COVID 19. Perché oggi? L'Internazionale Nera e MAGA fa leva su rabbia, paura e disinformazione! Il COVID 19 in USA ha causato migliaia di morti. Le informazioni che si avevano (anche l''ipotesi del laboratorio cinese!) arrivavo sempre dagli USA... quelli che oggi aprono processi mediatici contro chi ha dovuto gestire l'emergenza! Perché oggi? Perché si gioca una partita tra democrazia e neofascismo. https://youtu.be/b1gBsiGeRUo?si=5x47FaHV7nGu4cjH

Attacco sul COVID 19. Perché oggi?

Riuscire a parlare di debolezze, insicurezze, di amore, di amicizia, di rabbia, di vino, di osterie, di morte, di speranza, di guerre, di ingiustizie, di genocidi, di ribellione, di politica, di riscatto, di fallimenti, di bambini, di anziani, di deboli, di allegria, di disperazione, attraverso canzoni, libri, articoli, interviste, lezioni, dibattiti, è una dote appannaggio di pochi. E lui non lo ha fatto solo con maestria elevando l’uso della parola ad arte, ma anche usando l’ironia laddove nessuno se lo aspettava: quell’uso spiazzante dell’ironia l’ho personalmente sempre amato, ed é uno dei motivi per cui ho voluto applicarlo ad un blog di basket 15 anni fa. Tutti quanti, volenti o nolenti, abbiamo perso qualcosa di molto prezioso. Grazie Francesco Guccini. #arte #comunicazione #musica

È morto #FrancescoGuccini. "Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un'altra vita. Se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito guardatevi nel cuore, l'avete già tradito. E voi materialisti, col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso. Le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali. Tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti". #FrancescoGuccini #Musica #Poesia

The master has died, who was not just his songs. He was the one who taught us the right to anger, the one we listened to convinced that we could help David win against Goliath. Goodbye, Francesco Guccini. (translated)

Silvestrin riuscito a fare polemica e creare clima di odio e divisione anche sulla morte della leggenda Franco Baresi ma da cosa derivano tutta la rabbia ed il veleno che ha nel corpo capisco che non aver sfondato come critico musicale o al GF puo’ pesare, ma così esagera #FrancoBaresi #Silvestri #odio

Jess 4w

la cosa che mi fa più rabbia è che hanno rovinato ed inquinato la sua arte. 3 giorni di album.. non ci siamo goduti NULLA e sarà ricordato per questo incubo, quello che ha portato a sto schifo e anche l’ultimo prima di una pausa che chissà quanto durerà e se finirà. #Arte #Inquinamento #Rabbia

Giuseppe Conte, leader of the 5 Star Movement, proposes that the decision on military support for Ukraine be made through a primary election, sparking anger within the Democratic Party, where some members fear that this position could cause a rift in the coalition. (translated)

Conte sfida il Pd: “Sulle armi all’Ucraina decideremo con le primarie”. Rabbia dei “falchi” dem: “Così spacca la coalizione”
ANSA.it 4w

The article describes the growing fear and anger of residents of Ceuta in the face of a record wave of migrants, with young people returning home disappointed after trying to reach Spain, while the community struggles to return to normalcy after incidents of violence and unrest related to the migration crisis. (translated)

Ceuta, la paura dei residenti e la rabbia dei giovani respinti