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Papa Leone XIV afferma che il riarmo non porterà alla pace, evidenziando l'importanza del diritto e del multilateralismo per fermare la barbarie e affrontare le sfide globali, inclusi i conflitti e l'industria bellica, in un'intervista durante il suo viaggio in Francia. #Pace #DirittoInternazionale #NonViolenza

Papa Leone XIV: “Il riarmo non è la strada per la pace. Solo il diritto può fermare la barbarie”

Papa Leone, al termine del suo viaggio in Francia, ha affermato che la destra radicale non rappresenta il cristianesimo e ha espresso preoccupazioni sull'uso dell'intelligenza artificiale e il riarmo, sottolineando l'importanza del dialogo e della pace nella società odierna. #PapaLeone #DestraRadicale #IntelligenzaArtificiale

Papa Leone: «La destra radicale non è cristiana. IA? I timori non sono fake news»

Oltre 57mila firme sono state depositate in Senato per una proposta di legge che mira a istituire un nuovo Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta, spingendo il Parlamento a riflettere su alternative al riarmo. #Pace #Disarmo #DifesaNonArmata

Un nuovo dipartimento della Difesa non armata, depositate 57mila firme per una legge popolare: “Ora il Parlamento decida da che parte stare”

1 g · Nucleare? Il governo Meloni calpesta due referendum Con l’approvazione della legge delega sul nucleare, il Governo sceglie di riportare l’Italia sulla strada dell’energia nucleare, riaprendo una discussione sulla quale il nostro Paese si è già espresso attraverso due referendum, nel 1987 e nel 2011. Noi siamo contrari a questa scelta perché il nucleare non rappresenta la risposta alla crisi energetica e climatica e destinare risorse pubbliche a nuovi impianti significa imboccare una strada costosa, lunga e piena di incognite. Il nucleare richiede infatti investimenti enormi e tempi molto lunghi, mentre l’esperienza dei grandi progetti realizzati negli ultimi anni dimostra come ritardi e aumenti dei costi possano incidere pesantemente sul conto finale. Nel frattempo, però, le bollette si pagano oggi. Non è quindi una risposta al caro energia che famiglie e lavoratori stanno affrontando già adesso pensare a impianti che, anche nella migliore delle ipotesi, produrrebbero energia soltanto tra molti anni. Restano inoltre aperte questioni fondamentali come la gestione dei rifiuti radioattivi, la sicurezza e i costi complessivi dell’intero ciclo nucleare. A queste si aggiunge la dimensione internazionale e militare del nucleare, che non può essere completamente separata dalle conoscenze, dalle tecnologie e dalle filiere legate all’energia atomica, soprattutto in un contesto internazionale segnato da guerre e riarmo. La legge delega affida inoltre al Governo la definizione, attraverso successivi decreti legislativi, di aspetti fondamentali di questa nuova stagione nucleare, su una scelta destinata a impegnare risorse pubbliche e a produrre conseguenze per decenni. La nostra contrarietà, però, non riguarda soltanto lo strumento: riguarda la scelta politica di tornare al nucleare. Di fronte al caro energia e alla crisi climatica, riteniamo necessario investire subito in una transizione fondata sulle rinnovabili, sull’efficienza energetica, sugli accumuli e sul rafforzamento delle reti. Non possiamo chiedere alle persone di aspettare decenni mentre continuano a pagare bollette sempre più pesanti. Il nucleare non è la risposta al caro energia: le bollette arrivano oggi e le risposte servono oggi. Davide Citton

ANSA.it 6d

Papa Leone XIV incontra il presidente francese Emmanuel Macron, sottolineando l'importanza del dialogo e della diversità in una società multietnica, mentre affronta temi controversi come la fine vita e il riarmo durante la sua visita a Parigi, la prima di un Pontefice in 18 anni. #PapaLeoneXIV #EmmanuelMacron #DialogoInterculturale

Fine vita, riarmo, laicità, Papa Leone richiama la Francia

Il viaggio di Papa Leone in Francia evidenzia le preoccupazioni della Santa Sede per l'inerzia politica dell'Europa e l'urgenza di promuovere la pace e la collaborazione, in contrasto con i progetti di riarmo dell'Unione Europea. #Europa #PapaLeone #Pace

Il viaggio di Leone in Francia è politico: un’Europa inerte che si riarma preoccupa la Santa Sede

