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#onore

Il 20enne Samuele Fasolo, militare della Brigata Sassari, ha salvato una ragazzina di 15 anni dall’aggressione di un branco di giovani stranieri. Onore al “figlio sano del patriarcato” che non si è girato dall’altra parte, nonostante la superiorità numerica di quei delinquentelli. #Eroismo #Solidarietà #Giustizia

Intervistato l'altro giorno a #StorieItaliane, Cassese ha - come sempre, e questo gli fa onore - ammesso gli errori nel verbale del 4 ottobre 2008, quello dove anche uno studente di criminologia alla triennale si sarebbe accorto che qualcosa non andava. Subito dopo, è arrivato il sostegno cameratesco del generale Garofano, che ha confermato che sì, gli errori ci possono stare. Poi però mi imbatto in verbali come questo, dove - alla faccia degli errori - c'è una precisione che rasenta la maniacalità. Giusto per dire: il post scrittum dove si annota l'allontanamento di Fabbri. Me lo immagino, Cassese, che controlla con il cronometro quanto ci mette il consulente di Stasi a fare chissà cosa in macchina. Quando si dice due pesi e due misure #Garlasco #Giustizia #Errori #Criminologia

🚨💭Il vento è cambiato. Niente fischi a Misano Adriatico, soli applausi per il Pilota più forte che la MotoGP abbia mai visto correre nell'era moderna. Onore a Marc Marquez Alenta. #MotoGP https://t.co/6jKuqrHlpW #MotoGP #MarcMarquez #Motorsport

Il Post 3d

The funeral chamber of Emma Bonino, historic leader of the Radicals, has been set up at the Campidoglio in Rome, where family members, the mayor, and members of +Europa went to honor her memory after her death at the age of 78. (translated)

Le foto della camera ardente di Emma Bonino in Campidoglio, a Roma

L'emozionante discorso con cui Harry ha introdotto Carla’s Song durante il concerto di stanotte. ❤️ #MSGN9 “Voglio solo essere onesto su chi sono e sul momento che sto vivendo nella mia vita e, sapete, non volevo arrivare alla fine del tour come abbiamo fatto in passato e dire semplicemente ‘alla prossima’. Volevo solo essere un po' più onesto con voi su questo. Penso che da quando avevo 16 anni e ho iniziato a lavorare nella musica, tutto nella mia vita mi ha insegnato che tutto in questo mondo riguarda l'ottenere di più e raggiungere sempre di più, più show, cose più grandi e tutto più grande. Penso che negli ultimi anni mi siano successe molte cose nella vita, cose diverse, che hanno cambiato un po' la mia prospettiva e sto imparando ad accontentarmi di ciò che è abbastanza e non voglio mai che questi momenti sembrino meno speciali perché una volta finiti si passa subito alla cosa successiva. Questi show sono stati la gioia della mia vita, sono incredibilmente speciali per me. Penso anche perché so che cose come questa non durano per sempre e voglio solo ringraziarvi per tutto il supporto che mi avete dato in questi anni. Voglio ringraziarvi per avermi permesso di fare tutto questo con voi e penso che parte del motivo per cui questi show mi sembrano così speciali in un modo completamente nuovo sia perché li apprezzo nel momento in cui li vivo. Volevo essere sincero con voi e condividerlo con voi perché penso che forse tutti insieme possiamo riconoscere quanto sia bello essere in questi posti e vivere questi momenti. È stato un privilegio e un onore. Grazie mille. Non sto dicendo niente di drammatico, non sto cercando di essere drammatico, non preoccupatevi, è solo che... vi amo e volevo parlarvene come ne parlerei con i miei amici. Sento che arrivare alla fine e dire ‘alla prossima’ non è abbastanza. Volevo solo essere un po' più aperto con voi. Vi amo immensamente. Questa canzone l'ho scritta per voi, questa è Carla's Song.” © drewhatesthispart #HarryStyles #CarlaSong #Concerto

