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#infrastrutture

Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sottolinea l'importanza della potenza computazionale italiana nel settore dell'intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di incentivare le PMI per sviluppare algoritmi e garantire la sovranità nazionale sui dati attraverso centri di calcolo e infrastrutture moderne. #Supercomputer #IntelligenzaArtificiale #BigData

Antonio Zoccoli: «Supercomputer e dati l?IA una partita aperta. E Roma sarà trainante»

L'Unione Europea deve accelerare lo sviluppo delle proprie infrastrutture per l'IA e i data center, affrontando un ritardo significativo rispetto a USA e Cina, mentre la proposta di legge CADA mira a triplicare la capacità dei centri dati europei nei prossimi 5-7 anni, nonostante le sfide legate a permessi, accesso alle risorse e richieste di mercato. #cloud #datacenter #IA

Il cloud, i data center e le reti: la partita Ue sulle infrastrutture

L'ondata di caldo record che sta colpendo l'Europa provoca gravi danni all'agricoltura italiana e porta alla chiusura anticipata della Torre Eiffel in Francia per motivi di sicurezza, evidenziando la necessità di investire in infrastrutture idriche e strategie di prevenzione contro eventi climatici estremi. #CaldoEstremo #CrisiAgricola #Siccità

Caldo record in Europa, dalla crisi dei raccolti in Italia alla Torre Eiffel chiusa: i rimedi contro le temperature estreme

Come giornalista Rai sono rammaricato per i familiari delle vittime delle mancate manutenzioni delle infrastrutture dei ponti, a quelli dei magistrati e degli uomini delle scorte uccisi, ai familiari di chi è vittima della mala sanità e tutti gli altri.

Ranucci e lo stop alle repliche di Report: «Significa sospendere la memoria del Paese». Ecco cosa doveva andare in onda
www.ilmessaggero.it
Il Post 2d

Gli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere russe hanno causato una grave carenza di carburante in tutto il paese, costringendo il governo di Putin a vietare la vendita all'estero e generando disagi significativi, tra cui lunghe file ai distributori, aumenti dei costi dei trasporti e problemi nel settore agricolo, mentre l'Ucraina cerca di sfruttare il malcontento della popolazione russa per ridurre il sostegno all'invasione. #carburante #guerraUcraina #Russia

Ora è tutta la Russia ad avere un problema con il carburante
L

Il Nord Italia, colpito da una grave crisi idrica, affronta una riduzione della portata dei fiumi e una carenza di infrastrutture per la gestione delle riserve, mentre il Sud sembra meno toccato dall'emergenza, accentuando le differenze regionali. #grandesete #Po #infrastrutture

La grande sete dal Po ai laghi: “Poche infrastrutture per le riserve”
L

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato di aver condotto una nuova serie di attacchi mirati contro circa 90 obiettivi militari in Iran, colpendo infrastrutture chiave come sistemi di difesa aerea e stoccaggi di missili lungo la costa iraniana. #MedioOriente #Iran #StatiUniti

Il mirino mette a fuoco l'obiettivo e poi l'esplosione: gli Stati Uniti colpiscono ancora l'Iran
ANSA.it 4d

L'Italia è distante 138.183 chilometri dai più alti standard europei di infrastrutture ciclabili, ma politiche di ciclabilità ben implementate, come quelle presentate a Velo-city 2026, dimostrano che investire in sicurezza stradale e mobilità sostenibile porta a benefici significativi per la salute, l'economia locale e la qualità dello spazio urbano. #ciclabilità #mobilitàsostenibile #infrastruttureciclabili

