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#poggi
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Mao sempre al lavoro su #garlasco. Ma del cibo dei gatti scomparso dalla #spazzatura #poggi ne vogliamo parlare? È la prova provata della manipolazione, nella foto si vede chiaramente e nel video di #Cassese non c'è più. Non si è dissolto e non è scomparso da solo, e questo dovrebbe bastare a chiunque, #salmoni compresi, per ammettere che sì, quella spazzatura è stata manipolata. Da chi non lo sappiamo ancora, ma qualcuno l'ha manipolata. E chi si agita tanto per una constatazione fattuale, soprattutto se non c'entra nulla con la repertazione, a mio parere ha qualcosa da nascondere. #garlasco #spazzatura #manipolazione

Simonetta Cesaroni e Chiara Poggi, due ragazze unite - loro malgrado - da un destino infame o, come nella trama di un thriller, da un filo rosso sangue. Peccato che non si tratti di narrativa, ma di vite vere spezzate nel fiore degli anni. Simonetta aveva 20 anni quando il 7 agosto 1990 venne massacrata da una mano rimasta ignota, con un'arma mai trovata. La vicenda giudiziaria costellata da errori nelle indagini, false piste, depistaggi e l'ombra dei servizi segreti. Chiara di anni ne aveva 26. Massacrata nella sua casa da un assassino che secondo la giustizia italiana è Alberto Stasi, ma che, secondo una procura e un nucleo investigativo, è un'altra persona, Andrea Sempio. Una vicenda, quest'ultima, segnata da indagini lacunose a dir poco, pesanti anomalie e il sospetto della corruzione. Uno degli ultimi atti in vita conosciuti di Chiara Poggi, fu una ricerca internet, salvata su pennetta usb. Riguardava una serie di omicidi senza colpevole. Largo spazio veniva dato alla storia di Simonetta e alla prova del DNA che, secondo il giornalista (a memoria credo fosse Colaprico), avrebbe potuto cambiare le cose e portare alla verità. Nello stesso articolo, un'intervista a Luciano Garofano, allora a capo del Ris. Chissà cosa deve aver pensato Chiara nel leggere quella storia, chissà cosa l'ha colpita, cosa l'ha portata a interessarsi di una ragazza, quasi sua coetanea, uccisa con tanta violenza. Probabilmente non lo sapremo mai. Ma non si può non provare un brivido nel sentire le parole della sorella e della mamma di Simonetta che, oggi che il caso è riaperto, nutrono ancora la speranza di rendere giustizia alla loro figlia e sorella e, nel contempo, offrono il loro ricordo, il loro affetto e il loro dolore anche a Chiara #Garlasco #SimonettaCesaroni #Giustizia #Verità #ViteSpezzate

Lloro los seguidores no importan lo que importa es le voto deja de llorar si fue así tendría que estar adentro Lolo Poggio y se fue eyectada abrazo puto odiador #granhermano #GranHermano #RealityShow #Televisión

#Garlasco domani tornerò a occuparmi di questo secchio delle immondizie di Casa Poggi e del suo contenuto. Il “titolo“ potrebbe essere “I DNA impossibili e il Fruttolo miracolato” . Pazientate. #Garlasco #CasaPoggi #DNA

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#garlasco Su denuncia della famiglia #Poggi, il #Garante della #Privacy ha multato @zona_bianca e @redazioneiene per questa immagine. La stessa immagine del corpo di Chiara che vediamo qui, con tanto il logo di @QuartoGrado sul corpo. Se lo fa la trasmissione "dalla nostra" va tutto bene e non lede la dignità della figlia. Questo significa usare la figlia Chiara come pretesto per punire solo l'informazione che non condanna Alberto #Stasi e cerca la verità, ed è molto triste. Ma il pubblico se ne accorge, e ancora una volta, la multa che pensavate avrebbe spaventato tutti, non fa altro che convincerci ancora di più che "c'è del marcio in Danimarca" e ci spinge ad andare sempre più a fondo. Grazie sempre a tutti voi che credete nel mio lavoro 💛 #Giustizia #LibertàDiStampa #Verità