La situazione non è mai stata così grave e tesa riguardo alla possibilità di un conflitto militare su scala europea come lo è oggi. Non voglio che la Slovacchia diventi parte di un conflitto militare a causa dell’articolo 5 #noallaguerra #diserzione #riarmo

La guerra ci pervade. Ribelliamoci finché siamo in tempo
www.ilfattoquotidiano.it

L'articolo di Fabio Marcelli denuncia la crescente militarizzazione e il rischio di guerra in Europa, evidenziando l'opposizione della maggioranza del popolo italiano ma la mancanza di un'azione energica per fermare il riarmo e sostenere la pace. #noallaguerra #diserzione #riarmo

La guerra ci pervade. Ribelliamoci finché siamo in tempo

I numeri dell’Istat mi preoccupano fortemente: confermano che 4 anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione https://t.co/L7nKvBdTzl #Italia #austerità #economia #IT

I numeri dell’Istat mi preoccupano fortemente: confermano che 4 anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione https://t.co/uz4yXjBOtd #Istat #Austerità #Italia #IT

Il vice presidente del Movimento 5 Stelle Mario turco ha scritto al ministro Crosetto chiedendogli di aumentare le risorse per l'arsenale militare di Taranto assumendo gli esuberi Ilva. Ma non erano contro il riarmo? Lo sa che all'arsenale di Taranto riparano navi da guerra, e non allevamenti di cozze? #Movimento5Stelle #Taranto #Militare

#GiorgiaMeloni volevi la verità? Eccola. Per questo è urgente invertire la rotta. Aumentando gli stipendi. Investendo in sanità e istruzione pubblica. Facendola finita con la follia del riarmo. Abbattendo le nostre emissioni e mettendo in sicurezza il nostro territorio. #Avs https://t.co/P2bs8T4Ewb #GiorgiaMeloni #sanità #emissioni

Se @GiuseppeConteIT voleva un mandato forte dalla base, NON lo ha avuto. Su quasi 107.000 iscritti, cioè di gente che si è teoricamente “tesserata” proprio per dire la sua, solo 45.340 hanno risposto ad almeno un quesito, il 42,4%. Meno di due anni fa il primo voto sullo statuto coinvolse 54.452 iscritti su 88.933 (61,2%) e la ripetizione del voto di dicembre circa 58.000, sfiorando il 65%. Il dato interessante è poi che il quesito identitario su riarmo ed aiuti all’Ucraina, quello sul quale si è concentrata la maggior parte della campagna del duo Conte-Travaglio, è stato uno di quelli che ha convinto meno gli iscritti. Il blocco nel quale era incluso ha raggiunto un’affluenza di quasi 5.000 voti in meno rispetto alla parte riguardante ambiente, energia ed educazione digitale. All’interno del blocco, poi, pur in un contesto plebiscitario - è andato a votare chi sostiene attivamente le politiche del M5S -, il no all’aumento delle spese militari e lo stop agli aiuti a Kyiv hanno ottenuto rispettivamente il 91,8 ed il 91,7% di consensi, decisamente non all’altezza delle aspettative, visto che gli altri quesiti dello stesso blocco sono stati approvati in media dal 96,4% dei votanti. Peggio hanno fatto solo il voto ai sedicenni, la depenalizzazione della coltivazione di cannabis e l’adozione da parte delle coppie omogenitoriali. Alla fine insomma solo un iscritto su tre appoggia la linea di genuflessione verso l’imperialismo russo, questo nonostante la martellante ed ossessiva insistenza con cui se ne è parlato e sebbene su quello Conte abbia preventivamente tracciato delle linee rosse con gli “alleati”, al punto di far sfilare sul palco di Nova un pezzo rilevante del putinismo e del pacifintismo italico e non solo. Trascinare un’intera coalizione e poi l’Italia su posizioni che non hanno convinto nemmeno i suoi, a questo punto, potrebbe essere per lui una strada un po’ in salita. #M5S #GiuseppeConte #PoliticaItaliana

Dai , fai un piccolo sforzo e dillo: “Non saremo i soldati delle vostre guerre” vale anche nell’Unione Europea che spera (sbagliando) di uscire dalla propria crisi economica e di legittimazione politica con il riarmo. #SoldatiDelleVostreGuerre #UnioneEuropea #Riarmo #EU

ANSA.it 2w

Giuseppe Conte, presidente del M5S, ha sottolineato l'importanza di perseguire percorsi di pace e rispondere ai bisogni dei cittadini, rifiutando un'economia di guerra e il riarmo, mentre si impegna a portare avanti un mandato chiaro e determinato. #pace #investimenti #politica

Conte: 'Assolverò il mandato di Nova, no al vivacchiare della politica'

Il report del M5S sulla difesa e la politica estera evidenzia divergenze significative in tema di riarmo e aiuti all'Ucraina, con proposte contro l'aumento della spesa militare e a favore di un maggiore impegno nella diplomazia e nella creazione di un Ministero europeo della Pace. #M5S #PoliticaEstera #Ucraina

Dagli extraprofitti per l'industria bellica all?Ucraina: il report del M5S sulla difesa e la politica estera

Il dibattito politico si intensifica attorno alla segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero, criticata anche da storici sostenitori del pacifismo per le sue posizioni contro la guerra e la diserzione militare, suscitando controversie tra coloro che un tempo si opponevano al riarmo. #Pacifismo #GiovaniDemocratici #Guerra

Nasci incendiario, muori pompiere: dall’obiettore Gori a Bassanini (che attaccava la “spirale perversa” della “corsa al riarmo”), oggi tutti contro il pacifismo della giovane dem Virginia Libero

Stanno facendo un colpo di Stato sotto mentite spoglie, questa è la realtà. Un colpo di Stato per garantire che il Parlamento, anche alla prossima legislatura, sia ben saldo sulla via della guerra, del riarmo e delle armi a quel corrotto di #Zelensky. #Italia #Russia #GiirgiaMeloni #europa In tutto ciò, Mattarella, sempre molto attivo quando c'è da dare addosso alla Russia, quando c'è da tracciare la linea indiscutibile dell'atlantismo, della NATO, della Von der Leyen, soprattutto sul riarmo, tace. Ed è un silenzio che pesa. Un silenzio rumorosissimo! Nella legge elettorale hanno deciso che un nuovo partito, per potersi presentare alle elezioni, dovrà raccogliere oltre 450 mila firme. Questa è una cifra impossibile per chiunque. Tra l'altro, da raccogliere in poche settimane e senza la firma digitale. Significa che nel Parlamento italiano entreranno a tempo indeterminato gli stessi partiti che ci sono oggi. Significa che nessun nuovo partito potrà candidarsi alle elezioni. In nessuna parte del mondo viene richiesta questa quantità industriale di firme. Eppure di questa vergogna non se ne parla, quando dovrebbe stare al centro del dibattito pubblico. Nemmeno coloro che ogni giorno ce le scartavetrano con la storia della democrazia occidentale aprono bocca. Se eliminano la possibilità al dissenso di partecipare, confrontandosi alle urne, che non si stupiscano se tra qualche anno i Palazzi del potere dovranno fronteggiare rivolte. Perché è questa la strada che stanno tracciando! Giuseppe Salamone #Italia #democrazia #politica

Qui invece c’è la dimostrazione pratica della teoria del ferro di cavallo. Alessandro Barbero, parlando dell’AfD: «Preferirei di gran lunga che non ci fosse gente che si commuove vedendo salutare col braccio alzato, però […] su certe cose la pensa come me». Tolta la simbologia che lo respinge, Barbero riconosce la convergenza: no al riarmo europeo, no allo scontro con la Russia... Il cerchio comincia a chiudersi. Estrema destra ed estrema sinistra partono da storie opposte, ma finiscono nello stesso posto: contro l’ordine liberale occidentale, contro l’atlantismo e vicine nel modo in cui guardano le dittature – oggi, la Russia di Putin. #politica #liberalismo #EstremaDestra

L'articolo discute il tema del riarmo e dell'istruzione durante la festa de Il Fatto Quotidiano, evidenziando come la mancanza di investimenti nella scuola stia sfavorendo la formazione di cittadini pensanti e critici, mentre il lavoro degli insegnanti perde dignità e gli studenti vengono sempre più indirizzati verso il mondo del lavoro anziché verso l'educazione. #Scuola #Istruzione #Dibattito

“Pensare, distinguere, disobbedire: studenti e studentesse, insegnanti, non arrendiamoci!”