Ciclabilità, gli esempi virtuosi in Europa e il divario italiano

Il vertice NATO conclusosi ieri ad Ankara ha visto tutti vincitori, incluso chi, come l’Ucraina, non è neanche membro dell’Alleanza, ed un solo sconfitto: Vladimir Putin. L’incontro che molti si aspettavano essere quello della rottura si è invece chiuso con posizioni di inconsueta chiarezza, date le premesse. In fondo gli USA raggiungono il loro obiettivo di scrollarsi di dosso il costo della difesa europea e i partner europei accettano a loro volta di farsene carico guadagnandone in termini di autonomia strategica da Washington e la rassicurazione che il parziale disimpegno americano non includerà il supporto logistico, di intelligence e l’ombrello nucleare. A sorprendere però è soprattutto il completo cambio di registro di Trump sulla questione ucraina. L’individuazione della Russia come “minaccia a lungo termine” per i membri del Patto da un lato segnala il completo fallimento del tentativo di Mosca di allontanare la Casa Bianca dal sostegno a Kyiv e dall’altro evidenzia il tramonto forse definitivo dell’asse Mosca-Washington che era sembrato concretizzarsi dopo il fiabesco vertice di Anchorage. Va detto che non c’è di fatto alcun sostegno da parte del tycoon al rispetto del diritto internazionale o alle ragioni astratte di un paese criminalmente invaso, ma solo la convinzione che l’Ucraina sia quella che ha ora maggiori chance di vittoria e che sia dunque il giocatore sul quale è più vantaggioso scommettere. E Trump lo fa con “fiche” pesanti come l’incoraggiamento a colpire a fondo le infrastrutture energetiche russe e concedendo la licenza per l’autoproduzione di Patriot, dei quali la difesa aerea di Kyiv ha un disperato bisogno. Un’apertura che stavolta potrebbe non essere solo un biglietto vincente occasionalmente pescato nella lotteria quotidiana degli umori di Trump. Sembra infatti che l’intelligence USA abbia convinto il Presidente dell’impantanamento delle truppe russe sul campo e lo abbia ragguagliato sul pessimo stato nel quale versa l’economia russa, a riprova di quanto efficaci siano state le sanzioni commerciali europee e quelle cinetiche ucraine, ma soprattutto premiando la determinazione di un popolo che ha dimostrato incredibile coraggio davanti alla tragedia. La nuova situazione di fatto segna peraltro l’implicito rifiuto da parte americana del “pacchetto Dimitriev” una proposta di colossali investimenti russi ed accesso privilegiato da parte di aziende occidentali alle risorse energetiche e minerarie del paese in cambio della rinuncia alla dedollarizzazione (fissata come obiettivo dei BRICS), e mette una pietra tombale sulle prospettive immediate di una normalizzazione delle relazioni commerciali, che anche dalle nostre parti trovano innumerevoli sponsor. Il messaggio in questo senso è chiaramente quello di una garanzia di sostegno a lungo termine per l’Ucraina, a fronte di un rapido ed ormai probabilmente irreversibile deterioramento della situazione militare ed economica della Russia, elementi che rendono ridicole le già improbabili pretese di Mosca in ipotetici colloqui di pace, mai realmente voluti da Putin. Il Cremlino è in un vicolo cieco ed ha oggettivamente perso la guerra. Rinviare la dichiarazione di sconfitta, spacciando vittorie tattiche per trionfi strategici, farà solo salire il conto che l’intero paese dovrà pagare all’Ucraina e alla storia. #NATO #Ucraina #Russia

Circolazione ferroviaria sospesa sulle linee Salerno-Paola, Catanzaro Lido-Taranto, Sibari-Paola e Cosenza-Paola per danni all'infrastruttura da parte di ignoti. Al momento, da Battipaglia a Paola non circolano i treni. In corso la riprogrammazione dell'offerta con l'attivazione dei bus #ferrovie #infrastrutture #trasporti

ANSA.it 4d

I raid incrociati sul Golfo tra Stati Uniti e Iran minano la fragile tregua, mentre Donald Trump dichiara che l'intesa preliminare è finita e minaccia nuovi attacchi, aggravando la situazione economica e geopolitica della regione in seguito alle incursioni iraniane e alle rappresaglie americane sulle infrastrutture militari iraniane. #Iran #USA #Golfo

Tornano i raid, l'ira di Trump: 'In Iran la tregua è finita'

Nel 2026, la classifica delle città più vivibili del mondo non include alcuna città italiana, con Copenaghen che si posiziona al primo posto secondo l'EIU Global Liveability Index, che valuta parametri come sanità, cultura, ambiente, istruzione, infrastrutture e stabilità. #Vivibilità #Città #Classifica

Quali sono le città più vivibili del 2026? Ecco la classifica delle top 5. E tra le prime 10 non c'è nessuna italiana
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Le autorità russe e ucraine segnalano un attacco ucraino su larga scala con droni contro infrastrutture petrolifere e un porto a San Pietroburgo, senza vittime registrate. #Guerra #Russia #Ucraina

Il prima e il dopo, il satellite svela i danni dell'attacco di Kiev alla raffineria russa