La gestione della sicurezza urbana a Trieste ovvero il fallimento strutturale del populismo penale e la distorsione delle risorse pubbliche... Propongo una riflessione sociologica della situazione a Trieste, città che da storico crocevia multiculturale, si ritrova adesso a fare i conti con fenomeni di insicurezza, intolleranza, chiusura umana, politica e sociale. La trasformazione delle dinamiche di sicurezza nel contesto triestino evidenzia una profonda divergenza tra la percezione politica della minaccia e la reale evoluzione della criminalità urbana. Negli ultimi anni, a partire dall'idea di un muro lungo il confine della regione fino alla recinzione di Piazza Libertà, la gestione dell'ordine pubblico locale ha registrato un costante orientamento delle risorse operative verso il contrasto dei flussi migratori transfrontalieri, affrontati mediante logiche emergenziali anche in assenza di riscontri oggettivi circa una loro pericolosità sociale intrinseca. Tale focalizzazione simbolica non è priva di effetti, anzi, il principale è quello che ha generato il ridimensionamento dei presidi di vigilanza e di controllo all'interno del tessuto cittadino, favorendo l'insorgere di fenomeni di microcriminalità, degrado materiale e devianza diffusa nelle aree centrali e periferiche del territorio urbano. La risposta proposta dalle amministrazioni nazionali, regionali e locali di orientamento conservatore e di destra si è concentrata sulla progressiva marginalizzazione delle politiche di prevenzione sociale, preferendo l'adozione di misure coercitive e l'inasprimento della risposta sanzionatoria. Questa impostazione poggia sul paradigma dell'efficacia della deterrenza penale, un modello teorico ampiamente decostruito dalla ricerca criminologica e giuspenalistica contemporanea. L'evidenza scientifica attesta da tempo che l'aumento della severità delle sanzioni e la repressione meramente reattiva non generano una riduzione della frequenza dei reati, provocando piuttosto lo spostamento della criminalità verso zone meno presidiate e l'incremento dell'insicurezza percepita dalla cittadinanza (Pratt et al., 2006; Tonry, 2018). L'adozione di modelli riconducibili al populismo penale (Wacquant, 2009) risponde all'esigenza di catalizzare il consenso attraverso la costruzione simbolica di una minaccia esterna, incarnata dalla figura del migrante alla frontiera, invece di affrontare la complessità dei problemi sociali urbani. Le analisi empiriche confermano che gli interventi basati esclusivamente sulla militarizzazione e sulla punitività ignorano i fattori causali fondamentali della devianza, quali l'isolamento sociale, la carenza di reti educative territoriali e l'abbandono degli spazi pubblici (Currie, 2007). L'allontanamento delle forze dell'ordine dal controllo capillare del centro urbano triestino in favore del pattugliamento di confine configura, di conseguenza, un fallimento strategico privo di fondamento scientifico. La costruzione di una sicurezza reale ed effettiva richiede l'abbandono della retorica emergenziale, a favore di interventi integrati incentrati sulla prevenzione socio-strutturale, sulla riqualificazione urbana e sulla coesione sociale. Per chi volesse approfondire i temi, leggete: Currie, E. (2007). Against marginality: For a critical criminology of violence. Theoretical Criminology, 11(2), 175-190. Pratt, T. C., Cullen, F. T., Blevins, K. R., Daigle, L. E., & Madensen, T. D. (2006). The empirical status of deterrence theory: A meta-analysis. In F. T. Cullen, J. P. Wright, & K. R. Blevins (A cura di), Taking stock: The status of criminological theory (pp. 367-395). Transaction Publishers. Tonry, M. (2018). An honest and sane approach to policing and crime control. Criminology & Public Policy, 17(4), 781-789. Wacquant, L. (2009). Punishing the poor: The neoliberal government of social insecurity. Duke University Press. #Trieste #sicurezza

