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#disprezzo

Paolo Ercolani's article analyzes the crisis of contemporary democracy, highlighting how disdain for the current political class can lead to the emergence of charismatic and populist leaders, in a context where ideas and concrete projects are replaced by personal interests and opportunism, facilitated by the influence of social media. (translated)

Il senso di una frase intercettata a Lavitola mi ha raggelato: una sentenza sulla malconcia democrazia odierna

Quello che impressiona della vicenda Falcone-@marcotravaglio non è solo che la sorella di un magistrato eroe ucciso dalla mafia sia dovuta intervenire per difendere la memoria di una figura alla quale dovremmo portare tutti profondo rispetto, ma il disprezzo che il nostro direttorissimo mostra verso questa figura e il perché. Non possiamo non ricordare che Giovanni Falcone è stato oggetto e in qualche modo “vittima” di una delle più clamorose figuracce giornalistiche degli ultimi anni che ha avuto per protagonista proprio il @fattoquotidiano. In piena campagna elettorale per i referendum sulla separazione delle carriere il giornale provò infatti ad “abusare” del cadavere di Falcone, usandolo come vessillo per sostenere le ragioni del NO. Secondo la testata, il magistrato antimafia aveva addirittura rilasciato un’intervista a Repubblica nel gennaio del 1992 nel quale criticava aspramente la separazione. Una notizia così circostanziata da essere ripresa pure da Nicola Gratteri durante la puntata di @diMartedi su La7 del 4 novembre 2025, con tanto di lettura del testo col cellulare. Quell’articolo era però in realtà una bufala e il clamore fu tale che il Fatto si dovette persino scusare per non aver verificato la fonte (si sa che loro si fidano solo delle massaggiatrici uruguaiane). È emerso poi peraltro che la vera posizione di Falcone era esattamente quella opposta, cioè favorevole alla distinzione tra le carriere. Un trauma che ha indotto Travaglio a meditare la sua piccola velenosa vendetta, rimasta in incubazione fino a ieri, quando ha pensato bene di trasformare il martire della lotta alla mafia, fatto saltare in aria con moglie e scorta, il simbolo che lui stesso aveva scelto - sbagliando - come totem della battaglia referendaria, in un collaboratore di Andreotti, non un politico qualunque. Su quanto sia indegno tutto questo non credo si debba aggiungere altro a quello che ha scritto Maria Falcone, soprattutto nel chiedere rispetto per un grande servitore dello Stato col quale siamo e saremo tutti eterni debitori. #GiovanniFalcone #Mafia #Rispetto

L

In the summer of 2026, the Vatican issued a warning regarding the growing phenomenon of vandalism of churches in Italy, involving also young people aged 12 to 15 years, with recent episodes highlighting the seriousness of the situation and the need for adequate moral education to combat ignorance and contempt towards the sacred. (translated)

L’estate delle chiese vandalizzate. Allarme del Vaticano: giovani da educare

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

"Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso. Oggi, durante la cerimonia per i 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della CGIL hanno scelto di voltare le spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa interveniva e leggeva il messaggio del Presidente Mattarella. Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l'Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali. Ed è ancora più grave se a farlo sono rappresentanti di un'organizzazione che ha tra le proprie ragioni d'essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori. Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo"

Proteste e tensioni, a Marcinelle la cerimonia delle divisioni
www.ansa.it
Kaja Kallas Jul 24

Gli attacchi indiscriminati della Russia contro Kiev e altre regioni causano vittime tra i civili in modo intenzionale, non per caso. L'attacco al Consolato onorario della Lettonia a Sloviansk sottolinea il totale disprezzo di Mosca per il diritto internazionale. La Lettonia ha il nostro pieno sostegno. In risposta, convocheremo l'inviato della Russia presso l'Ue in merito agli attacchi odierni e proporrò nuove sanzioni mirate al complesso militare-industriale russo.

