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#paura

Amorim va dritto, senza paura. È ben conscio dei limiti della rosa (“Non si possono risolvere tutti i problemi della rosa in una sessione”), ma sottolinea che un progetto si misura su più anni. È lui ad assumersi il rischio di dare opportunità a Comotto e Camarda con continuità, sarà lui -nel caso- a rimetterci punti. Ma serve coraggio: o li si tiene per giocare, o tanto vale mandarli in prestito. È l’unico modo per capire davvero di che pasta sono fatti questi ragazzi, e magari avere delle belle sorprese che potranno garantire uno zoccolo duro su cui costruire per tanti anni. Anche qui, lo dice lo stesso Amorim: “Pensate se non avessi ritenuto pronto Cisse prime della partita col Toro…”. Camarda avrà senza dubbio delle difficoltà, ma ricordiamoci di cosa accadde un anno fa, quando l’attacco del Milan veniva affidato in serie a dei fantasmi di presunta “esperienza” come Füllkrug e Gimenez: 1 gol in due. A questo punto, seguo la linea di Ruben Amorim, scommetto su un mio ragazzo, con la possibilità di un ritorno dell’investimento su più anni, e faccio un grande favore al calcio italiano. La terza punta? Quante squadre che giocano con una sola punta hanno tre centravanti per una sola posizione? Non nascondiamoci: il problema non è numerico; non si ha fiducia nel ragazzo, e lo scetticismo è più che comprensibile. Ma la linea è chiara e la strategia -finora- mi sembra coerente. Coi giovani mi sembra si vogliano solo i frutti senza la noia dei rischi e dei costi: non funziona così. Siamo bravissimi, a parole, a elogiare i progetti esteri in cui si ha il coraggio di buttarli in mischia, ma se solo prova a farlo la nostra squadra ce la facciamo sotto. Io sto con Ruben Amorim. #calcio #giovani #strategia

we are now in a dystopia that is frightening: in a move that has NO precedents, the #Trump administration strikes the Italian collective #AutisticiInventati, which creates and maintains open source software, as a "terrorist organization": absurd (translated)

we are now in a dystopia that is scary: instead of striking the war criminal government #Netanyahu, which has been exterminating the population of #Gaza for 2 years, the #Trump administration strikes those who peacefully denounce the #genocide: #PalestineAction (translated)

Marco Lombardi and Giovanni Fassini, two Italian tourists stranded in Nepal due to a violent flood, recount their experience of isolation and fear, but also of solidarity from the local population that did everything possible to help them during the crisis. (translated)

«L'ondata travolgeva ponti e strade. Dieci ore fermi, eravamo in trappola», il racconto dei due italiani

Giù le mani dalla scienza. I cazzari dell’informazione e della politica possono giocare con tutto tranne che con la salute. Le #malattieinfettive non hanno un colore della pelle, un passaporto o un orientamento politico. Tubercolosi, difterite, scabbia, morbillo e molte altre infezioni non sono “malattie dei migranti. Sono malattie che esistono da sempre e che hanno riguardato e riguardano anche la popolazione italiana. I dati sulla tubercolosi sono molto chiari: l’Italia è oggi un Paese a bassa endemia, ma nel 2024 sono stati notificati 3.150 casi, pari a 5,3 casi ogni 100.000 abitanti. Il tasso era 9,2 per 100.000 nel 1995. La tubercolosi non una “malattia dei migranti”. Esistono differenze di rischio legate a condizioni sociali, sanitarie e ambientali: povertà, sovraffollamento, difficoltà di accesso alle cure, diagnosi tardive e condizioni di vita precarie possono favorire la trasmissione. E soprattutto: la tubercolosi non guarda il colore della pelle. Si trasmette principalmente per via aerea, soprattutto in caso di contatti prolungati in ambienti chiusi, affollati e poco ventilati. Lo stesso vale per il morbillo. Nel 2025 in Italia sono stati segnalati 529 casi, e l'87,6% dei casi per i quali lo stato vaccinale era noto risultava non vaccinato. Nel 2024 erano stati 1.045. Il morbillo continua quindi a circolare in Italia e il principale strumento di prevenzione è la vaccinazione. La risposta seria alle malattie infettive non è dividere le persone tra “noi” e “loro”. È prevenire, vaccinare, diagnosticare tempestivamente, curare, fare sorveglianza epidemiologica e garantire accesso alle cure. Le malattie infettive vanno combattute tutti insieme, senza divisioni politiche e senza trasformare la salute pubblica in uno strumento di propaganda. Il razzismo sanitario è una delle peggiori forme di politica sanitaria: perché sostituisce la prevenzione con il pregiudizio e la scienza con la paura. La vera sanità pubblica non chiede da dove vieni. Si chiede come impedire che una malattia si trasmetta, come proteggere le persone più vulnerabili e come garantire a tutti gli strumenti per stare bene. Per questo servono più vaccini, più prevenzione e soprattutto più alfabetizzazione sanitaria: cittadini informati sono cittadini più capaci di proteggere sé stessi e gli altri. Contro le malattie infettive: meno stigma, più scienza. Meno divisioni, più salute pubblica. #SalutePubblica #Vaccinazione #MalattieInfettive

