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#Stagioni

Pier Luigi Pinna wrote that, during the long seasons of "Carramba," Raffaella Carrà would arrive early at the studio and greet each technician, machinist, and costume designer individually. According to his account, she knew the names of everyone, even the new hires, and remembered details about their lives. Pinna also reported that, as Carrà's agent had recounted, once the host noticed a particularly exhausted machinist, spoke to him, and asked the production team to take the necessary time before resuming rehearsals. Pinna described this attentiveness to people as part of the artist's way of working. He added that Carrà had passed away exactly five years earlier from an incurable illness and would remain in the hearts of those who had known her. #RaffaellaCarrà #TelevisioneItaliana #Memoria (translated)

AS Roma 3d

AS Roma remembered that Nils Liedholm was born 104 years ago and pointed out that he had led the team for 442 matches over 12 seasons, winning the Serie A 1982-83 and three Coppa Italia titles. #ASRoma https://t.co/0Ia4cpPxmq #SerieA #ASRoma #Calcio (translated)

💥BOOM! #DocNelleTueMani4 starts with a bang: it wins with 26.4%, in the second episode it soars to 29%. 🍾 #DocNelleTueMani confirms the data from previous seasons. Incredible numbers for a return after almost 3 years. And broadcast for the first time in autumn. #TVRatings #AscoltiTv https://t.co/byHuocu72q #DocNelleTueMani #AscoltiTv #Televisione (translated)

La Premier League ha dichiarato che una commissione indipendente ha ritenuto il Manchester City colpevole di tutte le accuse relative a gravi violazioni finanziarie tra le stagioni 2009/10 e 2017/18. Secondo l'indagine, il club avrebbe utilizzato contratti fittizi per gonfiare le entrate e ridurre i costi di oltre 900 milioni di sterline. Le sanzioni non sono ancora state stabilite e il City ha annunciato ricorso #PremierLeague #ManchesterCity #calcio

🔵 UFFICIALE PREMIER LEAGUE Una Commissione indipendente ha dichiarato il Manchester City FC colpevole di tutte le accuse relative a gravi violazioni delle regole finanziarie della Premier League nell’arco di nove stagioni, nonché della maggior parte delle contestazioni riguardanti la mancata collaborazione del club con l’indagine della Lega. La Commissione indipendente ha stabilito che, tra le stagioni 2009/10 e 2017/18: il Manchester City ha predisposto contratti fittizi — che non rappresentavano il reale accordo tra le parti — con diversi partner commerciali e si è inoltre avvalso di altri accordi fittizi, con l’obiettivo di gonfiare artificialmente i ricavi del club e ridurne i costi; il club ha depositato bilanci contenenti dati non corretti e ha nascosto la reale situazione delle proprie finanze ai revisori e agli organismi di controllo del calcio; il Manchester City ha violato in misura significativa i limiti di spesa previsti sia dalla Premier League sia dalla UEFA; durante l’indagine della Premier League, il Manchester City ha commesso molteplici violazioni dei propri obblighi di collaborazione e di massima buona fede nei confronti della Lega: tre delle quattro contestazioni sono state accolte. La Commissione indipendente ha accertato che il Manchester City aveva predisposto accordi commerciali fittizi con diversi sponsor nel periodo in questione. Tali accordi facevano parte di un sistema di finanziamento occulto, in base al quale le società sponsor erano tenute a versare soltanto una parte dei corrispettivi previsti. La quota restante veniva finanziata da Abu Dhabi United Group Investment & Development Ltd (ADUG), società proprietaria del club. Nell’ambito di questo sistema furono stipulati anche ulteriori accordi fittizi, finanziati da ADUG, che consentirono al club di contabilizzare costi operativi inferiori a quelli effettivamente sostenuti. Fu inoltre predisposto un accordo circolare fittizio con Fordham, società che aveva acquistato i diritti d’immagine dei calciatori del club, anch’esso finanziato da ADUG. Secondo quanto accertato, lo scopo di questi meccanismi era quello di gonfiare artificialmente i ricavi e ridurre i costi del club per oltre 900 milioni di sterline nel periodo interessato, così da far apparire il Manchester City conforme alle regole finanziarie. La conseguenza, secondo la Commissione, è stata che il club ha presentato bilanci non corretti e ha nascosto la reale situazione delle proprie finanze ai revisori e agli organismi di regolamentazione calcistica. La Commissione ha concluso che: «Con la propria condotta, il club ha chiaramente inteso aggirare le regole della Premier League». #ManchesterCity #PremierLeague #Calcio

