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#Rifornimento

The gasoline crisis in Russia, exacerbated by the bombing of refineries by Ukrainian drones, has led to restrictions on supplies at gas stations and long queues for citizens, forcing authorities like those in Sochi to urge the population to walk or use public transport, while the government attempts to stabilize the situation through imports from abroad. (translated)

Russia, crisi della benzina: scattano limite al rifornimento e code ai distributori. «E ora Mosca importa il carburante»

Italy is hit by a heat wave with 25 cities under red alert, while in Romania explosives are being used to divert the water of the Danube to ensure the water supply to the Cernavoda nuclear power plant, at risk of closure due to drought. (translated)

Caldo, ancora 25 città in bollino rosso. In Romania esplosivi per contrastare la siccità del Danubio

Ho comunicato a Israele l'invio di altre decine di aerei per il rifornimento in volo, in vista di una possibile espansione delle operazioni militari contro l'Iran.

Settima notte di raid Usa contro l'Iran: esplosioni a Hormuz. Trump invia in Israele aerei cisterna
www.lastampa.it

Secondo quanto riferiscono gli agenti del gruppo partigiano ATESH, le forze di occupazione in Crimea e a Kherson sarebbero ormai quasi a secco di carburante. Il comando ha imposto rigide limitazioni al rifornimento dei gruppi di fuoco mobili (MOG) e della difesa aerea, che devono proteggere le posizioni dai droni. "Il carburante viene dato a cucchiaini. Il veicolo può partire solo se si trova in una posizione di combattimento. Per il resto del tempo l'equipaggiamento rimane fermo. Se si ferma sulla strada, lo si butta via e si corre verso la trincea più vicina o verso il villaggio ad aspettare i droni", racconta un agente dell'unità di difesa aerea operante nell’area di Chongara. Secondo gli agenti, la situazione è critica in diverse unità: in Crimea, il 1096° Reggimento di Fanteria Mobile (22° Reggimento di Fanteria) e il gruppo di fuoco mobile R-280/Chongara. Nella regione di Kherson, anche le unità di difesa aerea/droni della 49ª Armata russa (OVA). Secondo ATESH, gli equipaggi partono con il serbatoio quasi vuoto e, se il carburante si esaurisce lungo il percorso, i militari abbandonano semplicemente il veicolo e proseguono a piedi. Casi simili sono stati già riscontrati sulla strada secondaria tra Henicheskoy e Skadovsky. I mezzi abbandonati rimangono in un'area aperta finché un drone ucraino non li individua. Il comando non divulga l'entità del problema, ma il blocco logistico imposto dai droni ucraini sta rendendo insostenibili le operazioni dei territori occupati. #Crimea #Kherson #conflitto

Stanotte i velivoli senza pilota ucraini hanno colpito un deposito di petrolio a Stavropol Krai. Si tratta del deposito petrolifero di LUKOIL-Yugnefteprodukt. Non è un semplice hub locale, ma una delle principali strutture di stoccaggio, transito e ridistribuzione di prodotti petroliferi (benzina e gasolio) per l'intera Russia meridionale e centrale. Alimenta capillarmente la rete di distribuzione commerciale e i canali logistici collegati. Trovandosi a oltre 500 km dalla linea del fronte, il deposito funge da retrovia logistica protetta per lo stoccaggio e il successivo rifornimento di carburante e lubrificanti destinati ai raggruppamenti militari russi impegnati nelle operazioni a sud. Il sito era già stato attaccato nei giorni scorsi. E questo conferma che l'intelligence di Kiev lo ha identificato come un target prioritario per strozzare la catena di approvvigionamento di carburante nel quadrante meridionale. Intanto le riprese satellitari mostrano che la raffineria di Syzran colpita ieri ha avuto danni molto seri, i quali, anche a causa degli attacchi precedenti, ne comporteranno il probabile spegnimento per mesi. #Ucraina #Guerra #Petrolio

Il Post Jul 10

L'articolo evidenzia come, nonostante la riapertura dello stretto di Hormuz abbia agevolato il rifornimento di petrolio, la continua stagnazione nella produzione e nel commercio di gas naturale nei paesi del Golfo Persico rappresenti una grave minaccia, in particolare per l'Italia, che dipende fortemente dalle forniture qatariote per la produzione di energia elettrica. #GasNaturale #GuerraInMedioOriente #Qatar

Forse il petrolio non è più un problema, ma il gas naturale sì
L
lastampa.it Jul 7

