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#celebrazione

In Paris, the wait for the mass of Leo XIV has exceeded expectations with 600,000 registrants, forcing the authorities to expand the area of the celebration to Place de l'Étoile and Avenue de la Grande-Armée to accommodate the faithful. (translated)

Effetto Leone XIV su Parigi: 600 mila iscritti alla messa, non basta nemmeno Place de la Concorde

Festa della Esaltazione della Santa Croce. E sono 35, dal 14 settembre 1991! 35 anni di Sacerdozio, più di metà della mia vita ormai. Un tempo lungo nel quale il Signore e i fratelli hanno accompagnato i miei passi, mi hanno voluto bene, mi hanno fatto sentire a casa ovunque la Provvidenza mi abbia mandato. Ed io ho ricambiato, almeno spero. Si fa sosta solo per un attimo e poi con gioia si riprende subito la strada, ancora lunga! 🙏 #FestaDellaCroce #Sacerdozio #Celebrazione

Il Post 1w

Bosnia and Herzegovina has decided to withdraw its staff from the embassy in Serbia and declare two Serbian diplomats persona non grata in response to the celebration of the funeral of Ratko Mladić, considered a war criminal, highlighting the persistent ethnic divisions and tensions between the two countries. (translated)

La Bosnia Erzegovina ha risposto ai funerali di Mladić in Serbia
ANSA.it 1w

The funeral of Ratko Mladić in Belgrade, described as an unacceptable celebration for a convicted war criminal, contradicts Serbia's path towards the European Union, provoking strong condemnation from the EU. (translated)

L'Ue: il funerale di Mladic contraddice il percorso della Serbia verso l'Unione

The death of Ratko Mladic has divided Serbia, provoking celebrations and collective amnesia from some, while others remember his connection to war crimes and genocide, leading to student activism against the celebration of his actions. (translated)

Ratko Mladic e l’amnesia collettiva. La Serbia si divide: chi ricorda i suoi crimini e chi lo definisce “un eroe che ha salvato il Paese dalla Jihad”
ANSA.it 4w

The Mediterranean Games are returning to Italy, after seventeen years, with the 20th edition that will take place in Taranto from August 21 to September 3, involving around four thousand athletes from twenty-six countries in a celebration of sport, culture, and diplomacy, with the aim of promoting peace and brotherhood among the nations of the region. (translated)

Sport, cultura e diplomazia, ecco l'Olimpiade del Mare nostrum

GRAN MEGA SERVIZIO DI CELEBRAZIONE | 15 AGOSTO 2026 | PROFETA DOTT. OWUOR | #TruthBeyondDebate https://t.co/qVYcddgvpb. . #Celebrazione #Profeta #Servizio

What a great batch of Super Athletes Italy has today! A wonderful celebration of ethnic and cultural integration is underway, despite everything. P.S. Let's also celebrate the athletes and their victories. But the number of women's records is truly surprising. (translated)

What a batch of Super Athletes Italy has today! A wonderful celebration of ethnic and cultural integration taking place, despite everything. (translated)

La strategia comunicativa di Gerry #Cardinale sembrerebbe prendere una forma piuttosto chiara: arrivo io, rimetto ordine e provo a mettere in ghiacciaia quei cortocircuiti che hanno accompagnato il mercato rossonero, a partire dal famoso “non entra nessuno se prima non esce nessuno”. Oggi @Gazzetta_it riporta infatti che domani è previsto un incontro tra Cardinale e #Amorim e che la rosa verrà integrata a prescindere dalle operazioni in uscita, utilizzando fondi messi a disposizione da RedBird. Se confermata, sarebbe un ulteriore conferma di un cambio di passo importante. Una modalità che, con tutte le proporzioni del caso, ricorda quella del Presidente rossonero per antonomasia, Silvio Berlusconi: arrivare, prendere posizione e provare a modificare lo scenario. E, diciamolo, dopo tanti attacchi sarebbe anche comprensibile. Gerry #Cardinale si trova in una situazione alquanto irripetibile. Guida sì un #Milan che vive un periodo tutt’altro che brillante, con il rischio della contestazione oggi molto più concreto rispetto a quello della celebrazione. Ma allo stesso tempo ha davanti un’opportunità enorme: entrare di prepotenza nella storia rossonera legando il proprio nome alla conquista del ventesimo Scudetto e quindi della seconda stella. Mi auguro che sia davvero conscio di tanta fortuna. Adesso però devono seguire i fatti, perché il mercato rossonero è rimasto al palo e la squadra necessita di importanti interventi. Bene #Ramos e #Gila, ma bisogna ripartire subito con la stessa decisione. La sensazione è che la prossima settimana possa rivelarsi particolarmente frizzante. Che le luci e i meriti dei fuochi d'artificio illuminino uno piuttosto che l'altro dirigente, è sfumatura alla quale concedo la giusta attenzione che merita, ovvero zero. #ACMilan #Calciomercato #Football