Insegno vs Ranucci Febbraio 2019. Michela Andreozzi, attrice, regista e sceneggiatrice, in un programma di cinema storpia il nome della Lazio e dice “Lazie”. Una battuta da niente. Fabrizio Piscitelli, Diabolik, leader degli Irriducibili, gira il link a Pino Insegno. Piscitelli non è soltanto un capo ultrà: è un uomo inserito negli ambienti della criminalità romana, con legami con il narcotraffico e gruppi criminali. Sei mesi dopo verrà assassinato con un colpo di pistola alla testa al Parco degli Acquedotti, in un agguato maturato, secondo la ricostruzione giudiziaria, nel contesto della criminalità organizzata romana. Insegno gli manda il numero di cellulare privato della collega. Poco dopo Andreozzi riceve una telefonata da un numero sconosciuto. È Piscitelli. Le parla con un tono che lei definirà inquietante e le chiede di rimediare a quella battuta. Poi il suo numero viene passato ai sodali e parte la campagna contro di lei. Insulti, minacce, attacchi sui social. Andreozzi chiude il profilo Twitter e non lo riaprirà più. Si scusa pubblicamente per paura. Insegno è un collega che conosce da oltre trent’anni. Le chat le ha pubblicate Domani. Insegno non ha negato il rapporto con Piscitelli: “Fabrizio era un amico”. Amico, il criminale. Sul numero dato alla collega ha risposto che il contratto con la Rai non gli consente di rilasciare dichiarazioni senza autorizzazione. La Rai non ha aperto alcun caso pubblico. Nessuna istruttoria annunciata, nessuna nota aziendale, nessuna questione di opportunità. Con Ranucci è andata diversamente. In poche settimane la sua permanenza alla guida di Report è diventata una questione di opportunità, è intervenuto il Comitato etico e la Rai lo ha sostituito. Passare il numero privato di una collega a Diabolik non ha aperto una questione di opportunità. Fare inchieste, sì. #Criminalità #Televisione #FattiDiCronaca

Rodolfo Paccagnin, an 80-year-old pensioner, was attacked and pushed into the water by three young men while fishing in Bibione, suffering injuries and great fear, and he stated that he does not want to forgive the culprits for the senseless violence he experienced. (translated)

«Non li perdono, mi avrebbero lasciato annegare». Parla Rodolfo Paccagnin, l'80enne buttato in acqua dai maranza mentre pescava al pontile

Una bambina di quattro anni è morta perché gente incravattata, che sta in parlamento e in tivù tutti i giorni, ha fatto il lavaggio del cervello ai genitori, che niente sanno di medicina, inoculando loro la paura e convincendoli che solo loro sanno cosa è bene per la figlia. #Giustizia #Salute #DirittiInfantili

Italy will not send weapons, not even for air defense, to Ukraine. It will send generators. All of this because Meloni is afraid of Vannacci and the difficulties of the League. Forza Italia is silent, as always. European countries and the UK, on the other hand, confirm their support which is already immensely greater. (translated)

Italy will not send weapons, not even for air defense, to Ukraine. It will send generators. This is all because Meloni is afraid of Vannacci and the difficulties of the League. Forza Italia remains silent, as always. European countries and the UK, on the other hand, confirm their support, which is already immensely greater. (translated)