L'articolo analizza le recenti tensioni tra Giorgia Meloni e Donald Trump riguardo al rifornimento di armi all'Ucraina, evidenziando la resistenza dell'Italia a partecipare al programma statunitense Purl a causa di motivazioni politiche, pacifiste e antiamericane, mentre si fa riferimento a una crescente distanza tra i due leader a seguito di eventi recenti e attacchi mediatici. #Meloni #Trump #Ucraina

Il no alle armi Usa per Kiev tra le ragioni dell’attacco, ora Meloni teme l’agguato
Il Post Jul 6

Lunedì, la rete elettrica di Cuba ha subito un collasso, causando un blackout generalizzato sull'intera isola, con il ministero dell'Energia che ha avviato i protocolli per il ripristino del servizio mentre l'Unión Eléctrica indaga sulle cause di questa crisi, aggravata dalle difficoltà nel rifornimento di carburante a causa delle sanzioni statunitensi. #BlackoutCuba #CubaElettricità #CrisiEnergetica

In tutta Cuba manca la corrente per il collasso della rete elettrica

L’operazione speciale procede spedita. Di questo passo infatti la Russia completerà la conquista del Donbas nel marzo del 2040 al modico costo di 6.574.000 perdite tra morti e feriti. Trovo sempre interessante leggere dai commenti e dai post dei vari fan del regime fascista russo (dicevano i latini che de gustibus non disputandum est) tanto trionfalismo per la conquista, peraltro non vera, di Kostiantynivka, come se l’umanità intera dovesse trarre un vantaggio collettivo dal fatto che una dittatura assassina causi milioni di morti e commetta crimini indicibili pur di sottrarre illegalmente territorio ad uno stato sovrano. Le dissonanze cognitive ed i traumi psicologici di questa frustrata porzione della società non sono il mio campo. Lo è invece capire cosa non sia chiaro di quello che sta realmente avvenendo in Ucraina. Il Cremlino ha infatti diffuso un video senza data e senza luogo di un briefing tra un Putin dall’espressione torva ed evidentemente preoccupato ed i vertici militari. Un incontro spacciato per una visita al fronte, ma che a giudicare dall’allestimento impeccabile, dalle luci cinematografiche, l’audio pulito e la strumentazione utilizzata si è svolto in uno dei vari teatri di posa che, secondo varie inchieste giornalistiche, sono stati allestiti nelle residenze dello zar o alla periferia di Mosca proprio per queste scenette. Il capo di Stato maggiore Gerasimov durante il briefing mostra le mappe del “progressi” delle truppe russe, illustrando una linea del fronte irrealistica e derisa dagli stessi Z-blogger russi. Le differenze rispetto alla linea reale sono macroscopiche, discostandosi talvolta anche di decine di km (alcune immagini le ho prese da un post di @Parabel66836534), ma tracciate utilizzando la tecnica degli sbandieratori, fotografando cioè dei poveracci spediti di nascosto dietro la linea del fronte a sventolare una bandiera russa per far credere che il tale villaggio sia stato preso, salvo poi essere eliminati o catturati dagli ucraini. A Kostiantynivka le battaglie sono in realtà ancora in corso e secondo i milblogger russi continueranno per settimane. Perché da un lato il Cremlino ha bisogno di una vittoria anche di Pirro che provi l’inarrestabile avanzata del secondo esercito più forte in Ucraina. Dall’altro l’esigenza di Kyiv non è quella di difendere macerie ma di dissanguare l’avversario, facendo pagare a caro prezzo ogni passo. Prova ne è il fatto che la conquista di Kostiantynivka sia in realtà un ripiego rispetto ai progetti originali. Sebbene ora venga spacciata come obiettivo, doveva essere semplicemente la tappa intermedia di una cavalcata. Nelle direttive strategiche dello Stato Maggiore russo, la città doveva essere presa di slancio attraverso una massiccia manovra a tenaglia da nord, con una spinta che doveva arrivare da Izjum e Lyman, scendendo verso Sloviansk e Kramatorsk. Da sud l'avanzata doveva risalire da Avdiivka e Marinka per tagliare le linee di rifornimento ucraine. Puntare tutto su Kostiantynivka è la prova del fallimento di questi piani e non di una vittoria. Il fronte in quella zona peraltro avanza di 50 metri al giorno. Nell’area di Pokrovsk si arriva a 70. Nel mese di giugno il guadagno reale è stato, secondo i calcoli di ISW di 30,42 km quadrati, facendo quindi salire a 1.298 le perdite per ogni km quadrato occupato. Per completare la presa del Donetsk ne mancano ancora 5.065. A conti fatti, con questo ritmo ci vorranno 14 anni e il sacrificio di un terzo dell’intera popolazione russa compresa tra i 18 e i 40 anni. E parliamo, lo ribadisco, del costo di ciò che resta da conquistare di una sola regione. Sempre ammesso, ovviamente, che la situazione non peggiori. Perché la tecnologia dei droni ucraini corre assai più velocemente di quella russa, le catene logistiche compromesse ed enormemente allungate per non esporre depositi di munizioni e carburanti stanno causando un drammatico rallentamento della capacità offensiva delle forze di Mosca. Inoltre dopo Kostiantynivka ci sono le alture fortificate che proteggono l'agglomerato urbano di Kramatorsk e Sloviansk. Senza il controllo delle grandi arterie stradali che scendono da nord, una linea di rifornimento russa allungata fino a Kostiantynivka rimarrebbe costantemente esposta al fuoco dell'artiglieria e ai droni ucraini posizionati sulle colline circostanti. Continuare a mostrare ossessivamente piccole vittorie tattiche da parte dei soliti noti serve solo a nascondere un sempre più clamoroso fallimento strategico, che si aggiunge a quello economico, di credibilità internazionale e politico. Un fallimento che nemmeno le espressioni facciali di un bugiardo seriale come Putin possono più nascondere. #Ucraina #Russia #Guerra

