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#fragilità

Io evidentemente sono una persona impicciata, lo sono sempre stato e le storie che racconto parlano proprio di questi impicci qua. E quello su cui si agganciano i pischelli che incontro è esattamente questo, il senso di inadeguatezza, di insicurezza, di fragilità, eccetera. E quindi in realtà poi mi trovo spesso a non sapere che rispondere, nel senso che qualcuno pensa che siccome parlo di queste cose, abbia in mano, non so, o più conoscenza o le risposte. Ma non ho nessuna idea, non ho nessun consiglio da dare, perché altrimenti se avessi dei consigli starei molto meglio di dove sto...

Zerocalcare a Giffoni: 'Sono insicuro da sempre, non ho ricette per la felicità'
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Zerocalcare, premiato a Giffoni, riflette sulla sua insicurezza e la mancanza di risposte definitive per la felicità, sottolineando l'importanza di confrontarsi con temi complessi e di circondarsi di persone intraprendenti per superare la timidezza e portare avanti le proprie aspirazioni. #insicurezza #fragilità #impegno civile

Zerocalcare a Giffoni: 'Sono insicuro da sempre, non ho ricette per la felicità'

Io evidentemente sono una persona impicciata, lo sono sempre stato e le storie che racconto parlano proprio di questi impicci qua. E quello su cui si agganciano i pischelli che incontro è esattamente questo, il senso di inadeguatezza, di insicurezza, di fragilità, eccetera. E quindi in realtà poi mi trovo spesso a non sapere che rispondere, nel senso che qualcuno pensa che siccome parlo di queste cose, abbia in mano, non so, o più conoscenza o le risposte. Ma non ho nessuna idea, non ho nessun consiglio da dare, perché altrimenti se avessi dei consigli starei molto meglio di dove sto...

Zerocalcare, 'insicuro da sempre, non ho ricette per la felicità'
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Zerocalcare, in un incontro a Giffoni, parla della sua battaglia con l'insicurezza e la fragilità, condividendo come la sua creatività e le sue opere, tra cui la serie animata Due Spicci, affrontino tematiche rilevanti come l'impegno civile e la memoria storica, mentre esprime la sua frustrazione personale riguardo alla felicità e sottolinea l'importanza di circondarsi di persone intraprendenti per superare le proprie paure. #Zerocalcare #insicurezza #narrazione

Zerocalcare, 'insicuro da sempre, non ho ricette per la felicità'

Nel primo semestre del 2026, in Italia gli incendi boschivi sono aumentati del 36% rispetto all'anno precedente, distruggendo oltre 13.000 campi da calcio e segnalando la necessità di anticipare la stagione di alto rischio per affrontare efficacemente la crisi climatica e le nuove fragilità territoriali. #IncendiBoschivi #CambiamentiClimatici #Legambiente

Incendi boschivi, in Italia già andati in fumo oltre 13mila campi da calcio: aumento del 36% nel 2026 | Il rapporto di Legambiente
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La mostra Caravaggio Forever di Marco Tamburro, allestita al Palazzo Bonaparte di Roma dal 16 luglio al 23 agosto, presenta oltre 40 tele che reinterpretano in chiave contemporanea i capolavori di Caravaggio, esplorando tematiche attuali e la fragilità umana, in un dialogo visivo che mantiene l'identità artistica di Tamburro, arricchendo l'opera classica con elementi moderni e provocatori. #CaravaggioForever #MarcoTamburro #ArteContemporanea

'Caravaggio Forever' in oltre 40 tele di Marco Tamburro

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?