Menzione d’onore per Musah, che un anno fa si è preso tanti di quei fischi per poi tornare, dopo un prestito fatuo, con voglia, concentrazione e forza. Oggi ha cambiato lui la partita. Imprescindibile. #Musah #Calcio #Sport

Il Post 5d

For the twenty-fifth anniversary of the September 11, 2001 attacks, memorial ceremonies are taking place in various cities across the United States, with the presence of New York's first Muslim mayor and an increase to seven moments of silence in honor of the victims. (translated)

Le celebrazioni per l’11 settembre, a New York e non solo

Hi Emma, thank you for making our country more civilized: with your strength, the strength of ideas and freedom, you have been an example of great dignity, even in suffering. It has been an honor to know you, to share some civil battles and to spend beautiful moments. (translated)

Emma Bonino è stata. Non pensavo, davvero, che avrei mai dovuto scrivere queste parole. Forse perché, nonostante negli ultimi anni la sua salute fosse diventata sempre più fragile e il suo corpo portasse evidenti i segni del tempo e della lunga malattia che l’aveva accompagnata, nella mia testa Emma Bonino aveva raggiunto una sorta di intoccabilità. Come se fosse riuscita, in qualche modo, a sottrarsi persino a quelle cose, come la morte, che fanno paura a tutti noi. È difficile immaginare la fine di chi, per tutta la vita, ha incarnato qualcosa che sembra non poter finire. E difficilmente, nelle nostre esistenze, riusciremo a essere un esempio di libertà tanto radicale, ostinato e assoluto quanto lo è stata lei. Non posso dire di averla conosciuta come avrei voluto. Ma in questi anni, nei quali ho avuto l’onore di militare in un’area politica segnata profondamente dalla sua vita e dal suo impegno, ho avuto il privilegio di ammirarla. Di ascoltarne le parole, di apprezzarne le battaglie e le scelte quando le condividevo, e anche di discuterle quando non le condividevo. Una cosa, però, la so con certezza: la mia vita non sarebbe quella che è oggi se, un giorno, quasi per caso, non mi fossi imbattuto in un vecchio video di una direzione di partito. C’era Emma che, con quella forza che le apparteneva e con qualche parola irresistibilmente tagliente, rimetteva tutti in riga. Grazie, Emma. Per le battaglie, per l’esempio, per la libertà. #EmmaBonino #Libertà #ImpegnoPolitico

Virna 5d

DANIELE CAPEZZONE Intervento coi fiocchi a #DrittoeRovescio dove alterna ironia, logica e buonsenso. "Sarei tentato di cedere il mio tempo all'onorevole Furfaro per una ragione molto semplice: ha detto metà di cose a vanvera e metà di cose false. Ha parlato per quattro minuti e non è riuscito a dire mezza parola sui magistrati. -Sono i magistrati che non hanno ancora dato i domiciliari a Roggero. -Sono i magistrati che hanno liberato il "signore " di Torino che ha palpeggiato 2 persone di cui una tredicenne. -Sono i magistrati che hanno liberato il senegalese che ha pestato i 2 poliziotti. -Sono i magistrati che in coincidenza con i governi di centrodestra aprono le porte dei Cpr ,quando c'era Salvini agli interni e adesso che c'è Piantedosi/Meloni" @Capezzone #DrittoeRovescio #politica #magistratura

The crime of honor was abolished 45 years ago in Italy, but the culture of possession and gender-based violence continue to persist, highlighting the need for a profound change in social dynamics and the protection of victims. (translated)

Il delitto d’onore è stato abolito 45 anni fa. Ma la cultura del possesso è ancora qui