Nuova strage a Kiev, almeno 10 morti. Droni a San Pietroburgo
www.ansa.it

Non deve stupirvi la reazione dei media al possibile arrivo di Guardiola - c'è chi spera di no senza nasconderlo nemmeno. È una cosa che stiamo già vivendo con Fabregas. Perché Pep, come fa Cesc, costringerebbe tutti ad approfondire e a parlare di calcio (altrimenti non vi risponde). Distruggerebbe tutte le convinzioni di questo paese. Che accoglie ogni ventata di novità con disprezzo, soprattutto se straniera; con l'atteggiamento tipico da "chi sono questi arroganti che vogliono insegnare a noi 4 volte campioni del mondo come si fanno le cose". Un paese che, comunicativamente, ancora riempie pagine di giornali e ore di trasmissioni parlando di Tiki Taka, di difesa e contropiede, ci vuole il fisico per giocare a pallone e altre robe del genere. E questo spaventa, spaventa tantissimo. #calcio #Guardiola #novità

Dopo essere stati allertati dai residenti che segnalavano la presenza di una persona in escandescenza in cortile, sono intervenuti sanitari e agenti. Durante l’arresto, il marocchino Abderrahim Fakir è morto. Preparati a manifestazioni antirazziste e onorevoli inginocchiati in Parlamento. Ilaria Cucchi ha già annunciato un’interrogazione parlamentare, mentre la Salis ha già scritto del “disprezzo per la vita nei confronti delle persone povere o razzializzate”. #Giustizia #DirittiUmani #Antirazzismo

ANSA.it Jul 14

V aule 116 del tribunale di Napoli si è svolta un'udienza straziante sul femminicidio di Martina Carbonaro, 14enne uccisa dal fidanzato Alessio Tucci, durante la quale la madre, Enza Cossentino, ha assistito in lacrime e inorridita alla ricostruzione del delitto e alle immagini del corpo di sua figlia, mentre Tucci, in videocollegamento, ha chiesto scusa senza convincere la madre, che ha espresso il suo disprezzo nei suoi confronti. #Femminicidio #Giustizia #Afragola

In aula le foto di Martina massacrata dal fidanzato

Ho sentito quello che @SPatuanelli ha detto su Russia e Ucraina. Non penso di avere parole che descrivono bene il mio disprezzo. Come il PD possa allearsi con questi sciacalli non riuscirò mai a capirlo #Russia #Ucraina #Politica

Sabrina F. Jul 12

Onore a questo Sindaco👏🏻 Se avessimo un decimo degli amministratori dello spessore di Josi Della Ragione avremmo un Paese definibile finalmente civile. Il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione ha dato un’ulteriore (e non dovuta) dimostrazione del perché è uno dei migliori sindaci e amministratori di questo Paese culturalmente in macerie. Il titolare di uno stabilimento balneare della sua città ha definito con disprezzo chi utilizza la spiaggia libera “un pezzente”. Esattamente come lo leggete: “pezzente”. Poi ha aggiunto un attacco personale: “Il sindaco vuole aumentare la spiaggia libera perché ama i pezzenti”. Allora lui, Josi Della Ragione, ha fatto una cosa semplicissima. Ha preso carta e penna e ha risposto direttamente al balneare con una lettera che è al contempo una lezione politica e di stile. (L. Tosa) Eccola: “Caro ex concessionario di spiaggia pubblica, ascoltami bene. Hai ragione, amo i pezzenti. Li amo così tanto, che porteremo i litorali della nostra città ad avere oltre l’80% tra spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata. Per tutti, libera. Senza più padroni. Ma con nuove concessioni di chioschi, in spiagge libere attrezzate, e stabilimenti, affidati con bandi pubblici. Senza piaceri, amici. Ma per merito. E con regole chiare: per i bagnanti e per i lavoratori. Cosi assicureremo ai cittadini ed a chi lavora in spiaggia più diritti, più tutele. Così libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Sarà una rivoluzione. Perché il vostro tempo è finito. È finita la cassa piena di soldi, a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogenizzato ai propri figli. O ad un papà di portare una bottiglia d’acqua. O ad un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi pure per riscaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio dell’occupazione del nostro litorale con il titolo di ‘abusivo storico’. Sono finiti gli anni di vacche grasse in cui avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sedie sdraio a peso d’oro. Sono finiti i bei tempi dei parcheggi abusivi senza pagare tasse e devastando il territorio, incassando cifre indegne anche per sole poche ore di sosta. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché ‘il varco del lido è proprietà privata’. Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio, sarà la più grande conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza. Una missione epocale, che stiamo costruendo con grande lavoro, impegno, studio. I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se ne torneranno a casa. Ve l’ho promesso: ci riusciremo”. Grandioso.💪🏻 - Sabrina Scozzoli #Giustizia #DirittiUmani #Cittadinanza