Stanotte i droni ucraini hanno raggiunto Belgorod. L'obiettivo principale dell’attacco è stato il Dipartimento di Produzione Lineare di Belgorod delle Condotte Principali del Gas (LPU MG), filiale regionale chiave di Gazprom Transgaz, responsabile della gestione delle principali condotte di transito e della distribuzione del gas sia ai consumatori domestici che agli impianti industriali in tutta la regione di Belgorod. Questo attacco fa parte di una rapida e intensa sequenza di raid aerei avvenuti nelle ultime ore, che hanno preso di mira infrastrutture critiche dentro e intorno alla città. Poco prima, attacchi missilistici mirati hanno colpito la centrale termoelettrica a turbina a gas di Michurinskaya (in particolare la sua sottostazione a 110 kV) e la centrale termoelettrica di Luch. Questi attacchi hanno causato blackout immediati e diffusi e interruzioni nell'approvvigionamento idrico nei distretti centrali e meridionali di Belgorod. L'impianto di Michurinskaya alimenta direttamente la fabbrica Belenergomash-BZEM, un enorme complesso industriale che produce tubazioni specializzate e strutture in acciaio per i settori energetico, petrolchimico e nucleare russi. Anche l'aeroporto internazionale di Belgorod è stato colpito nel corso del medesimo attacco massiccio. Diversi canali di monitoraggio locali (tra cui Exilenova+ e testate internazionali) hanno diffuso le immagini dello scalo dove, a seguito dell'impatto dei missili ucraini, si è sviluppato un vasto incendio. Il governatore della regione di Belgorod, Alexander Shuvaev, ha confermato ufficialmente il "massiccio attacco", ammettendo danni gravi alle infrastrutture energetiche con conseguenti blackout idrici ed elettrici in città, pur mantenendo il consueto riserbo ufficiale sui singoli obiettivi militari e strategici colpiti. #Ucraina #Belgorod #Attacco

Fincantieri investe 600 milioni di euro nel settore della difesa sottomarina, acquisendo quattro aziende hi-tech per creare un polo nazionale attrezzato a proteggere infrastrutture critiche, il che ha portato a un rialzo del 13% del titolo in Borsa. #Difesa #Fincantieri #Sottomarina

Fincantieri punta 600 milioni sul settore strategico della difesa sottomarina

Il condizionatore non è un fallimento. Il fallimento è colpevolizzare i cittadini e cementificare le città. Per anni in Europa si è discusso moltissimo di divieti, slogan, scelte "verdi" spesso vendute come soluzioni definitive, ma molto meno di una cosa concreta, come rendere vivibili le città in un clima che sta cambiando. L'adattamento climatico gioca un ruolo fondamentale nella situazione che stiamo vivendo. Il punto non è dire sì o no al condizionatore. Per un anziano fragile, una persona malata, un bambino piccolo o una casa che di notte non scende mai sotto i 28-30°C, raffrescare un ambiente non è un capriccio, è salute. Colpevolizzare il condizionatore e poi urlare che ci sono centinaia di morti per il caldo è un'ipocrisia insopportabile. L'adattamento climatico è anche dotare di aria climatizzata soprattutto le persone piu' fragili ma non solo, servono anche più verde urbano, meno asfalto, una progettazione urbanistica completamente diversa nelle grandi città. Questa è la parte che manca spesso nel dibattito europeo, meno moralismo sul cittadino che accende il climatizzatore e più coraggio nel ripensare quartieri, scuole, ospedali, piazze e periferie. E soprattutto servirebbe meno ipocrisia perché spesso arrivano messaggi completamente contrastanti, si incentiva l’auto elettrica, ma poi molte città non hanno infrastrutture adeguate per gestirla davvero, addirittura a Roma si è deciso di far pagare le auto elettriche entrano in ZTL. Si disegnano piste ciclabili che in alcuni casi restano scollegate, poco sicure o poco utilizzate, si chiedono raccolte differenziate sempre più scrupolose, con TARI spesso pesanti per famiglie e imprese, mentre poi si continua a consumare suolo, tagliare alberi, impermeabilizzare piazzali e trasformare spazi urbani in superfici di cemento rovente. E allora il problema non è essere "green", il problema è fare un green di facciata, dove il cittadino viene educato, tassato e colpevolizzato, mentre le grandi scelte urbanistiche continuano spesso ad andare nella direzione opposta. Se davvero vuoi adattare le città al clima che cambia, non puoi parlare solo di emissioni, divieti e comportamenti individuali ma devi anche chiederti quanta ombra hai tolto, quanto suolo hai sigillato, quanti alberi hai abbattuto, quanti quartieri hai lasciato senza verde. Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo, chi vive in una casa fresca, in un quartiere alberato e può permettersi bollette alte vivrà un’estate mentre chi abita in un appartamento vecchio, in mezzo al cemento, senza ombra e senza possibilità di raffrescare, ne vivrà un’altra e questa non è più solo una questione climatica. Sta diventando una disuguaglianza sociale inaccettabile, dentro un’enorme ipocrisia collettiva. #AdattamentoClimatico #GiustiziaAmbientale #CittàSostenibili

