A Ucrânia e a Rússia intensificaram os seus ataques, com a Ucrânia visando uma refinaria e a cidade de Sebastopol, enquanto a Rússia atingiu depósitos de mísseis e infraestruturas portuárias em Kiev e Odessa. #GuerraNaUcrânia #Ucrânia #Rússia

A Ucrânia e a Rússia intensificaram os seus ataques, com a Ucrânia visando uma refinaria e a cidade de Sebastopol, enquanto a Rússia atingiu depósitos de mísseis e infraestruturas portuárias em Kiev e Odessa. #GuerraNaUcrânia #Ucrânia #Rússia

El excomandante del submarino ucraniano Robert Shageyev, que desertó a Rusia en 2014, murió en un atentado con bomba en Sebastopol, donde también fallecieron otras cinco personas, mientras Moscú acusa a Ucrania de estar detrás del ataque. #Crimea #Rusia #Ucrania

Margarita Reut, una biologa di 32 anni, è stata arrestata a Sebastopoli con l'accusa di aver fatto esplodere una bomba nascosta in un cestino, uccidendo l'ex ufficiale della Marina ucraina Robert Shageev, che nel 2014 era passato a servire le forze armate russe, mentre le circostanze della sua azione rimangono avvolte nel mistero e ipotizzano un coinvolgimento dei servizi segreti ucraini. #Guerra #Russia #Ucraina

Un ex comandante di un sottomarino ucraino, Robert Shageev, è stato ucciso in un attentato a Sebastopoli, in Crimea, e una donna è stata arrestata con l'accusa di essere la responsabile dell'attacco, che secondo le autorità russe sarebbe stato compiuto dall'Ucraina. #Crimea #attentato #Ucraina

De overgelopen Oekraïense marinecommandant Robert Shageev is omgekomen bij een bomaanslag in Sebastopol op de Krim, waarbij een verdachte, een 32-jarige Russische vrouw, is gearresteerd en wordt verdacht van samenwerking met de Oekraïense inlichtingendienst. #Oekraïne #Rusland #oorlog

El capitán ucraniano Robert Shagueyev, quien desertó a Rusia en 2014 entregando el único submarino de Ucrania, fue asesinado en Sebastopol por una bomba, en un acto que según el FSB fue llevado a cabo por una agente de los servicios secretos ucranianos. #Rusia #Ucrania #Sebastopol

🇷🇺🇺🇦 FLASH | La Russie affirme avoir arrêté une femme de 32 ans soupçonnée d’avoir assassiné un ancien commandant de sous-marin ukrainien ayant fait défection au profit de la Russie. Selon le FSB, les services secrets russes, Margarita Reutt aurait placé un explosif dans une poubelle à Sébastopol avant de le déclencher à distance, tuant Robert Shageev, 49 ans, devenu officier du ministère russe de la Défense. Les autorités russes affirment qu’elle aurait avoué avoir agi sur ordre des services ukrainiens et avoir été payée en cryptomonnaies. L’Ukraine n’a pas revendiqué l’opération. (The Sun) #Ukraine #Russie #Sécurité
Un militare russo è stato ucciso in un attentato a Sebastopoli, Crimea, con una donna di 32 anni arrestata per presunti legami con i servizi segreti ucraini, secondo l'FSB. #Ucraina #Crimea #Attentato