La Roma ha una sicurezza con la palla che fa paura, maestro Gasp ha fatto un lavorone E pensare che alla 33ª giornata della stagione 25/26 eravamo sopra di loro con 5 punti di vantaggio Anima in pace Luciano, la prossima testa che salta è la tua, EL dopo 16 anni. #ASRoma #SerieA #Calcio

Fear sells. And it brings votes. The prophets of misfortune are now a true political economy of AI. I try to dismantle, with data and logic, the Nine Artificial Plagues that terrify the naive. Today on @ilfoglio_it (translated)

The article analyzes how fear, amplified by political communication and social media, can distort the perception of reality in a country, pushing people to seek protection rather than solutions to structural problems, urging politics to decisively address social issues and to recognize who shapes collective fears. (translated)

Un Paese spaventato vuole protezione, uno consapevole vuole soluzioni: chi decide di cosa dobbiamo avere paura?

C'è un abisso tra la Russia che mi raccontano amici della comunità Russa che vivono a Hong Kong e ciò che leggo sul mainstream in Italia. Proprio il giorno e la notte. E non parlo di oligarchi, né di fanatici, tantomeno di agenti del FSB. Parlo di famiglie normali. Gente che torna regolarmente in Russia a trovare i propri cari. La cosa che mi lascia più perplessa? Non hanno nemmeno quella rabbia che sarebbe più che comprensibile. Quella rabbia che avrei io, se il mondo occidentale facesse di tutto per ghettizzarmi e criminalizzarmi solo per il Paese in cui sono nata. Invece no. Parlano con calma. Raccontano una realtà che qui non arriva mai. E io mi chiedo: chi mente? Chi ha paura della verità? #Russia #HongKong #Verità

ANSA.it 6d

In an interview with the New York Times, Giorgia Meloni argues that the true meaning of equality does not lie in being called the president, criticizing feminists for fighting the wrong battles, and states that her identity, expressed in her famous slogan, resonates because it addresses a deep fear of losing personal identity. (translated)

Meloni al Nyt: 'Parità non è essere chiamata 'la' presidente. Le femministe hanno combattuto battaglie sbagliate'

🔥🇷🇺 𝗟’𝗜𝗡𝗗𝗜𝗚𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗘𝗟𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗔. 𝗦𝗘 𝗙𝗢𝗦𝗦𝗘 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗔 𝗨𝗖𝗥𝗔𝗜𝗡𝗔? Ha 𝟭𝟴 𝗮𝗻𝗻𝗶. Padre italiano. Madre russa. È in vacanza a Castiglioncello, nel Livornese. Una serata normale, una chiacchierata con alcuni ragazzi, poi scopre che uno di loro è ucraino. Lei gli dice che sua madre è russa. E all’inizio succede la cosa più normale del mondo: 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮. Possono stare insieme. Possono parlare. Possono divertirsi. Come dovrebbe essere. Poi, però, secondo il racconto della ragazza, tutto cambia. Arriva l’insulto: 𝗖«𝗦𝗘𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗥*𝗔.»C Lei prende l’amica per mano e cerca di andarsene. E a quel punto una ragazza del gruppo le sferrerebbe 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝗴𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗼 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼. Sangue dal naso. Dolore. Paura. Carabinieri. Testimoni. E adesso permettetemi di essere profondamente, ferocemente indignato. Perché qui non stiamo parlando di Putin. Non stiamo parlando del Cremlino. Non stiamo parlando della guerra. 𝗦𝗧𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗣𝗔𝗥𝗟𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗔𝗚𝗔𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗜 𝟭𝟴 𝗔𝗡𝗡𝗜. Una ragazza che sarebbe stata insultata per le proprie origini e poi colpita in faccia. E allora la domanda è inevitabile: 𝗦𝗘 𝗔𝗩𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗢 𝗨𝗥𝗟𝗔𝗧𝗢 “𝗨𝗖𝗥𝗔𝗜𝗡𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗥*𝗔” 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗗𝗜 𝗧𝗜𝗥𝗔𝗥𝗟𝗘 𝗨𝗡 𝗣𝗨𝗚𝗡𝗢, 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗦𝗔𝗥𝗘𝗕𝗕𝗘 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗔𝗧𝗢 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗗𝗜 𝗩𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗟’𝗜𝗡𝗗𝗜𝗚𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘? Quanti comunicati? Quanti editoriali? Quante lezioni sull’odio? Quanti politici pronti a spiegare che 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁à? E avrebbero avuto ragione. 𝗠𝗔 𝗔𝗟𝗟𝗢𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗩𝗔𝗟𝗘𝗥𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗜 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜. Non esiste una xenofobia buona. Non esiste un razzismo tollerabile. Non esiste un odio che diventa accettabile perché la vittima possiede 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 “𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗼”. E soprattutto una ragazza russa 𝗡𝗢𝗡 È 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗢. Esattamente come un ragazzo ucraino non è Zelensky. Come un israeliano non è Netanyahu. Come un palestinese non è Hamas. Questo principio o vale sempre, oppure 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗶𝗼: è propaganda travestita da morale. Ed è proprio questo il punto che fa schifo. Abbiamo costruito una società che proclama ogni giorno di voler combattere l’odio, ma troppo spesso sembra voler decidere 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗼. Se la vittima appartiene al popolo “giusto”, indignazione. Se appartiene al popolo “sbagliato”, silenzio, distinguo, imbarazzo. 𝗡𝗢. Una diciottenne presa a pugni dopo un insulto legato alle sue origini deve provocare 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗴𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, qualunque sia la sua bandiera. Altrimenti smettiamola di chiamarla civiltà. Chiamiamola con il suo nome: 𝗜𝗡𝗗𝗜𝗚𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗘𝗟𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗔. E quella, dell’odio, è soltanto 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗽𝗼𝗰𝗿𝗶𝘁𝗮. - 𝗗𝗼𝗻 𝗖𝗵𝗶𝘀𝗰𝗶𝗼𝘁𝘁𝗲 #Indignazione #Razzismo #Unità