Il #Milan ha chiuso l'esercizio 2025/26 con €464,6 milioni di ricavi. Chiuso l’esercizio con un risultato netto negativo per circa €24 milioni, dopo tre stagioni consecutive in utile. I ricavi commerciali mantengono un andamento positivo, con le sponsorship che superano per la prima volta la soglia dei €100 milioni. La Posizione Finanziaria Netta si attesta a €145,3 milioni, rispetto a circa €92 milioni dell’esercizio precedente, a fronte di un patrimonio netto pari a €176,4 milioni. (Fonte AcMilan) #Milan #Calcio #Finanza

“Se condanneranno il City, birra gratis per tutti: offro io”. Lo ha detto Klopp, ex allenatore del Liverpool. Ai tempi dello scandalo Prisma e del patteggiamento FIGC-Juventus avete mai sentito nulla del genere? In Inghilterra tutti i club di Premier e la stessa Premier si sono schierati contro chi per anni ha giocato e vinto imbrogliando. In Italia invece c'è stato il perdono del Palazzo, il silenzio dei rivali sistematicamente danneggiati, l'omertà dei media ULTIMA ORA: i club della Premier League stanno predisponendo azioni legali di richiesta risarcimento danni dopo che il Manchester City è stato giudicato colpevole dalla Commissione d’indagine indipendente della Premier per 114 delle 115 violazioni delle regole finanziarie del calcio inglese dal 2009 al 2018. L’avevo scritto due anni fa a processo Manchester City appena iniziato, lo riscrivo adesso a procedimento appena concluso: La Settimana Enigmistica, nella sua rubrica “Aguzzate la vista”, scriverebbe: queste due storie si differenziano per alcuni piccoli particolari. Indovinate quali. INGHILTERRA 1. Nel novembre 2018 il quotidiano tedesco Der Spiegel pubblica in esclusiva documenti finanziari riservati del Manchester City che dimostrano clamorose e reiterate violazioni, da parte del club, delle norme che regolano il Fair Play Finanziario UEFA e le norme finanziarie della Premier League inglese, violazioni avvenute in un periodo di nove stagioni dal 2009-2010 al 2017-18. ITALIA 1. Nel novembre 2022 la Procura di Torino scoperchia le carte dell’Inchiesta Prisma condotta sui bilanci della Juventus, documenti che fin dal giorno del loro primo apparire svelano gli illeciti finanziari (oltre che sportivi) commessi per anni dal club bianconero e che determinano la caduta dell’intero CdA presieduto da Andrea Agnelli, il presidente con cui la Juventus aveva vinto 9 scudetti consecutivi dal 2012 al 2020. INGHILTERRA 2. Dopo lo scoop di Der Spiegel il Manchester City respinge con fermezza le accuse formulate a suo carico che riguardano 115 violazioni. Sulla base delle evidenze emerse, tuttavia, l’UEFA nel 2020 esclude per due stagioni il club dalle coppe; una squalifica che il TAS di Losanna, cui il City si appella, annulla perchè le violazioni emerse nell’inchiesta di Der Spiegel sono da ritenere prescritte o non sono, a detta del TAS, completamente provate. ITALIA 2. Dopo lo scoppio dello scandalo “Inchiesta Prisma” la Juventus respinge le accuse formulate a suo carico... P.S. L'articolo continua sul mio profilo “Palla Avvelenata” su Substack https://t.co/l4gP5JEXPE Se sei stufo di leggere balle e ti va di avere un po’ di sana contro-informazione, valuta la possibilità di abbonarti: 6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale. "Palla Avvelenata" è un best seller di Substack e ha abbonati anche all'estero #Calcio #PremierLeague #GiustiziaSportiva