Nelle prime ora della mattinata è finita sotto attacco la raffineria di Salavat, in Baschiria, la quale lavora da sola circa il 2,7% del greggio del paese. L’impianto di proprietà di Gazprom, è in realtà un grande complesso integrato di raffinazione, petrolchimica e fertilizzanti: uno degli obiettivi energetici russi più rilevanti raggiunti dai droni ucraini in profondità. È stata colpita almeno quattro volte documentabili dal maggio 2024 al luglio 2026. Ha una capacità nominale di 10 milioni di tonnellate, sebbene nel 2024 si sia attestata sui 7,2 milioni. Il suo valore strategico aumenta perché combina produzioni di carburanti con petrolchimica e fertilizzanti. Produce anche cherosene, GPL, alcol, polietilene, polistirene e ammoniaca. Il 14 luglio scorso, dopo l’ultimo attacco da parte di droni ucraini, due fonti del settore citate da Reuters riferirono danni e arresto di entrambe le unità primarie, CDU-4 e CDU-6, con fermata complessiva dell’impianto. Il governatore baschiro Radiy Khabirov sostenne invece che i danni principali riguardassero passerelle portacavi e condotte di servizio e che il ritorno alla normalità avrebbe richiesto pochi giorni. L’impianto aveva da poco ripreso a funzionare parzialmente. Altri attacchi stanotte sono avvenuti nel sud, con esplosioni a Melitopol, Berdyansk e Mariupol, ma soprattutto in Crimea, dove è stata colpita anche la centrale di Balaklava, lasciando al buio l’intera area di Sebastopoli. #Energia #Geopolitica #Ucraina
Un soldato a Sebastopoli ha aperto il fuoco contro commilitoni e civili, causando quattro morti, tra cui tre civili, e diversi feriti, prima di essere arrestato. #Sebastopoli #violenza #tragedia

Un militaire a abattu quatre personnes, dont trois civils, à Sébastopol en Crimée, et a été arrêté, tandis que les motifs de l'attaque restent flous, selon le gouverneur local Mikhaïl Razvojaïev. #Crimée #Sébastopol #violence
Un militaire a ouvert le feu à Sébastopol en Crimée, tuant quatre personnes dont trois civils, avant d'être arrêté, un incident qualifié de tragédie par le gouverneur local. #Crimée #Russie #tragédie

Un militaire a ouvert le feu à Sébastopol, tuant quatre personnes, dont trois civils, avant d'être arrêté, selon le gouverneur local qui a qualifié l'incident de tragédie. #Sébatopol #Crimée #tragédie

Gli attacchi ucraini di queste settimane stanno trasformando la Crimea in un luogo invivibile. La penisola si trova attualmente divisa in fasce di gravità, con blackout che non sono più semplici interruzioni temporanee, ma veri e propri distacchi strutturali (nel video la centrale di Balaklava, dopo l’attacco di ieri). Nei distretti settentrionali e centrali, in particolare a Dzhankoi (snodo logistico e ferroviario vitale per le truppe russe), Armyansk e Krasnoperekopsk, intere comunità sono rimaste completamente senza elettricità per oltre sette giorni consecutivi. Nelle località balneari come Alushta, Yevpatoria e villaggi limitrofi, l'energia elettrica viene erogata secondo un severissimo piano di razionamento rotativo: solo 2 ore di luce a fronte di 10-12 ore di blackout continuo. A Sebastopoli (550.000 abitanti) e Simferopoli, i blackout interessano la quasi totalità della popolazione civile, con turnazioni di 2 ore di elettricità seguite da 6 ore di distacco programmato. La corrente viene garantita in modo prioritario solo ai comandi militari, ai sistemi di difesa aerea e ad alcune strutture governative ed ospedaliere. Il collasso prolungato della rete elettrica ha innescato un effetto a catena estremamente pesante sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Innanzitutto la crisi idrica ed emergenza sanitaria: Il fermo delle stazioni di pompaggio elettriche ha interrotto l'erogazione dell'acqua corrente in molti distretti (come quello di Rozdolne). Nei villaggi rurali del nord, l'acqua potabile distribuita con le autobotti ha raggiunto prezzi esorbitanti a causa del costo del carburante per i trasporti. Senza ripetitori alimentati, ampie porzioni della penisola sono isolate, prive di segnale telefonico e connessione internet. Gli sportelli bancomat (ATM) sono fuori servizio e i distributori di carburante faticano a erogare benzina, costringendo i negozi rimasti aperti (grazie a piccoli generatori d'emergenza) ad accettare esclusivamente pagamenti in contanti. Le spiagge di Feodosia, Sudak e Yalta sono deserte. La mancanza di servizi essenziali, aria condizionata e acqua ha spinto i turisti russi a cancellare le prenotazioni e molti coloni a tentare di lasciare la penisola, creando lunghe code di auto verso il ponte di Kerch. Ovviamente la mancanza di energia, acqua, comunicazioni e carburanti causa problemi insormontabili di approvvigionamento anche alle forze armate ed ai sistemi di difesa della penisola, la quale, secondo molti analisti, è destinata a svuotarsi e a rendere costosissima ed insostenibile la sua difesa ad oltranza da parte della Russia. #Crimea #Ucraina #Blackout
Una parte della città di Sebastopoli in Crimea è rimasta senza elettricità a causa di un presunto attacco ucraino contro le infrastrutture energetiche, secondo quanto dichiarato dal governatore russo Sergei Aksyonov. #Crimea #Sebastopoli #energia