I fascisti mi hanno sempre fatto paura. I comunisti mi hanno sempre fatto rabbia. Evito le ideologie come i numeri sconosciuti. Se m’aspettassi che partecipi a un’iniziativa che ha lo scopo di AIUTARE la Lazio solo chi politicamente la pensa come me saremmo in 8. #ripigliatevi #politica #ideologie #solidarietà

Il femminicidio di Tania Terrin, 39enne uccisa il 15 agosto a Camponogara (Venezia) dall’ex compagno 43enne Dino Keber, che si è poi suicidato impiccandosi, è diventato un caso politico dopo che è emerso che l’uomo era stato denunciato più volte da Terrin per tentato strangolamento e in passato anche da altre donne, ma aveva ricevuto soltanto un ammonimento e controlli periodici presso la sua abitazione da parte delle forze dell’ordine. Keber aveva inviato a Terrin foto e video minacciosi, mostrandole spesso un cappio realizzato con una corda. A dicembre l’aveva presa a schiaffi, colpendola violentemente all’orecchio. L’uomo le faceva talmente paura che Terrin aveva scritto nella chat dei vicini: «Me lo trovo spesso sotto casa. Se torna, non apritegli». Il sottosegretario alla Giustizia ha definito l’accaduto una «sconfitta dello Stato»; il ministero valuta l’invio di ispettori alla Procura di Venezia. Il Veneto ha proclamato il lutto regionale per il giorno dei funerali di Terrin #Femminicidio #ViolenzaDiGenere #Giustizia

Non dovremmo mai pensare: “sono arrabbiato” “sono depresso” “se no spaventato”, bensì: “sono attraversato dalla rabbia” “sono attraversato dalla depressione” “sono attraversato dalla paura”. Ciò che il nostro apparato psicofisico prova è una cosa, ciò che siamo in quanto essenza è un’altra. Questo non significa reprimerle, ma inquadrarle come fenomeni che ci attraversano. Ciò le rende meno potenti. #crescitaspirituale #salutementale #consapevolezza

The testimony of Lucia Cuffaro from Flores, Indonesia, after the devastating earthquake of magnitude 7.7, highlights the ongoing anxiety caused by aftershocks, the difficulties in providing assistance to the many displaced, and the solidarity of the local population in a context of fear and uncertainties. (translated)

“La notte è il momento peggiore. Siamo svegliati continuamente dalle scosse”. Il racconto da Flores dopo il terremoto che ha devastato l’Indonesia