Andrea Opachi Jun 29

Carenza carburante in Russia, la denuncia da Birsk: "Mentre i blogger pagati dicono che è solo panico artificiale, la realtà è questa: più di 50 auto in coda. Ieri c'è chi ha aspettato 8 ore. Per gli anziani fare rifornimento è ormai impossibile". Blogger pagati da chi? 🤔😁 https://t.co/uqcnIvqWgd #Russia #Carburante #Coda

Mentre la raffineria di Slavyansk-na-Kubana continua a bruciare a quasi 24 ore dall’attacco, a Mosca, tutte le stazioni di servizio di Gazpromneft, Lukoil e Teboil hanno imposto un limite di rifornimento di 30 litri di benzina per auto. È vietato il rifornimento di taniche. Nella regione di Irkutsk, il governatore ha ordinato alla Guardia Nazionale e alla polizia di pattugliare le code alle stazioni di servizio: chi farà rifornimento per più di 50 litri al giorno verrà fermato. #CrisiEnergetica #Rifornimento #GiustiziaSociale

L
lastampa.it Jun 28

Il ministero della Difesa russo ha annunciato di aver distrutto due caccia MiG-29 dell'Aeronautica ucraina nella base di Voznesensk, facendo riferimento a un attacco condotto tramite droni che ha colpito un velivolo sulla pista e un altro in fase di rifornimento. #Guerra #Russia #Ucraina

Il caccia esplode sulla pista, così la Russia distrugge i MiG-29 direttamente nella base ucraina
Il Messaggero Jun 27

In Russia si verifica una crisi di carburante che causa lunghe code alle pompe di benzina, mentre il governo continua a consumare enormi quantità di litri di benzina per rifornire i droni d'attacco Shahed utilizzati contro l'Ucraina, a causa degli attacchi ucraini alle infrastrutture di rifornimento. #Russia #crisiCarburante #droniShahed

Russia, crisi carburante: chilometri di coda per fare benzina. Ma a Mosca serve per rifornire i droni Shahed