Ucrania ha atacado una refinería en la región de Yaroslavl, a 250 kilómetros de Moscú, dejando sin electricidad a Sebastopol y causando importantes daños en el marco de un asalto masivo con más de 500 drones. #Ucrania #Refinería #Sebastopol

Forti esplosioni sono state udite a Kiev durante un'allerta missilistica, con un edificio residenziale gravemente danneggiato e residenti intrappolati, mentre Sebastopoli ha subito un blackout a causa di un attacco ucraino. #Kiev #Ucraina #missili

Le code sul ponte di Kerch oggi hanno raggiunto i 15 km. Stando ai dati rilasciati dalle stesse autorità attraverso il canale Telegram, il picco si è registrato intorno alle 14, con 2450 auto in coda in sola uscita e un tempo di attesa previsto di oltre 5 ore. La Crimea si sta quindi svuotando, come dimostra la pressoché totale assenza di flussi in entrata, al ritmo di almeno 15-25.000 persone al giorno, nonostante le frequenti chiusure determinate da allarmi per possibili attacchi da parte dei droni. Attraverso quell’infrastruttura vitale, che collega la penisola alla terraferma, sta defluendo anche la credibilità del regime e lo sforzo ultradecennale di integrare la regione occupata nell’economia e nel sistema statale russo, per renderla la riviera dell’impero, il fiore all’occhiello delle politiche espansionistiche del Cremlino, oltre che l’esempio dell'immobilismo di un Occidente che nel 2014, quando fu strappata illegalmente all’Ucraina, si limitò ad imporre blande sanzioni. La ragione di queste lunghe code si giustifica con la necessità di effettuare rigidi controlli. Dopo i precedenti storici di attacchi al ponte, i russi utilizzano scanner a raggi X per i camion e ispezioni manuali totali per i bagagliai delle auto civili. Questo processo richiede dai 20 ai 40 minuti per veicolo, creando artificialmente code chilometriche. A questi si aggiungono le verifiche dei documenti per individuare eventuali disertori. I guardacoste e la polizia militare della Rosgvardia controllano i documenti di tutti gli uomini a bordo incrociandoli con il registro unico digitale della mobilitazione. Le autorità fanno attiva resistenza per impedire che la forza lavoro maschile o i potenziali coscritti ucraini, tatari o russi scappino verso la Federazione eludendo la leva forzata. Se un nome è nella lista, l'auto viene bloccata e l'uomo prelevato. Sono in molti tuttavia a ritenere che le code siano in parte volute. Il Cremlino ha infatti bisogno di scoraggiare in ogni modo in trasferimento in massa verso la terraferma, perché una fuga collettiva equivarrebbe ad una sconfitta totale per un regime che vorrebbe rivendicare una posizione di forza per assicurarsi il controllo dei territori occupati nel 2022, quando non riesce nemmeno a garantire la sicurezza di quelli annessi nel 2014. Inoltre secondo gruppi partigiani sul posto, sembra che tra i pochi mezzi in entrata ci sarebbero cisterne e carichi di munizioni, il cui transito è di norma vietato sul ponte, proprio per non mettere in pericolo l’infrastruttura. Le autorità avrebbero però accettato il rischio confidando che le auto di civili in fila dissuadano le forze armate ucraine da eventuali attacchi, usando quindi le persone in fuga come involontari scudi umani per coprire il rifornimento, nel disperato tentativo di sopperire alla totale mancanza di carburante e ai blackout. I leader della Repubblica Autonoma di Crimea e della Città di Sebastopoli hanno però nel frattempo dichiarato lo stato di emergenza, confermando di non poter più gesti #Crimea #KerchBridge #Russia