Irene 1w

Forse ogni tanto bisognerebbe fermarsi e farsi una domanda: Seguiamo una persona perché ci interessa davvero oppure perché ci aspettiamo di vedere altro? Non mi soffermerò oltre. Chi ha visto il canale esclusivo sa perfettamente a cosa mi riferisco. Possa dirti solo una cosa, Helena. Forse non ti conosco da tanto, ma ti ho osservata, ti ho percepita e penso di aver colto qualcosa della tua splendida anima. Ti ho vista prima nella casa e poi fuori, dove hai mostrato ancora di più le tue mille sfaccettature, i tuoi mille colori. Perché tu sei un'anima libera, una di quelle persone che non vivono in bianco e nero, ma colorano tutto ciò che toccano con la loro autenticità. Per me sei libertà. Sei coraggio. Sei autentica. Sei determinazione. Sei cuore. Sei anima. Sei tu. Sei una di quelle rare persone che hanno scelto di restare vere, anche se oggi essere autentiche a un prezzo, a volte molto alto. E in un mondo che troppo spesso insegna a costruirsi una corazza per non soffrire, tu continui a mostrarti per ciò che sei. Ma sei anche sensibile. Sei delicatezza. Sei quella fragilità che appartiene alle anime più belle: Non perché siano deboli, ma perché sentono tutto più profondamente. Perché amano davvero. Perché hanno bisogno di sentirsi accolte, non giudicate. Apprezzate per ciò che sono, non solo per ciò che rappresentano. E a chi decide di restare vorrei dire solo una cosa: restate perché avete imparato a vedere la persona prima del personaggio. È lì che nasce l'affetto sincero. Restate perché avete scelto Helena. Non le aspettative, non le vostre proiezioni. Helena, non smettere mai di essere tutti i tuoi colori. In questo mondo che spesso chiede di scegliere una sola sfumatura, tu continua a essere l'arcobaleno🌈 #prestinez #helevier #javi7 #heleners #autenticità #libertà #amore

Der Teppich von Bayeux, ein über 950 Jahre altes Meisterwerk, kehrte erstmals seit seiner Entstehung im Jahr 1066 nach England zurück und wird von September 2026 bis Juli 2027 im British Museum ausgestellt, obwohl der Transport unter strengen Sicherheitsvorkehrungen und wegen der Fragilität des Kunstwerks umstritten war. #TeppichVonBayeux #NormannischeEroberung #BritishMuseum

Teppich von Bayeux: Wandteppich kehrt erstmals seit fast 1000 Jahren nach England zurück
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Dopo il flop della manifestazione a Napoli del centrosinistra, emerge una crisi di comunicazione e un'assenza di messaggio efficace, che mette in luce la fragilità della politica italiana e il distacco tra i partiti e il sentire sociale, lasciando il campo a contestazioni e una forte crisi di identità. #Politica #Napoli #Centrosinistra

Campo largo, il day after sulla piazza perduta

Signore della vita, oggi ti chiediamo la grazia di riconoscere e custodire il valore unico e irripetibile di ogni essere umano. Insegnaci ad accogliere la vita senza condizioni, a sostenere con tenerezza la fragilità, ad accompagnare ogni fase con rispetto e a difendere con coraggio chi non ha voce. #PreghiamoInsieme su https://t.co/CaKNSp3R1K #Vita #Umanità #Amore