La Regione Emilia Romagna, o meglio l'amministrazione PD💩 dell'Emilia Romagna, ha deliberato una tassa di 15€ su tutti gli abbonamenti scolastici per il trasporto pubblico. Qualunque sia l'ISEE. Il comune di Bologna, o meglio l'amministrazione PD💩 del comune di Bologna, ha deliberato il trasporto pubblico gratuito per tutti i migranti. Ho finito, vostro onore. - Eugenio Cortigiano #EmiliaRomagna #TrasportoPubblico #Politica

Ricordo che la rossobruna Sahra Wagenknecht, che potrebbe dare una mano a AfD, è stata ospite d'onore a Nova, la "costituente" del M5S, nel 2024. Il vento che soffia forte in Italia, oggi, è quello delle flatulenze cerebrali di costui. Conte: “Profondamente preoccupati dal vento di estrema destra in Europa” https://t.co/sjAkYhrgrJ #politica #notizie #Europa

Europeo d'argento 🥈 Piazza d'onore continentale per l'Italvolley femminile guidata da Julio Velasco. Il successo della Turchia padrona di casa al tie-break fa sfumare il triplete, ma non cancella il fantastico percorso delle Azzurre, campionesse olimpiche e mondiali in carica. 🇮🇹 Sempre orgogliosi di voi💪 📸 ANSA #EuroVolleyW #LaNazionale @Federvolley #ItaliaTeam #EuroVolleyW #LaNazionale #ItaliaTeam

Onore comunque a queste ragazze che hanno fatto un buon europeo e se la sono giocata fino all'ultimo (peccato per quel secondo set). Tra l'altro la Turchia ha giocato l'Europeo solo ad Istanbul, noi in giro per l'Europa #italvolley https://t.co/YNSLldYlUy #pallavolo #Europeo #Italia

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)

Dalla Yale University a Foggia: la Prima Mondiale in forma scenica di “Marina” al Teatro Umberto Giordano di Foggia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/dalla-yale-university-foggia-la-prima-mondiale-forma-sardella-ph-d--jjthe/ SOURCE: https://www.foggiareporter.it/dalla-yale-university-a-foggia-la-prima-mondiale-in-forma-scenica-di-marina-al-teatro-giordano.html (Ringraziando la meravigliosa giornalista dr.ssa Christiana Lenoci...) Dalla Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University a Foggia. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival – Giordano International Opera Festival. A ricordarlo è Luciano Magaldi Sardella, Contributing ” Review of Books” Critic, London School of Economics (LSE). Il progetto è stato ideato da Gianna Fratta e dalla direzione artistica del GIO Festival per trasformare Foggia, il Tavoliere, i Monti Dauni e il Gargano in un palcoscenico diffuso dedicato al compositore foggiano, sul modello dei grandi festival di Verdi, Rossini e Bellini. La partitura scomparsa Il ventunenne Umberto Giordano partecipa al Concorso Sonzogno di Milano con Marina, melodramma in un atto. Su 72 concorrenti, si piazza tra i primi dodici. Il premio va alla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Giordano ottiene una menzione d’onore, ritira la partitura e ne ricicla parte della musica nella successiva Mala Vita (1892). Dopo la sua morte, nel 1948, il manoscritto scompare e finisce, del tutto legalmente, catalogato e dimenticato nella collezione di Yale. A riportarla alla luce è stato il musicologo e direttore d’orchestra Andreas Gies che, studiando le opere di Leoncavallo, ha individuato la partitura autografa nel catalogo online di Yale. Insieme al collega sanseverese Emanuele d’Angelo, Gies ha curato una rigorosa edizione critica che ha restituito leggibilità all’opera. Dopo la prima assoluta in forma di concerto al Teatro Dal Verme di Milano nel febbraio 2026 – lo stesso teatro che vide gli esordi di Puccini e Leoncavallo – incisa dal vivo da Decca Classics con Eleonora Buratto nel ruolo del titolo e Freddie De Tommaso come Giorgio, lodata da Gramophone e dal Times di Londra, Marina è finalmente tornata a casa. Foggia se la riprende Il 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano, la prima scenica mondiale. Regia di Giandomenico Vaccari, che ha trasposto l’azione all’epoca della Prima Guerra Mondiale, direzione di Matteo Dal Maso, vincitore del Donatella Flick LSO Conducting Competition, e Valeria Sepe nel ruolo di Marina. Un evento storico per una città che dà il nome al suo Teatro e al suo Conservatorio, ma che fino ad oggi era l’unica tra le città dei grandi operisti italiani senza un festival interamente dedicato al suo compositore. Il GIO Festival, dal 5 al 20 giugno, si è diffuso in 16 giorni e oltre 20 eventi in sette comuni della Capitanata – Foggia, Manfredonia, Peschici, Vieste, Biccari, Roseto Valfortore e Torremaggiore – unendo opera, jazz, cinema e danza. Il finale: l’opera come intervento urbano La sera del 20 giugno 2026, tredici tir sono entrati in Piazza Cavour a Foggia da Milano. Trasportavano l’intero apparato produttivo del Teatro alla Scala. La piazza si è trasformata in un teatro a cielo aperto per Andrea Chénier di Umberto Giordano, diretto da Gianna Fratta con Maria Agresta e Jorge de León, davanti a migliaia di cittadini. L’opera di un rivoluzionario, esplosa nell’aria d’estate della città dove Giordano è nato. Un’operazione di teatro di prossimità che ha dimostrato cosa può fare un manoscritto: trasformare un archivio dimenticato in un motore di sviluppo economico e turistico per il territorio, con percorsi a enigmi di Confcommercio, menù a tema giordaniano e QR code con avatar digitale del compositore. Marina è stata perduta per 138 anni. Per riportarla indietro sono bastati sei mesi, una tessera di biblioteca e un festival.