L’uomo giusto, forse, nel momento sbagliato. Due Coppe dei Campioni, due Palloni d’Oro e un Europeo: Karl-Heinz Rummenigge arriva all’Inter nel 1984, a 29 anni, nel pieno della maturità. In nerazzurro fa coppia con Spillo Altobelli. L’inizio non è semplice, poi Kalle sceglie il giorno perfetto per sbloccarsi: Inter-Juve 4-0, doppietta. È l’inizio di un amore destinato a durare. Tre stagioni, tanti gol e giocate rimaste nella memoria: la staffilata nel derby, la girata contro il Torino e, soprattutto, il gol che non c’era. Contro i Glasgow Rangers, in Coppa UEFA, Rummenigge inventa una spettacolare rovesciata, annullata per gioco pericoloso. A fine partita, l’arbitro gli chiede la maglia per il figlio. Qualcuno giura che Kalle lo stia ancora guardando male. #Inter #Calcio #Rummenigge

Romano a parità d’offerta viene all’Inter, se è furbo. Ma probabile che arrivi il dispettino in stile Juve e lo paghi 60 milioni dandogli 5 d’ingaggio e lui fa bene ad accettare, basta che poi non ci si stupisca della carriera andata a male. Qualunque giocatore furbo e ben consigliato, viene all’Inter che ti dà i soldi giusti per il livello che hai e ti ricompenserà quando sarà ora. Se tieni ad avere una carriera. Poi magari 3 stagioni arriva comunque l’offerta che levati e vai comunque ricoperto d’oro altrove. Ma almeno hai avuto una crescita in campo. Ora arriveranno, cartune, Butti, Marudda, ma sanno che è Vangelo. Oggi vostro figlio lo mandereste all’Inter, come io il mio, tra il 2012 e il 2017 lo avrei mandato alla Juve. Al Milan mai, questi sono sempre in banter era #Inter #calciomercato #calcio

Le stagioni del Napoli si possono prevedere a Maggio per tutto l'anno a seguire Arriva Garcia, puoi gia firmare che arrivi decimo Viene Conte, gia sai che vinci e che sei competitivo Conte va via e viene Allegri per non spendere una lira, gia sai che fallirai #Napoli #SerieA #Calcio

La nuova linea di Orsato che tanti amano, sarà la più grande disgrazia quando i punti peseranno per davvero. Ricordatevi che abbiamo visto un calcio di rigore assegnato al Como per calcio di Paz a Bonny e altri tentativi di riaprire un campionato chiuso. Ed era la vecchia linea arbitrale. Immaginate i mesi di marzo e aprile 2027. 😄 Non sempre riusciremo a fare il vuoto e dominare in lungo e in largo il campionato, nelle stagioni dominate i singoli episodi cadono nel dimenticatoio, nei campionati tirati invece un episodio cambia il destino. #calcio #arbitri #campionato

