C’è un soggetto che si aggira nelle nostre case e ci urla nelle orecchie, ci sveglia i bambini, ci spaventa il gatto. Crede, costui, di raccontare la passione per il calcio con un trasporto emotivo speciale, invece di speciale c’è solo il fastidio che la sua intemperanza vocale diffonde. Ormai, il commentatore calcistico Lele Adani, che gioca nella squadra della Rai (servizio pubblico, vale la pena di ricordarlo al di là della retorica), è un caso nazionale. Sopra le righe sempre, Adani diventa una sorta di corpo posseduto dal demonio quando segna l’Argentina. Persino uno divisivo come lui è riuscito, per una volta, a mettere tutti d’accordo. La tirata di Adani è come il tiro di Messi: assoluta, ma di segno opposto. E chissà cosa avranno pensato gli inglesi in Italia davanti alla tv: forse, di essere capitati per sbaglio su Tele Buenos Aires. L’articolo completo di Maurizio Crosetti su Repubblica #rep #calcio #commentatori #sport