Dalla Yale University a Foggia: la Prima Mondiale in forma scenica di “Marina” al Teatro Umberto Giordano di Foggia

LA "BATTAGLIA DI CERIGNOLA (1503)" RITORNA AL CENTRO DELLA STORIA EUROPEA: PUBBLICATA SUL 'LONDON DAILY NEWS' SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-battaglia-di-cerignola-1503-ritorna-al-centro-sul-sardella-ph-d--cqf5e/ SOURCE: https://www.londondaily.news/why-britons-should-recall-the-battle-of-cerignola-1503-the-battlefield-where-guns-killed-chivalry/ LA BATTAGLIA DI CERIGNOLA, BATTAGLIA STORICO MILITARE DI IMPORTANZA STRATEGICO-MILITARE MONDIALE Che onore ed orgoglio per Cerignola e tutta la Capitanata: la prestigiosa testata giornalistica londinese da oltre 250.000 visite mensili e oltre 2 milioni di contatto annuali, il 'London Daily News', ha pubblicato il primo approfondimento storico dedicato alla Battaglia di Cerignola (1503), definita dagli storici come la prima battaglia moderna d’Europa, il momento in cui l’archibugio e le nuove tattiche militari segnarono la fine della cavalleria pesante e l’inizio di un nuovo modo di combattere. UN PLAUSO ALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI PASSATE E MODERNE Un plauso anche all’Amministrazione Comunale attuale di Cerignola, complimenti all’attuale Sindaco e all’Assessore alla Cultura, che negli ultimi anni, insiemi a molti altri dirigenti ed amministratori cerignolani, hanno creduto con forza nella valorizzazione della storia, sostenendo iniziative, ricerche e percorsi identitari che oggi trovano eco anche fuori dall’Italia. IL GIUSTO RICONOSCIMENTO AL PROF. MATTEO STUPPIELLO Un ringraziamento sentito al fondatore e presidente del cerignolano "Centro Studi Torre Alemanna, il prof. Matteo Stuppiello, che ha dedicato decenni di ricerche, divulgazione e studio locale alla Battaglia di Cerignola, contribuendo in modo decisivo a riportare questo evento nel dibattito storico internazionale: il suo lavoro instancabile, archivistico, archeologico, culturale e divulgativo, è da oggi riconosciuto anche oltre i confini foggiani, pugliesi e nazionali. CERIGNOLA FULCRO DELLA STORIA EUROPEA E MONDIALE Il campo di battaglia del 1503, dove gli spagnoli del "Gran Capitano" Gonzalo Fernández de Córdoba sconfissero l’esercito francese del Duca Armagnac Nemours grazie a una strategia innovativa e all’uso massiccio degli archibugi, è oggi considerato dagli studiosi di tutto il mondo, soprattutto spagnoli, un vero punto di svolta della storia militare che ha segnato un punto di svolta epocale.. Un ringraziamento alla sinergia tra istituzioni, studiosi e comunità locale, Cerignola sta finalmente ottenendo la visibilità che merita!