👏👏👏👏👏👏👏👏👏 Pietro Rael Preziosi Alice non lo sa ma negli anni 70 ai giovani di sinistra piaceva anche Battisti e a noi giovani di destra piacevano anche De Andrè, Guccini e De Gregori. Non ne facevamo una questione politica perché ci piaceva la musica, ci piacevano le loro poetiche seppur evidentemente di sinistra. Alice non lo sa ma la musica univa e andava oltre le ideologie. Poi sei arrivata tu e quelli come te, Alice, quelli che hanno distrutto il nostro mondo ideale e hanno cancellato qualunque barlume di convivenza civile fra persone che la pensano diversamente. PS. Ti sei fatta una bella pubblicità, Alice, perché io e tanta gente come me non sapevamo nemmeno che tu esistessi, musicalmente. Sanremo assicurato, dai! David Gramiccioli Tuo nonno è diventato De André grazie agli italiani. Tutti. Indistintamente. Nonostante il cognome importante, e sarebbe ipocrita fingere che non abbia rappresentato un vantaggio, fino a poco tempo fa, in Italia, in pochi conoscevano Alice De André. Attrice, stand-up comedian e oggi, improvvisamente, protagonista del dibattito pubblico. La notorietà, si sa, arriva spesso per vie imprevedibili. E in questo caso è arrivata anche attraverso Matteo Salvini. «Mio nonno gli avrebbe chiesto cosa ci faceva lì», ha dichiarato Alice De André, commentando la presenza di Salvini nella residenza di Fabrizio De André, L’Agnata. La nipote del cantautore ha inoltre sostenuto la contestazione di una ragazza presente tra il pubblico e si è detta sorpresa dalle critiche ricevute: «Forse mio nonno è diventato una specie di santino nazionale». No, Alice. Tuo nonno non è diventato un santino nazionale. È diventato qualcosa di molto più importante: un artista che ha saputo entrare nella storia culturale di questo Paese e nel cuore di milioni di italiani. E lo ha fatto attraverso le sue canzoni, la sua poesia, la sua capacità straordinaria di raccontare gli ultimi, gli emarginati, gli inquieti, gli uomini e le donne che la società spesso preferisce non vedere. Ma c'è un particolare che sarebbe bene non dimenticare. Quegli italiani erano, e sono, di ogni orientamento politico. Destra. Sinistra. Centro. Nessuna appartenenza. Italiani che hanno comprato i suoi dischi, riempito i suoi concerti, cantato le sue canzoni e contribuito, nel tempo, a trasformare Fabrizio De André in quello che oggi rappresenta: un patrimonio culturale che appartiene a tutti. E proprio quella popolarità, costruita dal talento di tuo nonno ma alimentata dall'affetto di un intero Paese, oggi consente anche a chi porta il suo cognome di godere di una luce riflessa che, piaccia o non piaccia, esiste. Per questo forse sarebbe opportuno usare quella luce con maggiore cautela. Perché Fabrizio De André non ha mai avuto bisogno di essere trasformato in una bandiera politica. E non ha certamente bisogno che qualcuno stabilisca, a posteriori, chi abbia il diritto di avvicinarsi alla sua memoria e chi invece debba essere considerato un intruso. Se Salvini va a L'Agnata, può piacere o non piacere. Si può condividere la sua presenza oppure no, ma contestarlo in quel luogo, durante la celebrazione di Faber proprio no. . Pensare che la memoria di Fabrizio De André appartenga a una famiglia, a una parte politica o a una determinata sensibilità ideologica significa dimenticare proprio ciò che ha reso universale la sua opera. E allora viene quasi da tornare alle parole dello stesso Fabrizio. Quelle parole che, forse più di qualsiasi polemica, spiegano quanto sia pericoloso salire in cattedra per distribuire patenti morali agli altri: «Si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio». Ecco, Alice. Forse tuo nonno non è diventato un santino. Forse è diventato semplicemente troppo grande perché qualcuno possa pensare di possederne la memoria. #Musica #Cultura #DeAndre

Bob Montgomery, an eighty-two-year-old from Bowral, completed an incredible crossing of Australia by bicycle with his grandson to raise funds for ALS, but he passed away after the celebration party upon his return, leaving a legacy of inspiration and generosity. (translated)

Ha attraversato l’Australia in bicicletta a 82 anni con il nipote per beneficenza, poi muore dopo la festa

Ieri Giuseppe Conte si è presentato in audizione con il suo repertorio più collaudato: cliché pandemici, luogocomunismo a getto continuo, la nostalgica celebrazione del paternalistico “Stato-papà” e l'ormai classico cortocircuito sulle ‘evidenze scientifiche’, dipinte prima come faro indiscutibile per giustificare restrizioni senza precedenti e poi, all'occorrenza, come poche e incerte: un capolavoro di equilibrismo. Il racconto della gestione della pandemia sembra uscito da una replica del 2020: stessa retorica piagnona, stesso tono autoassolutorio, giocato con il tono che riesce meglio al leader M5S, quello della vittima. Poi, gran finale con tre numeri di prestigio: un presunto scoop sulle mascherine, il M5S miracolosamente riscopertosi “contrario all'obbligo vaccinale” (dopo averlo votato e sostenuto pubblicamente: strizzata d’occhio ai novax?) e l’epidemiologo Donato Greco promosso, a posteriori, liquidatore del piano pandemico. Una magia durata pochissimo: le ‘favolose’ ricostruzioni sono state smontate una dopo l'altra da FdI nel corso della stessa audizione. Neanche una parola sulla sofferenza patita da bambini, adolescenti e ragazzi. Alla fine resta in bocca il sapore di una performance noiosa e modesta, giocata sulla nostalgia della propria narrazione e sulla riscrittura dei fatti. Un'esibizione che, per profondità e statura, è apparsa parecchio distante da quella che ci si aspetterebbe da un uomo di Stato. Oggi su @LaVeritaWeb #Pandemia #Politica #GiuseppeConte

I don't cry for a man who has realized his talent. I celebrate him and thank him for being in the world. #Guccini (translated)

The article discusses the massive arrival of migrants in Ceuta at a time of celebration for the stability of Morocco, highlighting the need for Europe to stop governing through fear and to address the root causes of migration, emphasizing the importance of a policy of compassion and dialogue to build a future of peace in the Mediterranean. (translated)

Ceuta: se l’Europa vuole un futuro, deve smettere di governare con la paura

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"

GRAN MEGA SERVIZIO DI CELEBRAZIONE | QUARTIERE GENERALE - 26 LUGLIO 2026 | PROFETA DOTT. OWUOR #TheTrumpetSounding https://t.co/l8EQUWKcgZ #Celebrazione #Servizio #Profeta

La celebrazione della Giornata Mondiale dei #NonnieAnziani è un’opportunità per riscoprire che la Chiesa è chiamata a essere madre di tutti e che ad ogni età è sempre possibile scoprirsi figli e figlie di Dio. @laityfamilylife #GiornataMondiale #Chiesa #Fede

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,44-52 In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:  «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.  Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.  Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Parola del Signore. Il mio tesoro Il mattino ha l’oro in bocca e perle di silenzio che raccolgo ai primi segnali di luce del nuovo giorno. La Parola sempre antica e sempre nuova, prima delle parole che durano solo qualche istante, prima del gioco delle molteplici illusioni e dei miraggi di fine stagione. Il mattino e, già sono in piedi e mi sembra un miracolo che si ripete ogni giorno e no, non riesco proprio a darlo per scontato o a pensare che sia solo un caso e che non ci sia nessuna ragione. Il mattino e la dolcezza di una solitudine che non è isolamento, ma coscienza vigile che prende parte al progetto di una creazione e ringrazia per il canto degli uccelli, per i colori dell’alba e per quel segno di croce che trasfigura l’intero universo. Il mattino è un campo che nasconde infiniti tesori e ogni giorno è necessario vendere tutto per riuscire a scoprire quel piccolo lembo di terra che nasconde l’orizzonte di un senso che restituisce un sogno per domani. Il mattino è una parabola, un racconto che si ripete e ascoltando l’eco del passato suggerisce l’ipotesi di un altro futuro. Il mattino è impegno, è preparare la celebrazione di un’Eucaristia che è l’unico sacrificio capace di ripetersi sempre nuovo e non ha importanza se ho dormito a sufficienza, se sono in forma o se prevale la stanchezza… quello che realmente conta è scegliere di essere strumento intelligente di un Dio che non rinuncia a essere presente nei nostri giorni. E quando sarà sera, spero di avere ancora un po’ di luce per ricordare a me stesso che sto solo ritornando a casa… #RegnoDeiCieli #Parabole #Spiritualità

laroma24.it Jul 21

📍Inizia da Piazza San Silvestro la festa per i 99 anni dell’#AsRoma 🎶 I primi cori dei tifosi giallorossi accorsi alla celebrazione https://t.co/ZYc7w18vBL #AsRoma #Festa #Tifosi