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Il crescente timore che i colossi dell'intelligenza artificiale possano diventare Too Big To Fail, simili alle banche del 2008, ha spinto esperti e autorità a invocare stress test per valutare i rischi e prevenire un possibile collasso che richiederebbe l'intervento governativo per garantire la stabilità delle infrastrutture civili. #BigTech #AI #RisikoFinanziario

Big Tech dell’AI sotto tiro: stress test come le banche per evitare il rischio crollo

L'articolo di Barbara Nappini sottolinea l'emergenza idrica in Italia, causata dalla crisi climatica, che ha ridotto drasticamente il fiume Po e compromesso l'agroindustria, evidenziando la necessità di adottare un'agricoltura più sostenibile e idonea a gestire una risorsa sempre più scarsa, piuttosto che investire in nuove infrastrutture irrigue. #AcquaPubblica #Siccità #CambiamentiClimatici

Acqua, una battaglia dopo l’altra – “La trave nel piatto”, la rubrica di Slowfood
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Nella notte, forti esplosioni e incendi hanno colpito il porto di San Pietroburgo, con video sui social che mostrano i raid di droni su infrastrutture petrolifere strategiche, segnando uno dei più significativi attacchi contro la città dall'inizio della guerra. #SanPietroburgo #esplosioni #droni

Esplosioni al porto di San Pietroburgo: le immagini dei raid

Vorrei chiedere a @GiorgiaMeloni, a @GuidoCrosetto e @Antonio_Tajani, rispettivamente capo del governo, Ministro della Difesa e Ministro degli Esteri, come mai stiano lasciano le decisioni di politica internazionali nelle mani del titolare del Ministero delle Infrastrutture, che non c’azzecca nulla. Perché si dà il caso che oggi l’Italia abbia mandato in stallo le trattative pre-vertice NATO chiedendo un alleggerimento dei riferimenti al riarmo dell’Ucraina entro la fine dell’anno prossimo. La motivazione sarebbe che, secondo Roma, fissare scadenze specifiche esclude la possibilità di porre fine alla guerra attraverso negoziati in una data precedente (?). Non soddisfatti del capolavoro diplomatico, ci siamo anche schierati, insieme alla Bulgaria, contro le sanzioni al miliardario patriarca della chiesa ortodossa russa Kirill, meglio noto come il “chierichetto di Putin”. Colui che chiama "Guerra Santa" (Svyashchennaya Voyna) l’invasione criminale dell’Ucraina, affermando che la Russia sta difendendo il mondo dall'assalto del "globalismo" e dell'Occidente caduto nel satanismo. Colui che benedice i missili e promette remissione da ogni peccato a chi muore sul campo di battaglia. Kirill ha anche rimosso, sospeso o ridotto allo stato laicale decine di sacerdoti che avevano firmato petizioni per la pace o che, durante la liturgia, avevano sostituito la parola "vittoria" con la parola "pace" nella preghiera ufficiale per la Rus' imposta dal Patriarcato. Chiedo espressamente quale sia il ruolo di @matteosalvinimi in queste decisioni, perché le sue posizioni sulle armi all’Ucraina sono note, così come noti sono i suoi contatti con la chiesa ortodossa russa per il tramite del Congresso Mondiale delle Famiglie, il cui principale sponsor è l’oligarca ultraortodosso Konstantin Malofeev, grande cofinanziatore delle finte proteste nel sud-est dell’Ucraina nel 2014 (spacciate per guerra civile) e allora datore di lavoro di Igor Girkin, l’ex colonnello del FSB che con l’attacco a Slovyansk diede il via all’invasione russa del Donbas 12 anni fa. Una delle società di Malofeev è, guarda caso, anche coinvolta nella compravendita mai conclusa dalla quale la Lega avrebbe dovuto ricavare 60 milioni, stando all’inchiesta pubblicata qualche anno fa e nota come “caso Metropol”, dall’hotel di Mosca nel quale si svolsero le trattative. Il fatto che così tanti politicanti preferiscano vivacchiare nell’ambiguità fino alle prossime elezioni, piuttosto che difendere le libertà e la sicurezza di tutti mi fa vergognare di essere italiano. #PoliticaInternazionale #Ucraina #Diplomazia