LA "BATTAGLIA DI CERIGNOLA (1503)" RITORNA AL CENTRO DELLA STORIA EUROPEA: PUBBLICATA SUL 'LONDON DAILY NEWS'

Luciano Magaldi Sardella, LSE Review of Books, “A currency in crisis — the euro’s structural fragility” SOURCE: https://medium.com/@ingnucllms/luciano-magaldi-sardella-lse-review-of-books-a-currency-in-crisis-the-euros-structural-7203469e2706 Source: https://lnkd.in/dBJpcU3n Ringraziando in anticipo: - Redattrice Ms Anna D’Anton, Managing Editor di LSE Review of Books, London School of Economics and Political Science(LSE). - Dr John H. Cochrane, Senior Fellow della Hoover Institution presso Stanford University e autore di opere fondamentali quali The Fiscal Theory of the Price Level e Asset Pricing (entrambe Princeton University Press). - Dr Luis Garicano, Professore di Politiche Pubbliche alla London School of Economics, già membro del Parlamento Europeo dal 2019 al 2022. - Dr Klaus Masuch, che ha accompagnato l’Euro dalla sua nascita, ricoprendo ruoli di primissimo piano alla Banca Centrale Europea per oltre vent’anni, dalla strategia di politica monetaria alla supervisione dei paesi dell’UE. Un onore che non dimenticherò facilmente: ho avuto il privilegio di continuare il mio ruolo come recensore di saggistica accademica per la londinese LSE, na delle più autorevoli pubblicazioni accademiche al mondo, il volume: “Crisis Cycle: Challenges, Evolution, and Future of the Euro”, pubblicato dalla “Princeton University Press” della Princeton University, Ivy League, USA. Questo capolavoro editoriale analizza l’evoluzione dell’Euro dal suo idealismo fondativo fino all’attuale fragilità istituzionalizzata, rivelando come l’unione monetaria si trovi intrappolata in un circolo vizioso di crisi e improvvisazione. Ringrazio di cuore i Professori Cochrane, Garicano e Masuch per aver scritto un’opera di tale profondità e lucidità. Recensire un lavoro simile è, prima ancora che un compito, un’opportunità intellettuale rara.

PORTAL-ANALITIKA.ME Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/portal-analitikame-pubblica-ledicola-teatro-di-san-sardella-ph-d--xbkkf/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale sul portale internazionale Europe Says. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://www.portalanalitika.me/clanak/na-drugoj-obali-jadrana-otvoreno-najmanje-pozoriste-na-planeti Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, sta ottenendo grandi riconoscimenti mediatici "calcando il palco" delle migliori testate nazionali ed internazionali grazie alla sua talentuosa intuizione ispirata all' "Edicola Fiore" del noto re dello spettacolo italiano, Rosario Fiorelllo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale La compagnia teatrale Foyer'97 di Francesco Gravino ha ottenuto la creazione di una voce enciclopedica tutta sua, "Teatro Edicola": quest'indicizzazione Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto il micro-teatro degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma.

PORTAL-ANALITIKA.ME Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy