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#marittimo
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Gli Stati Uniti hanno intensificato gli attacchi contro l'Iran per limitare le aggressioni alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz, mentre Teheran ha risposto sparando contro il traffico marittimo e lanciando droni, provocando un'escalation della tensione nella regione. #Iran #StrettoDiHormuz #TensioneGolfo

Gli Usa lanciano nuovi attacchi L'Iran spara contro il traffico di navi nello Stretto di Homuz
ANSA.it 10h

La tensione nel Golfo Persico è nuovamente aumentata dopo che l'Iran ha attaccato obiettivi statunitensi e dei suoi alleati nella regione, mentre gli Stati Uniti hanno risposto con attacchi aerei e dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimane aperto al traffico marittimo legittimo, suscitando condanne da parte di Giordania e Oman. #Hormuz #Iran #Usa

Battaglia su Hormuz, riesplode la tensione nel Golfo

La crisi nel Golfo di Hormuz ha riacceso l'importanza strategica del Mediterraneo, con i porti italiani che registrano un incremento del 3,5% nei volumi di merci, mentre il settore marittimo si adatta alle nuove dinamiche geopolitiche e alle sfide logistiche, evidenziando il ruolo vitale dell'Italia nel panorama commerciale globale. #Mediterraneo #TrasportoMarittimo #Geopolitica

Hormuz, la crisi rilancia il Mediterraneo: nei porti italiani volumi merci su del 3,5%

Israele ha avvisato gli Stati Uniti riguardo a un presunto nuovo piano dell'Iran per assassinare Donald Trump, mentre Tel Aviv aspetta l'autorizzazione per unirsi a possibili attacchi contro Teheran, tutto ciò avviene mentre il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz continua nonostante l'escalation di tensioni militari. #Iran #Israele #Trump

“Israele avverte gli Usa: l’Iran ha nuovo piano per uccidere Trump”. E Tel Aviv attende l’ok per unirsi ai raid. Traffico a Hormuz prosegue nonostante l’escalation
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Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi aerei in Iran, colpendo due ponti ferroviari e causando danni a una torre di controllo marittimo a Chabahar, mentre le sirene antiaeree risuonano in Bahrein in risposta agli attacchi delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, con il capo negoziatore iraniano che afferma che lo Stretto di Hormuz si aprirà solo con accordi iraniani. #Iran #Bahrein #Hormonuz

Nuovi raid Usa sull'Iran, colpiti ponti ferroviari. Ira di Teheran: 'Hormuz apre solo alle condizioni iraniane'

L’anticiclone delle Azzorre non è il condizionatore d’Europa. Quando torna a spingersi verso il continente, spesso viene raccontato come se portasse automaticamente fresco, giornate frizzanti e fine del caldo, non è così. L’anticiclone delle Azzorre, definito tenicamente come anticiclone subtropicale marittimo, resta pur sempre un campo di alta pressione estiva e può favorire tempo più stabile, più soleggiato e un caldo generalmente più normale, ma non trasforma luglio in settembre. La differenza sta nella massa d’aria e nella configurazione. Rispetto alle rimonte subtropicali continentali più intense, l’Azzorre tende spesso a portare un caldo meno esasperato, con temperature più vicine alle medie del periodo, meno picchi estremi e, in molti casi, notti un po’ più respirabili. Sempre caldo resta, semplicemente cambia qualità. Si passa da una fase molto sopra le righe a un’estate più gestibile, più ordinaria, meno opprimente. Non fresca, non autunnale, non "rottura" definitiva della stagione. Lo voglio sottolineare perchè qualcuno in privato mi chiede perchè non faccia fresco. Siamo pur sempre a luglio. Nei prossimi giorni la parola giusta non è fresco ma è normalizzazione. L’estate continua, solo con sfumature meno intense. #meteo #estate #anticiclone

I prossimi giorni sono abbastanza chiari, il caldo resta protagonista fino a martedì 30 giugno. Poi, da inizio luglio, qualcosa cambierà. I modelli matematici previsionali aggiornati mostrano una massa d’aria ancora molto calda sull’Italia tra oggi e il 29-30 giugno, con valori elevati a 850 hPa, cioè intorno ai 1500 metri. Questo significa caldo intenso al suolo, temperature sopra media con possibili picchi fino a 38-40 °C, afa più fastidiosa nelle zone umide e notti ancora pesanti soprattutto in città e lungo le coste. Potranno esserci temporali locali, soprattutto su rilievi alpini e zone prealpine (possibile estensione alle zone di pianura su Piemonte e Lombardia nella giornata di domenica), ma saranno episodi dentro un quadro ancora pienamente estivo. La parte interessante arriva da inizio luglio. Qui il segnale di cui ho scritto in un precedente post sembra più evidente, la media delle varie traiettorie previsionali tende a scendere e molti scenari dell'ensemble vedono un ridimensionamento della massa d’aria calda. Adesso non è più solo un’ipotesi isolata di qualche corsa modellistica ma un segnale concreto. Il caldo perderà intensità, quello che resta da capire è quanto. Potrebbe trattarsi di un calo termico moderato, con aria meno calda e atmosfera più respirabile (anticiclone marittimo azzorriano), oppure di una fase più dinamica, con maggiore instabilità, temporali più organizzati e ridimensionamento più netto soprattutto al Centro-Nord. Il Sud, almeno per ora, sembra meno coinvolto da un eventuale cambio deciso semplicemente perchè è stato interessato meno, rispetto al Nord, da questa ondata di caldo. Non è ancora un vero break della fase estiva ma la tendenza è chiara, da inizio luglio il caldo perderà forza, rimane solo da capire l'entità ma per questo dobbiamo aspettare ancora 48 ore. #Meteo #Caldo #Estate

Inizio luglio, gli spaghi cambiano faccia. Non parlo ancora di svolta certa perchè ci vuole ancora prudenza per un paio di giorni però gli spaghi previsionali di Roma iniziano a mostrare un segnale interessante, dopo il caldo persistente atteso fino a fine giugno, lo scenario tra 1 e 3 luglio diventa molto più aperto. Fino al 29-30 giugno gli spaghi restano abbastanza compatti e molto alti, a 850 hPa, quindi intorno ai 1500 metri, la massa d’aria resta spesso tra 20 e 23°C con caldo sopra media fino a 6-8 °C e ancora ben presente al suolo. Si nota bene il nuovo picco di calore atteso tra il 28 ed il 30 giugno, come avevo già scritto in un precedente post, causato dallo schiacciamento del promontorio subtropicale continentale verso est ma questo movimento barico è conseguenza diretta del rinforzo dell'anticiclone subtropicale marittimo (quello delle Azzorre) in pieno atlantico che prima libererà dal caldo la Francia spostando il promontorio verso est e poi aiuterà anche la nostra Penisola ad una riduzione del caldo. Infatti dal 1 luglio gli spaghi si aprono, la media comincia a scendere, alcuni membri vedono un calo più netto, altri mantengono ancora una massa d’aria calda ma moderatamente meno intensa ed in basso compaiono anche diversi segnali di precipitazione, quindi aumenta la possibilità di una fase più instabile. La struttura anticiclonica, dopo giorni di grande continuità, potrebbe iniziare a perdere compattezza. Caldo persistente fino a fine giugno con nuovo picco tra il 28 ed il 30, poi dopo il 1 luglio però ci sono segnali concreti quantomeno di un ridimensionamento termico e di maggiore instabilità. #Meteo #Caldo #Precipitazioni

Nonostante la recente firma di un memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, la navigazione nello Stretto di Hormuz rimane estremamente pericolosa a causa della presenza di circa 80 mine, che impediscono un ritorno alla normalità del traffico marittimo e aumentano il rischio di incidenti per le navi in transito. #StrettoDiHormuz #navigazione #mine

Hormuz, la navigazione pericolosa tra 80 mine nel Canale, Gps «disturbati» e il rischio scogli: ecco perché lo Stretto è ancora bloccato

In Svizzera sono iniziati i negoziati di 60 giorni tra Iran e Stati Uniti dopo la firma di un memorandum che fissa le basi della trattativa, mentre lo Stretto di Hormuz è stato riaperto al traffico marittimo, suscitando reazioni contrastanti e critiche, specialmente da parte del governo israeliano. #Iran #StrettoDiHormuz #Trump

Iran, iniziano in Svizzera i 60 giorni di negoziati. Ripreso il traffico a Hormuz
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Donald Trump ha annunciato la firma di un accordo storico con l'Iran a Versailles, mentre gli Stati Uniti hanno revocato il blocco marittimo nei porti iraniani e si preparano a colloqui a Burgenstock, mentre in Libano si registrano attacchi israeliani che causano tre morti. #UsaIran #AccordoStrettoDiHormuz #Trump

Trump: 'Firmato l'accordo con l'Iran'. Pezeshkian: 'Documento storico'. Usa: 'Revocato il nostro blocco, restiamo nell'area' - LIVEBLOG

Un report della Guardia costiera statunitense rivela che le petroliere della flotta ombra russa e iraniana, impegnate nel traffico di petrolio sottoposto a sanzioni, utilizzano sistemi elettronici obsoleti e pratiche di sicurezza inadeguate, esponendo così il traffico marittimo e l'ambiente a gravi rischi di esplosioni e sversamenti. #FlottaOmbra #PetrolioSanzioni #SicurezzaMarittima

Flotta ombra russa e iraniana, così le navi spostano il petrolio di nascosto (ma rischiano di esplodere da un momento all'altro)

Ho inviato una lettera al Direttore del Messaggero per richiedere la rettifica di un articolo incredibile scritto da una delle tante penne particolarmente sensibili alle ragioni di Putin, tal Enrico Scoccimarro. Secondo l’autore la Russia avrebbe stravinto all’Aja, presso il tribunale internazionale basato sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), in un giudizio che sancirebbe ora la legittimità dell’occupazione della Crimea, della costruzione del Ponte di Kerch e del principio secondo cui le acque del Mar D’Azov sarebbero esclusivamente russe. Peccato che sia vero esattamente il contrario e che la versione riportata senza vergogna su una testata nazionale sia il copia e incolla del comunicato emesso dalla Federazione Russa. Nel pezzo si legge ad esempio che “il tribunale ha stabilito che lo Stretto di Kerch e il Mar d'Azov devono essere considerati acque interne, confermando la giurisdizione russa su tali aree”. In realtà il tribunale ha smontato questa tesi: «The Arbitral Tribunal thus cannot accept the Russian Federation's argument... and rejects the Russian Federation's first general objection». A rafforzamento di questo, la Russia sosteneva anche che dopo l'annessione illegale delle regioni di Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson nel 2022 fosse cambiato lo status sovrano. Il tribunale ha respinto anche questo punto («rejects the Russian Federation's third general objection»), riaffermando che la giurisdizione si basa sulla situazione del 2016, quando entrambi i paesi erano indiscutibilmente Stati costieri legittimi del Mar d'Azov. Nell’articolo è anche scritto che “il collegio arbitrale ha respinto anche le pretese ucraine relative allo sfruttamento delle risorse naturali, negando a Kiev il controllo sulle attività estrattive e sulle riserve ittiche presenti in quelle acque”. Una versione manipolata che spaccia per diniego, quella che è piuttosto una dichiarazione di incompetenza da parte del tribunale. L'UNCLOS (la Convenzione ONU sul diritto del mare) ha respinto le richieste ucraine, non perché infondate, ma perché non ha l'autorità legale per stabilire a quale Stato appartenga un territorio terrestre (la Crimea). A questo proposito Scoccimarro scrive anche che “la Corte ha negato che l'integrazione delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson, avvenuta negli ultimi anni, rappresenti una violazione del diritto internazionale in questo contesto marittimo”. Altra manipolazione, che lascia intendere una legittimazione delle annessioni da parte dei giudici, le quali invece, nel ritenere le acque del Mar D’Azov ancora condivise è stata di fatto palesemente esclusa. Nell’articolo infine è scritto che “la Corte ha sottolineato che anche l'Ucraina non ha rispettato integralmente i propri obblighi di cooperazione internazionale necessari alla tutela dell'ambiente marino”. Ma non si trova traccia delle violazioni del diritto internazionale marittimo da parte russa nella costruzione del ponte di Kerch, elemento che si evince in ben tre punti del dispositivo. In particolare al punto 5 si legge: «Decides, unanimously, that the Russian Federation violated Article 206 of the Convention...» (La Russia ha violato l'obbligo di valutazione di impatto ambientale per il ponte di Crimea, i cavi elettrici e i gasdotti). Al punto 6 è scritto: «...violated Articles 205 and 206... by failing to publish reports...» (Ha violato l'obbligo di pubblicare e trasmettere i rapporti ambientali). Infine il punto 7: «...violated Articles 123, 192, and 194... and by failing to fulfil its duty to cooperate...» (Ha violato l'obbligo generale di protezione dell'ambiente marino e, soprattutto, ha violato il dovere di cooperazione con l'Ucraina). Dal momento che Scoccimarro non è nuovo a simili vergognose violazioni del codice deontologico, ho chiesto esplicitamente la rettifica. In caso di inadempienza procederò alla segnalazione al collegio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, nel cui elenco è iscritto. #Russia #Ucraina #DirittiUmani

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L'accordo tra Stati Uniti e Iran prevede la fine immediata del conflitto, la cessazione delle sanzioni, il ripristino del traffico marittimo e l'impegno di Teheran a non sviluppare armi nucleari, con un piano di sviluppo economico per l'Iran e il rispetto reciproco della sovranità territoriale. #Iran #Usa #nucleare

Hormuz, nucleare, petrolio: l’accordo Usa-Iran in otto punti chiave

Il governo norvegese ha dato il via libera al progetto dello Stad Ship Tunnel, il primo tunnel navale al mondo, che permetterà il passaggio di grandi navi attraverso la penisola di Stad, migliorando la sicurezza della navigazione e la competitività del trasporto marittimo, dopo anni di dibattiti e ritardi dovuti all'aumento dei costi. #StadShipTunnel #Norvegia #InfrastruttureMarittime

In Norvegia il primo tunnel navale al mondo: via libera al progetto dello Stad Ship Tunnel (che potrebbe cambiare il trasporto marino)

L'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, previsto per essere firmato a Lucerna, promette di ripristinare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro trenta giorni, ma la questione delle mine e dei servizi tecnici richiesti dall'Iran per garantire rotte sicure rimane incerta e complicata. #Hormuz #Iran #NavigazioneSicura

Hormuz, 30 giorni per ripartire. Ma c?è l?incognita mine, le rotte sicure le può indicare solo l?Iran

That Brussels has not yet decided to suspend the ETS is madness. In such a complicated international moment, to think of further taxing shipping and air transport means living on Mars: either one does not understand reality, or one is acting in bad faith. (translated)

L

Tre esplosioni sono state udite nello Stretto di Hormuz, secondo media arabi, e si ipotizza che siano state effettuate per regolare il traffico marittimo, senza però che al momento vi sia stato un commento ufficiale da parte delle autorità iraniane. #Hormuz #Iran #esplosioni

Tre esplosioni a Hormuz dopo la firma digitale dell’accordo di pace

La bozza di intesa tra Stati Uniti e Iran prevede la fine della guerra in Libano, la riapertura dello Stretto di Hormuz e nuovi negoziati sul nucleare iraniano, con il traffico marittimo che dovrebbe tornare ai livelli pre-bellici entro 30 giorni e l'implementazione di un allentamento graduale delle sanzioni per Teheran, che ha tuttavia dichiarato di non aver ancora raggiunto un accordo definitivo. #Iran #Libano #Hormuz

Riapertura di Hormuz, fine della guerra in Libano e nuovi negoziati sul nucleare iraniano: cosa prevede la bozza di intesa Usa-Iran
L
lastampa.it Jun 7

La Cina ha avviato un'operazione marittima speciale nelle acque a est di Taiwan in risposta ai colloqui tra Giappone e Filippine sui confini marittimi, suscitando la reazione di Taipei che ha dispiegato le proprie navi per rispondere adeguatamente all'iniziativa cinese. #Cina #Taiwan #marittimo

Taiwan dispiega navi in risposta a un’operazione cinese