La Forza Invisibile: Perché il Rispetto e la Dignità sono le Nuove Forme di Coraggio Introduzione: Il Paradosso della Debolezza Vi siete mai chiesti perché, nella frenesia della modernità, l’atto di portare rispetto sia finito per essere declassato a sintomo di fragilità? In un’epoca che sembra aver eletto la sfrontatezza a virtù e il rumore a prova di esistenza, l’eleganza interiore viene spesso guardata con il sospetto che si riserva a un reperto anacronistico. Eppure, attraverso le riflessioni intime di L. B., scopriamo che questa presunta debolezza è, in realtà, l'unica vera forma di resistenza rimasta. La gentilezza non è una resa, ma una postura dell'anima che richiede una forza di gran lunga superiore al cieco impeto dell'ego.Punto 1: Il Rispetto è un Sentimento "Demodé"?Oggi assistiamo a un paradosso logorante: il rispetto è un valore preteso a gran voce da tutti, ma praticato con una parsimonia quasi ascetica. L. B. ne traccia un profilo lucido, definendolo l'antitesi di quella "sfrontatezza" che sta diventando la cifra stilistica del nostro tempo. Questa sfrontatezza non è altro che un'ineleganza dell'essere, una rinuncia sistematica a dare peso e valore alla propria e altrui dignità. Quando smettiamo di rispettare, non stiamo semplicemente ignorando l'altro; stiamo dichiarando la nostra bancarotta spirituale, rinunciando alla nobiltà d'animo per abbracciare una volgarità esistenziale priva di bussola."Il rispetto: preteso sempre, praticato sempre meno — come tutto quello che viene percepito come debolezza. "Punto 2: La Dignità come "Ingessatura" Necessaria Per chi ha il coraggio di guardarsi dentro, la dignità appare come una "bella ingessatura". Non lasciatevi ingannare dal termine: lungi dall'essere un limite che imprigiona, l'ingessatura è ciò che permette a un corpo fratturato di guarire e di stare di nuovo eretto. In un mondo che esalta una libertà scomposta e spesso distruttiva, la dignità funge da impalcatura morale. È il controllo razionale che decidiamo di imporci per nobilitare ogni nostro gesto. Scegliere questa struttura non significa ridursi, ma darsi una forma, trasformando il disordine istintivo in una presenza solida e consapevole. Punto 3: Occupare lo Spazio Senza Sopraffare Vivere con dignità significa saper stare al mondo con una consapevolezza geometrica: occupare il proprio spazio necessario senza mai invadere o calpestare quello altrui. È qui che il Life Strategist riconosce il valore della "firma della sensibilità". Non si tratta solo di empatia, ma di uno stile personale nel farsi carico delle necessità del prossimo senza avvertire il bisogno puerile di rivendicare meriti o cercare il palcoscenico. È una sorta di branding silenzioso dell'anima: agire con valore perché è nella nostra natura farlo, lasciando che la nostra integrità sia l'unico testimone necessario."Dignità è saper porre un controllo razionale a come ci si muove. Occupare il proprio spazio senza sopraffare. "Punto 4: La Bellezza che Ritorna e il Coraggio Quieto È fondamentale non confondere la dignità con la rigidità. Se la rigidità è un muro che respinge, la dignità è un "coraggio quieto" che accoglie. Esiste una bellezza struggente che ci ritorna soltanto quando, nel silenzio della riflessione, guardiamo indietro ai percorsi faticosi che abbiamo attraversato. La vera vittoria non è l'aver raggiunto la meta, ma l'essere riusciti a percorrere sentieri impervi senza aver svenduto i propri valori lungo il cammino. È la nostalgia radiosa di chi si guarda allo specchio dopo la tempesta e riconosce ancora lo sguardo di chi è partito."La dignità non è rigidità. È il coraggio quieto di chi ha percorso una strada difficile senza perdersi lungo il cammino."Conclusione: Un Viaggio senza SmarrirsiScegliere la dignità e il rispetto oggi è un atto di ribellione silenziosa. Non è un retaggio del passato, ma una strategia vitale per chiunque desideri che il proprio passaggio sulla terra lasci una traccia dotata di senso. È la decisione quotidiana di rivestire di significato ogni interazione, di essere padroni dei propri movimenti e custodi della propria sensibilità. Solo mantenendo intatta questa "ingessatura" interiore potremo navigare la sfrontatezza del mondo senza che essa ci contagi.In una società che urla costantemente per attirare l'attenzione, avete voi il coraggio di lasciare che la vostra dignità sia l'unico, silenzioso testimone della vostra grandezza?

Le città italiane affrontano una terza ondata di calore con temperature in aumento, mentre i laghi, particolarmente al Nord, come il Maggiore, il Lario e l'Iseo, soffrono per siccità e inquinamento, evidenziando la fragilità degli ecosistemi acquatici minacciati da cambiamenti climatici e attività umane, secondo il report di Legambiente. #CambiamentiClimatici #Siccità #Inquinamento

Terza ondata di calore nelle città, mentre siccità e inquinamento minacciano i laghi. Ecco la mappa di Legambiente

L'articolo analizza le recenti ingiurie di Donald Trump nei confronti della premier italiana Giorgia Meloni, evidenziando la necessità di una risposta da parte dell'Europa per tutelare la sovranità italiana e rispettare l'importanza del Paese nel contesto europeo, mentre sottolinea la fragilità emotiva del presidente americano e il malinteso nella percezione del rapporto tra Meloni e Trump. #Trump #Meloni #Europa

Trump-Meloni, parole che offendono un intero Paese e chiamano in causa tutta l?Europa