Le code sul ponte di Kerch oggi hanno raggiunto i 15 km. Stando ai dati rilasciati dalle stesse autorità attraverso il canale Telegram, il picco si è registrato intorno alle 14, con 2450 auto in coda in sola uscita e un tempo di attesa previsto di oltre 5 ore. La Crimea si sta quindi svuotando, come dimostra la pressoché totale assenza di flussi in entrata, al ritmo di almeno 15-25.000 persone al giorno, nonostante le frequenti chiusure determinate da allarmi per possibili attacchi da parte dei droni. Attraverso quell’infrastruttura vitale, che collega la penisola alla terraferma, sta defluendo anche la credibilità del regime e lo sforzo ultradecennale di integrare la regione occupata nell’economia e nel sistema statale russo, per renderla la riviera dell’impero, il fiore all’occhiello delle politiche espansionistiche del Cremlino, oltre che l’esempio dell'immobilismo di un Occidente che nel 2014, quando fu strappata illegalmente all’Ucraina, si limitò ad imporre blande sanzioni. La ragione di queste lunghe code si giustifica con la necessità di effettuare rigidi controlli. Dopo i precedenti storici di attacchi al ponte, i russi utilizzano scanner a raggi X per i camion e ispezioni manuali totali per i bagagliai delle auto civili. Questo processo richiede dai 20 ai 40 minuti per veicolo, creando artificialmente code chilometriche. A questi si aggiungono le verifiche dei documenti per individuare eventuali disertori. I guardacoste e la polizia militare della Rosgvardia controllano i documenti di tutti gli uomini a bordo incrociandoli con il registro unico digitale della mobilitazione. Le autorità fanno attiva resistenza per impedire che la forza lavoro maschile o i potenziali coscritti ucraini, tatari o russi scappino verso la Federazione eludendo la leva forzata. Se un nome è nella lista, l'auto viene bloccata e l'uomo prelevato. Sono in molti tuttavia a ritenere che le code siano in parte volute. Il Cremlino ha infatti bisogno di scoraggiare in ogni modo in trasferimento in massa verso la terraferma, perché una fuga collettiva equivarrebbe ad una sconfitta totale per un regime che vorrebbe rivendicare una posizione di forza per assicurarsi il controllo dei territori occupati nel 2022, quando non riesce nemmeno a garantire la sicurezza di quelli annessi nel 2014. Inoltre secondo gruppi partigiani sul posto, sembra che tra i pochi mezzi in entrata ci sarebbero cisterne e carichi di munizioni, il cui transito è di norma vietato sul ponte, proprio per non mettere in pericolo l’infrastruttura. Le autorità avrebbero però accettato il rischio confidando che le auto di civili in fila dissuadano le forze armate ucraine da eventuali attacchi, usando quindi le persone in fuga come involontari scudi umani per coprire il rifornimento, nel disperato tentativo di sopperire alla totale mancanza di carburante e ai blackout. I leader della Repubblica Autonoma di Crimea e della Città di Sebastopoli hanno però nel frattempo dichiarato lo stato di emergenza, confermando di non poter più gesti #Crimea #KerchBridge #Russia

ANSA.it Jun 25

Negli Stati Uniti, l'uso delle basi militari in Italia è regolato da clausole che limitano le operazioni a quelle logistiche o di rifornimento, richiedendo l'approvazione del governo italiano per eventuali azioni belliche, come dimostrato dal recente caso della base di Sigonella, dove agli USA è stato negato l'uso per voli diretti verso il Medio Oriente. #BasiMilitari #ItaliaUSA #AccordiBilaterali

Sette le basi Usa in Italia, uso per rifornimento e logistica
L
lastampa.it Jun 21

Nella Crimea occupata, l'area portuale di Kerch è stata colpita da incendi a un chilometro dal ponte che collega la penisola alla Russia, con il presidente ucraino Zelensky che ha confermato gli attacchi contro obiettivi militari e energetici, mentre le autorità russe riportano vittime e feriti, evidenziando l'importanza strategica di Kerch per il rifornimento delle forze di occupazione. #Crimea #Kerch #GuerraRussiaUcraina

Crimea, il porto di Kerch in fiamme a un chilometro dal ponte simbolo di Putin
Ultimora.net Jun 21

Le autorità filorusse della Crimea sospendono la vendita di carburante ai civili a causa di una grave carenza, provocata dai continui attacchi ucraini con droni alle linee di rifornimento e alle infrastrutture energetiche della penisola. Distributori quasi a secco e mancanza di scorte: introdotte restrizioni per garantire le forniture ai servizi essenziali #Crimea #Conflitto #Energia

Il Messaggero Jun 19

Un benzinaio è stato denunciato e la sua stazione di rifornimento chiusa dopo essere stato sorpreso a riempire illegalmente bombole di gas domestiche con GPL, eludendo gli standard di sicurezza e mettendo in pericolo la pubblica incolumità. #GPL #sicurezza #denuncia

Riempiva la bombola di gas con il gpl della colonnina: denunciato benzinaio (e chiuso l'impianto)
L
lastampa.it Jun 18

A Sevastopol, in Crimea, si sono formate lunghe code ai distributori di benzina a causa della carenza di carburante e delle misure di razionamento imposte dalle autorità locali, che hanno limitato l'acquisto a 20 litri per veicolo, in seguito agli attacchi con droni ucraini contro le infrastrutture di rifornimento. #Crimea #carburante #razionamento

Crimea, code infinite per la benzina tra razionamenti e attacchi ai rifornimenti: concessi 20 litri a veicolo
Giulio Terzi Jun 15

The Ukrainian drone campaign tightens the grip on the Russian supply line to Crimea, where the fuel shortage plagues the occupied peninsula, a territory "very... (translated)