Cristina Plevani, vincitrice del Grande Fratello e dell'Isola dei Famosi, denuncia sui social i messaggi e le foto intime non richiesti che riceve da sconosciuti, invitando altre donne a condividere le loro esperienze e a riflettere sulla gravità di tali comportamenti, che considera indicativi di una cultura di disprezzo verso le donne. #MessageInappropriate #DonneParliamone #Cyberbullismo

“Uomini piccoli e ignoranti che mandano messaggi del genere con foto intime, donne parliamone perché non credo di essere l’unica a riceverli. Ditemi cosa ne pensate”: lo sfogo di Cristina Plevani

I morti nel Mediterraneo sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate: il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise. #VisitaPastorale #Lampedusa #Mediterraneo #DirittiUmani #Migrazione

Leggere in queste ore commenti ignobili e disumani contro Eugenia Roccella è qualcosa che fa rabbrividire. C’è un limite che non dovrebbe mai essere superato, ed è quello del rispetto dovuto alla sofferenza umana. Quando si arriva a colpire una persona e una famiglia in un momento così drammatico, non si è più nel campo dello scontro politico, ma in quello della miseria morale. È anche il frutto di un clima avvelenato che alcuni hanno alimentato per troppo tempo, legittimando odio, disumanizzazione e disprezzo. E questo schifo dovrebbe indignare tutti, senza eccezioni e senza ambiguità. #Rispetto #UmHumanità #Indignazione

Rondini al tramonto. Cacciano insetti che porteranno ai propri piccoli. Non credo ci voglia molto a capire quanto siamo fortunati ad essere qui, su questo meraviglioso pianeta. Tutto converge verso la bellezza. Ma noi preferiamo bombe, disprezzo per gli esseri viventi, odio. https://t.co/wjftNKxUus #Natura #Bellezza #Pace

Se ne sono accorti anche loro. Ma non per l' appoggio al genocidio israeliano; per i bombardamenti senza senso in Iran; per il bullismo dei dazi; per il disprezzo del diritto internazionale; per le azioni squadristiche dell' ICE. No. Per una foto. https://t.co/3nFQxNmfAR #politica #dirittiUmani #giustizia

La signorina voleva la foto con Trump, perché ai sudditi piace avere una foto col re. Poi è finita male perché il re per i sudditi prova solo due sentimenti: disprezzo o pena. Ora, l’impareggiabile spettacolo della suddita offesa con il re 🤡 #Trump #Politica #Satira

All’arrivo della Celeste 🇺🇾 negli USA, atleti obbligati in fila mentre il bagaglio era controllato coi cani antidroga. Pratiche intimidatorie che nulla hanno a che vedere con la sicurezza, ma lanciano un messaggio di disprezzo al mondo intero. https://t.co/o0FEomx2G4 #DirittiUmani #Sicurezza #Discriminazione

f.a.maisano Jun 13

#Garlasco Perché l’odio? Mi imbatto spesso in scritti che poco hanno a che fare con una sana esplicitazione del diritto di cronaca e/o di critica e molti sono improntati all’odio nei confronti dei protagonisti, a vario titolo, di questa vicenda dolorosa. È come se si volesse “entrare” personalmente nel dramma degli altri e ,in qualche modo, esacerbare la contesa mettendoci un personale disprezzo per il bersaglio che si è scelto. Addolora che a questo volgare spettacolo finiscano per prendere parte,talvolta, anche professionisti che dovrebbero, invece, dare il buon esempio limitandosi, semmai , ad impiegare il loro sapere per spiegare le pieghe tecniche di un caso giudiziario senza precedenti. Ripeto, non so cosa spinga a questo tipo di compartecipazione insana ma di certo ci vedo dentro una mancanza di pietas per un dramma che ha piegato vite, piega vite e,inevitabilmente, ne piegherà ancora. #Garlasco #dirittodicronaca #odio

La lettera di #Lotito: da Bella Stronza di Marco Masini (“Il disprezzo… perché forse io ti ho dato troppo amore…”) ad Amici miei di Mario Monicelli è un attimo #musica #cinema #letteratura