Nel giorno dei 100 anni di San Siro, lo stadio dedicato a Meazza che tenne a battesimo Sandrino al debutto nel 1961, Mazzola se ne va: una vita per l’Inter da campione eccelso Figlio di una leggenda vivente come papà Valentino scomparso a Superga, Mazzola è riuscito nell’impossibile impresa di arrampicarsi sul suo piedistallo. Un altro mito della Grande Inter che se ne va Sembra quasi che abbia voluto sceglierlo, il giorno della sua morte, Sandro Mazzola: che ci ha lasciato oggi, 19 settembre 2026, nel giorno in cui lo stadio di San Siro che negli anni 60 e 70 lo vide eccelso e inimitabile primattore compie 100 anni; lo stadio che porta il nome di Giuseppe Meazza, altra leggenda interista, l’uomo che - guarda caso - tenne a battesimo in Serie A come allenatore proprio lui, Sandrino Mazzola, il 10 giugno 1961 in un match passato alla storia del calcio italiano: quel Juventus-Inter 9-1 in cui Angelo Moratti, papà di Massimo, in segno di protesta contro la FIGC del presidente Umberto Agnelli - en passant anche presidente della Juventus - decise di schierare la formazione De Martino, cioè la Primavera di oggi, dopo l’annullamento della vittoria a tavolino data all’Inter per l’invasione di campo che il 16 aprile aveva costretto l’arbitro Gambarotta a sospendere al 30’ del primo tempo, sullo 0-0, la partita al Comunale di Torino. La FIGC del presidente Umberto Agnelli accolse il ricorso del presidente della Juventus Umberto Agnelli e in barba a ogni precedente in materia dispose la ripetizione della partita: che l’Inter, appunto, boicottò mandando in campo i ragazzi e spedendo in panchina non Helenio Herrera ma Giuseppe Meazza. L’uomo di cui San Siro che oggi compie 100 anni porta il nome. L’uomo che proprio in quell’occasione tenne a battesimo Mazzola al debutto in Serie A in cui Sandro mise la firma all’unico gol nerazzurro di una partita surreale - oggi diremmo distopica - entrata subito nella storia non proprio adamantina del nostro calcio borderline. Raccontare Mazzola a chi non ha avuto la fortuna di vederlo giocare, diciassette lunghe stagioni dal 1960 al 1977, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro scudetti, il titolo di campione d’Europa con l’Italia nel 1968, capocannoniere sia in Serie A (1964-65, 17 gol) sia in Coppa dei Campioni (1963-64, 7 gol), una vita per l’Inter prima da giocatore e capitano (417 partite, 116 gol), poi da dirigente prima con Fraizzoli e poi con Massimo Moratti, raccontare Mazzola a parole - dicevo - non è facile. Ma a fotografarne la grandezza tecnica basta forse una tabella, quella che vedete sotto: è tratta dall’Albo d’Oro del Pallone d’Oro e si riferisce al 1971. Un’edizione del Pallone d’Oro in cui Mazzola, a quel tempo 29enne, si piazza al secondo posto dietro Johan Cruyff e davanti a George Best: e anche se ai tempi non eravate ancora nati o eravate troppo piccoli per ricordare, che fuoriclasse immensi siano stati Cruyff dell’Ajax e Best del Manchetser United credo lo sappiate tutti. Erano, è vero, tempi d’oro per il calcio italiano: che due anni prima, nel 1969, aveva trionfato con Rivera Pallone d’Oro e Gigi Riva secondo e che di lì a due anni avrebbe portato nientemeno che un portiere, Dino Zoff, sul secondo gradino del podio tra Cruyff (vincitore) e Gerd Muller (terzo classificato). Sandro Mazzola è stato un campione unico. Numero 8 della leggendaria Grande Inter di Helenio Herrera, in cui il 9 era Peirò (e prima Di Giacomo) e il 10 Luisito Suarez, Mazzola era un ibrido unico nel suo genere capace com’era, grazie alla sue doti di tecnica e velocità, scatto e resistenza di essere al tempo stesso eccelso attaccante e eccelso centrocampista, all’occorrenza anche di fatica. Ma ancora una volta sono le immagini, più della parole, a raccontare tutto di lui. E anche se quelle in bianco e nero non rendono giustizia, riguardatevi il gol che l’8 dicembre 1966 Mazzola segnò in Coppa dei Campioni sul campo dell’allora fortissimo Vasas Budapest: gol dell’1-0 dopo imbeccata di Bedin a innescarne la corsa. https://t.co/e90SQPEyK2 Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. Emoziona rileggere i nomi della Grande Inter degli anni Sessanta; e rattrista e fa male sapere che con la scomparsa di Mazzola sono oggi soltanto due i sopravvissuti: Gianfranco Bedin, classe 1945, e Aristide Guarneri, classe 1938, che ho la fortuna di incrociare ogni tanto nella città dove vivo, Cremona, nei pressi di Piazza Marconi, in perfetta forma: tutto diresti tranne che di trovarti di fronte a un ottantottenne. A pochi giorni dal crudele addio a Franco Baresi, leggenda del Milan, il calcio italiano s’inchina e piange Sandro Mazzola. Campione d’Europa nel 1968, vicecampione del mondo nel 1970, campione per sempre nel cuore non solo dei tifosi dell’Inter e della nazionale ma di tutti gli sportivi italiani. Capace di compiere la più difficile e grande delle imprese: salire - e rimanervi - sul piedistallo di un papà, il Valentino Mazzola scomparso a Superga, per classe, bravura e carisma inarrivabile. P.S. Se l’articolo ti è piaciuto e ancora non conosci il mio profilo “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JEXPE vieni a dargli un’occhiata; e valuta la possibilità di abbonarti (6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale) per avere ogni giorno una lettura di qualità e un giornalismo libero e indipendente. “Palla Avvelenata” è un bestseller di Substack con abbonati in USA, Francia, Inghilterra e altri Paesi del mondo #SanSiro #SandroMazzola #Inter