L’assedio ucraino della Crimea occupata sta diventando uno degli indicatori più netti dell’andamento della guerra, eppure in Europa viene trattata come notizia secondaria. Il blocco imposto da Kyiv della penisola è sempre più efficace: non c’è carburante in vendita, i blackout elettrici sono frequenti per gli attacchi alle centrali e la logistica russa subisce centinaia di colpi di droni al giorno. A Sebastopoli è in vigore un coprifuoco de facto, con negozi e ristoranti chiusi alle 20. Nonostante questi segnali, come scrive @yarotrof, i russi comuni continuano ad arrivare in vacanza, ingannati dalle narrazioni rassicuranti della televisione di Stato. È la stessa narrazione che assopisce noi europei. Mentre l’Ucraina sta rendendo la Crimea sempre più difficile da difendere per la Russia, noi continuiamo a ragionare sulla base di una narrazione imposta dal Cremlino che minimizza i problemi e sopravvaluta i propri successi. La guerra può finire prima del previsto, con Kyiv (e dunque l’Europa) in una condizione di forza. E perché questo accada sarebbe importante che noi europei alzassimo ulteriormente la nostra soglia di partecipazione e sostegno all’Ucraina. #Ucraina #Crimea #Guerra
Come si è visto nei giorni scorsi, i colpi ucraini nella Crimea occupata si sono ormai spostati dalla logistica all’energia e al comparto militare. Per quanto riguarda la Tavricheskaya TPP si è registrata un’esplosione con vistoso "zarevo" (bagliore) nel quartiere Pnevmatika a Simferopol e un conseguente forte odore di bruciato. È stato confermato l'impatto diretto dei droni sui moduli di trasformazione e stoccaggio della centrale. I ricercatori OSINT e i canali locali confermano lo scoppio di incendi strutturali all'interno dell'impianto. Quanto alla Balaklavskaya TPP (Sebastopoli), l'ondata verso le 4:00 ha centrato la sottostazione principale. Il governatore occupante Mikhail Razvozhayev ha dovuto ammettere il blackout totale. Lo stop all’elettricità ha colpito di riflesso l'intera costa sud (Yalta al buio) e la Valle di Belbek. I russi hanno dovuto imporre lo spegnimento dell'illuminazione pubblica e limitazioni drastiche ai trasporti civili (come i filobus). Due fortissimi scoppi si sono registrati nella notte (all'01:59 e alle 03:45) al momento dell'impatto su strutture logistiche della base navale aerea russa, situata a nord di Sebastopoli. Saki e Gvardeyskoye: esplosioni simultanee in queste aree a conferma del fatto che l'Ucraina ha preso di mira i depositi di munizioni e carburante degli aviogetti russi. L'incendio a ovest di Gvardeyskoye (Shafranoye) colpisce un hub primario non solo per gli aerei, ma per la gestione logistica e i vettori dei droni d'attacco russi. I caccia russi alzati a bassissima quota sopra il distretto di Nizhnegorsky segnalano il tentativo frenetico e visivo dei piloti di intercettare i droni ucraini a quote minime, dato che i radar di terra della contraerea sono stati accecati o saturati dalle ondate precedenti. Continuano inoltre gli attacchi nella zona di Kerch. I dati telerilevati dai satelliti hanno confermato lo scoppio di due grandi focolari d'incendio d'origine ignota a sud della città, precisamente all'interno del perimetro di un complesso/villaggio militare russo. Il fatto che continui ad essere risparmiato il ponte di collegamento con la terraferma russa sembra il chiaro segnale della volontà di Kyiv di garantire un passaggio sicuro a chi lascia la penisola. E gli stessi russi che formano file chilometriche in uscita non sembrano temere attacchi. A parti invertite, possiamo solo immaginare quale mattanza avrebbero provocato le forze di Mosca. Salvo poi negare tutto e parlare di missili americani difettosi, ovviamente. #Ucraina #Crimea #Militare