Le compressioni toraciche, se eseguite secondo le linee guida BLS possono provocare la rottura delle costole nel 40-80% dei casi. Conseguenze possibili: pneumotorace, emotorace, contusione polmonare, versamento ematico in sede polmonare fino alla lacerazione del fegato. Quindi invece di gridare ancora “ASSASINI" agli agenti che stavano svolgendo SOLTANTO il loro lavoro, aspettiamo di conoscere la causa. Intanto, le prime risultanze dell'esame radiologico e autoptico non pone certo a favore delle "sentenze" di quei quattro strampellati faziosi, gli sciacalli, i terroristi rossi che continuano a puntare il dito sulla polizia e sul governo. Scusate, definirli sciacalli è riduttivo, ma non trovo altra definizione da poter utilizzare apertamente in pubblico. OSSERVATE COME IL POLIZIOTTO PER TUTTO IL TEMPO TIENE LA GAMBA E IL BRACCIO ESTERNI PER SOSTENERE IL SUO PESO . SE SI GUARDA ANCHE IL VIDEO PER INTERO NON C È UN SOLO MOMENTO IN CUI SI POGGIA PIEGANDOLE . QUESTA È UNA REGOLA SPECIFICA LEGATA ALLA MANOVRA PER IMPEDIRE E SCONGIURARE IL RISCHIO DI MAMCANZA DI ARIA. NON È UNA POSIZIONE SPONTANEA MA STUDIATA. L ALTRO POLIZIOTTO È SULLE GAMBE , IL PRIMO STA CERCANDO DI UNIRE I POLSI PER METTERE LA FASCETTA CHE IN SEGUITO DOVEVA CONSENTIRE IL TRASPORTO E LO FA ESEGUENDO SCRUPOLOSAMENTE LA MANOVRA STUDIATA. NON C ERA NESSUN MOTIVO NE INTENZIONE DI FARGLI DEL MALE. #BLS #Polizia #Sicurezza

Nella mia ultima ricostruzione di quanto accaduto a Chiara Poggi (l'ipotesi che fosse sotto ricatto), mi è sfuggita l'ennesima coincidenza. Il giorno in cui Chiara e la Senior si scambiano le mail degli "intrallazzi" - il 5 luglio 2007 - è lo stesso giorno in cui, da un CD-ROM, viene caricato sul pc di casa Poggi il video registrato a scuola, in cui compare Andrea Sempio #Garlasco #Garlasco #ChiaraPoggi #Mistero

Sono avvocato da tanti anni, quasi ventisei. Ho seguito innumerevoli processi in tanti tribunali italiani. E sì, mi sono imbattuta in sentenze sbagliate, e lo dico con certezza perché poi sono state ribaltate in sede di appello, diventando poi definitive e cristallizzando una verità processuale. L’unica legalmente valida, anche se i fatti, nella realtà, potevano essere andati diversamente. Perche questa è una delle prime regole che si impara addentrandosi in questo mestiere: che un conto è ciò che accade, un conto è ciò che si può dimostrare. E visto che l’onere della prova incombe su chi deve far valere l’ingiustizia, se quella prova non viene raggiunta, si può non avere giustizia. O una giustizia diversa da quella che ci si sarebbe aspettati. Per questo, non comprendo perché ci si ostini a bollare come fantasiose, infondate, vuote le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Perché qui, è chiaro anche a una talpa con una forte miopia che sono emersi elementi che mettono in dubbio la ricostruzione processuale che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. Sennò, non ci sarebbero una Procura, degli inquirenti, dei carabinieri e dei poliziotti, dei consulenti di varia natura, a lavorare su indizi vecchi e nuovi da oltre un anno. Nessuno è così folle da sperperare denaro pubblico per riaprire un’indagine su un caso che, attenzione, non è un “cold case”, perché il caso Garlasco un colpevole ce l’ha. È che, a quanto pare ogni giorno di più, è il colpevole solo processuale. E non reale. #garlasco #giustizia #procura #diritto