Il centimetro nella Storia di Larissa. Quel centimetro in più rispetto a Fiona. Quel record italiano che è sempre stato più grande di lei, in tutti i sensi. Perché non era nemmeno nata quando mamma Fiona May volava a 7,11 metri il 22 agosto del 1998 agli Europei di Budapest. Larissa viene al mondo nel 2002, con l'atletica ha un rapporto di diffidenza, se ne respira troppo in casa tra madre e padre, Gianni Iapichino ex azzurro del salto con l'asta, non ne vuole proprio sapere. Da ragazzina vuole trovare una sua strada, è riservata, non sopporta i compagni di scuola che la prendono in giro per lo spot delle merendine girato quando aveva quattro anni, una pubblicità familiare che piace a tutta Italia ma non a lei. Preferisce dedicarsi per otto anni alla ginnastica, fino a quando da sola, in autonomia, sceglie di rispondere al richiamo dell'atletica che aveva lasciato in un angolo del cuore. Si sente matura, per saltare ma soprattutto per reggere il confronto con una madre supercampionessa. Sa che il paragone glielo rinfacceranno tutti, inevitabile, ma sa di avere le difese per affrontarlo. Perché è introversa ma non vuol dire che non sia forte. Larissa porta avanti la bandiera della sua generazione, ragazzi e ragazze che non ambiscono ad essere supereroi, che abbracciano le fragilità come parte della normalità, che soprattutto non si pongono limiti. Successi e delusioni, sorrisi e lacrime, stati di euforia e dubbi di autostima. Ha attraversato tutto negli ultimi anni la 23enne Iapichino, quando non si allena tuffa la testa nei libri universitari, la facoltà di Giurisprudenza l'ha scelta per vedersi in futuro un avvocato che difende i diritti. Con la stessa determinazione con cui si è trovata a difendere il rapporto con papà Gianni allenatore, perché nessuno deve permettersi di intromettere nei loro bisticci familiari, smorfie e dinamiche generazionali che di solito restano chiuse dentro il portone delle nostre case ma che per loro diventano pubblici davanti alle telecamere. Perché in pochi sanno che a 18 anni Larissa voleva smettere con il salto in lungo, fino al giorno in cui è andata dal padre a muso duro: io continuo a saltare solo se decidi di allenarmi tu. Larissa è tanto timida quanto "fumìna", in toscano, nelle poche volte in cui sa alzare la voce. La Diamond League è casa sua, ha vinto due volte il Diamante nel lungo (2024, 2025). Era destino che la misura più importante della sua vita (fino ad ora) la trovasse in un Meeting di Diamond League. Proprio a Eugene sull’Hayward Field, lo stadio culla dell'atletica americana, dove sono nate le scarpe sportive che fanno parte del nostro abbigliamento quotidiano, in quell'America che lei ha puntato come obiettivo ai Giochi di Los Angeles 2024 dopo i 9 centimetri che le hanno negato il bronzo a Parigi 2024. Aveva un conto in sospeso con quella stessa pedana che le aveva regalato una grossa delusione mondiale a 20 anni, nel 2022 finì fuori dalla finale iridata. Come avversaria principale la stella Tara Davis-Woodhall, oro olimpico e mondiale, una star mediatica insieme al marito Hunter atleta paralimpico, a differenza di Larissa che è single e i social li usa con il misurino. Vince l'americana, salta 7,13. Per la Iapichino la misura record è al primo salto: 7,12. Arriva dietro Tara per un centimetro. Ma con lo stesso centimetro di differenza supera mamma Fiona. Il record italiano resta in famiglia. I paragoni continueranno ad esserci, inevitabilmente, ma le sue spalle sono diventate forti e spioventi per lasciarsi scivolare il rumore delle voci. Un nuovo punto di partenza e non di arrivo. Il record italiano di Larissa, un centimetro per la (sua) Storia, di campionessa e figlia. 📷 @atleticaitalia #Atletica #RecordItaliano #Sportivi

L'articolo esplora il fenomeno del concerto di Ultimo a Roma, evidenziando come la musica diventi un mezzo di connessione tra i giovani, trasformando le fragilità individuali in una forza collettiva, e creando un'intimità di massa che supera la solitudine e promuove un senso di comunità e identità culturale. #Ultimo #intimismoDiMassa #GenerazioneUltimo

Gli ?ultimi? e quell?intimismo di massa che trasforma la fragilità in un tesoro

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda

Non è una #riformaelettorale. È un tentativo di asfissiare il Parlamento. Le democrazia liberali mostrano tutta la loro fragilità quando una maggioranza vuole forzare le regole e ha i numeri per farlo. #democrazia #Parlamento #riforma

The peace agreement signed in Washington between Lebanon and Israel - in its extreme fragility - is a small but important step towards bringing peace to the Middle East. They will try to blow it up - Hezbollah, the Israeli right, Iran - and that is precisely why it must be defended. And it is very... (translated)

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Agenas ha approvato 58 progetti per offrire assistenza domiciliare agli over 80, utilizzando telemedicina e monitoraggi da remoto, al fine di sostenere la fragilità degli anziani e migliorare le loro condizioni di vita, mediante un investimento di 150 milioni di euro del PNRR. #Telemedicina #AssistenzaDomiciliare #Anziani

Agenas dà il via libera a 58 “Progetti grandi anziani”: assistenza a domicilio per gli over 80