Marotta: "Oggi se ne va un altro pezzo di leggenda nerazzurra. Sandro Mazzola era l’Inter, qui è entrato da ragazzo e qui ha scelto di restare per sempre: una sola maglia, diciassette stagioni, una vita intera. Con la Grande Inter di Herrera ha scritto pagine che nessuno cancellerà. Oggi il nostro dovere è custodirne il ricordo, perché un club è grande quanto la sua memoria. E quella di Sandro resterà con noi, per sempre" #Inter #Mazzola #Calcio

53 gol in 4 stagioni. Un Pallone d'Oro. Un Mondiale vinto da nerazzurro 🏆 @LMatthaeus10 ⚫🔵 https://t.co/0j4ZLmCMgo #Inter #PalloneDorato #Mondiale

Per la prima volta un generale ucraino (Bilezkij) parla della silenziosa controffensiva che in poco tempo ha liberato oltre 200 km2 costati all'esercito russo un anno di contorsionismi e montagne di cadaveri. "L'operazione si chiama Vivaldi, perché si compone di 4 stagioni". https://t.co/uSa2kaylL6 #Ucraina #Controffensiva #Guerra

Luca Toselli Sep 10

Allegri e Spalletti li vedo alla stagione dell’all-in. Vengono da stagioni davvero troppo deludenti, quest’anno si giocano davvero una grande fetta di carriera essendo già stati in quasi tutte le big italiane. #SerieA #Calcio #Allenatori

Dopo 8 stagioni e 228 presenze, tutte nel club della sua città, arriva a Milano e trova l’incastro in 5 minuti: "Mi sento parte di questa squadra, volevo stare qui e mi sembra di essere a casa” Il primo impatto di Curtis Jones con l’Inter è stato notevolissimo. https://t.co/L4Be6KxZoU #Inter #CurtisJones #Calcio

“BROADWAY WORLD” di NEW YORK OMAGGIA IL “TEATRO MERCADANTE” di CERIGNOLA NEL NOME DEL “MASCAGNI FESTIVAL” SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/broadway-world-di-new-york-omaggia-il-teatro-nel-nome-sardella-ph-d--yqqae/ by Stephi Wild, New York City. SOURCE: https://www.broadwayworld.com/italy/article/Photos-Teatro-Mercadante-and-Teatro-Goldoni-Partner-on-SOUNDTRACK-MASCAGNI-20260827 Il più influente portale teatrale del mondo consacra il gemellaggio culturale tra Cerignola e Livorno e il risarcimento storico di un verismo nato in Puglia: esiste un momento in cui una storia locale cessa di essere periferica e, per il semplice fatto di essere raccontata nel luogo giusto, diventa storia universale. Quel momento, per il Teatro Mercadante di Cerignola, è accaduto… . Broadway World, la bibbia del teatro internazionale con almeno 6 milioni di utenti globali mensili e letta quotidianamente da produttori, direttori artistici e critici da New York al West End, ha accolto nelle sue pagine il patto culturale tra il Mercadante e la Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, siglato nella primavera del 2026 dal direttore artistico Savino Zaba e dall’Amministrazione comunale nella persona del Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Maria Dibisceglia. A firmare il servizio, uscito nell’edizione del 27 agosto, è Stephi Wild, con il titolo: “Photos: Teatro Mercadante and Teatro Goldoni Partner on SOUNDTRACK MASCAGNI.” Non è un dettaglio. Broadway World non recensisce stagioni provinciali. Quando lo fa, sta dicendo al sistema teatrale anglofono che qualcosa, laggiù, merita di essere visto. Il cuore del riconoscimento è Soundtrack Mascagni: la musica che ha ispirato il cinema, il cinema che ha celebrato Mascagni, la coproduzione che la VII edizione del Mascagni Festival ha scelto come evento di chiusura. Uno spettacolo ibrido, un concerto-reading per voce narrante, ensemble, immagini e suoni, dove drammaturgia e testo sono di Vittorio Giacci, gli interpreti sono gli Artisti della Mascagni Academy e l’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno “Massimo de Bernart” diretta da Maurizio Colasanti. Sul palco, nei panni di un Mascagni immaginario, narratore e guida attraverso il proprio universo musicale, l’attore-regista Maurizio Nichetti. Uno spettacolo, si legge nelle note italiane, “nato dalla sinergia tra il Teatro Mercadante di Cerignola e il Teatro Goldoni di Livorno” che vedrà sul palco il grande attore e regista Maurizio Nichetti e l’Orchestra del Goldoni, diretta dal maestro Maurizio Colasanti, con regia affidata a Marco Voleri e Savino Zaba. Ciò che Broadway World ha intercettato non è solo uno spettacolo. È una tesi storiografica che finalmente forza la letteratura internazionale: per decenni, le biografie anglofone hanno liquidato il decennio pugliese di Pietro Mascagni come “anni di povertà e oscurità”. La verità documentale, custodita nel Polo Museale di Piano San Rocco, è di un’altra tempra. Nel dicembre 1886, in tournée con la compagnia Maresca, Mascagni fece tappa a Cerignola, dove il sindaco allora in carica, il commendatore Cannone, lo invitò a fermarsi per dirigere la neonata filarmonica. Il compositore resterà, salvo momentanee assenze, nella casa di via Assunta sino al 1895, componendo ben cinque opere: Cavalleria rusticana; L’amico Fritz; I Rantzau; Guglielmo Ratcliff; Silvano. Un terzo dell’intera produzione operistica, scritta in una povertà febbrile, in una cittadina agricola della piana ofantina. Fu lì, nel luglio del 1888, che gli arrivarono per cartolina da Livorno, dagli amici poeti Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, i versi della Cavalleria. Lì, il 27 maggio 1889, chiuse l’autografo. La busta, quel mattino, recava timbro postale di Cerignola. Il debutto mondiale al Costanzi di Roma, il 17 maggio 1890 davanti alla Regina Margherita, fu un terremoto. La parabola produttiva sancita da Broadway World è esemplare per come ribalta la tradizionale direttrice Nord-Sud dei progetti culturali. Si parte ial Mascagni Festival di Livorno con “Soundtrack Mascagni,” poi il debutto anche a Cerignola, nel corso della prossima stagione del Mercadante. Anzi, con data già fissata: “Soundtrack Mascagni” sarà presentato a Cerignola il prossimo 24 ottobre come spettacolo di apertura della stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Mercadante. Un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: il cinema come lente per rileggere Mascagni. Il compositore che Scorsese e Coppola hanno saccheggiato, che Visconti ha citato come un nume, aveva già nella sua scrittura, densa, sinfonica, quasi montata per tagli, una vocazione cinematografica, e “Soundtrack Mascagni” non celebra solo questa filiazione, ma la interroga. Che Broadway World abbia scelto di fotografare proprio questo: un teatro di provincia che non chiede ospitalità ma co-produce alla pari con un teatro di tradizione come il Goldoni, dice molto sullo spostamento dell’asse culturale italiano. Non più il Sud che importa, ma il Sud che genera archivio, che custodisce autografi, caricature, lettere inedite, e le restituisce al circuito internazionale. Per Cerignola, abituata a vedersi raccontare come terra di grano e non di musica, l’approdo su Broadway World è più di una rassegna stampa. È la certificazione che la sua storia mascagnana non è più una nota a piè di pagina locale, ma un capitolo necessario della storia del verismo. E che il Mercadante, da teatro comunale di provincia, è entrato a pieno titolo nel novero dei teatri che il mondo guarda.

“BROADWAY WORLD” di NEW YORK OMAGGIA IL “TEATRO MERCADANTE” di CERIGNOLA NEL NOME DEL “MASCAGNI FESTIVAL”
Daniele Mari Sep 2

⚫️UFFICIALE🔵 FC Internazionale Milano e Piero Ausilio comunicano di aver deciso di comune accordo di separare le loro strade da oggi. Ausilio ha lavorato nei quadri del club per circa 28 anni, con responsabilità sempre crescenti. Per molte stagioni Piero ha ricoperto il ruolo di Segretario, di responsabile organizzativo e poi di direttore del settore giovanile. Nel dicembre 2010 si accosta alla Prima Squadra, diventando nel febbraio 2014 Direttore Sportivo e Responsabile Area Tecnica. Con questo importante incarico ha contribuito alla conquista di ben nove trofei, 3 Scudetti, 3 Coppa Italia e 3 Supercoppa di Serie A. Al suo prezioso lavoro va inoltre ascritta la partecipazione a tre finali europee, due di UEFA Champions League e una di UEFA Europa League. "Desidero ringraziare Piero a nome di tutto il Club, della Proprietà e di ogni singolo dipendente della grande famiglia nerazzurra. Mi uniscono a lui momenti di gioia, di vittorie, di lavoro intenso e di tanta passione" ha spiegato il Presidente e CEO, Giuseppe Marotta. Dario Baccin, che opera a stretto contatto con la Prima Squadra e con l'Area Tecnica, ricoprirà da oggi il ruolo di Chief Sport Officer. "Dario conosce bene il Club ed è oggi pronto ad assumere questo nuovo ruolo che la Proprietà ed io abbiamo pensato per lui. Si tratta di una scelta innovativa, pur nel segno di una continuità gestionale" - ha concluso Marotta - Dario da molti anni è parte fondamentale dell'area tecnica ed è il manager che ha lavorato alla creazione dell'Under 23 in stretto collegamento con la Prima Squadra in un'ottica di sviluppo progressivo e sostenibile del Club". #FCInternazionale #Ausilio #Calcio

Il difensore centrale, insieme alla ricerca di una prima punta di livello, è stato fin dall’inizio una delle priorità del mercato rossonero. Non è mai stata smentita, né direttamente né indirettamente, nonché un obiettivo raccontato praticamente da tutti i media, in forme diverse, e confermato anche da opinionisti e figure esterne al giornalismo ma considerate affidabili e credibili, come nel caso del bravo ed educato @footballkush, spesso indicato come conoscitore delle strategie societarie e di mercato. Oggi, invece, sembra quasi che chiedere un difensore centrale, o preoccuparsi del nuovo mancato arrivo, significhi rappresentare l’ennesimo capriccio dell’insaziabile tifoso milanista, incapace di essere soddisfatto anche dopo acquisti costati milioni. Ed è questo che succede quando la narrazione prende il posto dell’informazione e dell’analisi. Il gong non è ancora suonato e resta la speranza che le prossime 28 ore possano regalare un colpo di coda. Ma forse il problema è contenuto proprio nella parola “speranza”, che accompagna il Milan da troppe stagioni. Sperare che Gonçalo #Ramos non si infortuni e non abbia neppure un raffreddore. Sperare che #Musah mantenga continuità di rendimento, perché alle sue spalle non esiste oggi un giocatore con caratteristiche realmente sovrapponibili. Sperare che giovani come #Diawara, #Vladimirov e #Camarda rispondano immediatamente presente quando verranno chiamati in causa, magari per necessità e non per una scelta programmata. Tornando al difensore, non serve nemmeno interpretare le intenzioni dell’allenatore. Lo ha detto #Amorim stesso venerdì dopo la partita: “Concedere tutte queste occasioni significa che prima o poi un gol lo subiremo, e a quel punto diventerà difficile ribaltare la situazione. Ma è il nostro modo attuale di difendere: lasciamo tantissimo spazio ed è dura per i miei giocatori.” Se questo è il calcio che vuoi proporre, con tanto campo alle spalle della linea difensiva e frequenti situazioni di uno contro uno, avere un centrale capace di comandare il reparto, leggere preventivamente le situazioni, guidare i compagni e costruire l'azione non rappresenta un vezzo, bensì una necessità tecnica coerente con il progetto. Si può naturalmente scegliere di non intervenire. Si può puntare sui giocatori già presenti, sui giovani, sulla crescita interna e sulla capacità dell’allenatore di trovare soluzioni. Scommettere è assolutamente lecito ma quando le scommesse iniziano a diventare troppe e contemporanee, il confine con il gioco d’azzardo diventa inevitabilmente più sottile. Speriamo in bene.... appunto. #ACMilan #Calciomercato #Futbol