Carla Wood, 59 anni, ha riportato ferite superficiali quando un bullone di metallo si è staccato da un camion, ha fracassato il parabrezza della sua Mini Cooper e si è conficcato nel poggiatesta del suo sedile, un incidente che lei attribuisce all'intervento della figlia defunta Chloe, che crede l'abbia avvertita di spostarsi per evitare un colpo mortale. #Incidente #Miracolo #Vita

“Avevo un camion davanti, lo vedevo sobbalzare. Poi un bullone si è staccato, ha rotto il parabrezza e si è conficcato sul mio sedile. Potevo morire”: il drammatico racconto di Carla Wood

De Rensis: “Famiglia Poggi contro di me? Chiunque mi ha visto in aula sa che sono il contrario di un paraculo leccone e che l’ultima persona sulla terra con cui sarei ossequioso è l’avvocato che hanno nominato loro” 🔥 #filorosso #garlasco https://t.co/xxV7FhIyas #giustizia #diritti #legalità

Il quotidiano croato "Večernji list" dedica ampio spazio al grande Mondiale disputato da Petar Sucic. Il titolo è già eloquente: "Petar Sučić è il nuovo leader della nazionale croata, lo sanno anche al Real Madrid" "In un mondo in cui gli sportivi costruiscono con grande attenzione la propria immagine, Sučić è l’esatto contrario. Non ha Instagram, X né TikTok. La Croazia non è andata avanti, ma guardando al futuro emerge una certezza: abbiamo trovato un giocatore con la capacità di diventare un nuovo leader, un calciatore che, nonostante la sconfitta, si è affermato sul palcoscenico più importante e si è guadagnato il rispetto di icone del calcio come Cristiano Ronaldo. Anche se la Croazia ha chiuso troppo presto il proprio cammino, la prestazione di Sučić rappresenta una garanzia per il futuro, il segnale che l’era dopo Luka Modrić poggia su basi solide «Sučić è uno di quei giocatori diventati indispensabili in modo incredibilmente rapido. Ha tecnica, lavora tanto, ha carattere e qualità», ha detto il ct Zlatko Dalić, senza risparmiare elogi. Le grandi prestazioni con la maglia dell’Inter e della nazionale non sono passate inosservate. Già ora iniziano a circolare indiscrezioni sull’interesse dei maggiori club europei, compreso il Real Madrid e i giganti della Premier League inglese. Consapevole del gioiello che ha tra le mani, l’Inter avrebbe fissato una valutazione superiore ai 60 milioni di euro. Questo conferma soltanto come il suo potenziale sia stato riconosciuto ai massimi livelli e come un trasferimento astronomico in futuro possa essere soltanto questione di tempo. Oggi Petar Sučić è un leader silenzioso il cui momento deve ancora arrivare: un ragazzo cresciuto in una fattoria, davanti al quale il cielo è l’unico limite" #PetarSucic #Calcio #Mondiale

Filippo Mazzei, un medico toscano nato a Poggio a Caiano, svolse un ruolo fondamentale nella rivoluzione americana come amico di Thomas Jefferson e fonte d'ispirazione per la celebre frase Tutti gli uomini sono creati uguali nella Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti, venendo riconosciuto nel tempo come una delle figure più influenti di quel periodo cruciale. #FilippoMazzei #DichiarazioneIndipendenza #Uguaglianza

L’incredibile storia di Filippo Mazzei, il medico toscano che ispirò la frase sull’uguaglianza nella Dichiarazione d’indipendenza Usa
tronk Jul 2

Juli Poggio fulminó a Mica Viciconte luego de que criticara los looks escotados de Daniela Celis "Un escote no le falta el respeto a nadie, no daña a ningún niño, ni convierte a una mujer en menos profesional, menos valiosa o peor madre" #Empoderamiento #Moda #Respeto

questa è l’intercettazione completa tra Marco Poggi e i suoi genitori, colgo l’occasione per rinnovare i miei complimenti a @bugalalla per l’informazione eccellente e di grande qualità che sta facendo da molto tempo sul caso #garlasco https://t.co/kshraMcemm #garlasco #informazione #qualità

Quando vedo Albina Perri @SettGiallo attaccata in maniera becera da colleghe o pseudocolleghe, quando sento dare del coglione a #Civardi con giri di parole nemmeno troppo sottili, quando leggo su Facebook la beatificazione di #Sempio lodato per il suo meraviglioso equilibrio e la sua incredibile capacità di controllo, quando ascolto @robertosaviano dire che dovrebbero parlare di Garlasco solo quelli che hanno la "patente", quando mi imbatto nell'intellettualissimo @marcotravaglio e lo scopro, del tutto scomposto, impegnato ad insultare chiunque osi mettere in discussione la colpevolezza di Stasi, come un qualunque bullo delle medie, non posso fare a meno di chiedermi cosa ci sia davvero dietro all'omicidio della povera Chiara Poggi. In un mondo normale fuori Stasi, dentro Sempio e a nessuno sarebbe fregato un cazzo. Invece... #Giustizia #Opinione #Società

Il Messaggero Jun 23

Un testimone del delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, ha rivelato in un'intervista a volto scoperto di aver visto una ragazza bionda in bicicletta il giorno dell'omicidio e ha riferito di essere stato successivamente minacciato per aver parlato della sua testimonianza. #Garlasco #ChiaraPoggi #testimonianza

Garlasco, il testimone parla (a volto scoperto): «Il giorno del delitto ho visto una ragazza bionda in bici, aveva gli occhi spiritati. Mi hanno minacciato»

Stamattina su La7 Caporali, giornalista del Fatto, ha posto l'annosa questione: con la remigrazione chi raccoglierà i pomodori a tre euro l'ora? Questo pensiero piace così tanto alla sinistra che viene riproposto su base quotidiana come se fosse il silver bullet per fermare i licantropi fascisti. Al di là dell'aspetto umano di queste affermazioni (quindi il miglior argomento per tenere persone in Italia senza titolo è che possiamo farle lavorare a basso prezzo nei campi?) io mi domando se veramente questa gente pensa che, se domani dovessero magicamente sparire tutti gli immigrati, improvvisamente lasceremmo i pomodori a marcire nei campi. Come spesso accade, chi frequenta i salotti bene di sinistra non ha idea di come funzioni il mondo e magari non ha mai messo piede in un'attività agricola, tranne forse qualche cantina nel Chianti, e non si rende conto del cambiamento avvenuto nella composizione demografica del lavoro stagionale agricolo negli ultimi vent'anni. Fino ai primi anni 2000 il lavoro stagionale era sostanzialmente rivolto a chi aveva bisogno di un po' di pocket money per potersi pagare le vacanze: principalmente studenti delle superiori e studenti universitari. C'erano anche tante altre persone in situazioni di difficoltà che lavoravano per arrotondare, ma era pacifico a tutti che quello non era un lavoro fatto per mantenere una famiglia, bensì un lavoretto estivo per mettersi 2000 euro in tasca a fine stagione. Ovviamente non era legale, ma l'industria agricola poggiava su questo, e vi poggia tutt'ora. L'agricoltura non è esattamente un settore redditizio per gli imprenditori agricoli, e lo è ancora meno per chi passa le ore nei campi: tuttavia, la barriera all'ingresso era bassa, e per chi ama stare all'aria aperta l'idea di guadagnare 4/5 euro l'ora per raccogliere un po' di frutta non era male. Poi sono arrivati gli immigrati, i quali hanno accettato di fare lo stesso lavoro a prezzi inferiori. Il costo del lavoro si è praticamente dimezzato e i primi imprenditori ad assumere manovalanza a basso costo hanno potuto "tagliare" la concorrenza, che nel frattempo si è adeguata, spingendo fuori mercato quelle attività agricole tradizionali che cercavano di mantenere manodopera italiana pagata ai prezzi pre-immigrazione. Quegli studenti che trovavano conveniente lavorare per 4-5 euro l'ora hanno ritenuto non valesse la pena faticare per la metà dei soldi, e così sono stati di fatto "sostituiti" dai nuovi arrivati. Quindi, per rispondere alla domanda molto intelligente ma troppo borghese di Caporali, se domani sparissero gli immigrati clandestini quei pomodori non marciranno nei campi ma verranno raccolti da italiani disposti a lavorare a condizioni migliori di quelle attualmente offerte dal mercato. E perché mai si dovrebbe alzare magicamente il prezzo del lavoro, chiederà Caporali? Per lo stesso motivo per cui salgono tutti i prezzi: legge di domanda e offerta. L'arrivo di milioni di braccianti a basso costo ha inevitabilmente avuto un effetto distorsivo sul sistema dei salari, in un Paese la cui situazione salariale è già ferma al palo a causa della contrattazione collettiva, e i populisti di sinistra non si rendono conto (o fanno finta di non rendersi conto) di come l'immigrazione di massa abbia tolto opportunità proprio agli ultimi della società. Purtroppo il dibattito politico è distorto: la paura dell'ultradestra impedisce di ragionare su ciò che si dice. Per i conduttori dei talk-show bisogna tirare everything in the kitchen sink al Vannacci di turno, e quindi non c'è tempo di pensare alle idiozie che vengono fuori dalla parte dei "buoni" (a nulla). #Immigrazione #Agricoltura #Lavoro

L
lastampa.it Jun 22

Alberto Stasi, condannato per l'omicidio di Chiara Poggi, è tornato al lavoro a Milano con l'affidamento in prova e ha scherzato con i giornalisti dicendo: Vi sono passato davanti e non mi avete visto. #AlbertoStasi #omicidio #affidamentoinprova

Stasi va al lavoro a Milano scherza con i cronisti: “Vi sono passato davanti e non mi avete visto”

Sono tornata, dopo un’assenza da questo social di oltre 24 ore dovuta alla sospensione dell’account, a seguito delle segnalazioni di un sistema che ha alzato l’asticella oltre ogni limite, arrivando a scatenare le minacce di morte nei miei confronti. Tranquilli, non serviranno a fermarmi, continuerò con la stessa determinazione a raccontare l’inchiesta su #Garlasco, ma intanto il mio avvocato @EliAl73 ha sporto querela contro il pericoloso soggetto, con la richiesta di attivazione del codice rosso e l’immediata identificazione per l’applicazione di misure cautelari. Insomma, scopriremo chi è la persona dietro quel profilo. Intanto però, per poter revocare la sospensione, visti i tempi lunghi di verifica, sono stata costretta ad accettare l’ammonimento per la violazione delle regole: gli haters si accontentino di poco. A voi tutti, invece, dico grazie di cuore per la vicinanza e la solidarietà che mi avete dimostrato. Ho ricevuto tanti messaggi dalla maggioranza silenziosa di un popolo che non ha paura della verità, e che oscurano le cattiverie di quella minoranza rumorosa che, anche di fronte alle minacce di morte, sta sottolineando che me la sono cercata. Giusto per informare questi ultimi: anche qualora dovesse accadermi qualcosa, non cambierà nulla ad Andrea Sempio, perché non sono io che lo accuso di essere l’assassino di Chiara Poggi, ma una Procura, né sarò io a giudicarlo, ma una Corte. Quindi a meno che non siate intenzionati a compiere un omicidio di massa, vi direi di controllare le turbe con una terapia. Buon Solstizio d’Estate a chi porta il Sole nel cuore ♥️ #Garlasco #Giustizia #Solidarietà